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Italia multietnica: senegalese rapina e tenta di stuprare nigeriana

Brescia 22 luglio 2014 – Un senegalese di 40 anni è stato arrestato dalla polizia locale di Brescia con le accuse di violenza, tentato stupro e rapina. L’uomo, residente a Palosco, era già stato arrestato nel 2008 per reati analoghi: in quest’ultimo caso avrebbe aggredito e tentato di violentare una prostituta nigeriana di 28 anni. L’aggressione è avvenuta a Brescia, in zona Mandolossa; l’uomo avrebbe malmenato la ragazza per vendicarsi di un suo precedente rifiuto, prendendola per il collo e colpendola al basso ventre, tentando poi di abusare di lei. L’africano le avrebbe poi rubato borsetta e cellulare prima di fuggire su un’auto. La ragazza ha chiesto aiuto ad un passante che l’ha accompagnata al comando di polizia locale. All’uomo gli agenti sono arrivati grazie ad una fotosegnaletica, che ha permesso alla presunta vittima di riconoscere il proprio aggressore. La giovane è stata medicata alla Clinica Sant’Anna.

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/tenta-di-violentare-una-28enne-gia-arrestato-per-reati-analoghi_1068914_11/

 

“Non è panchina per turisti”: e immigrato aggredisce olandese

VIAREGGIO (Lucca), 21 luglio – E’ caldo e, dopo il pranzo, un po’ di riposo su una panchina ci vuole. Così deve aver pensato una turista olandese che si è fermata ieri pomeriggio nel piccolo parco di piazza Motroni a Viareggio, non lontano dal sumpercato Conad. Mentre si riposava, la donna è stata avvicinata da un giovane di nazionalità nordafricana che, parlandole in inglese, le fa vedere un involucro di cartone, facendole credere che all’interno vi sia un coltello e, minacciandola, si fa consegnare il cellulare.

La turista, però, non si è fatta spaventare e gli risponde di ‘no’, cosa che ha fatto infuriare il giovane: le ha dato un violento schiaffo e, strappandole la borsa, è scappato velocemente verso la Pineta di Ponente.

La vittima dell’aggressione, sotto choc, è tornata di corsa al campeggio dove soggiorna e ha raccontato la sua brutta avventura all’addetta alla reception che ha immediatamente chiamato la centrale operativa del 113.

Subito, dal Commissariato è partita la volante. Arrivati sul posto, gli agenti si sono fatti raccontare l’accaduto e, prese le informazioni, hanno iniziato le ricerche a tappeto per rintracciare il malvivente.

Delimitato il raggio delle ricerche ad alcuni punti della Pineta di Levante e l’uomo è stato velocemente individuato nei pressi dello stadio dei Pini.

Quando si è visto braccato dalla polizia, il malvivente ha cercato una via di fuga, ma è stato raggiunto e fermato dei poliziotti. Ha provato a opporre resistenza, scalciando e spintonando gli agenti, ma è stato comunque bloccato e ammanettato.

E’ stato, quindi, portato negli uffici del Commissariato, dove è stato identificato: si tratta di un 30enne tunisino, senza fissa dimora sul territorio nazionale, conosciuto con anche altri 10 alias e noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, gli stupefacenti e le norme sul soggiorno degli stranieri.

L’aggredita dopo essere stata dimessa dal Pronto soccorso dell’ospedale ‘Versilia’ dove era stata medicata per contusione facciale, si è recata al Commissariato e, dopo che le sono state mostrate le foto, ha riconosciuto l’aggressore senza ombra di dubbio e, così, l’uomo è stato arrestato e dovrà rispondere del reato di rapina.

http://www.loschermo.it/articoli/view/65080

Segregata e pestata dal marito marocchino: “Devi abortire”

Sant’Agata (Bologna), 21 luglio 2014 - Un marocchino 48enne di Sant’Agata Bolognese è stato arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona. A presentare la denuncia è stata una donna marocchina 39enne residente a Sant’Agata Bolognese, moglie dell’arrestato, soccorsa presso la propria abitazione dai militari, attivati dallo zio che, essendo a conoscenza di dissapori tra i due, non riuscendo a contattarla telefonicamente, la raggiungeva e costatava che si trovava chiusa in casa senza possibilità di uscire.

