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Scontri etnici tra africani e sudamericani

TREVISO – Scene da far west sabato notte sulle mura di Treviso, vicino al Bastione di San Marco. A fronteggiarsi, a suon di calci e pugni, due gruppi di giovani, tutti tra i 20 ed i 22 anni, buona parte già conosciuti dalle forze dell’ordine: da una parte alcuni ragazzi originari dell’est Europa, dall’altra dei sudamericani.

Il comune denominatore tra i partecipanti alla furibonda zuffa era il loro grado alcolico: quasi tutti erano praticamente ubriachi per aver bevuto in abbondanza nei bar del centro storico e nel parco giochi del Bastione. Avevano anche bottiglie di alcolici che si erano probabilmente procurati in precedenza per concludere la serata.

La rissa si è scatenata poco dopo l’1 a causa di uno “scambio di vedute” tra alcuni ragazzi delle due compagnie che spesso bazzicano nella zona: sono bastati alcuni insulti a far scattare la violenza. L’alcol ha fatto il resto. Ad accapigliarsi, raccontano alcuni testimoni, era almeno una trentina di giovani. La situazione per alcuni minuti è stata completamente fuori controllo.

Alcuni cittadini che si trovavano a passeggiare nella zona hanno rischiato di essere a loro volta coinvolti ed hanno lanciato l’allarme al 113 e al 112. In Questura sono finiti tredici ragazzi che sono stati identificati e sentiti in merito al pestaggio. Per tutti potrebbe scattare una denuncia per rissa aggravata in concorso.

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/TREVISO/treviso_rissa_etnica_bastioni/notizie/1335601.shtml

Italiana difende turista da banda di rom: pestata

Roma, città in balia della violenza rom. Per aiutare quei turisti che ancora vengono, ci devono andare di mezzo italiani onesti

Erano in tre, tutti giovanissimi, due ragazze e un ragazzo, e stavano tentando di rapinare una turista sulla metropolitana. Sono stati arrestati grazie a una testimone del fatto.

Durante una corsa dello metro A, all’altezza della stazione Barberini, i tre giovanissimi avevano tentato di borseggiare una turista. Ma un’altra donna, presente sulla metro, li ha visti e si è avvicinata per difendere la vittima del furto. Nel tentativo di risolvere la situazione, però, la testimone è stata aggredita dai tre giovani, e ha riportato qualche lieve ferita al viso.

Nella stazione c’erano alcuni agenti della Polizia di Stato del commissariato di Castro Pretorio, in servizio in abiti civili, che sono intervenuti in soccorso delle due vittime del trio. Dai racconti della testimone e di altri passeggeri, hanno potuto ricostruire la vicenda e fermare i tre.

Il trio, giovanissimo, di etnia rom, residente nel campo profughi di Aprilia e composto da due ragazze e un ragazzo è stato identificato e denunciato.
http://www.romatoday.it/cronaca/tentativo-borseggio-metro-polizia.html

Marino passeggia per Roma: assediato da venditori abusivi

Scende da San Pietro in Carcere e subito la scorta allontana un ragazzo che forse gli vorrebbe vendere un paio di volumi «eco-no-mi-ci» su Roma. Quando si muove il sindaco c’è sempre un certo codazzo: addetta stampa, staff e scorta minimal. Più cronisti e fotografi. L’effetto è quello di una bolla che cammina su e giù per i Fori. Il sindaco (e tutta la compagnia) si trova a fare lo slalom tra gli abusivi. Che forse lo riconoscono o forse no. Ma nel dubbio capiscono che è meglio mettersi un po’ fuori dalle inquadrature. E allora, all’ombra dell’ultimo sole poteva mancare anche il centurione romano-rumeno ubriaco che caracolla sullo sfondo? No, certo che no.

In questo circo a cielo aperto, tutti hanno cittadinanza. Tranne i vigili urbani in divisa. Che dovrebbero fare da deterrente invece non se ne conta nemmeno uno. Marino passeggia e si gode «questa bellezza». In molti lo fermano, gli fanno i complimenti per la pedonalizzazione, solo un ciclista polemizza un po’, ma è sulle «tasse per la casa troppe alte».

