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Incredibile: marocchino violento fugge durante trasferimento

 

Un pregiudicato marocchino, Omar Lahbim, di 34 anni, da ieri è ricercato in tutta la zona a ridosso del carcere di Velletri. L’uomo era stato arrestato la sera precedente dai carabinieri di Ardea, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Dopo il processo per direttissima svoltosi al Tribunale di Velletri, doveva essere trasferito a Lazzaria per essere rinchiuso in carcere. L’uomo si trovava, ammanettato, in una gazzella dei carabinieri con tre militari a bordo.

Erano circa le 16, la gazzella stava percorrendo la strada che conduce al carcere, quando, improvvisamente, in un momento in cui l’auto ha dovuto rallentare, il 34enne, fulmineamente, è riuscito a aprire lo sportello posteriore e scappare tra le campagne. Subito i carabinieri si sono messi alla ricerca, invano.

Per tutta la serata e la notte si è svolta una vera e propria caccia al fuggitivo che sembrerebbe essersi però dileguato. Le unità cinofile, gli elicotteri e i reparti speciali dei carabinieri ancora non sono riusciti a trovarlo. Continua la ricerca fino al litorale, si teme possa raggiungere la casa della compagna, incinta, e scagliarsi ancora una volta contro di lei, stavolta, ai suoi occhi, rea di averlo denunciato.

http://www.lanotiziaoggi.it/9744/velletri-fugge-manette-portato-carcere-caccia-alluomo.html

 

Albaenese rubava e deteneva armi illegali

PORTO SANT’ELPIDIO – A Porto Sant’Elpidio, i carabinieri della locale stazione, in collaborazione con i colleghi di Macerata, dando esecuzione a decreto di perquisizione emesso dall’autorità giudiziaria di Fermo, in ambito di attività investigativa in materia traffico di stupefacenti, hanno tratto in arresto, in relazione ai reati di detenzione illegale di armi comuni da sparo, detenzione di armi clandestine, detenzione illegale di cartucce e ricettazione, G.M., albanese 24enne, pregiudicato, residente a Porto Sant’Elpidio. Il giovane è stato infatti trovato in possesso di una pistola semiautomatica, di manifattura bulgara, risultata clandestina in quanto non censita nel catalogo nazionale della armi comuni da sparo.
Una pistola semiautomatica calibro 40 Smith & Wesson, uso sportivo, che dagli accertamenti effettuati è risultata oggetto di furto in data 20 maggio 2012, ai danni di una armeria di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Inoltre, nel corso delle operazioni, sono stati rinvenute sette cartucce calibro 7.65 non denunciate.
I militari hanno rinvenuto le armi occultate sotto il materasso.
L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Fermo, a disposizione dell’autorità giudiziaria fermana. Le armi e le munizioni sono state sottoposte a sequestro.
Si tratta di una importante operazione che scaturisce da una serie di controlli nel mondo dello spaccio di sostanze stupefacenti. Chiaramente gli inquirenti hanno acquisito anche elementi per il proseguo delle indagini che saranno meticolose e volte anche a comprendere quali fossero le finalità per cui il giovane deteneva la pistola e soprattutto come è arrivata a lui da Firenze, località nella quale è stata rubata. Proseguiranno quindi nelle prossime settimane gli accertamenti ma intanto c’è la soddisfazione di aver sequestrato un’arma potenzialmente molto pericolosa.

http://www.corriereadriatico.it/FERMO/pistola_furto_illegale_porto_sant_amp_39_elpidio_carabinieri/notizie/817798.shtml

Orrore: bengalese stupra 17enne disabile e le regala fiori

PADOVA 26 luglio 2014 - Dopo aver avuto con lei un rapporto sessuale le ha regalato una lattina di Coca Cola e un mazzo di fiori. Non ci sarebbe nulla di male se non si trattasse di una ragazza diciassettenne, disabile, affetta da un disturbo alla sfera emozionale e un ritardo mentale che i medici definiscono medio. L’episodio è accaduto il 23 maggio scorso in città, dove la ragazza minorenne, residente in paese del Monselicense, era in visita ai nonni, come spesso capita. Per questi fatti, l’inchiesta del sostituto procuratore Roberto Piccione ha permesso alla Squadra Mobile che ha coordinato l’indagine, di arrestare l’altra mattina un quarantenne del Bangladesh. Ecco i fatti. La studentessa è dai nonni e porta a passeggio il cane. Loro la perdono di vista e la ragazza viene avvicinata dallo straniero che con una scusa la fa entrare nel suo garage. Dove iniziano i primi approcci e dove si consuma un atto sessuale completo. Prima di congedarla lo straniero le regala la bibita e un mazzo di fiori, che ha comodo in casa visto che li vende per lavoro.

