Category: Padova

Nigeriana senza biglietto morde controllori

Ha aggredito, graffiato e preso a morsi i controllori che l’avevano sorpresa senza biglietto.

GRAFFIA E MORDE I CONTROLLORI. È accaduto alle 11 di mercoledì mattina, in piazzale della Stazione a Padova. Sul posto, su richiesta del personale di Busitalia Veneto, è intervenuta una volante della polizia. Nei guai è finita A.O., 28enne nigeriana residente in città. La giovane, poco prima, aveva graffiato un addetto al controllo dei titoli di viaggio e morso un suo collega. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

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Reagisce a rapina, preso a morsi da profuga

Si sente estrarre il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ma quando tenta di fermare la ladra viene morso alla mano. Devono intervenire i carabinieri di Monselice, che riescono a intercettare l’azzannatrice sul treno in partenza per Padova.
Protagonista, suo malgrado, dell’insolito agguato è A.G., imprenditore di 51 anni di Este. L’episodio è avvenuto ieri mattina, alla stazione dei treni a Monselice. L’atestino, intorno alle 9, era in coda alla biglietteria, in attesa di farsi il biglietto ferroviario per Padova.
Proprio in quel momento una donna di colore, risultata una richiedente asilo, con mossa fulminea, gli ha sottratto il portafoglio dalla tasca posteriore dei pantaloni, dandosi rapidamente alla fuga a piedi.
Giusto il tempo di rendersi conto dello scippo e il cinquantunenne ha cominciato a urlare richiamando l’attenzione degli altri viaggiatori. La scena concitata ha dunque avuto numerosi spettatori.
A.G. è quindi riuscito a raggiungere la profuga, che tuttavia, per divincolarsi, non ha esitato a mordere alla mano sinistra il malcapitato imprenditore. Libera dalla presa dell’uomo, la malvivente si è rimessa in fuga riuscendo a salire sul convoglio ferroviario diretto al capoluogo patavino.
Una pattuglia di carabinieri della stazione di Monselice, impegnata in un servizio perlustrativo nella zona della stazione, è stata avvisata di quanto stava accadendo nei pressi della biglietteria. Giunti in stazione, i militari si sono messi in contatto con il personale delle Ferrovie dello Stato in serizio sul treno della fuggitiva.
Il convoglio ferroviario è stato quindi fatto sostare dopo pochi minuti alla stazione di Battaglia Terme: qui militari dell’Arma sono riusciti a rintracciare e a bloccare la donna. Si tratta di Happy Eiogbamien, 20 anni, nigeriana che risulta domiciliata a Roma, incensurata, in Italia dal luglio del 2016. La straniera, richiedente asilo, è stata tratta in arresto in flagranza del reato di rapina, e quindi condotta in caserma ad Abano Terme.
Su disposizione del magistrato di turno della Procura della Repubblica patavina, sarà trattenuta in camera di sicurezza fino al
rito direttissimo previsto per questa mattina.
La vittima della rapina – e della morsicatura – è stata accompagnata in ospedale a Monselice, medicata e dimessa con qualche giorno di prognosi per le ecchimosi riportate sul dorso della mano a seguito dell’aggressione.

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Padova, fa entrare in casa i vicini albanesi: massacrata di botte

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2017/05/28/news/anziana-padovana-aggredita-e-torturata-in-casa-1.15401201

PADOVA. Apri quella maledetta porta e il mondo fuori ti travolge con tutta la sua violenza. Per Cecilia Zanibon, 79 anni, il volto della violenza è quello di un ragazzino biondo con i capelli pettinati a cresta. Ha bussato alla sua porta chiedendo un favore e lei, madre e nonna, di fronte a quel viso giovane non si è sottratta. L’ha fatto entrare in casa inconsapevole della furia che si celava dietro quell’espressione di ragazzino con poco più di vent’anni. Cecilia Zanibon è stata prima strangolata, poi torturata con un taser. Nell’improbabile corpo a corpo ha perso l’equilibrio ed è finita a terra. Frattura del setto nasale. «Un dolore così non l’ho mai sentito in vita mia» dirà ventiquattrore dopo in un letto del reparto di Neurochirurgia. Le ferite rimediate sono materia per neurochirurghi perché la belva con la faccia da ragazzino le ha puntato lo storditore elettrico alla testa. Cinque, sei, forse anche sette volte. Tante sono le ferite medicate nel cuoio capelluto. Scariche da 50 mila volt che l’hanno tramortita per quasi un’ora.

Via Durer 31, ore 13 di un venerdì come tanti in una palazzina anni 70 con nove appartamenti nel cuore del quartiere Arcella. Cecilia Zanibon, vedova da 15 anni, sta preparando il pranzo. Deve mangiare in fretta perché alle 15 ha l’appuntamento fissato per la pedicure. Mentre controlla le pentole sul fuoco sorride pensando al giorno prima, trascorso interamente con le due figlie e i cinque nipotini. Era l’anniversario della morte del marito ma quando l’amore della famiglia ti avvolge anche un lutto diventa più facile da digerire.