Atteso a breve l’arrivo del marito, i carabinieri sono cosi potuti entrare in casa prendendo atto delle dichiarazioni della donna. La malcapitata riferiva loro che da mesi era costretta dal marito a rimanere chiusa in casa, a subire maltrattamenti e ad essere privata di mezzi di sussistenza. Ha aggiunto che l’uomo, una volta comunicatogli di essere incinta da circa due mesi, ha aggravato il suo comportamento allo scopo di indurla ad interrompere la gravidanza. L’arrestato, raggiunto presso la propria abitazione dai militari operanti, è stato cosi ristretto nel carcere della Dozza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/santagata-moglie-segregata-1.66937

Mare Nostrum: nigeriana vende figlia per 150€

Una nigeriana è indagata per avere “venduto” la figlia di 16 anni a un sessantenne che è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. L’uomo è agli arresti domiciliari, mentre la madre della minore, che l’avrebbe costretta a prostituirsi in cambio di 150 euro a prestazione, è sottoposta alla misura cautelare che le vieta di avvicinarsi alla figlia.

http://www.laprimapagina.it/2014/07/19/genova-vende-la-figlia-sedicenne-sessantenne-150-euro-prestazione/

Stanno riempiendo l’Italia di ‘risorse’.

Choc: schiavizza e violenta disabile su sedia a rotelle

Nei giorni scorsi gli agenti delle Volanti hanno proceduto all’arresto di un cittadino serbo, 34enne con precedenti di polizia, resosi responsabile di violenza sessuale aggravata (abusando delle condizioni di inferiorità fisica della persona offesa, con disabilità motoria permanente) minacce gravi, maltrattamenti in famiglia, riduzione o mantenimento in schiavitù’ o servitù’, e lesioni personali. In particolare nelle prime ore del pomeriggio, gli operanti, durante il normale servizio di perlustrazione del territorio, mentre percorrevano una via del centro cittadino notavano la presenza di una donna disabile, seduta su una sedia a rotelle, che avvedutasi della presenza della volante, con un cenno della mano attirava l’attenzione dei poliziotti. La predetta con un filo di voce e molto impaurita, riferiva che sostava per molte ore al giorno per strada, costretta dal suo convivente a elemosinare, nonostante la sua completa disabilità motoria, con ripetute minacce di morte per lei e la sua famiglia. Pertanto, gli agenti, dopo aver fatto giungere sul posto il 118, garantendo così l’assistenza medica alla donna, con l’ausilio di altri equipaggi, si ponevano alla ricerca del malfattore, che, rintracciato e bloccato in piazza Umberto, veniva quindi accompagnato in Questura. La donna, poi, tranquillizzata dagli operanti, raccontava dettagliatamente dei numerosi episodi subiti di violenza dal 34enne, anche di tipo sessuale, specificando di averne patito uno proprio la sera prima. Gli operanti dopo aver eseguito la perquisizione personale del fermato, durante la quale rinvenivano le chiavi di un’abitazione sita in un comune limitrofo a questo capoluogo, si recavano sul posto ed estendevano la perquisizione all’appartamento, ove venivano rinvenuti alcuni elementi decisivi per il riscontro di quanto dichiarato in sede di denuncia dalla vittima. Sul posto interveniva, inoltre, la Polizia Scientifica per i rilievi del caso e l’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva ristretto nel carcere di Bari a disposizione del A. G. procedente.

http://questure.poliziadistato.it/Bari/articolo-6-52-69132-1.htm

Spacciatore arrestato 8 volte non ha biglietto, mostra genitali

Pusher arrestato otto volte, mostra i genitali e aggredisce i controllori

Si è abbassato i pantaloni, in mezzo alla strada, in gesto di sfida contro i due controllori che lo avevano fatto scendere dall’autobus perché senza biglietto, dopo la segnalazione dell’autista che aveva più volte sollecitato il giovane ad acquistare il tagliando. Solo per non accumulare ulteriori ritardo il pullman è partito e all’altezza di via Cortonese sono entrati in azione i due controllori della centrale operativa di Umbria Mobilità.

