Category: Padova

Supermamma di 14 figli trascinata da Immigrati fuori auto e rapinata

PADOVA – Supermamma di 14 bambini rapinata e picchiata di fronte alla stazione ferroviaria senza che nessuno alzasse un dito per aiutarla. La donna era seduta all’interno del pulmino che usa per spostare la sua numerosa famiglia, in attesa delle figlie che stavano tornando a Padova in treno.

Alessandra Bortoletto Calò 45 anni, si è difesa con tutte le sue forze, impedendo ai malviventi di rubarle la borsa, ma vista la sua tenacia, il rapinatore, uno straniero, l’ha trascinata fuori dall’abitacolo, strattonandola e picchiandola, finché non ha deciso di cedere e di fuggire, senza borsa, lasciandola dolorante e piena di lividi a terra sul marciapiede. È successo domenica, attorno alle 18, nell’indifferenza dei passanti.

La donna, molto nota per via della sua famiglia extra large, è arrabbiata, delusa, impaurita: «Queste cose non dovrebbero accadere a nessuno. Sono sconvolta» racconta ancora molto agitata per quel che le è capitato. La brutta avventura l’ha toccata così profondamente, che la 45enne ha deciso di raccontarla anche al sindaco Sergio Giordani, affinché il primo cittadino possa prendere provvedimenti per salvare la sua Padova. «Ho sempre vissuto qui – spiega – L’ho amata questa città, quando era viva e sana. Ieri pomeriggio (domenica, ndr) aspettavo le mie figlie davanti al piazzale della stazione. Ero seduta nel posto del conducente quando, a un tratto, nel nostro pulmino è entrato un extracomunitario, mentre un secondo personaggio faceva da palo».

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PADOVA: BIMBA DI 12 ANNI MOLESTATA DA IMMIGRATO MENTRE E’ IN BICI CON LA MAMMA

PADOVA – Doveva essere una spensierata scampagnata in bicicletta, da Arzergrande a Piove di Sacco e ritorno. Invece, mercoledì dopo cena, la pedalata serale di una mamma con le sue tre figlie, di 12, 15 e 20 anni, si è trasformata in un incubo per la famigliola. La sorella minore, infatti, sarebbe stata molestata sessualmente da un giovane nordafricano, come denunciato ai carabinieri di Piove di Sacco dalla sorella maggiore, la sera stessa, e dalla madre, la mattina dopo.

Sono circa le 22 quando il gruppetto arriva vicino alla stazione ferroviaria, in via Vittorio Veneto. Le cicliste hanno già fatto qualche chilometro e si fermano per riposare un attimo, anche perché, sulla loro strada, si presenta un ragazzo straniero, sui vent’anni o poco più. Forse è un nordafricano vista la sua carnagione e come parla. La ventenne racconta che il giovane ha fermato la sorella di 15 anni, che viaggiava in testa alla fila indiana, per chiederle qualche informazione sulla moschea più vicina. La raggiungono subito anche le altre tre, e la mamma risponde alle domande del ragazzo che poi ringrazia e fa per andarsene. La comitiva riparte, da ultima, in fondo, la figlia 12enne, che a un certo punto grida il nome della sorella maggiore. Poi arriva piangendo, raccontando che quell’uomo l’ha molestata mettendole le mani sui fianchi, e addirittura qualcosa di peggio, di ancor più spinto: «Mi ha fatta sentire male» spiega la ragazzina alla ventenne e alla mamma.

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Espulso mesi fa era di nuovo in Italia a spacciare

PADOVA – Era stato espulso dall’Italia il 13 gennaio scorso con accompagnamento coattivo alla frontiera e l’uso del vettore aereo con tratta Venezia-Roma-Tunisi. In Italia la sua occupazione principale era lo spaccio di stupefacenti che svolgeva sul territorio di Padova, Mestre e Chioggia, aree in cui in più occasioni incappava nei controlli delle Forze dell’Ordine.