La bolla di cronisti-fotografi e staff segue Marino passo passo tra la folla. Dentro alla quale si mischiano alla perfezione gli ambulanti che fanno e risfanno la tela delle mercanzie per terra. È tutto molto normale, per essere ormai così surreale. Il suk a cielo aperto non fa quasi più notizia. Bisogna quindi fermarsi sui particolari. I bengalesi con gli occhi tristi che aspettano il via libera. I ragazzi arrivati dall’Africa che si ristorano – c’è una donna che passa loro i vettovagliamenti – prima di ributtarsi nella guerra. E si riparte. Turisti placcati, romani molto sbrigativi, operatori di Emergency molto comprensivi («Anche loro devono lavorare»). Il sindaco passeggia. Sale sul palco. Discorso contro chi vuole bombardare i barconi dei migranti: «Mai!». Una piccola folla – de sinistra – applaude. Sullo sfondo riecco il centurione. Spunta anche l’illusionista-fachiro. Prima di risalire in Campidoglio, il sindaco si affaccia sui Fori. Sguardo estasiato: «Bellissimi». E tutti questi ambulanti? «Sono un problema per il decoro e per l’economia: con il prefetto affronteremo il problema. Il nostro obiettivo è azzerarli». Sotto, gli affari proseguono.

http://www.msn.com/it-it/notizie/italia/roma-ai-fori-%C3%A8-caos-ambulanti-slalom-del-sindaco-marino-in-mezzo-agli-abusivi/ar-BBj8soh

Blitz della polizia al campo nomadi: attrezzi rubati per migliaia di euro

UDINE РGrazie a un controllo eseguito ieri pomeriggio dalla Squadra Mobile nel campo nomadi di via Monte Sei Busi, a Udine, la polizia ̬ riuscita a recuperare numerosi attrezzi da lavoro che in parte erano stati rubati in una nota azienda agricola e vitivinicola di Manzano pochi giorni fa.

Gli strumenti, del valore di diverse migliaia di euro, erano stati bene occultati dentro a un sacco di iuta e nascosti in un’area usata come discarica. Tra il materiale rinvenuto pure delle forbici idrauliche per la potatura, di tipo professionale, del costo, sul mercato, di 2.500 euro. La polizia ha poi recuperato un martello pneumatico di marca Bosch, una motosega tagliamuri e altri accessori.

Ora la Squadra Mobile indaga per risalire ai proprietari di tutti gli altri attrezzi e per individuare eventuali responsabilità per i furti o la ricettazione del materiale. Il controllo, disposto dal questore Claudio Cracovia, è stato eseguito in collaborazione con il Reparto prevenzione crimini violenti di Padova.

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/UDINE/campo_nomadi_udine_trovati_attrezzi_rubati/notizie/1328126.shtml

Rissa a bottigliate tra ‘profughi’ somali in edificio occupato

La casa dedicata a Don Gallo in via...

PADOVA. Alcuni profughi somali si sono presi a bottigliate nella notte in via Tommaseo davanti a Casa Don Gallo, l’edificio occupato dai centri sociali per dare ospitalità ai rifugiati. L’allarme è giunto alla centrale operativa della Questura dopo le chiamate giunte da personale del Suem e automobilisti, tutti spaventati di fronte alla scena che si presentava: due persone a terra, chiazze di sangue e cocci di bottiglia ovunque.

In ospedale sono finiti in due, entrambi hanno poco più di 25 anni: uno ha avuto 15 giorni di prognosi, l’altro solo qualche graffio. Il ferito più grave, dopo qualche ora, è stato sentito in Questura. Secondo quanto riferito la lite sarebbe scoppiata per soldi. Alcuni connazionali pretendevano una cifra in denaro e lui ha risposto che no, soldi non ne aveva. Insomma, il caso non è ancora ben chiaro. Certo è che la polizia sta cercando di fare luce sull’episodio.

