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“Rispetta la distanza…”. E scatta il pestaggio a pugni

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/rispetta-distanza-tunisino-colpisce-volto-moldava-1938954.html

Ancora un episodio di ordinaria follia nelle città italiane, stavolta a Padova, dove una 28enne moldava è stata colpita al volto da un minorenne tunisino solo per aver chiesto il rispetto delle distanze di sicurezza. Non è il primo episodio del genere che si verifica nel nostro Paese da quando è iniziata la pandemia. Quasi quotidianamente si registrano episodi simili di violenza per le mascherine o per il rispetto del distanziamento sociale, chiesto dagli esperti per limitare il contagio da coronavirus. Le cronache sono piene di discussioni in tutte le città d’Italia a causa degli eccessi, dall’una e dall’altra parte, in merito alle norme di sicurezza.

I fatti

Martedì pomeriggio la 28enne si trovava a bordo di un tram di Padova. Erano circa le 17.30, un orario a elevato traffico per la città, quando il tunisino è salito a bordo del mezzo. Nella ricerca di un posto libero per sedersi, il minorenne ha scelto quello accanto alla moldava. La ragazza, proprio alla luce dell’epidemia ancora in corso, ha chiesto al giovane di mantenere la distanza ma lui ha preteso di stare proprio accanto alla 28enne. Ne è nato un alterco in cui la ragazza ha più volte invitato il tunisino a sedersi altrove, ma senza successo. Le svariate richieste di allontanamento per rispettare le norme contro il coronavirus hanno indispettito il minorenne che, al culmine della lite, ha ben pensato di sferrare un pugno sul volto della moldava. A quel punto il tunisino ha approfittato della sosta del tram a una fermata per scendere e scappare via, nel tentativo di dileguarsi.

Il fermo del tunisino

Immediata la chiamata al 113 da parte della ragazza aggredita. Quando sul posto è arrivata la polizia, la moldava ha descritto il suo aggressore e tutte le informazioni sono state diramate ale volanti di pattuglia in città, che hanno iniziato la ricerca del ragazzino. Ci è voluto poco per individuarlo in una via periferica della città, non distante dal parco Fornace Morandi. Fermato dalla polizia, il tunisino è stato accompagnato in Questura. È qui che durante i rilievi foto-dattiloscopici le forze dell’ordine hanno scoperto che si trattava di un minorenne.

La polizia l’ha indagato per lesioni e, quindi, affidato a una comunità. Per quanto riguarda la 28enne, invece, subito dopo l’arrivo della polizia è stata soccorsa sul tram e accompagnata in ospedale. Al termine degli accertamenti del caso è stata dimessa con lievi escoriazioni dopo qualche ora.

Padova, nigeriani aggrediscono poliziotti

Padova, rissa tra nigeriani in stazione a Pasquetta, ferito un poliziotto  Il Mattino di Padova

Famiglia rom devasta ospedale

Avevano appreso della morte di un parente e così, per superare il dolore, padre 39enne, madre 36enne e i due figli, rispettivamente di 19 e 17 anni hanno bevuto alcolici fino a ubriacarsi. Il più giovane della famiglia nomade, però, si è sentito male, così tutti insieme domenica pomeriggio intorno alle 17 sono andati in pronto soccorso. 

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/nomadi_famiglia_ubriaca_sfonda_porta_pronto_soccorso_padova_cosa_e_successo-5696313.html

Famiglia ubriaca


Il gruppetto ha fin da subito creato problemi, lamentandosi degli inevitabili rallentamenti dovuti alle procedure anti-Covid. Ma a un certo punto sono passati ai fatti, sfondando le porte scorrevoli dell’ospedale pur di portare all’interno il giovane che si era addormentato senza rispondere agli stimoli esterni. La famiglia è riuscita così ad accedere all’area verde dopo la poderosa spallata del padre, che ha scardinato la porta sganciandola dai blocchi di sicurezza, pur di non aspettare il loro turno e fare prima. 