Lei torna a casa con la Coca Cola e i fiori e i nonni capiscono che è successo qualcosa, anche perchè la ragazza ha un atteggiamento insolito. Chiamano subito la polizia che fa scattare le indagini. Il pubblico ministero Benedetto Roberti coordina i poliziotti del vice questore aggiunto Marco Calì che suonano all’abitazione attigua al garage e chiedono spiegazioni al padrone di casa. Dopo la fase cruciale, dell’immediatezza dei fatti, l’indagine passa al collega Piccione che ordina un incidente probatorio che si è svolto mercoledì scorso nella struttura protetta “I Girasoli” dove la ragazza ha ripercorso i fatti: spiega nei particolari quello che era successo. Viene ricostruita la scena di quel giorno. Ma in precedenza il magistrato aveva commissionato alla biologa Luciana Caenazzo di Medicina Legale un’indagine accurata sugli indumenti della vittima e del suo presunto violentatore. Sulle mutandine di lei viene riscontrato un profilo genetico misto, dove c’è anche quello del bengalese. Mentre sui pantaloni di lei ci sono chiare tracce biologiche solo di lui. Tanto è bastato per accertare che il rapporto c’è stato e che lo straniero andasse arrestato. Lui è difeso dall’avvocato Matteo Conz, lei è assistita dal legale Aurora D’Agostino. Pare che lo straniero si sia giustificato assicurando che la ragazza era consenziente, ma si tratta di un particolare che non ha una grande rilevanza, visto che è minorenne e con dei disturbi alla personalità.

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/07/26/news/violenta-una-minorenne-bengalese-in-manette-1.9660244

Agenti non si fanno corrompere, cinese li aggredisce

GORIZIA. «Quanto volete per lasciarmi?». È la proposta che un cinese residente nel teramano, ha rivolto la scorsa notte ai militari della Guardia di Finanza di Gorizia, che lo avevano fermato al confine con la Slovenia per un controllo.

Dopo un pomeriggio trascorso a tentare la fortuna in un casinò di Nova Gorica, il cinese è entrato in Italia con oltre ventimila euro, senza averli dichiarati.

Al momento del controllo, il cittadino straniero, residente in Italia da oltre dieci anni, è parso agitato e ha ammesso di avere tre mila euro in contanti.

È bastata una verifica più approfondita all’interno dell’abitacolo del veicolo per consentire ai finanzieri di scoprire l’ulteriore somma.

Nella caserma delle Fiamme Gialle, il cinese ha così proposto ai militari un compenso per lasciarlo andare e poi ha iniziato a sferrare calci e pugni.

Il Tribunale di Gorizia lo ha condannato a un anno e mesi sei di reclusione nel processo per direttissima, e ha confiscato il denaro.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2014/07/25/news/cerca-di-corrompere-gli-agenti-della-finanza-poi-li-aggredisce-arrestato-1.9654442?ref=search

 

Sequestrato e picchiato dal suo amante gay

ROMA – Aggredito, picchiato e sequestrato da un ragazzo portato a casa per consumare un rapporto sessuale. Un amante mercenario che si è trasfomato in uno spietato aguzzino.
Un uomo di Roma è stato rapinato, minacciato e aggredito da un ragazzo di vita, contattato a Valle Giulia, che lo ha picchiato con l’aiuto di un complice. La vittima si è salvata buttandosi della propria camera da letto. Soccorso da un passante è stato ricoverato in prognosi riservata in ospedale dove ha sporto immediatamente denuncia. Dopo giorni di ricerche e pedinamenti l’aggressore è stato arrestato: si tratta di un romeno di 22 anni.

La notte da incubo è avvenuta la scorsa settimana quando la vittima è andata in auto a Valle Giulia per contattare una vecchia conoscenza e accordarsi per una prestazione sessuale a pagamento da consumare a casa propria. Una volta arrivati a casa, il cliente si è assentato per un momento e, tornato nella stanza, ha trovato il ragazzo intento a rovistare nel suo marsupio. A quel punto, quello che doveva essere solo un amante mercenario è diventato il suo aguzzino. L’uomo, infatti, ha chiuso a chiave la porta d’ingresso dell’appartamento e si è messo le chiavi in tasca, dopodiché ha rotto un bicchiere e con il vetro in mano ha minacciato il suo cliente per farsi consegnare dei soldi cosa che la vittima, impaurita, ha subito fatto.

Ma non era abbastanza. Il giovane ha iniziato a picchiare la sua vittima, ha telefonato ad un complice affinché lo raggiungesse e ha aperto una valigia sul letto iniziando a riempirla con tutto quello che trovava. A quel punto, approfittando di un momento di distrazione del malvivente la vittima, terrorizzata, temendo per la sua vita, si è lanciata dalla finestra della camera da letto che affaccia sulla strada. Qui l’uomo è stato soccorso da un passante che lo ha accompagnato in ospedale, dove è stato ricoverato in prognosi riservata e da dove ha immediatamente sporto denuncia alla Polizia.

