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ROMA:DUE UCRAINI TENTANO DI STUPRARE OPERATRICE ECOLOGICA MENTRE LAVORA

Molestie sessuali all’Eur: operatrice Ama palpeggiata in viale America
„E’ accaduto in viale America. Il molestatore ha agito in compagnia di altre due persone. Fermati dalla polizia“

Molestie sessuali all’Eur: operatrice Ama palpeggiata in viale America

Simages (1)i è accorta delle presenza di un giovane che la guardava con insistenza mentre era intenta a parlare con i colleghi di lavoro in viale America all’Eur. La vittima è una donna operatrice ecologica dell’Ama. Poi il molestatore, assieme ad altri due ragazzi, ha manifestato i propri intenti e, dopo essersi avvicinato alla donna, ha iniziato a palpeggiarla sul gluteo.

MANO SULLE PARTI INTIME – Alla reazione della ragazza aiutata dai suoi colleghi, i tre si sono allontanati ma uno di loro, continuando a fissare la ragazza, ha iniziato a toccarsi nelle parti intime. La giovane donna ha così telefonato al 113 e quando sono arrivati gli agenti della Polizia di Stato, la ragazza ha indicato loro i giovani ancora fermi alla fermata del bus.

DUE FERMI – Gli autori dei fatti descritti, identificati in due giovani cittadini ucraini di 24 e 23 anni, sono stati accompagnati presso il Commissariato San Paolo dagli agenti del Reparto Volanti intervenuti. Il primo è stato arrestato per il reato di violenza sessuale mentre il secondo è stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico.

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C’ERA UNA VOLTA TESTACCIO:COLTELLATE TRA GEORGIANI E MAROCCHINI

Tentato omicidio a Testaccio: giovane accoltellato all’addome dopo lite in strada
„Il 26enne è stato colpito da diversi fendenti e poi trasportato in ospedale. La rissa in via del Campo Boario“


Tmarinormentato omicidio nella notte di Testaccio dove un 26enne marocchino è stato colpito all’addome con diverse coltellate al culmine di una violenta lite. E’ accaduto nella serata di domenica in via del Campo Boario, a due passi dalla Piramide Cestia dove i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma hanno poi arrestato un cittadino georgiano di 30 anni residente a Roma e già conosciuto alle forze dell’ordine.

ANIMATA DISCUSSIONE – Secondo quanto ricostruito dai Militari dell’Arma il giovane ha ingaggiato, per futili motivi, un’animata discussione con un suo conoscente, un cittadino marocchino di 26 anni. Dopo le parole, il 30enne è passato alle vie di fatto: ha impugnato un coltello a serramanico che portava con sé e ha colpito più volte all’addome il suo contendente.

COLTELLO ABBANDONATO IN STRADA – Subito dopo ha abbandonato il coltello ed è scappato facendosi largo tra alcuni passanti rimasti attoniti, che hanno poi fermato una pattuglia di Carabinieri in transito dall’altra parte della strada. Attivati i soccorsi per la vittima, i militari si sono messi all’inseguimento dell’aggressore, bloccandolo poco lontano mentre tentava di far perdere le proprie tracce. Il coltello utilizzato per l’aggressione è stato recuperato sul posto.

10 GIORNI DI PROGNOSI – Il ragazzo marocchino, nella Capitale senza fissa dimora, è stato soccorso dal 118 e trasportato al San Camillo dove è stato medicato e dimesso con 10 giorni diprognosi per ferite da taglio al torace e all’addome

ORDINE DI CARCERAZIONE – Il cittadino georgiano, inoltre, è risultato gravato da un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Roma il 17 ottobre del 2011 secondo il quale deve scontare la pena di 2 mesi e 10 giorni per violazione della legge sugli stupefacenti. Sconterà la sua pena nel carcere di Regina Coeli.

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Uccisero uomo a ‘sciabolate’: presi due tunisini…

Se ne stavano rintanati nei loro rifugi gli “sciabolatori” di piazzale Barbieri in attesa del momento buono per lasciare Parma ma gli investigatori della Squadra Mobile hanno identificato e poi catturato, prima uno e poi l’altro, i pericolosi giustizieri che l’8 dicembre scorso avevano quasi ucciso, a colpi di katana e coltello, Atef Bennour. Tutti Tunisini gli attori di questa brutta storia che sa molto di regolamento di conti tra bande che si contendono il mercato dello spaccio di stupefacenti sulla piazza parmigiana. In cella sono finiti Laroussi Chibani, 31 anni, e Nabila Okbis di 37 . Il primo ad essere arrestato, Chibani, è stato individuato nella sua abitazione di Sant’Ilario D’Enza poco prima che lasciasse l’Italia per la Francia. Okbis, invece, si era rifugiato a Lentigione di Brescello. L’indagine si era mossa velocemente perché era risultato chiaro che il movente del sanguinoso scontro fosse il mercato della droga ed in quest’ambito gli investigatori hanno fin da subito compreso che la vittima, che ancora si trova nel reparto Rianimazione dell’ospedale Maggiore, fosse una figura emergente che si stava, per così dire, allargando e quindi da punire.

