Category: Roma

Non lascia il carrello a nigeriano, massacrato: lasciato in una pozza di sangue

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Lasciato in un lago di sangue da un nigeriano che gli contendeva il possesso di un carrello del supermercato, e quindi della preziosa moneta da un euro in esso contenuto. Per tanto così si finisce in ospedale e si rischia di crepare nell’Italia dei porti aperti.

Massacrato da un nigeriano per un carrello della spesa

E’ successo in un supermercato ad Anzio, comune del litorale romano dove un cliente è stato brutalmente attaccato da un senzatetto di origini nigeriane e lasciato sanguinante sul selciato. Lo riporta RomaToday. L’immigrato, un 25enne, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Al momento del fermo l’uomo teneva ancora tra le mani il coccio di vetro con cui aveva cercato di ammazzare la sua vittima. A causare l’aggressione è stato il rifiuto, da parte del cliente, di cedere il carrello della spesa al nigeriano; carrello che ancora conteneva la moneta da un euro necessaria per poterne usufruire.

L’arresto

A ricostruire la vicenda, avvenuta lunedì 30 novembre, sono stati gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Anzio. Una volta arrivati sul posto dopo la chiamata al 112 si sono ritrovati davanti alla vittima riversa in una pozza di sangue e il nigeriano che stava cercando di allontanarsi in fretta dal luogo dell’attacco. Immediatamente gli agenti, insieme ai sanitari del 118, hanno prestato soccorso al ferito e, subito dopo, hanno raggiunto e bloccato lo straniero che stava scappando. Per lui sono scattate le manette con l’accusa di tentato omicidio. La prognosi del cliente ferito, che tanto strenuamente aveva difeso il proprio carrello dal nigeriano, è di 15 giorni. Soccorso in ospedale, è stato sottoposto ad intervento chirurgico per i tagli riportati al collo, al volto e sul torace. Non si troverebbe quindi in pericolo di vita.

Un fatto che ricorda vagamente quello ben più sanguinoso e bestiale avvenuto un anno fa a Genzano, sempre in provincia di Roma, dove una rissa per la «gestione» dei carrelli della spesa tra due nigeriani è degenerata in modo sanguinoso: un dito staccato a morsi.

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Difende ragazza, tunisino lo attacca col machete

Roma – Ha impugnato il suo machete e lo ha agitato colpendo un ragazzo di 28 anni che, per parare il colpo, si è protetto il viso con la mano sinistra, quella poi rimasta ferita in una aggressione avvenuta in zona Cornelia, a due passi da piazza dei Giureconsulti. La vittima, non in pericolo di vita, è stata trasportata con urgenza all’Aurelia Hospital dove ne avrà per trenta giorni. L’aggressore, un 31enne tunisino, è stato arrestato dai carabinieri è portato a Reginia Coeli: è accusato di tentato omicidio e lesioni personali gravissime.

I fatti sono andati in scena nella serata di ieri, giovedì 29 ottobre. Il 31enne era con altri amici, e in compagnia del suo cane, a chiacchierare all’angolo di Circovallazione Cornelia proprio mentre in quei momenti stava passando una ragazza romana di 24 anni, anche lei a passeggio con il suo cane.

Senza motivo apparente, secondo quanto emerso, i due cani hanno iniziato ad abbaiarsi contro, con i loro padroni che si sono così vicendevolmente insultati. Incuriositi dall’episodio, e forse avvicinati con fare da pacieri, sono arrivati due ragazzi, uno di 28 e l’altro di 34 anni.

Il 31enne tunisino ha preso dal suo zaino un machete con una lama di 35 centimetri rivolgendo le sue violente attenzioni verso i due ragazzi colpendoli. Il 28enne, più grave, è stato portato in ospedale. L’amico, invece, ha riportato qualche contusione.

Un’aggressione violenta avvenuta sotto gli occhi di diversi testimoni che hanno così chiamato le forze dell’ordine. E mentre i soccorsi del 118 facevano il loro dovere, i carabinieri, arrivati poco dopo, hanno fermato il tunisino mentre stava cercando di nascondere l’arma (trovata insanguinata e poi sequestrata) in un condominio lì vicino. Il 31enne è stato arrestato e portato a Regina Coeli.