Qualcuno suona il campanello del suo alloggio al secondo piano. Cecilia guarda lo spioncino e vede la faccia di un ragazzetto. Sarà uno di quelli che abitano al piano di sotto, pensa. E apre la porta. Il giovane la saluta e le dice di avere problemi con l’acquedotto. Le chiede poi se per caso anche lei ha gli stessi problemi. Con gentilezza lo fa accomodare e si dirige verso il bagno per andare a controllare.

Ad un tratto due mani le cingono il collo. Soffoca. Si ribella. Sferra un calcio. Il giovane la scaraventa a terra, estrae lo storditore elettrico e la colpisce più volte, sempre alla testa. Cecilia perde i sensi e rimane lì sul pavimento, mentre il sangue inizia a colare dal naso. Il ragazzo scappa senza rubare nulla, forse impaurito, forse addirittura convinto di averla uccisa.

L’anziana si sveglia dopo circa un’ora, verso le 14.15. È in totale confusione ma si ricorda dell’appuntamento delle 15. A fatica raggiunge il bagno, si lava il viso dal sangue, si pettina, esce e si presenta nel salone estetico. Quando l’estetista la vede fa un sobbalzo. Il viso è già gonfio. Le palpebre nere. Sulle guance ci sono ancora aloni di sangue e anche i capelli sono intrisi di liquido ematico. Esce un primo parziale racconto, di fronte al quale la titolare del negozio non esita a chiamare il 118.

Cecilia Zanibon viene trasferita d’urgenza in ospedale. I medici le parlano. Emerge la brutale aggressione. Viene subito messa in moto anche la polizia. Gli agenti della Squadra volante parlano con l’anziana e cercano di ottenere tutto ciò che serve per avviare l’indagine.

Ragazzo dell’est, vent’anni circa, capelli biondo-castano. È questo l’identikit che viene diramato prima di interrogare tutti gli inquilini del palazzo, compresi i cinque giovani kosovari del primo piano. In casa da Cecilia non manca nulla. Né soldi, né gioielli. C’è sangue ovunque ma di furti nemmeno l’ombra.

A livello investigativo sembra la classica truffa ai danni di un’anziana, poi degenerata in odiosa rapina. Lei ora è ricoverata in Neurochirurgia, in attesa di sapere se il taser ha provocato danni cerebrali.

Migrante ai domiciliari uccide donna con 50 coltellate

PADOVA Omicidio suicidio all’Arcella. Intorno alle 13.15 di mercoledi 17 maggio in via Apollodoro un 23 enne moldavo, Veaceslav Malachi, ha ucciso a coltellate la madre Feodora, di 53 anni, e poi si è tolto la vita. La donna è stata colpita con circa 50 coltellate ed è stata trovata riversa in salotto in un mare di sangue. Il figlio, dopo aver ucciso la donna, si è ferito al braccio e al fianco con la stessa arma, un coltello da cucina, e poi si è gettato dalla tromba delle scale. Il giovane, pregiudicato, si trovava agli arresti domiciliari per furto. Secondo le prime testimonianze raccolte dai carabinieri del nucleo investigativo di Padova, madre e figlio hanno litigato per tutta la mattinata, fin dall’alba. Ancora sconosciuto, però, il movente dell’omicidio.

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/17-maggio-2017/omicidio-suicidio-all-arcella-accoltella-madre-si-butta-scale-2401590058745.shtml

Entra di notte dalla finestra e stupra una 23enne: tunisino

PADOVA – Un giovane magrebino, ventenne, è stato arrestato dalla squadra mobile di Padova perchè accusato di aver aggredito e violentato una ragazza di 23 anni, a Padova, entrando in casa da una finestra. Il fatto è avvenuto venerdì pomeriggio, ma se ne è avuta notizia solo oggi.

È stata la giovane, che conosceva di vista il suo aggressore, a chiamare il 113 in lacrime, denunciando di aver subito una violenza sessuale. Secondo la ricostruzione della polizia l’indagato, che potrebbe essere di nazionalità tunisina, conosceva la vittima perchè talvolta era stato ospite di alcuni magrebini che vivono in un appartamento accanto a quello della ragazza, nel quartiere di Voltabarozzo. L’altra notte ha iniziato a bussare sulla persiana della finestra della giovane, sempre più insistentemente, svegliandola. La donna ha così aperto la finestra, ma in quel momento lo straniero è balzato all’interno, e dopo averla picchiata l’ha chiusa in una stanza.

L’arrestato sarebbe un clandestino e alla polizia si è dichiarato minorenne. Pare fosse totalmente ubriaco.