Le indagini degli agenti del Commissariato San Giovanni, diretti da Giancarlo Sant’Elia, sono partite dal numero di telefono del «mercenario» presente sul cellulare della vittima, da qui una serie di controlli incrociati, utilizzando la banca dati delle forze di polizia ed i principali social network, hanno permesso di risalire all’identità del presunto responsabile e abbinarla ad un’immagine fotografica. Gli investigatori hanno poi sottoposto alla vittima un book composto da alcune foto di persone con caratteristiche fisiche simili, tra cui quella del sospettato. L’uomo, nonostante le sue condizioni di salute, lo ha riconosciuto immediatamente. Sono così iniziate le ricerche per individuare il giovane, identificato per C.A., 22enne rumeno, già noto alle forze dell’ordine. Rintracciarlo però, non è stato semplice, perché il giovane non ha alcuna residenza anagrafica.

Non è rimasto altro agli investigatori, in mancanza di ulteriori elementi, che effettuare un paziente lavoro di appostamento e pedinamento perlustrando di continuo la zona di Valle Giulia e della Stazione Termini, luoghi da lui solitamente frequentati. La pazienza degli agenti alla fine è stata ricompensata. C.A., infatti, è stato individuato nella serata di ieri e arrestato con l’accusa di rapina aggravata. Per il suo complice al momento è scattata la denuncia per favoreggiamento personale.

 

http://www.corriereadriatico.it/ATTUALITA/valle_giulia_roma_ragazzo_vita_picchiato_sequestrato_rapina_casa_arresto_polizia/notizie/814072.shtml

Sposa un romeno: lui la massacra di botte e la stupra

Prima le botte, poi lo stupro: manette all’ex marito di una 31enne di Leno

Il copione, purtroppo, è il solito. La separazione, un periodo di lontananza, poi una scusa per rivedersi, il tentativo di nuovo approccio, le percosse e infine lo stupro. Questa la sequenza di episodi vissuta sulla propria pelle, nei giorni, scorsi, da una 31enne residente a Leno, finita in ospedale per la violenza dell’ex marito, un operaio di tre anni più vecchio.

La storia parte dall’arrivo in pronto soccorso della giovane donna. Col volto segnato dai lividi, le labbra tumefatte e abrasioni sulle braccia ha cercato di spiegare al personale infirmieristico che si è trattato di una caduta dalle scale. Visto lo stato confusionale della paziente però, i medici hanno cercato con sensibilità di scavare a fondo alla vicenda, e presto la verità è emersa. Giunti sul posto, i carabinieri di Leno assieme a quelli di Verolanuova hanno ascoltato il racconto della violenza subita.

La coppia dopo un periodo di difficoltà coniugali ha deciso di separarsi. Domenica l’ex marito di origini romene ha chiesto alla donna di poter entrare in casa per prendere le sue ultime cose ma una volta all’interno ha tentato un approccio. Rifiutato, ha iniziato a malmenare la sfortunata, prima percossa con violenza, poi stuprata e infine ancora malmenata. Solo una volta che si è calmato ha accettato di portare l’ex moglie in ospedale per farla curare delle ferite. Il caso è raccontato stamane sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi.

L’uomo, arrestato, comparirà stamane davanti al giudice per la convalida della misura cautelare, in attesa del processo per lesioni, violenza sessuale e sequestro di persona.

http://www.bsnews.it/notizia/34594/23_07_2014_BASSA_BRESCIANA_Prima_le_botte_poi_lo_stupro_manette_allex_marito_di_una_31enne_

 

 

Sorprese mentre forzano porta di casa…

Sorprese con due cacciaviti in mano mentre tentavano di forzare la porta di un appartamento ad Albissola Marina: i Carabinieri hanno arrestato due nomadi con l’accusa di tentato furto.

Intorno alle 20 di ieri sera una pattuglia della radiomobile è stata contattata perchè alcuni residenti di un condominio sentivano provenire dei rumori da un alloggio. Giunti sul posto i militari hanno trovato due ragazze rom, C.M. di 23 anni, nata in Romania e S.R., 21 anni, nata a Torino, sul pianerottolo dell’abitazione che tentavano di forzare con un cacciavite la porta di ingresso. Le due ragazze, entrambe residenti nel campo nomadi di Torino e già con precedenti specifici, sono state arrestate con l’accusa di tentato furto in appartamento e verranno processate per direttissima.

http://www.savonanews.it/2014/07/23/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/albissola-marina-nomadi-in-trasferta-da-torino-tentano-di-entrare-in-un-appartamento-arrestate.html

Come si vede, che nascano in Romania o per caso in Italia, rimangono gli stessi. Non è “l’aria” a fare la persona.