Già arrestato nel 2015 a Padova perché, seppur privo di patente, alla guida di una vettura si dava alla fuga dopo aver provocato un grave incidente stradale con feriti. E ancora, ieri sera intorno alle 22 la Polizia Ferroviaria di Padova nel corso dei normali controlli estesi all’esterno della stazione lo ha identificato e l’uomo ha esibito una carta di identità rilasciata dal comune di Caserta. Gli agenti, non avendo però riscontro del possesso del permesso di soggiorno e per nulla convinti delle spiegazioni di circostanza che lo straniero riferiva per sviare i controlli, hanno effettuato degli approfondimenti scoprendo che il documento risultava oggetto di furto di uno stock di documenti sottratti in bianco presso il comune di Caserta nel marzo scorso. Dal successivo fotosegnalamento sono emersi tutti i precedenti del tunisino che è stato arrestato.

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Migrante aggredisce ragazza per strada perché ha caldo

Momenti di paura mercoledì in via Maroncelli attorno alle 12.30 quando un uomo ha strattonato senza un apparente motivo una ragazza che era a passeggio col cane prima di dileguarsi. Il padre ha subito allertato le forze dell’ordine, che sono giunte sul posto poco dopo.

AGGRESSIONE. Una pattuglia della polizia ha perlustrato la zona, trovando l’uomo che dormiva su una panchina. Si tratta di un egiziano di 32 anni senza fissa dimora e irregolare. Non appena gli sono stati chiesti i documenti, l’uomo ha aggredito gli agenti, prendendosela prima col capo pattuglia e poi col collega. A fatica i poliziotti lo hanno immobilizzato e arrestato con l’accusa di minaccia, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il 32enne non era ubriaco e nemmeno drogato, probabile che il caldo gli abbia dato alla testa, portandolo ad accanirsi su passanti e forze dell’ordine. Agli agenti sono stati dati due giorni di prognosi per le contusioni riportate.

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Padova, immigrati scatenati: anziani sotto choc dopo rapina – VIDEO

Padova, anziana scaraventata già dalle scale da Rom

PADOVA – Ha trovato i ladri in casa mentre saliva al suo appartamento. Per fuggire, i due malviventi, nomadi, l’hanno spinta giù dalle scale, rompendole una gamba. Sono stati attimi di terrore quelli vissuti mercoledì intorno alle 9.30 in un condominio al numero 6 di via Cavalletto, a pochi passi da Prato della Valle. Una 59enne che abita nel palazzo, E.D., era nel suo garage al piano seminterrato assieme al figlio trentenne, D.T., quando ha deciso di tornare nel suo appartamento al primo piano. Quando la donna è arrivata davanti alla porta di casa, l’ha trovata aperta. All’interno due persone che appena l’hanno sentita arrivare, si sono fiondate fuori dall’uscio, imboccando le scale, spingendo la 59enne giù per i gradini. La donna a quel punto ha urlato e chiamato il figlio, che era ancora nel garage al piano inferiore, che sentendo le grida e il trambusto, si è precipitato verso l’appartamento.

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Nigeriana senza biglietto morde controllori

Ha aggredito, graffiato e preso a morsi i controllori che l’avevano sorpresa senza biglietto.

GRAFFIA E MORDE I CONTROLLORI. È accaduto alle 11 di mercoledì mattina, in piazzale della Stazione a Padova. Sul posto, su richiesta del personale di Busitalia Veneto, è intervenuta una volante della polizia. Nei guai è finita A.O., 28enne nigeriana residente in città. La giovane, poco prima, aveva graffiato un addetto al controllo dei titoli di viaggio e morso un suo collega. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

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Reagisce a rapina, preso a morsi da profuga