Non si sono ancora placate le polemiche sulle frasi di Deborah Serracchiani, – la violenza sessuale che è «socialmente e moralmente ancora più inaccettabile» se commessa da chi chiede accoglienza – che a Padova emerge un’altra, orribile storia di stupro, che probabilmente riaccenderà il fuoco di fila sui reati commessi dai migranti. Il giovane, un ventenne di probabile origine tunisina, è adesso in carcere, fermato dagli agenti della squadra mobile di Padova, in attesa della convalida da parte del Gip.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/giovane_magrebino_ventenne-2438000.html

Padova, palpeggiata da clandestino nudo

PADOVA – Ha atteso che si distraesse davanti alla porta per palpeggiarla ripetutamente. E così per il marocchino irregolare e senza fissa dimora Abdmajid Boudraa, 24 anni, è scattato l’arresto. Ieri, martedì 2 maggio, i carabinieri di Carmignano di Sant’Urbano e di Este l’hanno fermato per violenza sessuale. La donna, 33 anni, si è subito messa ad urlare cercando di divincolarsi, ma l’uomo ha reagito mostrando le proprie parti intime.

Alla fine è riuscita a divincolarsi e a scappare incrociando, poco dopo, una pattuglia dell’Arma ai quali ha raccontato l’accaduto. Il marocchino, che nel frattempo si era allontanato in sella ad una bici, è stato rintracciato e arrestato. Il pm Andrea Girlando, della Procura di Rovigo, ha disposto il trasferimento dell’indagato in carcere.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/palpeggia_donna_mostra_intimo_manette_irregolare-2416356.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Immigrato infetto (HIV e Epatite) ferisce barista e agenti, strada bloccata 1 ora

Prima ha aggredito il gestore cinese del bar, poi si è avventato contro i sei poliziotti intervenuti sul posto per bloccarlo.
È successo lunedì sera in via Tommaseo e il risultato è che la strada è rimasta bloccata per quasi un’ora con la polizia in trattativa con un nordafricano completamente fuori controllo.
Altra conseguenza: cinque poliziotti della squadra volante sono ricoverati in pronto soccorso per le escoriazioni riportate per fermare l’immigrato.
I medici stanno facendo una serie di accertamenti
perché il nordafricano in questione pare sia affetto da epatite e anche da HIV. La situazione è tornata alla normalità solo verso mezzanotte quando grazie all’arrivo di altri equipaggi della Polizia sono riusciti a bloccare definitivamente l’immigrato e portarlo in Questura.

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2017/04/11/news/immigrato-aggredisce-un-barista-e-poi-ferisce-cinque-poliziotti-1.15179724?ref=hfmppdea-1

Tunisino assiste al furto e fa catturare il ladro, un Nordafricano


il mattino di Padova
Tunisino assiste al furto e fa catturare il ladro
il mattino di Padova
Stavolta, però, è finita in modo diverso perché un giovane tunisino ha visto la scena, ha avvisato le vittime del furto e poi è salito nella pattuglia della polizia per guidare gli agenti alla ricerca del ladro. Ladro che è stato trovato e denunciato

Bottigliate in testa a cameriere che non lo soddisfa

PADOVA – Tramortito con una bottigliata in testa mentre impilava le sedie dell’estivo del bar dove lavorava. E’ successo ieri notte, intorno alle 2, proprio nel momento della chiusura, al bar Code, che si trova tra piazza dei Signori e via Dante, nel pieno cuore del centro storico. Vittima dell’aggressione, apparentemente senza motivo, è un giovane di 31 anni, che lavora nell’esercizio. Arrivata l’ora di chiusura, il cameriere è uscito per andare a sistemare le sedie nel plateatico e dopo poco è stato avvicinato da un magrebino. Poiché parole poi la violenta bottigliata in testa arrivata senza alcuna motivazione o spiegazione, forse causata da una risposta con un tono che non è piaciuto all’aggressore…

http://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/padova_aggressione_centro_bottigliata_cameriere-2341280.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Fa jogging vicino centro profughi di Bagnoli: immigrato tenta stupro


Corriere della Sera
Fa jogging vicino all’hub di Bagnoli Donna aggredita da uno straniero
Corriere della Sera
«Vuoi mai che si tratti dello stesso ospite che ha aggredito le ragazze delle pulizie? Vorrebbe dire che non è stato fermato e – conclude Simone – sarebbe troppo grave». 18 marzo 2017. Fa jogging vicino all?hub di BagnoliDonna aggredita da uno straniero.
Donna aggredita vicino centro migrantiANSA.it
DONNA AGGREDITA A BAGNOLI – Il sindaco: “Ora basta …Il Gazzettino
Bagnoli, donna fa jogging e viene aggredita vicino alla base di San …il mattino di Padova
Vvox –La voce di Rovigo –PadovaOggi
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