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Venezia: scontri tra immigrati alla stazione – FOTO – VIDEO

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Rissa a due passi dalla stazione, botte da orbi

Rissa a due passi dalla stazione, botte da orbi

Rissa a due passi dalla stazione, botte da orbi

“Così non si può vivere, non si può andare avanti. Il Comune faccia qualcosa”. A parlare è uno che l’area della stazione di Mestre l’ha frequentata giorno dopo giorno. Per anni. E’ stufo di ciò che è costretto a vedere, di ciò che è costretto a sopportare. Come lui altri commercianti e mestrini che vogliono alzare per l’ennesima volta la voce per chiedere maggiori tutele, anche solo per uscire e attraversare la strada.

Perché può anche accadere di ritrovarsi nel bel mezzo di una rissa tra una decina di cittadini nordafricani i quali, per chissà quale motivo, nel tardo pomeriggio di lunedì se la sono presa con un loro compare. Prendendolo a calci e pugni sul marciapiede in via Monte San Michele, a due passi dalla stazione ferroviaria. Uno dei punti più trafficati e frequentati della città. Le auto si fermano, una passante si mette a urlare di paura.

“Sono scene incredibili, noi siamo disgustati per la situazione che si è venuta a creare – sottolinea il residente – prima uno dei litiganti ha spaccato una bottiglia di vetro in testa a un altro, poi c’è chi ha preso la bicicletta per lanciarla addosso ai rivali. Ma è la normalità: queste cose accadono a ogni ora del giorno. Mi hanno rotto una vetrata per colpa della loro furia lunedì. Uno schifo”.

L’allarme viene lanciato verso le 18, quando scoppia la violenza di fronte all’”African Asian Market”, oggetto di diversi controlli dei carabinieri nei giorni scorsi. Un giovane di colore viene preso a calci e pugni. Soccombe. Ma prima dell’arrivo delle volanti della polizia tutti scappano, senza lasciare tracce. Lui riesce a divincolarsi e scappare, gli altri gli vanno dietro.

Ora, però, ci sono diversi elementi per arrivare una volta per tutte alla loro identificazione: “E’ impressionante – continua il residente – bevono già dalla mattina, si ubriacano e poi perdono il controllo. E siamo in centro città. Potrebbe finire in mezzo anche chi non c’entra niente. Non possiamo avere paura di uscire fuori di casa o dai negozi. Questi – conclude – quando iniziano con le sassaiole e magari si mettono i caschi incutono veramente terrore”.

Potrebbe interessarti: http://mestre.veneziatoday.it/video-rissa-via-monte-san-michele-stazione-24-marzo-2015.html

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Prima stupra, poi devasta commissariato – FOTO

Arrestato per tentata violenza sessuale, distrugge l’ufficio delle volanti della Questura di Venezia e ferisce quattro poliziotti.
L’UGL della Polizia di Stato prende posizione forte contro l’impossibilità di fare il proprio lavoro in condizioni di sicurezza: “Tutto questo per noi è ormai ordinaria follia” commenta la sigla sindacale che chiede provvedimenti immediati “Il Ministero dell’Interno decida di dotare con urgenza tutti gli agenti impegnati a garantire la sicurezza di spray antiaggressione e pistola elettrica taser”.

L’UGL conferma: “Siamo stanchi di subire ormai giornalmente aggressioni da parte di delinquenti esagitati che non sanno far altro che scagliarsi contro gli operatori di polizia. Ennesima aggressione anche ieri sera in Questura a Venezia, dove un cittadino extracomunitario, ha prima tentato di violentare una ragazza e poi una volta giunto in questura ha terminato la sua rabbia e violenza contro gli agenti e contro il mobilio e altri oggetti presenti all’interno dell’ufficio volanti”.

“I nostri politici e la politica si devono rendere conto una volta per tutte, che questi strumenti di autodifesa servono non solo alle forze dell’ordine per bloccare eventuali soggetti pericolosi o particolarmente violenti, ma anche a tutela della persona fermata per evitare che si debba ricorrere all’uso della forza fisica per immobilizzarla, come avviene in questi casi. Quindi strumenti quantomeno necessari per far si che le forze dell’ordine possano lavorare in sicurezza senza incorrere nel rischio di trovarsi indagati e dover subire processi penali”.

“Come Segreteria Regionale Veneto dell’UGL Polizia di Stato, da sempre chiediamo che la politica si sforzi in tal senso e recepisca le giuste pretese che arrivano da chi lavora in strada giorno e notte per garantire la sicurezza di tutti. Auspichiamo anche che nel frattempo venga esteso l’utilizzo dello spray antiaggressione, che attualmente è utilizzato in via sperimentale solo in alcune grandi città, anche in Veneto e non appena l’iter parlamentare darà il via libera a telecamere e pistola Taser sia stilato un chiaro ed esaustivo protocollo d’intervento con chiare regole d’ingaggio, in modo da poter informare l’operatore di polizia in quali casi e come utilizzare i vari strumenti di autodifesa, perché ci teniamo a dirlo, spray, Taser e microcamere sono da considerarsi strumenti di autodifesa e non di offesa. Grazie a questi strumenti, infatti, si andranno sicuramente a ridurre al minimo gli interventi corpo a corpo e le possibilità di avere quindi un contatto fisico tra forze dell’ordine e persone da fermare e/o arrestare per i più svariati motivi e che risultano particolarmente aggressive e/o violente in quel momento. Speriamo che si intraprenda con urgenza questa strada”.