Il delinquente è un 23enne tunisino che era in compagnia della ‘fidanzata di 15 anni’ – perugina – che prima ha inveito contro i controllori, poi li ha spintonati e minacciati pesantemente. Ma solo una volta uscito dal bus ha dato il meglio di sé aiutato dalla sua fidanzata. Dopo lo spogliarello folle è intervenuta la Volante a fermare lo straniero che si tratta di una vera vecchia conoscenza della polizia: ben 8 volte è stato fermato per spaccio di droga, poi è stato anche segnalato per evasione, invasione di edifici e danneggiamento. Ed ora ha accumulato altre denunce: violenza e minacce a pubblico ufficiale e atti osceni in luogo pubblico.

Potrebbe interessarti: http://www.perugiatoday.it/cronaca/via-cortonese-aggressione-controlli-bus-mostra-genitali.html

Otto volte e nemmeno espulso, così può rovinare 15enne deboli di mente con la droga.

Marocchino picchia bambine, arrestato

CIVITANOVA – Picchia le sorelline e i carabinieri fanno scattare le manette ai suoi polsi. Nel mirino un marocchino, H.E. di 33 anni, colpito da un ordine di custodia cautelare emesso dal Tribunale di Torino nel quadro di un’indagine per maltrattamenti in famiglia. L’uomo, in concorso con altri adulti, è ritenuto fra i responsabili di maltrattamenti in famiglia nei confronti delle sorelline, tutte minorenni. E per tali reati erano già state tratte in arresto altre persone nel mese di gennaio 2014. Quest’ultimo, tuttavia, si era reso irreperibile ed era giunto da poco a Civitanova. Dai controlli eseguiti dai due carabinieri di quartiere, che incessantemente stanno attuando i servizi di prossimità ai balneari anche per questa stagione estiva, sono stati attivati i riscontri con il sistema Afis di comparazione di impronte digitali. L’uomo è stato portato in carcere a Camerino.

http://www.corriereadriatico.it/MACERATA/civitanova_marche_maltrattamenti_sorelline/notizie/804400.shtml

Famiglia integrata: padre spaccia, figlia estorce denaro

Padre in carcere per spaccio: figlia ricatta ex cliente

Il padre era stato arrestato spaccio, dopo che i carabinieri gli avevano trovato 30 grammi di coca. E la figlia ha pensato di chiedere denaro a uno dei vecchi clienti del genitore, un 39enne di Sumirago (Varese). Prima sotto forma di richiesta di prestito, poi con tanto di minacce e aggressioni. Il 39enne però era già deciso a farla finita con la droga, tanto da essersi anche iscritto a un Sert, e ha resistito strenuamente alle richieste di denaro, sia quelle amichevoli sia quelle più violente.

L’epilogo è l’arresto della donna, una trentenne dominicana, insieme a due complici connazionali di 26 e 28 anni. I dettagli vengono riferiti da Varesenews. La donna aveva chiesto 1.500 euro come prestito al 39enne, ma questi si era rifiutato. Dopo qualche settimana, la dominicana si è rifatta viva affermando però che quei soldi sarebbero stati un debito per un acquisto di coca non saldato dalla vittima. E per far capire le intenzioni “serie” della banda, la vittima è stata anche aggredita.

Il 39enne a un certo punto non ne ha potuto più e ha assecondato un incontro per scambiare una tranche del denaro: 750 euro. I carabinieri di Varese – che indagavano – si sono appostati ad Azzate, nel luogo dell’appuntamento, e hanno assistito alla consegna dei soldi. Subito dopo hanno fermato i tre malviventi e li hanno portati in carcere. Rispondono di minaccia aggravata, percosse, estorsione e detenzione di oggetti atti ad offendere.