Si sente estrarre il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ma quando tenta di fermare la ladra viene morso alla mano. Devono intervenire i carabinieri di Monselice, che riescono a intercettare l’azzannatrice sul treno in partenza per Padova.
Protagonista, suo malgrado, dell’insolito agguato è A.G., imprenditore di 51 anni di Este. L’episodio è avvenuto ieri mattina, alla stazione dei treni a Monselice. L’atestino, intorno alle 9, era in coda alla biglietteria, in attesa di farsi il biglietto ferroviario per Padova.
Proprio in quel momento una donna di colore, risultata una richiedente asilo, con mossa fulminea, gli ha sottratto il portafoglio dalla tasca posteriore dei pantaloni, dandosi rapidamente alla fuga a piedi.
Giusto il tempo di rendersi conto dello scippo e il cinquantunenne ha cominciato a urlare richiamando l’attenzione degli altri viaggiatori. La scena concitata ha dunque avuto numerosi spettatori.
A.G. è quindi riuscito a raggiungere la profuga, che tuttavia, per divincolarsi, non ha esitato a mordere alla mano sinistra il malcapitato imprenditore. Libera dalla presa dell’uomo, la malvivente si è rimessa in fuga riuscendo a salire sul convoglio ferroviario diretto al capoluogo patavino.
Una pattuglia di carabinieri della stazione di Monselice, impegnata in un servizio perlustrativo nella zona della stazione, è stata avvisata di quanto stava accadendo nei pressi della biglietteria. Giunti in stazione, i militari si sono messi in contatto con il personale delle Ferrovie dello Stato in serizio sul treno della fuggitiva.
Il convoglio ferroviario è stato quindi fatto sostare dopo pochi minuti alla stazione di Battaglia Terme: qui militari dell’Arma sono riusciti a rintracciare e a bloccare la donna. Si tratta di Happy Eiogbamien, 20 anni, nigeriana che risulta domiciliata a Roma, incensurata, in Italia dal luglio del 2016. La straniera, richiedente asilo, è stata tratta in arresto in flagranza del reato di rapina, e quindi condotta in caserma ad Abano Terme.
Su disposizione del magistrato di turno della Procura della Repubblica patavina, sarà trattenuta in camera di sicurezza fino al
rito direttissimo previsto per questa mattina.
La vittima della rapina – e della morsicatura – è stata accompagnata in ospedale a Monselice, medicata e dimessa con qualche giorno di prognosi per le ecchimosi riportate sul dorso della mano a seguito dell’aggressione.

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2017/05/29/news/derubato-alla-stazione-e-preso-a-morsi-dalla-ladra-1.15409844

Padova, fa entrare in casa i vicini albanesi: massacrata di botte

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2017/05/28/news/anziana-padovana-aggredita-e-torturata-in-casa-1.15401201

PADOVA. Apri quella maledetta porta e il mondo fuori ti travolge con tutta la sua violenza. Per Cecilia Zanibon, 79 anni, il volto della violenza è quello di un ragazzino biondo con i capelli pettinati a cresta. Ha bussato alla sua porta chiedendo un favore e lei, madre e nonna, di fronte a quel viso giovane non si è sottratta. L’ha fatto entrare in casa inconsapevole della furia che si celava dietro quell’espressione di ragazzino con poco più di vent’anni. Cecilia Zanibon è stata prima strangolata, poi torturata con un taser. Nell’improbabile corpo a corpo ha perso l’equilibrio ed è finita a terra. Frattura del setto nasale. «Un dolore così non l’ho mai sentito in vita mia» dirà ventiquattrore dopo in un letto del reparto di Neurochirurgia. Le ferite rimediate sono materia per neurochirurghi perché la belva con la faccia da ragazzino le ha puntato lo storditore elettrico alla testa. Cinque, sei, forse anche sette volte. Tante sono le ferite medicate nel cuoio capelluto. Scariche da 50 mila volt che l’hanno tramortita per quasi un’ora.