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/05/01/news/rissa-a-bottigliate-tra-profughi-somali-davanti-a-casa-don-gallo-due-feriti-1.11340179

Tre romeni denunciati per opere d’arte e oggetti di antiquariato

Importante operazione dei carabinieri  della Compagnia di Copparo, che domenica sono stati impegnati nell’attività investigativa a seguito di un furto denunciato nella mattinata presso la stazione dei carabinieri di Tresigallo. La vittima riferiva che ignoti, durante la nottata precedente, si erano introdotti, mediante effrazione di una porta, all’interno della propria abitazione ubicata a Final di Rero, asportando oggetti d’antiquariato acquistati in Francia e risalenti al periodo storico compreso tra il 1700 ed il 1900.

I malfattori, in particolare, si erano impossessati di ben 45 quadri ad olio, 3 orologi soprammobili, 6 candelabri, 1 dea alata e 2 vasi antichi nonché di 2 pluviali in rame, della lunghezza di circa 5 metri, quest’ultimi divelti dall’esterno dell’abitazione prima di darsi alla fuga.

I carabinieri facevano immediatamente scattare tutti gli accertamenti, con controlli e verifiche anche sul conto di soggetti già noti alle forze dell’ordine e potenzialmente ritenuti capaci di commettere azioni delittuose, nonché sui soggetti d’interesse operativo monitorati dai carabinieri in tutta la provincia nel corso dei servizi di controllo del territorio svolti la notte precedente. Ricollegando le pregresse attività d’indagine tra i comandi di Copparo, Ferrara e Comacchio, emergevano concordanti indizi a carico di alcuni soggetti.  La conferma della bontà investigativa si aveva con le perquisizioni domiciliari operate in un’abitazione ubicata nel Comune di Ferrara ed occupata da tre persone di nazionalità rumena, due dei quali gravati da numerosi precedenti penali per reati predatori ed un terzo incensurato. Nel corso delle stesse veniva rinvenuta e sottoposta a sequestro l’intera refurtiva che dopo la puntuale catalogazione è stata restituita all’avente diritto. I soggetti trovati in possesso della refurtiva, tutti di nazionalità rumena, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara per concorso in ricettazione, e sono: I.T. di anni 39 ed S.V., di anni 55,  entrambi  censurati e domiciliati in Villanova di Denore, nonché R.V., di anni 36, incensurato e senza fissa dimora.

http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2015/04/27/news/tre-persone-rubano-opere-d-arte-e-oggetti-di-antiquariato-1.11316256

Profughi arrestati sull’Euronight: dopo gli sbarchi molti tentano la fuga in treno

Nel CIE non c’è posto: clandestini spacciatori liberi ore dopo lo sgombero

Pontedera, 24 aprile 2015 – A spasso come lo erano fino a martedì mattina, prima del blitz dei carabinieri e della polizia municipale. Gli otto clandestini, trovati in due casolari abbandonati nella zona di Pietroconti, alle porte di Pontedera, non sono stati espulsi dall’Italia, come prevede la legge italiana. Questo perché nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) di tutto lo Stivale italico non ci sono posti dove accoglierli prima di rimpatriarli in Marocco, il Paese da dove sono arrivati tra il 2012 e il 2013 salendo sui «barconi della speranza» trasformatisi troppe volte, come successo anche questa settimana, in trappole di morte nel Mediterraneo.

Gli otto marocchini – tutti con età compresa tra i 19 e i 28 anni – non hanno alcun obbligo nei confronti della giustizia italiana. Non potendo trattenerli in caserma o in questura in attesa che si liberino posti nei Cie, sono stati invitati a presentarsi alla Questura di Pisa per regolarizzare la propria posizione, sempre come prevede la legge sull’immigrazione. Non possiamo esserne certi e neppure avere la presunzione di andare a leggere le intenzioni altrui, ma se questi otto giovani hanno vissuto da clandestini per due o tre anni – pare dedicandosi allo spaccio della droga nelle zone di La Rotta, Montecastello e delle Tre Campane e vivendo in casolari freddi, bui, malsani e abbandonati – che interesse hanno ora a presentarsi per regolarizzare la propria posizione? Solo perché se vengono fermati una seconda volta vengono arrestati? Intanto, per la mancanza di otto posti nei Centri di identificazione e accoglienza italiani, una mattinata di controlli nella campagna intorno a Pontedera e in altre zone della Valdera rischia di esser vanificata. Evidenziando l’urgenza di un cambiamento delle regole.