Potrebbe interessarti: http://www.milanotoday.it/cronaca/spaccio-droga-estorsione-arrestati-17-luglio-2014.html

Donna sequestrata e picchiata per derubarla dell’incasso

Erano fuggiti con tredicimila euro i ladri che hanno derubato, lo scorso 6 giugno, la sala bingo di via Tagliaferri di Brescia. Un numero che, se per tradizione è di buon auspicio, non ha portato però fortuna ai malviventi che sono stati tutti identificati e assicurati alla giustizia.

Quel giorno ad essere aggredita e minacciata è stata una dipendente della ditta Cirsagest S.p.A di Lonato che effettua manutenzione alle slot machine e provvede anche al ritiro e alla consegna degli incassi, utilizzando un furgone con una cassaforte nel vano di carico.

Arrivata nella sede del bingo, intorno alle 9, la dipendente ha parcheggiato il furgone ed è entrata nella sala per sistemare le macchinette e raccogliere il denaro. Mentre tornava al mezzo due giovani armati di punteruolo sono sbucati da un angolo del cortile, l’hanno aggredita e immobilizzata col nastro adesivo. Poi l’hanno caricata sul furgone, l’hanno colpita violentemente in volto, causandole una frattura composta delle ossa nasali, e infine costretta ad aprire la cassaforte. Ottenuto il bottino, 13.000 euro in contanti, uno dei due si è messo alla guida del furgone mentre l’altro la teneva sotto controllo. In via dei Mille hanno abbandonato il furgone con la donna all’interno e poi si sono dileguati. La vittima, sanguinante e dolorante, è riuscita a liberarsi e a richiedere aiuto a un passante che ha chiomato la Polizia.

Da lì sono iniziate le indagini che in poco più di un mese hanno portato all’identificazione dei colpevoli. Si tratta di due uomini di origine dominicana, residenti a Milano, che sono finiti in manette il 9 luglio, arrestati proprio nel capoluogo lombardo. Nel corso degli accertamenti gli agenti hanno scoperto che ad aiutare i due era stato l’addetto alla vigilanza della sala bingo, un senegalese residente a Brescia in via Milano, che in contatto telefonico con i ladri li aveva aiutati ad entrare nel cortile. Anche lui è finito in manette ed è stato arrestato mentre si trovava nel Tribunale di Brescia per una vertenza sindacale. In carcere è finita anche una quarta persona: si tratta di un uomo di origine senegalese, residente a Como, che avrebbe reclutato i due esecutori materiali sudamericani. Quest’ultimo è stato rintracciato e arrestato nella prima mattinata del 17 luglio mentre si trovava in un appartamento di Brescia in via Zendrini, ospite di alcuni connazionali. Gli indagati dovranno rispondere dei reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate.

http://www.bsnews.it/notizia/34502/18_07_2014_Sequestrata_picchiata_e_derubata_dellincasso_della_sala_bingo_4_in_manette_

Rapina e aggredisce ragazzi durante festa paese

Il giovane è il responsabile del furto di denaro ed oggetti personali (tra cui telefonini e macchine fotografiche) avvenuto ai danni di sei studenti nella notte di “Pro Loco in festa” a Porto San Giorgio.
Lo straniero, infatti, era stato rincorso e fermato dalle vittime fino all’arrivo della Volante della Polizia, che lo aveva identificato e denunciato a piede libero, essendo intervenuta dopo la flagranza del reato. Il pubblico ministero Caruso, ha però valutato la gravità della sua reazione violenta nei confronti degli inseguitori, che ha portato a configurare il reato non come furto bensì come rapina impropria. PM che ha chiesto ed ottenuto che gli fosse applicata la custodia cautelare in carcere, in ragione del pericolo di fuga ed il rischio di reiterazione del reato.

http://www.informazione.tv/it/Cronaca/art/51599-rubava-soldi-e-telefonini-ai-giovani-studenti-nel-corso-di-pro-loco-in-festa-rincorso-dalle-vittime-li-aggredisce-violentemente-arrestato-dalla-polizia/