http://questure.poliziadistato.it/Parma/articolo-6-414-75132-1.htm

Spacciatore finisce in carcere solo al ‘sesto arresto’

CON NUOVE LEGGI QUASI IMPOSSIBILE FINIRE IN GALERA PER GLI SPACCIATORI

ANCONA – E’ stato arrestato per cinque volte nel solo 2014 ma ha sempre evitato il carcere. Alla fine però in cella c’è finito, nonostante la legge “svuota carceri”. In piazza Pertini, nella mattinata di venerdì, i carabinieri della Tenenza di Falconara hanno tratto in arresto, in esecuzione di un provvedimento del Tribunale di Ancona Hamed Hatem detto “Mimmo”, tunisino 44enne. L’uomo era già sottoposto alla misura dell’obbligo di firma presso i Carabinieri, a seguito di un arresto i primi di novembre, perché in possesso di 30 grammi di eroina suddivisa in dosi. Le recenti modifiche della normativa sugli stupefacenti, che di fatto impediscono misure cautelari detentive per gli episodi ritenuti di lieve entità, gli avevano evitato il carcere. I militari non hanno mollato e l’hanno arrestato nuovamente con 11 dosi di eroina nascoste nella vegetazione di piazza Pertini. A questo punto l’autorità giudiziaria, verificata l’inadeguatezza della misura già in atto, ha sostituito l’obbligo di firma con la custodia in carcere.

http://www.corriereadriatico.it/ANCONA/arrestato_tunisino_spacciatore_eroina_piazza_pertini_svuota_carceri/notizie/1078562.shtml

Rimini: terrorizzava passanti da settimane, è un tunisino

La fine dell’incubo: catturato dalla polizia di Stato lo scippatore seriale
Tunisino, 26enne e già noto alle forze dell’ordine. Questo il profilo dello scippatore seriale che, da oltre due settimane stava mettendo a ferro e fuoco le strade di Rimini con oltre 20 colpi, tra quelli tentati e quelli messi a segno, che hanno suscitato non poca preoccupazione tra i cittadini. A mettere la parola fine alla carriera criminale del nordafricano è stato il personale della squadra Volanti della Questura di Rimini che, nella notte tra giovedì e venerdì, è riuscito ad ammanettare il 26enne il quale viveva in un albergo di Bellariva. Portato negli uffici di corso d’Augusto, nel corso della nottata sono emersi ulteriori gravi indizi a carico del giovane che è stato quindi arrestato e messo a disposizione della magistratura. A inchiodare il tunisino ci sarebbe la testimonianza dell’ultima vittima, scippata giovedì verso le 18.30, che lo ha riconosciuto. Lo straniero è tutt’ora in stato di fermo mentre, le vittime, si trovano in Questura per le operazioni di riconoscimento.“

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Venditore abusivo uccide italiano: non si accordavano sul prezzo…

La polizia ha arrestato uno straniero, ritenuto responsabile dell’omicidio preterintenzionale, avvenuto a Palermo, di un ultrassessantenne, a seguito di una discussione, per futili motivi, degenerata in aggressione. In carcere, su ordine di custodia cautelare, è finito Rubel Miah, 25 anni, bengalese, senza fissa dimora.

Il giovane è sospettato di avere ucciso un cittadino italiano di 63 anni, deceduto lo scorso 5 maggio. Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Palermo, Riccardo Ricciardi, su richiesta della locale Procura. I fatti risalgono al 25 aprile scorso, quando la vittima si accostò ad una delle tante bancarelle che stazionano sui marciapiede di corso Tukory, a Palermo.

Il pensionato mostrò interesse per le cuffiette radio esposte da un bengalese ed avviò la trattativa per l’acquisto dell’articolo, per altro sulla base di una cifra esigua. La negoziazione si trasformò, in breve, in un’accesa discussione e si concluse drammaticamente con una violenta spinta indirizzata dal bengalese all’italiano che cadde al suolo con il femore rotto.