http://www.lanazione.it/pontedera/non-c-%C3%A8-posto-nel-centro-d-accoglienza-i-clandestini-espulsi-sono-gi%C3%A0-a-spasso-1.884551

Pompieri spengono incendio: Rom li aggrediscono

Un incendio si è sviluppato nel tardo pomeriggio di ieri nel campo rom di Scampia: intervengono i vigili del fuoco e vengono aggrediti. Le fiamme che stavano per avanzare verso le baracche abitate anche da bambini hanno distrutto anche un’auto e sono state spente dai caschi rossi che ancora una volta sono stati aggrediti come è accaduto in altre emergenze simili. A causare il rogo sarebbero stati gli stessi rom per bruciare rifiuti. Cinque vigili del fuoco sono stati costretti a farsi medicare in ospedale.

«Da tempo – ha detto il presidente della Municipalità Angelo Pisani – abbiamo lanciato l’allarme sui roghi tossici e sui fumi avvelenati che salgono dal campo a tutte le ore. Un grave pericolo, certificato anche dalla locale Asl, di fronte al quale nessuna autorità si è mossa, nonostante le ripetute sollecitazioni della Municipalità. Di fronte a tanta inerzia delle istituzioni – rincara la dose Pisani – il minimo che ci si dovesse aspettare era un incendio, che avrebbe potuto avere conseguenze ancor più gravi se non fossero tempestivamente arrivati i vigili del fuoco».

«Per questo – annuncia il presidente – rispettando il dovere di tutelare la salute di tutti e la pubblica incolumità, intanto faremo installare cartelli nei quali si mette in guardia la popolazione, ma per l’ennesima volta invito tutti, in primo luogo il Comune, ad assumersi le proprie responsabilità».

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/napoli-scampia-roma/notizie/1316141.shtml

Altri Rom milionari con il conto in banca e mantenuti dai contribuenti

“Certo, certo che ho il conto alle Poste. Ho depositato in 35 anni di lavoro la somma di 100mila euro.

Haakja Husovic è stato espulso, insieme ad altri 67 rom, sono stati sgomberati dal campo nomadi di via di Salone dopo l’accertamento patrimoniale su alcune famiglie ospiti. Sarebbero sbucati fuori conti nell’ordine delle decine di migliaia di euro.

Gli agenti della polizia municipale del gruppo Sicurezza pubblica emergenziale (Spe), guidato dal comandante Antonio Di Maggio, hanno allontanato dieci nuclei familiari composti da 68 nomadi che vivevano abusivamente nei container del campo autorizzato. L’operazione, che ha liberati quattordici moduli abitativi e li ha riconsegnati al Dipartimento politiche sociali, è la seconda tranche di quella iniziata a metà aprile. Gli allontanamenti, disposti dall’assessorato Politiche sociali guidato da Francesca Danese, hanno colpito solo finti indigenti che non hanno alcun diritto a usufruire dell’assistenza dell’amministrazione capitolina. Sui loro conti correnti o depositi postali sono state trovate centinaia di migliaia di euro.

È il caso, per esempio, di Husovic, bosniaco che vive in Italia da parecchi anni prima della guerra in Jugoslavia. Ha come tutti i rom una famiglia numerosa (“otto persone tra figli, nipoti e nuore”) e dice di fare l’artigiano (“aggiusto qualsiasi oggetto”). Di tanto in tanto, ripulisce le cantine e fa i traslochi con il suo furgone. “Dovevano fare questi accertamenti prima non dopo tutti questi anni – continua Husovic – adesso molti dei nostri bambini che vanno ascuola dovranno interrompere le lezioni perché non abbiamo al momento unposto dove andare. Potevano almeno far finire l’anno scolastico”. Ora il rischio è quello di un flash back: i rom sgomberati hanno già fatto sapere che torneranno al Casilino 900. Perché di comprarsi una casa o di pagare un affitto, anche se hanno i soldi per farlo, non se ne parla proprio.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/centinaia-migliaia-euro-sui-conti-correnti-vivevano-nel-1119884.html