Via Durer 31, ore 13 di un venerdì come tanti in una palazzina anni 70 con nove appartamenti nel cuore del quartiere Arcella. Cecilia Zanibon, vedova da 15 anni, sta preparando il pranzo. Deve mangiare in fretta perché alle 15 ha l’appuntamento fissato per la pedicure. Mentre controlla le pentole sul fuoco sorride pensando al giorno prima, trascorso interamente con le due figlie e i cinque nipotini. Era l’anniversario della morte del marito ma quando l’amore della famiglia ti avvolge anche un lutto diventa più facile da digerire.

Qualcuno suona il campanello del suo alloggio al secondo piano. Cecilia guarda lo spioncino e vede la faccia di un ragazzetto. Sarà uno di quelli che abitano al piano di sotto, pensa. E apre la porta. Il giovane la saluta e le dice di avere problemi con l’acquedotto. Le chiede poi se per caso anche lei ha gli stessi problemi. Con gentilezza lo fa accomodare e si dirige verso il bagno per andare a controllare.

Ad un tratto due mani le cingono il collo. Soffoca. Si ribella. Sferra un calcio. Il giovane la scaraventa a terra, estrae lo storditore elettrico e la colpisce più volte, sempre alla testa. Cecilia perde i sensi e rimane lì sul pavimento, mentre il sangue inizia a colare dal naso. Il ragazzo scappa senza rubare nulla, forse impaurito, forse addirittura convinto di averla uccisa.

L’anziana si sveglia dopo circa un’ora, verso le 14.15. È in totale confusione ma si ricorda dell’appuntamento delle 15. A fatica raggiunge il bagno, si lava il viso dal sangue, si pettina, esce e si presenta nel salone estetico. Quando l’estetista la vede fa un sobbalzo. Il viso è già gonfio. Le palpebre nere. Sulle guance ci sono ancora aloni di sangue e anche i capelli sono intrisi di liquido ematico. Esce un primo parziale racconto, di fronte al quale la titolare del negozio non esita a chiamare il 118.

Cecilia Zanibon viene trasferita d’urgenza in ospedale. I medici le parlano. Emerge la brutale aggressione. Viene subito messa in moto anche la polizia. Gli agenti della Squadra volante parlano con l’anziana e cercano di ottenere tutto ciò che serve per avviare l’indagine.

Ragazzo dell’est, vent’anni circa, capelli biondo-castano. È questo l’identikit che viene diramato prima di interrogare tutti gli inquilini del palazzo, compresi i cinque giovani kosovari del primo piano. In casa da Cecilia non manca nulla. Né soldi, né gioielli. C’è sangue ovunque ma di furti nemmeno l’ombra.

A livello investigativo sembra la classica truffa ai danni di un’anziana, poi degenerata in odiosa rapina. Lei ora è ricoverata in Neurochirurgia, in attesa di sapere se il taser ha provocato danni cerebrali.

Migrante ai domiciliari uccide donna con 50 coltellate

PADOVA Omicidio suicidio all’Arcella. Intorno alle 13.15 di mercoledi 17 maggio in via Apollodoro un 23 enne moldavo, Veaceslav Malachi, ha ucciso a coltellate la madre Feodora, di 53 anni, e poi si è tolto la vita. La donna è stata colpita con circa 50 coltellate ed è stata trovata riversa in salotto in un mare di sangue. Il figlio, dopo aver ucciso la donna, si è ferito al braccio e al fianco con la stessa arma, un coltello da cucina, e poi si è gettato dalla tromba delle scale. Il giovane, pregiudicato, si trovava agli arresti domiciliari per furto. Secondo le prime testimonianze raccolte dai carabinieri del nucleo investigativo di Padova, madre e figlio hanno litigato per tutta la mattinata, fin dall’alba. Ancora sconosciuto, però, il movente dell’omicidio.

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/17-maggio-2017/omicidio-suicidio-all-arcella-accoltella-madre-si-butta-scale-2401590058745.shtml