Minacce ai medici


Con toni accesi il capofamiglia assieme all’altro figlio hanno intimato e minacciato il medico di turno che ha così preso in carico il minore constatando al momento una forte assuefazione da bevande alcoliche. Nel frattempo è stata allertata la polizia che è intervenuta in pronto soccorso. I quattro nomadi, mamma, papà e i due figli, tra cui il minorenne, sono stati tutti identificati e denunciati per interruzione di pubblico servizio, mentre la porta scorrevole non risultava danneggiata, ma solo scardinata.

Agenti di polizia aggrediti: arrestati tre spacciatori tunisini

Padova, agenti di polizia aggrediti: arrestati tre spacciatori tunisini

Tre pusher di nazionalità tunisina sono stati arrestati a Padova sotto l’accusa di resistenza, lesioni e tentata rapina perché responsabili di un’aggressione nei confronti di alcuni agenti di polizia che stavano portando a termine un controllo nei confronti di un loro connazionale.

Gli avvenimenti hanno avuto luogo all’interno di un parco cittadino noto al pubblico perché ritrovo degli spacciatori locali. Alcuni agenti di polizia che perlustravano la zona hanno intercettato un ventenne. Subito dopo i militari sono stati circondati da altri pusher.

FIGLI DI IMMIGRATI BRUCIANO TRICOLORE IN VIDEO

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/tricolore_bruciato_video_ragazzini_indagati-5633050.html

 L’inno moldavo cantato a squarciagola e la bandiera italiana in fiamme. I video trovati dai carabinieri nei telefoni cellulari dei cinque ragazzini indagati, non lasciano spazio all’immaginazione. I filmati, eloquenti, li incastrano mentre appiccano il fuoco al tricolore il giorno 26 di novembre in piazza Vinicio Dalla Vecchia all’Arcella. Il movente, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è una vendetta nei confronti dei residenti italiani della zona. Gli abitanti del rione sono da tempo sotto scacco del gruppo di ragazzi: la loro presenza rumorosa e maleducata disturba la tranquillità del quartiere. E chi ci vive, in più di una occasione, ha chiamato carabinieri e polizia nel tentativo di allontanarli come è accaduto quel giovedì sera. Uno sgarro per la banda di giovanissimi, tanto da bruciare la bandiera italiana cantando l’inno moldavo. Un atto per marcare il territorio. 
LE INDAGINI
Sabato i carabinieri della stazione di Prato della Valle, coordinati dal luogotenente Giancarlo Merli, hanno effettuato una serie di perquisizioni nelle abitazione dei cinque giovanissimi, tre maschi e due femmine di età compresa tra i 17 e i 21 anni di origine moldava. A tutti hanno sequestrato i telefoni cellulari. E negli smartphone, analizzati nella giornata di lunedì, gli inquirenti hanno trovato le prove per incastrarli. In almeno un paio di video, questi ragazzi italiani di seconda generazione, si sono filmati mentre sventolavano in aria il tricolore, lo gettavano a sfregio in un cestino per poi darlo alle fiamme. Il tutto con sottofondo l’inno moldavo, cantato dai presenti a squarciagola. I cinque, al momento, sono stati iscritti nel registro degli indagati per il reato di vilipendio aggravato alla bandiera italiana mediante distruzione o danneggiamento. Ma le indagini dei carabinieri sono solo all’inizio. 
IL FATTO
Il blitz del gruppetto di giovanissimi ai danni del tricolore è andato in scena alle sette di sera del 26 novembre. I residenti di piazza Vinicio Dalla Vecchia hanno osservato quanto stava accadendo dalle finestre, e non hanno esitato a contattare il 112 segnalando la presenza sulla piazzetta di almeno una quindicina di ragazzi. Dalla prima chiamata ai carabinieri, il numero dei giovanissimi si è ridotto a otto, ma è a questo punto che va in scena il danneggiamento della bandiera italiana. I responsabili hanno dato vita a una festa, quasi tutti privi della mascherina chirurgica protettiva, hanno iniziato a stappare bottiglie di spumante e ad aprire lattine di birra. Esaltati dall’alcol appena assunto, hanno sventolato il tricolore, lo hanno gettato in un cestino e gli hanno dato fuoco. Quando i militari sono arrivati con tre pattuglie, hanno intimato ai presenti di ripulire la piazza da bottiglie e lattine. I ragazzi hanno obbedito, poi sono stati accompagnati in caserma per procedere con l’identificazione. «Normalmente l’area – hanno dichiarato alcuni abitanti agli inquirenti – è frequentata da spacciatori tunisini di età compresa tra i 16 e i 20 anni, ma anche da giovanissimi romeni e moldavi». Dalla fine di luglio alla fine di novembre, in piazza Vinicio Dalla Vecchia si è registrato un’escalation di violenze. A fine luglio l’arresto di due spacciatori tunisini. A fine ottobre in manette è finito un altro spacciatore tunisino. Il 10 novembre una banda di nordafricani armati di bastone, ha aggredito un connazionale sempre per motivi legati allo spaccio di droga. Fino ad arrivare al 26 novembre, quando è stata bruciata la bandiera italiana. 

