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Islamico schiavizza italiana: costretta a gridare “Allah Akbar” mentre la frustava

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CAORLE – Tre mesi di terrore. Di botte e costrizioni. Un marocchino di 25 anni, Mohammed Et Tajani, di Pramaggiore, ha reso la vita impossibile a una giovane donna della provincia di Venezia, costretta a obbedire, subire maltrattamenti e a gridare, legata a una sedia, «Allah è grande», mentre lui la colpiva sulla schiena. Et Tajani, ieri, è stato condannato in Tribunale a Pordenone a 3 anni e 2 mesi di reclusione per maltrattamenti, lesioni, stalking, sequestro di persona, danneggiamento e furto. Il giudice Eugenio Pergola gli ha applicato anche una sfilza di interdizioni, assolvendolo solo dall’accusa di violenza privata. La costringeva anche restare chiusa in casa, a ospitarlo nella sua abitazione e per impedirle di uscire le sottraeva cellulare e chiavi dell’auto.

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/schiava_veneziana_marocchino_islam_caorle_pordenone/notizie/1491642.shtml

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Vendono oggetti rubati: “denunciati”


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Montesilvano; cellulari “furtivi” offerti ai passanti: denunciati 4 romeni
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Quattro persone di nazionalità romena sono state denunciate per ricettazione dai carabinieri della compagnia di Montesilvano. La loro presenza, ai militari, era stata segnalata da alcuni passati. I quattro a bordo di una vettura, all’interno del altro »

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Milano: clandestino recidivo distrugge 20 auto in sosta…e ambulanza

MILANO – Un marocchino di 32 anni è stato arrestato dalla polizia, a Milano, per danneggiamento aggravato dopo aver colpito con una mazza una ventina di vetture. È accaduto dopo mezzanotte in via Celetano, in zona via Padova. L’uomo, clandestino e con precedenti, era stato segnalato perché molto ubriaco e molesto ma quando è arrivata l’ambulanza per soccorrerlo ha danneggiato il parabrezza. Ha poi continuato a colpire le auto in sosta fino ad arrivare a quota venti prima di essere bloccato.
“La situazione di Via Padova – commenta la consigliera di quartiere, Silvia Sardone – è ormai esplosiva. Stanotte un clandestino irregolare, ubriaco, ha danneggiato un’ambulanza con una spranga e non contento ha poi colpito decine di automobili nella via. Grazie all’intervento della polizia è stato arrestato mentre i cittadini della zona, molti proprietari delle macchine coinvolte, scendevano in strada per protestare e inveire contro lo squilibrato (come si evince dal video pubblicato da un abitante del quartiere). Sono moltissime, purtroppo, le automobili danneggiate stanotte ma non è la prima volta che succedono episodi simili. Nell’ultima settimana sono state incendiate auto e furgoni sempre nella zona di Via Padova e Crescenzago”.

http://www.leggo.it/NEWS/MILANO/milano_padova_mazzate_auto/notizie/1473803.shtml

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Sbarca con famiglia al seguito e chiede asilo: è noto spacciatore

Rovigo – Era sbarcato come profugo sulle coste siciliane ma era inseguito da un ordine di carcerazione. Un 42enne nigeriano, P. A. le sue iniziali, arrivato nel nostro Paese da poco con moglie e figlia a bordo di uno dei “barconi della speranza”, è stato arrestato e accompagnato in carcere dove deve scontare sei mesi e 26 giorni residui per una vecchia condanna di droga. Dietro alle parvenze di rifugiato, infatti, si nascondeva una persona già denunciata nel 2006 dalla Procura di Torino per immigrazione clandestina e due anni dopo condannato dalla stessa per una storia di stupefacenti.

A inchiodarlo, nonostante i vari “alias” con cui era solito registrarsi e che per anni hanno ingannato le autorità italiane, le sue impronte, richieste dall’ufficio immigrazione rodigino per l’istruzione della sua pratica dopo la richiesta di asilo politico. A quel punto, gli uomini della Squadra mobile lo hanno prelevato è portato in cella in via Verdi.

http://www.rovigooggi.it/articolo/2015-07-14/le-impronte-digitali-inchiodano-il-profugo-che-chiede-asilo-era-gia-stato-condannato/#.VaWN2yrtmko

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Zingaro senza biglietto: “Ho più soldi di voi italiani”

Ore 19.00, Frecciarossa Milano-Roma. Un consigliere di zona di centrodestra a Milano, Marzio Ferrario, assiste a una scena che nessuno avrebbe voluto vedere.

