Category: EVIDENZA

Molestata da profugo sul bus della scuola

Molestata da un migrante sull’autobus. Un trauma enorme, di quelli che non si possono cancellare, quello vissuto da una ragazzina di Isernia qualche giorno fa. Come ogni mattina la piccola è salita sul pullman che dalla periferia del capoluogo pentro conduce al terminal. Dopo qualche fermata è salito un gruppo di ospiti di uno dei centri di accoglienza temporanei presenti sul territorio comunale. L’autobus era pieno e, stando a quanto riferito dalla dodicenne, uno dei ragazzi stranieri gli si sarebbe avvicinato un po’ troppo, palpeggiandola. In un primo momento la ragazza ha pensato che fosse un atto involontario, dovuto al fatto che il mezzo pubblico era pieno di persone in quel momento. Dopo però ha capito che il gesto del migrante era voluto. Alcuni suoi amici si sono accorti di quel che stava accadendo e hanno difeso la loro compagna.
In un primo momento la minorenne ha tenuto per sé quello che era accaduto. Ma era un peso troppo grande da sopportare e così ha deciso di raccontare tutto alla mamma e al papà. Sono stati proprio i genitori della piccola a rivolgersi alla nostra redazione per denunciare l’episodio, preferendo, almeno per ora, non rivolgersi alle forze dell’ordine per evitare un altro trauma alla figlia, già duramente provata per quanto accaduto.
«Quello che è successo a nostra figlia – hanno sottolineato i genitori della ragazza – è orribile ed è l’esempio di una situazione divenuta insostenibile. Soltanto qualche giorno fa l’autista di uno dei pullman è stato costretto a fermarsi perché due migranti si sono picchiati. I bus – hanno aggiunto – sono sempre strapieni perché oltre che dagli studenti e dai pendolari, vengono utilizzati dagli ospiti dei centri di accoglienza. Per questo abbiamo sollecitato gli amministratori comunali affinché vengano aumentate le corse. Almeno per il momento abbiamo deciso di non rivolgerci alle autorità competenti. Se però in tempi stretti non avremo risposte concrete e risolutive, denunceremo l’accaduto in Procura».

Isernia, studentessa minorenne molestata sul pullman da un giovane migrante

 

Migrante vuole essere visitato per primo, minaccia medico armato di coltello

Ha minacciato un medico con un coltellino

Controllore chiede biglietti, Immigrati lo abbattono a pugni

Chiede il biglietto ad un gruppo di ragazzi, ma uno di loro gli sferra un pugno in pieno petto. Aggressione, ieri pomeriggio, pochi minuti prima delle 15, alla stazione ferroviaria di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi: vittima un controllore di 32 anni, residente a Lodivecchio, reo solamente di aver domandato ad alcuni giovani di esibire il ticket di viaggio. L’episodio è avvenuto quando il treno stava arrivando in stazione, sul terzo binario.

I prepotenti, quattro o cinque in tutto probabilmente extracomunitari, evidentemente viaggiavano «gratis» sul treno. Ieri l’episodio ha avuto un finale drammatico. Il dialogo tra il controllore che stava facendo il suo dovere e i ragazzi è durato ben poco: uno del gruppetto infatti è passato dalle parole ai fatti e, ad un certo punto, ha sferrato un pugno dritto nello sterno dell’addetto, facendolo accasciare a terra. I ragazzi poi sono scappati, lasciando l’uomo a terra dolorante. Dopo pochi istanti, il controllore si è steso su una panchina a lato del binario mentre alcuni colleghi ed altri passeggeri del treno fermo gli hanno prestato aiuto. L’uomo è stato soccorso dai sanitari di un’ambulanza della Croce Azzurra di Chignolo Po, allertata dal 118.

Dopo le prime cure lo hanno trasferito al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno. Sono intervenuti i carabinieri della stazione di Casale e successivamente anche una pattuglia della Polfer di Lodi. Il convoglio ha accumulato un ritardo di 47 minuti sulla tabella di marcia. È cominciata subito la caccia all’uomo, ma anche se ieri le ricerche del gruppo sono risultate negative, le forze dell’ordine ritengono di potere avere alcune chances per identificarli tenuto conto dell’identikit fornito dal controllore e forse grazie ad alcune immagini di telecamere.

http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/aggressione-treno-casalpusterlengo-1.3557433

‘Vi ammazzo tutti’, ex Profugo armato di coltello scatena il caos

“VI ammazzo, vi ammazzo tutti”. Poche parole, chiarissime, e si è buttato sul cassetto dei coltelli, cercando di afferrarne uno. A evitare che la situazione degenerasse e che qualcuno potesse farsi male sul serio, è stato il pronto intervento di un carabiniere della stazione di Vinci che ha immobilizzato e arrestato l’ex richiedente asilo, protagonista di un pomeriggio di follia. Tutto al termine di una estenuante trattativa, andata avanti ore: da una parte i gestori del centro di accoglienza e le forze dell’ordine, dall’altra il giovane, un 24enne originario del Gambia, deciso a non lasciare la struttura nella quale, peraltro, viveva da abusivo.