Sul posto giunse l’equipaggio di una volante della polizia. Il cittadino palermitano venne soccorso e condotto in un ospedale, ricoverato nel reparto di ortopedia morì dopo una decina di giorni. Le perizie medico legali, richieste dall’autorità giudiziaria, hanno accertato che la morte del ferito sia da addebitare ad una embolia polmonare determinata dal distacco di emboli provenienti da un trombo, formatosi durante la degenza per la prolungata immobilizzazione.

In altre parole, è stato accertato un nesso di casualità tra la spinta e la morte, delineandosi così il reato di omicidio preterintenzionale, in questo caso aggravato dai futili motivi legati all’esiguità della cifra oggetto del presunto contenzioso. Nel corso dei mesi successivi al tragico alterco, il bengalese si è reso irreperibile, fino a quando non è stato rintracciato dietro una bancarella allestita in corso Tukory.

http://palermo.meridionews.it/articolo/30388/palermo-rissa-alle-bancarelle-migrante-arrestato-per-omicidio/

Ancora violenza domestica in famiglie “migranti”: arrestato albanese

Bari – Ubriaco ha aggredito verbalmente la moglie, che teneva tra le braccia un bambino di appena due mesi, e l’ha rinchiusa in casa. La donna ha chiamato i carabinieri.
Alla vista dei militari l’uomo, un bracciante agricolo albanese di 23 anni residente a Rutigliano, nel barese, li ha aggrediti colpendoli con calci e pugni.
Bloccato, è finito in manette con le accuse di minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali continuate e sequestro di persona. La donna, in forte stato di agitazione, soccorsa dai militari, è stata affidata alle cure di personale sanitario dell’ospedale di Triggiano mentre il giovane è stato portato in carcere a Bari.

https://it.notizie.yahoo.com/bari-aggredisce-e-sequestra-la-moglie-arrestato-23enne-110653603.html

Tre anni di pestaggi alla convivente: arrestato marocchino

Verona - Tre anni vissuti in un incubo. Quello “scatenato” dal convivente di 35 anni che non si limitava a cercare di sottomettere al suo volere la donna ma su di lei si accaniva con offese e botte. In manette, alla fine, è finito un cittadino marocchino, che ora si trova in carcere a Montorio con l’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti di quella che ormai è diventata la sua ex compagna, una connazionale di 27 anni.
La loro storia, come ha spiegato il dirigente della Squadra mobile di Verona, Roberto Della Rocca, era cominciata nel 2011. In quell’anno infatti la donna arrivò in Italia ed era stata ospitata da alcuni parenti in provincia di Rovigo. Lui era invece da un po’ di tempo residente nel Veronese. Si erano conosciuti quasi per caso ed era cominciata una relazione.

La ragazza non poteva certo sospettare quando sarebbe accaduto di lì a poco. Una volta che decise di trasferirsi a Verona, infatti, ci fu la svolta terribile, in casa. Un’escalation di violenza, condita da sospetti, minacce, insulti infine le botte. E tutto questo mentre la donna si apprestava a partorire. Un figlio non era riuscito a portare gioia in famiglia. Anzi, l’uomo era arrivato a picchiarla anche dopo pochi giorni dalla nascita del bimbo.
Alla fine una denuncia è bastata ad allontanare l’uomo a cui è stato contestato anche lo stalking.

http://www.veronasera.it/cronaca/verona-convince-trasferirsi-lui-vivra-tre-anni-incubo-botte-insulti-minacce-coltello-19-dicembre-2014.html

Non lo vuole: “Ora ti stupro”

Aveva aggredito una ragazza tentando di violentarla dopo essersi visto negare qualsiasi approccio. Rabia El Khattabi, di 25 anni, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale, rapina e lesioni. Il giovane, recatosi lo scorso novembre nell’abitazione della a seguito di un appuntamento, secondo quanto ricostruito dai militari, l’aveva aggredita tentando di avere con lei un rapporto sessuale e sottraendole una somma di denaro. La ragazza, riuscita a divincolarsi, si era presentata dai carabinieri denunciando l’accaduto.

http://www.gazzettadelsud.it/news/121245/Tento-di-abusare–di-una.html

MILANO,SGOMINATA BANDA ALBANESI:SFRUTTAMENTO PROSTITUZIONE E 900KG DI DROGA

Milano: Sfruttamento della prostituzione: sgominata una banda di albanesi

Upisapippana banda di albanesi che si dedicava, secondo le indagini, allo sfruttamento della prostituzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti è stata sgominata dalla polizia di Milano.

Gli agenti della Squadra mobile hanno arrestato 12 persone. Le indagini erano partite ad aprile dopo una serie di tentativi di estorsione ai danni di giovani prostitute dell’Europa Orientale e hanno portato al sequestro di 900 chili di droga

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