Violenza sulle donne: Marocchino ammazza la moglie

https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/11/25/padova-donna-uccisa-dal-marito-con-coltellata-petto_a4TbvG62qAkXiYV8bx06EN.html

Ha ucciso la moglie con una coltellata al petto, usando un coltello da cucina. Il femminicidio, proprio nel giorno contro la violenza sulle donne, si è consumato in una casa a Cadoneghe, in provincia di Padova, stanotte. Dopo aver ucciso la moglie, il marito ha telefonato ai carabinieri, confessando il fatto. Si tratta di un marocchino di 30 anni. Ancora sconosciute le cause dell’omicidio, su cui stanno indagando i carabinieri. Sul corpo della donna sarà eseguita l’autopsia disposta dal magistrato di turno.

Nigeriano con l’hobby di molestare studentesse italiane

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/molestatore_studentesse_padova_preso-5553792.html

 Aveva preso di mira le ragazze che frequentano la facoltà universitaria di psicologia e biologia dell’Università di Padova ma, individuato, il molestatore seriale è stato arrestato dai carabinieri. L’uomo, un 22 enne nigeriano, ha avvicinato due studentesse universitarie che, al termine delle lezioni, stavano passeggiando e ne ha molestata una facendola cadere a terra. Vista la reazione decisa e la presenza dell’amica, il molestatore è fuggito, ma la vittima ha iniziato a seguirlo mentre la sua amica ha contattato il 112, per segnalare l’episodio e fornire indicazioni sulla direzione presa dell’aggressore, di cui ha fornito anche una dettagliata descrizione. Nel frattempo due passanti hanno cercato di fermare, senza successo, l’uomo in fuga.

I carabinieri giunti sul posto lo hanno bloccato mentre le due ragazze riconoscevano l’autore dell’aggressione e, sporgevano denuncia. Mentre l’uomo veniva identificato al carabinieri sono giunte segnalazioni analoghe da parte di altre due ragazze molestate poco prima. Analoghi episodi sono stati segnalati, da circa una decina di giorni, da parte di studentesse universitarie, e i Carabinieri erano sulle tracce del molestatore seriale che, da un’analisi del suo «modus operandi», pare avesse rivolto le proprie attenzioni nei confronti delle ragazze che uscivano dalle aule .