E’ successo nel pomeriggio di mercoledì in via Cino da Pistoia nel borgo di Leonardo, dove erano in corso le operazioni di sgombero e smantellamento di uno dei centri gestiti dal consorzio Co&So. Gli ospiti presenti sono stati destinati ad altri centri presenti in Toscana. Insomma, niente di strano se non fosse stato per l’atteggiamento dimostrato fin da subito dal 24enne ‘abusivo’ in quelle stanze, dalle quali era stato allontanato mesi fa. Lo scorso anno, gli era stato revocato lo status di profugo in quanto era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Empoli. Detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, l’accusa mossa nei suoi confronti dai militari che lo avevano sorpreso nei pressi della stazione ferroviaria di Empoli in possesso di oltre cinquanta grammi di hashish e di cinque grammi di marijuana. Subito per lui scattarono revoca e allontanamento. Un passaggio, quest’ultimo, mal digerito, come dimostrato anche dall’atteggiamento tenuto l’altro giorno. Gli operatori, esasperati e inermi di fronte al 24enne barricatosi in una delle stanze, sono stati costretti a richiedere l’intervento dei carabinieri.

Dopo alcune ore di dialogo e mediazione da parte degli uomini dell’Arma e del personale presente, finalmente, il gambiano sembrava essersi convinto che lasciare la struttura fosse una cosa necessaria e inevitabile: aperta la porta della stanza nella quale si era chiuso ore prima, era uscito, mostrando calma e controllo. Ma era soltanto apparenza. Quando la situazione pareva risolta, con un gesto svelto e improvviso, il 24enne si è introdotto nuovamente all’interno, dopo aver spintonato i carabinieri. Si è diretto senza esitazione in cucina e lì ha raggiunto il cassetto dove erano custoditi i coltelli, minacciando i militari. A quel punto, uno di loro gli si è avvicinato, bloccandolo prima che riuscisse nel suo intento di afferrare un coltello. Il gambiano è stato arrestato per violazione di domicilio aggravata e resistenza a pubblico ufficiale e portato nelle camere di sicurezza della Compagnia di via Tripoli a Empoli. Sottoposto ieri mattina a processo per direttissima, per lui sono stati decisi convalida e divieto di dimora in provincia di Firenze.

http://www.lanazione.it/empoli/cronaca/vi-ammazzo-tutti-armato-di-coltello-scatena-il-caos-1.3556489

Difende cagnolino, migrante le spezza due dita

SUZZARA. Un tempo erano amici ma l’aggressione a un cagnolino ha fatto dimenticare quell’amicizia. I due si sono così ritrovati a processo dove il primo è imputato di lesioni e la seconda è la vittima.

Siamo nel dicembre di tre anni fa. Una signora esce di casa e con il cane al guinzaglio raggiunge i giardini Cadorna di Suzzara, dove incontra Monsef Bourgana, di 25 anni che è in compagnia di un amico. Si conoscono, scambiano un paio di battute e poi, non si sa perché, i due cominciano a gettare dei sassolini contro l’animale.

«Il mio cagnolino – ha raccontato la donna al giudice – è epilettico. Dopo essere stato colpito diverse volte ha reagito e si è slanciato verso Monsef, morsicandolo al ginocchio. Poverino, che doveva fare! Io avevo detto a Monsef di smetterla ma lui ha continuato a gettargli sassi addosso». Dopo essere stato morsicato il 25enne ha avuto una reazione molto violenta. Ha colpito il cagnolino con violenti calci alla pancia. La donna, per difenderlo, si è così scagliata contro il giovane. Ne è nata una collutazione alla quale avrebbero assistito diversi testimoni al termine della quale il giovane ha afferrato la sua mano e le ha spezzato due dita.
«Era molto freddo e sulle prime non mi faceva male, ma la mattina dopo non potevo resistere dal dolore. Sono quindi andata al pronto soccorso dell’ospedale di Suzzara dove i medici, dopo avermi controllato la mano, mi hanno detto che dovevo operarmi subito». E così è stato. La donna, oltretutto è già invalida del 2003. All’ospedale ha raccontato l’accaduto e i medici hanno informato i carabinieri. Il giovane è stato così denunciato per lesioni.

