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Pesta moglie e figli: arrestato marocchino ‘integrato’

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Reggio Calabria. Nella tarda serata di ieri, al termine di un’articolata attività di indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un 33enne cittadino marocchino, da tempo residente a Reggio Calabria, responsabile di reiterate violenze ai danni della moglie e del figlio minore.
L’attività è scaturita dalle dichiarazioni della giovane moglie convivente di nazionalità moldava, la quale, in più circostanze, ha denunciato presso la Squadra Mobile che, dopo i primi mesi di convivenza caratterizzati da apparente serenità, l’unione con il marito è stata sempre estremamente conflittuale.
I futili motivi alla base delle violente discussioni tra i due spesso sfociavano in percosse da parte dell’uomo, pure in danno del figlio minore. La minuziosa ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori, anche mediante numerose escussioni testimoniali, ha consentito di formulare a carico dell’arrestato circostanziate ipotesi delittuose. Al termine degli adempimenti di rito, il fermato è stato condotto in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

http://www.newz.it/2015/03/05/maltrattamenti-in-famiglia-marocchino-arrestato-dalla-polizia/224876/

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“Sono un profugo”: è un assassino

I Carabinieri di Mercogliano hanno arrestato un uomo di 26 anni di origini ivoriane con numerosi precedenti a suo carico, tra cui un tentativo di omicidio commesso a Milano nel 2010.
Il 26enne, nel tentativo di rientrare in Italia, ha pensato di sottrarsi alla legge richiedendo asilo con altre generalità, cercando così di ottenere una nuova identità.
I controlli minuziosi svolti dai Carabinieri hanno permesso di identificare l’uomo che dovrà scontare la condanna di 3 anni e 6 mesi presso la casa circondariale di Bellizzi Irpino.

http://www.airadio.fm/mercogliano-si-fingeva-rifugiato-per-sfuggire-alla-legge-arrestato-ivoriano/

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Si finge profugo, era un trafficante di clandestini

Partono due gommoni fianco a fianco dalla Libia, poi si separano ma vengono soccorsi entrambi da una petroliera. Già individuato lo scafista di uno dei gommoni, indagini in corso per il secondo. Raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di BOYE Calo, nato in Senegal il 15.12.1994. È stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria in quanto responsabile di aver condotto il gommone dalle coste libiche fino a quando non sono stati soccorsi da una petroliera così come loro speravano ed avevano programmato.

Il responsabile si associava con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante. I migranti a bordo del gommone sono tutti provenienti dal centro Africa ed attualmente sono ospiti (a spese nostre) presso il C.P.S.A. di Pozzallo in attesa del trasferimento.

Le indagini condotte dalla Polizia, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa gli investigatori hanno catturato gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione, considerato che dopo il fermo iniziano tutte le fasi processuali particolarmente complesse.

http://www.laspia.it/sbarchi-pozzallo-arrestato-scafista-senegalese/

Vi risulta che la Siria sia in Africa?

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Rapinavano donne e le fustigavano

Picchiavano le donne per rapina con una stecca da biliardo riempita di sabbia allo scopo di fare più male.
Un peruviano di 27 anni è stato arrestato nella notte dai carabinieri della Compagnia Torino Mirafiori, ieri sera dopo avere aggredito, con un complice che è fuggito, tre donne a breve distanza l’una dall’altra.
I militari, dopo avere avuto le prime segnalazioni di aggressione, hanno bloccato la sua auto, una Renault Clio. La stecca ‘rinforzata’ è stata sequestrata.

http://www.vocepinerolese.it/articoli/2015-03-06/aggrediva-prostitute-con-stecca-da-biliardo-arrestato-peruviano-6671

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Roma, arrestati 10 borseggiatori in 24h: 5 romeni, 4 rom e 1 sudamericano

Sono dieci i borseggiatori arrestati nelle ultime 24 ore, nel corso di una straordinaria operazione di controllo a bordo dei mezzi pubblici e nei luoghi maggiormente frequentati dai turisti, condotta dai Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro.
Il primo episodio ha riguardato quattro giovani nomadi, di età compresa tra i 20 ed i 34 anni, perlopiù già note alle forze dell’ordine e provenienti dell’insediamento di via Salone, che nei pressi del Colosseo, sono state sorprese dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia San Pietro, subito dopo aver sfilato il portafogli ad un turista giapponese.
Poco dopo, i Carabinieri della Stazione di Roma Prati hanno arrestato due cittadini romeni, entrambi 40enni e con precedenti, che a bordo del bus 64, all’altezza di piazza d’Aracoeli hanno alleggerito un turista italiano del portafogli.
Altri tre cittadini romeni, rispettivamente di 35, 59 e 63 anni, tutte vecchie conoscenze delle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai Carabinieri della Stazione San Pietro che li hanno sorpresi a bordo del bus 916, all’altezza della fermata di piazza della Rovere, dopo aver rubato un portafogli a un turista straniero.
Infine, sempre i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma San Pietro, hanno arrestato un cittadino cileno di 15 anni, che a bordo del bus 64 all’altezza della fermata Corso Vittorio, ha sfilato lo smartphone ad un viaggiatore.
I nove ladri maggiorenni arrestati dai Carabinieri sono stati accompagnati in caserma dove si trovano a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del rito direttissimo mentre il 15enne è stato accompagnato presso il Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli.