Marocchini armati di coltellaccio a caccia di ragazzini italiani

https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2020/10/03/news/due-ragazzi-picchiati-e-rapinati-dietro-la-basilica-di-santa-giustina-1.39379254

Due giovani sono stati rapinati nella serata del 2 ottobre dietro la basilica di Santa Giustina. I carabinieri dopo una notte di ricerche hanno arrestato i responsabili 

I militari di Padova hanno arrestato due marocchini Zakaria Zahouani, 19, marocchino residente a Montagnana e Haitam Lakhlifi, 20, residente a Casale di Scodosia per aver rapinato, con un terzo complice non ancora identificato, due persone.

Il fatto è avvennuto ieri sera dietro alla Basilica di Santa Giustina Le due vittime, entrambi padovani di 22 anni, stavano passeggiando per strada quando sono stati aggrediti alle spalle da tre malviventi, descritti come nord africani.Gli stranieri hanno spinto a terra i due giovani, e con la minaccia di un grosso coltello da cucina li hanno rapinati di 90 euro e poi sono fuggiti.

I malcapitati hanno inseguito i rapinatori, comunicando costantemente la loro posizione al 112. Grazie a queste informazioni i carabinieri sono giunti sul posto, bloccando due dei malviventi trovati ancora con il malloppo addosso

Migrante frusta la moglie italiana per 18 anni

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/padre_orco_figli_frustati_con_cintura_casa_orrori-5490799.html

La casa degli orrori si trovava nel popoloso quartiere dell’Arcella. L’orco era il papà, un tunisino di 52 anni capace di frustare i suoi tre figli e costringere la moglie italiana di 44 anni sotto la minaccia di un coltello ad avere rapporti sessuali anche quando era in gravidanza. Un incubo durato 18 anni, dal 2000 al 2018, e finito solo grazie al coraggio della donna e di sua figlia di denunciare quanto stava accadendo tra le mura domestiche. Le indagini condotte dagli uomini della Squadra mobile, coordinati dal sostituto procuratore Roberto D’Angelo, hanno permesso di incriminare lo straniero per i reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni private e violenza sessuale. Il processo, davanti ai giudici del Tribunale collegiale è già iniziato, e la scorsa settimana ha testimoniato in aula una delle figlie. I suoi racconti hanno scioccato la giuria. 

PADRE PADRONE
Il tunisino quando rientrava a casa di notte, spesso in preda ai fumi dell’alcol, svegliava i suoi tre figli, oggi di 18, 12 e 10 anni, per picchiarli. Li costringeva a inginocchiarsi con il volto rivolto al muro e le braccia alzate: poi iniziava l’inferno. Senza pietà li percuoteva con tutta la forza con la cintura dei pantaloni. Se la madre tentava di difenderli, il padre prendeva a frustate anche lei sotto gli occhi terrorizzati dei bambini. Una bestia feroce, capace di minacciare di bruciare la casa e di colpire al capo le sue creature con una sedia e con il suo telefono cellulare. In più di una occasione ha ferito la compagna e una figlia, costringendole a ricevere le cure dai medici del pronto soccorso. 

IL COLTELLO
In diciotto anni di puro terrore, più e più volte ha minacciato la moglie con un coltello. Una volta l’ha pugnalata alle ginocchia. Ma gli episodi più gravi si sono registrati quando, sempre armato di coltello, ha costretto la compagna ad avere con lui rapporti sessuali anche quando lei era incinta. Se la moglie opponeva resistenza, la colpiva ripetutamente con pugni e schiaffi. Lo stesso trattamento, una pioggia di pugni e di schiaffi, riservava ai tre figli quando cercavano di ribellarsi alle frustate con la cinghia dei pantaloni. Così sfogava la sua rabbia, del tutto sbronzo, senza mai fermarsi nemmeno di fronte alle urla di dolore e di paura dei suoi tre bambini.

Sprangato da immigrati a Padova

PADOVA – Scontri tra bande a San Carlo. È avvenuta giovedì sera l’ennesima furibonda rissa che ha lasciato ferito a terra un trentasettenne nigeriano, aggredito da un gruppo di…

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