Tentato stupro in campo nomadi

Una festa che stava degenerando in dramma, in uno stupro. E’ quanto scoperto dai carabinieri di Librino che, dopo la denuncia di una ragazza romena di 23 anni, hanno arrestato un suo connazionale di 29 anni, Adrian Mutu, con la grave accusa di lesione personale e violenza sessuale.

L’uomo, secondo quanto scoperto dagli investigatori,  durante i festeggiamenti di un compleanno in campo nomadi, avrebbe tentato di abusare della ragazza costringendola, con calci e pugni, ad entrare nella sua baracca.

Provvidenziale, in quella occasione, è stato l’intervento di alcuni parenti della donna che hanno allontanato il 29enne, ma la ragazza finì ugualmente in ospedale per un trauma cranico e delle escoriazioni.

I fatti furono denunciati e i carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi del romeno che adesso si trova rinchiuso nel carcere catanese di Piazza Lanza.

http://www.canicattiweb.com/2014/07/23/sicilia-festa-con-tentato-stupro-in-campo-nomadi-romeno-in-manette/

Italia multietnica: senegalese rapina e tenta di stuprare nigeriana

Brescia 22 luglio 2014 – Un senegalese di 40 anni è stato arrestato dalla polizia locale di Brescia con le accuse di violenza, tentato stupro e rapina. L’uomo, residente a Palosco, era già stato arrestato nel 2008 per reati analoghi: in quest’ultimo caso avrebbe aggredito e tentato di violentare una prostituta nigeriana di 28 anni. L’aggressione è avvenuta a Brescia, in zona Mandolossa; l’uomo avrebbe malmenato la ragazza per vendicarsi di un suo precedente rifiuto, prendendola per il collo e colpendola al basso ventre, tentando poi di abusare di lei. L’africano le avrebbe poi rubato borsetta e cellulare prima di fuggire su un’auto. La ragazza ha chiesto aiuto ad un passante che l’ha accompagnata al comando di polizia locale. All’uomo gli agenti sono arrivati grazie ad una fotosegnaletica, che ha permesso alla presunta vittima di riconoscere il proprio aggressore. La giovane è stata medicata alla Clinica Sant’Anna.

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/tenta-di-violentare-una-28enne-gia-arrestato-per-reati-analoghi_1068914_11/

 

“Non è panchina per turisti”: e immigrato aggredisce olandese

VIAREGGIO (Lucca), 21 luglio – E’ caldo e, dopo il pranzo, un po’ di riposo su una panchina ci vuole. Così deve aver pensato una turista olandese che si è fermata ieri pomeriggio nel piccolo parco di piazza Motroni a Viareggio, non lontano dal sumpercato Conad. Mentre si riposava, la donna è stata avvicinata da un giovane di nazionalità nordafricana che, parlandole in inglese, le fa vedere un involucro di cartone, facendole credere che all’interno vi sia un coltello e, minacciandola, si fa consegnare il cellulare.

La turista, però, non si è fatta spaventare e gli risponde di ‘no’, cosa che ha fatto infuriare il giovane: le ha dato un violento schiaffo e, strappandole la borsa, è scappato velocemente verso la Pineta di Ponente.

La vittima dell’aggressione, sotto choc, è tornata di corsa al campeggio dove soggiorna e ha raccontato la sua brutta avventura all’addetta alla reception che ha immediatamente chiamato la centrale operativa del 113.

Subito, dal Commissariato è partita la volante. Arrivati sul posto, gli agenti si sono fatti raccontare l’accaduto e, prese le informazioni, hanno iniziato le ricerche a tappeto per rintracciare il malvivente.

Delimitato il raggio delle ricerche ad alcuni punti della Pineta di Levante e l’uomo è stato velocemente individuato nei pressi dello stadio dei Pini.

Quando si è visto braccato dalla polizia, il malvivente ha cercato una via di fuga, ma è stato raggiunto e fermato dei poliziotti. Ha provato a opporre resistenza, scalciando e spintonando gli agenti, ma è stato comunque bloccato e ammanettato.

E’ stato, quindi, portato negli uffici del Commissariato, dove è stato identificato: si tratta di un 30enne tunisino, senza fissa dimora sul territorio nazionale, conosciuto con anche altri 10 alias e noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, gli stupefacenti e le norme sul soggiorno degli stranieri.

L’aggredita dopo essere stata dimessa dal Pronto soccorso dell’ospedale ‘Versilia’ dove era stata medicata per contusione facciale, si è recata al Commissariato e, dopo che le sono state mostrate le foto, ha riconosciuto l’aggressore senza ombra di dubbio e, così, l’uomo è stato arrestato e dovrà rispondere del reato di rapina.

http://www.loschermo.it/articoli/view/65080