http://romareport.it/37471/borseggiatori-in-azione-tra-monumenti-e-mezzi-pubblici-dieci-arresti-in-24-ore

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Rom ruba pc a sacerdote: “Dammi 300€ e te lo ridò”

Ha cercato di estorcere 300 euro a un sacerdote straniero in cambio del computer che gli era stato rubato. Un cinquantenne romeno è stato arrestato ieri sera dalla Polizia Ferroviaria del settore operativo di Roma Termini. L’uomo aveva ripetutamente chiamato il religioso cercando di contrattare la riconsegna dell’oggetto che era stato sottratto alla fine di gennaio all’interno della stazione Termini, mentre la vittima stava per salire su un treno diretto a Fiumicino. Il sacerdote si è così presentato all’appuntamento ma al momento dello scambio erano presenti anche i poliziotti che hanno arrestato l’estorsore.

http://romareport.it/37521/cerca-di-estorcere-300-euro-a-un-sacerdote-per-restituirgli-il-pc-rubato-in-manette-50-enne

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Baby gang di “nuovi italiani” pesta e tenta di rapinare ragazzino italiano

Dopo, sapendo che resteranno impuniti, vanno con tranquillità a mangiare un panino ..

Venezia, 5 Mar – Uno sguardo d’intesa, poi si sono avvicinati e l’hanno picchiato. Tentando di rapinarlo della bicicletta.

A finire nel mirino è stato un giovanissimo italiano,. Era già sta aggredito lo scorso anno. Venne portato dal gruppetto di aggressori in una zona isolata di campagna, per poi essere legato a un palo e denudato.
Tutto denunciato a suo tempo, ma finì in un nulla di fatto, per l’età non perseguibile dei membri della gang…

I rapinatori di ieri, due giovani di nazionalità italiana, immigrati di seconda generazione, facevano già parte, lo scorso anno, di quel gruppetto.
La loro fedina penale è già stata macchiata da svariati reati. Ieri, verso le 18.30, incrociano la vittima in via Cafasso. Sono a piedi, decidono quindi che la bicicletta su cui si trovava lo sventurato sarebbe stata loro utile.

Dunque fermano il quindicenne e lo prendono a calci e pugni sulla schiena. Violenza cieca. Avrebbero ottenuto ciò che volevano, non fosse per l’intervento di un amico della vittima, di un paio di anni più vecchio, non ancora maggiorenne, che intervenendo è riuscito a mettere in fuga gli aggressori. Subito dopo i giovani hanno sporto denuncia nella caserma dei carabinieri di Marghera.

Le ricerche sono scattate subito, individuando i quindicenni poco distante un paio d’ore più tardi. Dopo la rapina, infatti, i due avevano deciso con tutta tranquillità di andarsi a mangiare un panino da uno dei tanti ambulanti che si posizionano nella zona di Marghera. La coppia di baby rapinatori è stata quindi arrestata. Dovranno rispondere davanti al giudice di tentata rapina aggravata in concorso.
Uno dei due si è trovato in caserma in compagnia del fratellastro 22enne, poco dopo arrestato per una rapina con coltello in una cartoleria di Zelarino …

http://www.veneziatoday.it/cronaca/bulli-adolescenti-arrestati-rapina-marghera-5-marzo-2015.html

Quanta ricchezza …

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Lo spaccio era gestito da ‘badante’ marocchino

Spacciatore marocchino 31enne individuato e arrestato dai carabinieri di Casalbuttano dopo un’indagine che ha ricostruito un vasto giro di spaccio tra le zone di Soresina, Annicco, Castelleone, Soncino e Paderno Ponchielli. L’uomo, giunto in Italia nel 2009 e secondo gli accertamenti successivamente regolarizzato come badante grazie a un lavoro temporaneo nel 2012 a Soncino, stando al quadro accusatorio ha intrapreso la strada dello smercio di hascisc arrivando a gestire anche 400 contatti telefonici al mese con una cinquantina di clienti, tra i 18 e i 50 anni e di varie nazionalità. L’operazione è stata delineata mercoledì pomeriggio dal capitano Livio Propato, comandante della compagnia cremonese, e dal luogotenente Alberto Artioli, a capo della stazione dell’Arma di Casalbuttano.