Nella business class del convoglio, la capotreno chiede i biglietti a una coppia di “presunti rom” (la citazione è dello stesso Ferrario, che ha ripreso il tutto pubblicando un video su Facebook). I due viaggiano sprovvisti del regolare titolo di viaggio, ma inscenano una protesta che rende necessario l’intervento della polizia.

Dopo il pagamento della multa per non avere il biglietto, la capotreno chiede alla coppia di accomodarsi in un altro settore del treno, ma i due rifiutano.

Con tono sgarbato, uno dei due rom aggredisce l’impiegata di Trenitalia accusandola di “non sapere fare il proprio lavoro”. Quindi perde la testa, sostenendo di aver semplicemente sbagliato treno, inizia a protestare che “gli stranieri hanno più soldi degli italiani” e dando la colpa alla capotreno.

Al tentativo dei poliziotti di riportare la calma, l’uomo intima addirittura agli agenti di “non alzare la voce”, ripetutamente. Quindi conclude con insolenza: “Io con i miei soldi vado dove voglio”.

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Tre egiziani sottoposti a fermo per favoreggiamento dell’immigrazione


Giornale Siracusa
Tre egiziani sottoposti a fermo per favoreggiamento dell
Giornale Siracusa
I tre egiziani sono ritenuti i responsabili conduttori del barcone soccorso ieri al porto di Augusta. A seguito dello sbarco di 214 migranti avvenuto ieri al porto commerciale di Augusta e a conclusione di mirate indagini, sono stati sottoposti a fermo
Passeur catanese arrestato a Tarvisio con diciassette profughi nel La Repubblica

tutte le notizie (6) »

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Usa corpo moglie per spegnere sigarette

MONTEFANO – Era arrivato a spegnere le sigarette sul corpo della moglie. Ma prima di arrivare a gesti così estremi la donna aveva attraversato un calvario di angherie. E poi botte e soprusi da parte del marito che per gelosia le aveva anche rasato i capelli nel tentativo di renderla meno bella agli occhi degli altri uomini dal momento che già un paio di anni prima lei aveva provato a lasciarlo. Nelle frequenti liti il marito aveva sfogato su di lei tutta la sua rabbia colpendola con calci e pugni e, in un’occasione, colpendola alle gambe con una sedia. Ieri il marito è stato condannato a quattro anni e quattro mesi di reclusione. Il giudice Giovanni Manzoni ha emesso una sentenza anche più pesante rispetto alla richiesta formulata dal pubblico ministero Stefano Lanari (il Pm aveva chiesto tre anni e due mesi di reclusione). Le accuse contestate all’imputato, un trentottenne di origine romena, sono: maltrattamenti in famiglia, lesioni e sottrazione e trattenimento di minore all’estero. L’uomo infatti, avrebbe portato con sé in Romania, il figlio di nove anni senza il consenso della madre, allontanandolo dalla scuola e abbandonando il domicilio familiare. I maltrattamenti e le lesioni contestati risalgono al periodo precedente al marzo del 2011. L’11 marzo di quell’anno, infatti, la donna decise di porre fine all’incubo e si rivolse alle forze dell’ordine per denunciare il coniuge violento. La sottrazione del figlio invece è successiva. L’uomo sarebbe scappato nel suo Paese di origine a maggio di quattro anni fa. Prima di quel momento per la donna la vita era diventata un inferno. Vittima dei maltrattamenti del coniuge la moglie era stata anche minacciata di morte. Lui le avrebbe detto che “la sua vita non valeva niente e poteva farne quel che voleva”. E poi insulti e offese continue. “Schiava” e “poco di buono” erano state le parole più dicibili.

http://www.corriereadriatico.it/MACERATA/montefano_moglie_capelli_sigarette_corpo_violenza/notizie/1446488.shtml

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Terrorizza donne in androni palazzi: è marocchino