Dopo aver sentito la testimonianza della vittima, il giudice ha rinviato l’udienza al 9 gennaio prossimo, nel corso della quale sarà sentito l’imputato e sarà emessa la sentenza.(gol)

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2017/11/22/news/suzzara-difende-il-suo-cagnolino-e-le-spezzano-le-dita-della-mano-1.16150691?ref=fbfma

Fausto Leali rapinato da 4 Zingari: “Mi hanno portato via tutto”

Blocca auto e le punta coltello alla gola: “Dammi i soldi”

Blocca l’auto mettendo un mattone vicino ad una ruota della macchina, la donna scende per verificare il motivo e dall’oscurità si materializza uno sconosciuto che le punta un coltello e la rapina. Terrore, nella tarda serata di martedì, in via Roma, lungo l’asse principale di San Rocco al Porto: la serranda del bar Roma Cafè è appena stata abbassata e la proprietaria, una 39enne residente in un comune vicino sempre nella Bassa, ha appena salutato la sorella. Le loro strade si dividono, ma una delle due non sa che, da lì a pochi minuti, avrebbe vissuto attimi da incubo. La 39enne fa solo alcuni passi e raggiunge la propria autovettura posteggiata sempre in via Roma, all’altezza più o meno del civico 40.

Sale a bordo, la mette in moto, ma qualcosa non va: la macchina sembra non riuscire a muoversi correttamente ed allora la donna scende a vedere cosa possa essere successo. Non fa in tempo a scorgere che sotto l’abitacolo vicino ad uno pneumatico c’è un mattone e soprattutto non riesce nemmeno a chiedersi come possa essere finito lì; in un lampo, si materializza davanti a lei un tizio, successivamente descritto con la pelle olivastra ed alto all’incirca un metro e settanta, che le punta un coltello a pochi centimetri dal volto, intimandole di consegnargli la borsetta. Probabilmente l’aggressore punta all’incasso del bar, pensando che la 39enne l’abbia portato con sè. Lo sconosciuto si impossessa della borsa e scappa a piedi in tutta fretta. Forse raggiunge una vettura posteggiata poco distante ed imbocca la vicina via Emilia ma sono tutti elementi che sono al vaglio degli inquirenti.

Nella drammaticità del blitz, però, spicca anche l’unica nota positiva: il rapinatore non sa che l’incasso lo aveva preso la sorella della vittima e l’obiettivo finale di racimolare un bottino più consistente fortunatamente sfuma. E il ladro si deve «accontentare» di un bottino di circa 150 euro e dell’Iphone. Il rapinatore fugge e la donna, in stato di comprensibile choc, chiede aiuto urlando. Un vicino di casa sente le grida disperate, soccorre la vittima e allerta i carabinieri del comando compagnia di Codogno i quali giungono sul posto per verificare l’accaduto e cercare elementi utili per risalire al colpevole. La donna, nonostante non sia rimasta ferita durante la rapina, è costretta però a ricorrere alle cure dei sanitari del 118 ed essere accompagnata in ospedale a Codogno per accertamenti. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini e non è escluso che vengano visionate le immagini di telecamere pubbliche o private per capire gli spostamenti del malvivente.

http://www.ilgiorno.it/lodi/cronaca/colpo-paura-1.3554107

Ius Soli, sgominata un’altra baby-gang di immigrati: il terrore del quartiere

Sono accusati di 19 episodi: “Erano diventati l’incubo dei ragazzini del quartiere”

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/baby-gang-1.3552836

Firenze: famiglia turisti circondata da Nordafricani

Madre e figli sono stati circondati da quattro nordafricani, che hanno infastidito la donna accerchiandola e abbracciandola, e poi hanno sfilato il cellulare dalla tasca di uno dei figli, intervenuto in sua difesa. Ad agire, la notte scorsa in via dei Benci, nel centro storico di Firenze, sono stati quattro uomini di probabile origine nordafricana.

Le vittime dell’episodio, sul quale indaga la polizia, sono turisti Usa in vacanza a Firenze. Secondo quanto ricostruito, intorno a mezzanotte la madre 53enne stava passeggiando in via dei Benci col figlio di 19 anni e la figlia 23enne. Il gruppo di malviventi si è avvicinato alla donna, toccandole le spalle e abbracciandola. Il 19enne è intervenuto in sua difesa e ha iniziato a spintonarsi con uno dei nordafricani, che poi è scappato via con gli altri dopo avergli sfilato lo smartphone dalla tasca del giubbotto.

http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/via-de-benci-1.3553232

Gli nega l’ennesimo panino gratis, lui la minaccia con un taglierino

Gli nega l’ennesimo panino gratis, lui la minaccia con un taglierino: denunciato

La proprietaria del bar, mossa da compassione gli dava sempre un panino gratis o qualcosa da bere. La titolare del locale lunedì, all’ennesima richiesta, si è rifiutata di regalargli il cibo e per tutta risposta è stata minacciata con un taglierino.

DEUNCIATO

L’episodio ha riguardato un tunisino di 27 anni tossicodipendente con diversi precedenti. L’uomo, quando gli è stato rifiutato il pasto gratuito, è andato in escandescenza e ha cominciato a urlare, minacciando la titolare e rompendo un tavolino del bar. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per porto abusivo di armi, minaccia aggravata e danneggiamento.

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