L’indagine è partita a febbraio del 2014, quando un cittadino egiziano è stato trovato in possesso di hascisc. Partendo dai contatti gli investigatori sono risaliti fino al marocchino e al suo “giro” di clienti (poi segnalati come assuntori alla Prefettura) le cui testimonianze, davanti all’evidenza degli elementi raccolti dai militari, sono state importanti per mettere insieme un quadro probatorio definito “corposo” dal capitano Propato. L’uomo (note le iniziali: E.J., con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona) non avendo una dimora fissa (sulla carta risulta ancora residente a Soncino, ma è già avviata la pratica di cancellazione) era difficilmente rintracciabile (anche in virtù del possesso di una patente italiana e della disponibilità di una macchina). Mercoledì mattina, però, dopo alcuni giorni di ricerche e di appostamenti, come spiegato dal luogotenente Artioli, i carabinieri lo hanno bloccato all’interno dell’abitazione di connazionali, a Soresina, prima di formalizzare l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare e attuare il trasferimento in carcere (il pm è Fabio Saponara, il giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Beluzzi). I militari stimano una commercio di hascisc di circa un chilo a settimana.

http://www.cremonaoggi.it/2015/03/04/vasto-giro-hascisc-ex-badante-marocchino-arrestato-dai-carabinieri/#more

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Agguato: Bloccano uomo in scooter e lo prendono a martellate in testa – FOTO

CATANIA. Nella serata di ieri, agenti delle Volanti hanno arrestato il cittadino mauriziano Leckram Bhoyro, (classe1968) ed il bengalese Dipu Mondal (classe 1958) perché responsabili del reato di tentato omicidio nei confronti di un uomo. Attorno alle 20, i poliziotti sono intervenuti in via Salvatore Tomaselli dove era stata segnalata un’aggressione. Gli agenti hanno sorpreso un uomo, poi identificato in Mondal Dipu, mentre sferrava violente martellate sulla parte anteriore di uno scooter di cui aveva già distrutto il paravento; nel frattempo, un altro soggetto, Bhoyro, bloccava un cittadino il quale, sebbene indossasse un casco, appariva con la faccia escoriata e sanguinante.

Alla vista degli agenti, entrambi gli aggressori hanno tentato di fuggire, ma sono stati subito raggiunti e bloccati. L’uomo ferito, presentava numerose ferite e, persino, segni di martellate inferte sul casco che aveva ancora in testa, è stato condotto presso il più vicino Pronto Soccorso dove i sanitari gli hanno repertato 10 giorni di prognosi per contusioni varie e ferite sparse al volto.

Più tardi, in Questura, i poliziotti hanno potuto ricostruire la vicenda: i due arrestati avevano teso un agguato alla vittima poiché ritenevano che avesse “insediato” la compagna del Bhoyro il quale aveva “provveduto”, in quel modo, a vendicarsi. Solo grazie al casco, la vittima è riuscita ad evitare il peggio: per la polizia, i due avevano progettato di portare a termine un omicidio in piena regola. I due aggressori sono stati associati presso le camere di sicurezza in attesa di giudizio direttissimo.

http://catania.livesicilia.it/2015/03/02/colpito-a-martellate-e-salvato-dal-casco-due-arresti-per-tentato-omicidio_330986/

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Romena e marocchina si uniscono per pestare a sangue italiana: “Ora ti stupriamo”

Hanno picchiato selvaggiamente, spogliato e rapinato della catenina una coetanea, accusandola di una relazione con l’ex fidanzato di una di loro. Per questo due ragazzine di 14 e 15 anni sono state arrestate nei giorni scorsi dai carabinieri e poste in comunità. Sono accusate di violenza sessuale, lesioni, violenza privata e rapina. L’episodio è avvenuto alla fine di ottobre nel parcheggio del centro commerciale Le Gru, di Grugliasco, città dove aguzzine e vittima frequentano le scuole superiori.

I carabinieri hanno arrestato le due ragazzine, una romena e una marocchina, dopo due mesi di indagini. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le due avevano incontrato la vittima, una ragazzina italiana, in un bar di un centro commerciale. Dopo avere litigato con lei col pretesto di una sigaretta negata, l’avevano costretta a seguirle al quinto piano di un parcheggio. Qui sono avvenute le violenze.

Una volta al riparo da sguardi indiscreti, le due hanno rivelato alla vittima la vera ragione dell’aggressione: «Sei andata con il mio ex fidanzato», ha accusata una delle due. Lei ha cercato disperatamente di negare, ma le due non hanno voluto sentire ragioni: l’hanno aggredita con calci e pugni, le hanno strappato gli abiti e l’hanno minacciata di farle subire rapporti sessuali, cosa che poi non hanno fatto. Infine, le hanno strappato la catenina d’oro dal collo e lo zainetto. La ragazzina era poi riuscita a fuggire dalle sue aguzzine approfittando di una loro distrazione e aveva chiesto aiuto a due automobilisti. Trasportata in ospedale, aveva riportato ferite per una prognosi di 29 giorni. L’arresto delle due giovani è avvenuto su ordine di custodia cautelare spiccato dal gip Carlo Gnocchi.

http://www.lastampa.it/2014/01/07/cronaca/spogliano-e-picchiano-la-rivale-in-amore-due-quindicenni-arrestate-per-violenza-d5JEMV4rHSoQWagr7E4MlM/pagina.html

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