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Egiziano sfascia decine di auto a sprangate – VIDEO

otte di vandalismi a Colli Albani dove un uomo armato di una spranga di ferro ha danneggiato decine di auto in sosta. Decine le chiamate al 112 da parte dei residenti che hanno udito il rumore dei vetri infranti tutte ad indicare la presenza di un uomo nord africano che stava distruggendo i lunotti posteriori delle vetture parcheggiate su via dei Colli Albani.

In particolare la chiamata alle forze dell’ordine è arrivata poco dopo la mezzanotte, quando già era in atto il lockdown. Allertati i carabinieri sul posto sono arrivati i militari dell’Arma della stazione Roma Tuscolana che hanno trovato una lunga scia di vetri rotti e auto danneggiate. Poco distante l’uomo che le aveva distrutte, ancora armato del bastone in metallo. Accanto a lui decine di residenti scesi in strada per placare le sue ire e minacciato dall’uomo con il bastone 

Particolarmente agitato l’uomo alla vista dei militari ha poggiato l’oggetto contundente in terra, ha alzato le mani ed è stato poi bloccato dai carabinieri. Identificato in un cittadino egiziano di 45 anni, incensurato, è stato portato alla caserma dei Carabinieri di Roma Piazza Dante. Resta da accertare cosa abbia spinto l’uomo a danneggiare le auto, lo stesso infatti non ha saputo dare indicazioni agli investigatori dell’Arma ed al momento in cui è stato fermato non è risultato alterato dall’uso di sostanze alcoliche o sostanze stupefacenti.  

Il 45enne è stato quindi arrestato con le accuse di “danneggiamento aggravato” e “minacce aggravate”. 

Zingari Casamonica a vittima usura: “Ti dobbiamo venì a casa?”

https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/10/27/casamonica-vittima-usura-dobbiamo-veni-casa_Qd4A7E6uUmy7vY8aGQGpqO.html

Dopo le condanne per l’aggressione al ‘Roxy Bar, avvenuta ad aprile 2018, alla Romanina, periferia della Capitale, i Casamonica e i Di Silvio hanno continuato a compiere anche estorsioni per sostenere le spese legali dei familiari detenuti. E’ quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma nei confronti del clan e che ha portato oggi in carcere altre sei persone, arrestate dagli agenti della Squadra Mobile di Roma e del Commissariato Romanina ritenute responsabili a vario titolo di estorsione aggravata dal metodo mafioso, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e spaccio di sostanze stupefacenti.

Da violenze Roxy bar a estorsioni, 6 arresti nel clan Casamonica

Subito dopo gli arresti scattati per i fatti del Roxy Bar, Ivana Casamonica aveva preteso da un loro abituale “cliente” somme di denaro per sostenere le spese legali dei figli detenuti. Inoltre, a causa del mancato pagamento dei debiti maturati per l’acquisto dello stupefacente, la vittima è stata esplicitamente minacciata attraverso un messaggio lasciato sulla segreteria telefonica da Alfredo Di Silvio: “…che cazzo ti sei messo in testa aoooò…ma che ti dobbiamo veni a casa? Te dobbiamo venì a bussà a casa tua? Ao! Se domani mattina non vieni qua…te veniamo a casa…mò hai rotto il cazzo eh!”. Ivana inoltre lo ha intimidito con modalità tipicamente mafiose: “fa come vuoi…guarda tanto lo so dove stai a me non me interessa, a me non me interessa poi quello che succede … lo sai che te volemo bene, lo sai, lo sai bene”.

Per l’aggressione al Roxy Bar la Cassazione ha confermato la condanna a sei anni di carcere per Antonio Casamonica e lo scorso luglio i giudici di Piazza Cavour hanno confermato le condanne per gli altri imputati, Alfredo Di Silvio a 4 anni e 10 mesi e per il nonno Enrico 3 anni e 2 mesi e a 4 anni e 8 mesi per Vincenzo Di Silvio. In carcere adesso sono finiti il nonno Enrico, i genitori di Vincenzo e Alfredo, Ivana Casamonica e Anacleto Di Silvio, oltre a Alevino Di Silvio, Silvio Di Vitale, Alfredo detto ‘Augù’ Di Silvio.

Immigrati positivi devastano centro: “Cibo fa schifo” – VIDEO

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