Genova – L’ultima corsa ieri. Il Cobra degli androni ha 41 anni, è marocchino, non ha ancora un nome e un cognome preciso, poiché nei database è registrato con diverse identità. Ieri pomeriggio l’ultimo scippo, prima di essere arrestato dagli agenti della squadra mobile genovese.
Gli inquirenti sono convinti che sia lui, l’uomo che si è nascosto negli androni della Valpolcevera e di Sestri mettendo a segno una parte dei nove colpi finora conosciuti. Ma la caccia continua. Perché la polizia è convinta che ad entrare in azione all’interno dei portoni genovesi fossero almeno in due. È dei giorni scorsi l’accelerazione delle indagini sullo scippatore degli androni. Ieri l’arresto, quasi improvviso, di uno dei sospettati.
È il tardo pomeriggio. L’uomo, già pedinato dai poliziotti, entra in un portone in zona Di Negro. Probabilmente si apposta, ma non colpisce. Ritorna così in strada. Lì l’ultimo scatto del Cobra. Il malvivente assale una ragazza di 25 anni, prova a strapparle la borsa. Lei resiste ma viene colpita più volte con calci e pugni. Alcuni passanti tentano di intervenire mentre lui scappa. L’inseguimento va in scena per le strade di Di Negro. Nella fuga, il Cobra cade a terra e viene raggiunto da un uomo che tenta di fermarlo. Lui riesce a liberarsi dalla morsa, ma finisce direttamente nelle mani dei poliziotti, già appostati.
Quarantuno anni, una sfilza di precedenti penali, nessun nome preciso ma varie identità fittizie dichiarate di volta in volta nei controlli. È lui, secondo gli inquirenti, il Cobra entrato in azione a Sestri e in Valpolcevera. Irregolare sul territorio nazionale, era riuscito a farsi accogliere da una comunità di recupero per tossicodipendenti. La donna aggredita dallo scippatore, una turista di 25 anni in viaggio da San Pietroburgo, è stata soccorsa dai medici del 118 e accompagnata all’ospedale Galliera per accertamenti. Nella collutazione con il bandito è rimasta ferita al volto e alle dita. Ma la caccia a chi ha seminato il panico all’interno degli androni genovesi non finisce qui. Gli inquirenti stanno cercando un altro uomo, con ogni probabilità un complice, che sarebbe l’autore materiale dei colpi messi a segno a Marassi.
Lo scippatore arrestato ieri pomeriggio è stato accompagnato in questura e poi in carcere. Sono ancora in corso accertamenti per risalire alla sua reale identità.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2015/07/04/ARuZJp0E-catturato_scippatore_portoni.shtml

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Tenta di strangolare padre egiziano, fermato da madre polacca…

E’ accaduto ad Ostia, dove un ragazzo di 16 anni egizianO si è scagliato contro il padre che aveva avuto una futile discussione con la moglie polacca. Il minorenne ha aggredito il genitore colpendolo prima con una testata e poi tentando di strangolarlo. Poi l’intervento della madre, che ha allontanato il figlio dal marito.

L’uomo, un 48enne egiziano, è riuscito a chiamare il 112. Il Nucleo Radiomobile della Compagnia di Ostia, giunto poco dopo all’abitazione, ha trovato il ragazzo ancora in preda alla furia omicida e intento ad aggredire il genitore. Il minorenne – già conosciuto dalle forze dell’ordine per un tentato omicidio commesso in passato – è stato arrestato e trasferito nel centro di Prima accoglienza di via Virginia Agnelli, al Portuense. La vittima dell’aggressione è stato trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia, dove è stata visitata dai medici che gli hanno riscontrato traumi in diverse parti del corpo. L’uomo è poi stato dimesso con una prognosi di una settimana.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/07/03/news/ostia-118275014/?refresh_ce

CHE BELLA SOCIETA’ CHE STIAMO CREANDO…

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Pestata a sangue dal ‘compagno’ marocchino

E’ una 40enne thienese la vittima dell’aggressione da parte del proprio convivente avvenuta l’altra sera, in un’abitazione di Montecchio Precalcino, dove la donna viveva con il suo aguzzino che è stato arrestato al culmine dell’ennesima lite. Lui era rientrato a casa come al solito ubriaco. I due hanno cominciato a litigare.

Issam Belaaouj, 31 anni, marocchino disoccupato, ma con regolare permesso di soggiorno l’ha picchiata procurandole gravi lesioni al volto. A quanto pare non era la prima volta. Le urla della donna che con il volto sanguinante chiedeva aiuto, hanno attirato l’attenzione dei vicini che hanno chiamato il 112.
Quando i carabinieri sono riusciti ad entrare in casa, il nordafricano, in preda ai fumi dell’alcol, si è scagliato anche contro di loro con calci e pugni.

Dopo qualche minuto, gli investigatori sono riusciti a bloccarlo e ad ammanettarlo.

Il marocchino verrà processato il mese prossimo e nel frattempo, è stato disposto che stia agli arresti domiciliari nell’abitazione della madre. Gli è stato imposto di non avvicinarsi alla compagna.

http://www.altovicentinonline.it/cronaca/cronaca-thiene/quarantenne-thienese-presa-a-botte-dal-compagno-marocchino-arrestato-dopo-aggressione-ai-carabinieri/

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