“Questa volta abbiamo deciso di allegare tre immagini dell’interno dell’Ufficio Volanti di Venezia, o meglio ciò che ne è rimasto. E ora, a causa della mancanza di fondi, chissà quanto dovremmo aspettare per avere un computer funzionante e nuove scrivanie, senza contare la porta divelta dell’ingresso all’ufficio. Pubblichiamo anche le foto perchè i cittadini, i politici e tutti, si devono rendere conto di cosa siamo costretti a subire e di come siamo costretti a lavorare. Tutto questo si può evitare, basta volerlo, basta un pò di buona volontà politica” conclude il Segretario Generale Regionale UGL della Polizia di Stato del Veneto.

http://www.lavocedivenezia.it/tentata-violenza-sessuale-extracomunitario-040680/

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Vicenza: Per combattere lo spaccio dilagante, arrivano le ronde

Le tre telecamere da poco in via Gorizia non bastano ai residenti della zona, stanchi di convivere con spacciatori e sbandati che affollano la via. ( giusto un paio di articoli ‘en passant’:http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/nigeriano-arrestato-per-spaccio-aveva-285-grammi-di-marijuana-il-giornale-di-vicenza/; http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/17-settembre-2014/rissa-immigrati-machete-paura-centro-vicenza-230153033661.shtml).

Il comitato Piazza Castello in un mese ha raccolto 1500 firme per denunciare la situazione sempre più senza controllo di viale Roma e via Gorizia.
Secondo i cittadini a nulla sono serviti i diversi tentativi comunali di mantenere vigilata la zona: pattugliamenti, telecamere, la sorveglianza dei carabinieri in pensione, non sembrano aver sortito alcun effetto sulla popolazione criminale che ha fatto delle due vie uno dei punti principali dello spaccio vicentino.

Una raccolta firme che suona come

un ultimatum per il Comune: se la situazione non cambierà nelle prossime settimane, pronte le ronde dei cittadini.

«Abbiamo raccolto le firme puntando su una petizione con la speranza di essere ascoltati dal sindaco, dal questore e da tutte le forze dell´ordine; ci siamo messi in contatto anche con altri comitati», ha spiegato William Rigon, storico portavoce dei commercianti della zona, al Giornale di Vicenza.
« Non si può permettere che questa città rimanga nelle mani di spacciatori, dove esistano zone franche in cui risolvere il problema è diventato impossibile

http://www.vicenzatoday.it/cronaca/vicenza-arrivano-le-ronde-in-via-gorizia.html

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Finanziere sequestra merce, circondato da abusivi: pestato – FOTO

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Il duello tra il venditore abusivo e...

TIRRENIA. La divisa non basta. Forse bastava una volta, anni fa; ma questi sono tempi di nervi tesi e di scontri disperati, di esasperazione e ultime spiagge. Già. L’ultima spiaggia può essere anche quella di aggredire un finanziere che ti vuole sequestrare la merce.

Scene da un’ordinaria gazzarra. È la mattina di ieri e, quando un giovane militare della finanza tenta di fermare tre venditori abusivi a Tirrenia, succede di tutto. Fughe e inseguimenti, urla, botte; la famosa resistenza a pubblico ufficiale che si trasforma in qualcosa di più e di peggio.

In tre, nordafricani, non accettano di farsi portare via il grande sacco bianco dove hanno inserita la roba da vendere. Lì dentro ci sono borse, borselli, cinture, occhiali da sole, orologi, ombrelli, cover per telefonini e oggetti di vestiario.

Poi passano alle vie di fatto. Circondano il finanziere, gli strappano di mano il sacco, fuggono sulla sabbia. La scena è fotografata per caso, come un fatto improvviso. Perché l’uomo delle Fiamme Gialle fosse lì da solo, non lo sappiamo. Allo scontro assistono decine di persone, dalla ringhiera della terrazza di Tirrenia, ma nessuno interviene. Si può solo immaginare la frustrazione del militare, e per certi versi la mossa disperata dei suoi antagonisti di un giorno, che riescono a dileguarsi. Qualcuno dice che l’abbiano anche picchiato, le immagini questo non lo chiariscono; ma certo viene aggredito, strattonato e messo in minoranza numerica, in pochi istanti, senza possibilità di far valere la legge.

Secondo stime della Confesercenti, a Pisa operano almeno 150 venditori abusivi in maniera costante e organizzata; si muovono tra piazza dei Miracoli e il lungomare di Marina di Pisa o di Tirrenia, appunto. Sresume che l’evasione annuale sull’imposta sul reddito oscilli tra i 2 ed i 4 milioni di euro; quella sull’Iva tra i 1,220 milioni ed i 2,260, quella delle tasse locali (suolo pubblico e rifiuti) tra gli 800mila ed il 1 milione e 300mila euro. Considerando le mancate contribuzione assicurative e previdenziali si raggiunge una cifra tra i cinque e i nove milioni annui di evasione.

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2015/03/07/news/tirrenia-aggressione-finanziere-venditori-abusivi-1.10999495?&ref=fbfti#gallery-slider=undefined

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Sparatoria nella Chinatown di Milano

Milano,2 feriti con colpi arma da fuoco
Due cinesi sono stati feriti da colpi
di arma da fuoco nel cuore della China-
town di Milano. Le condizioni di en-
trambi sono gravi e secondo il 118 sa-
rebbero in pericolo di vita. Uno è sta-
to trasportato all’ospedale Niguarda,
l’altro al San Carlo.

Il duplice ferimento è avvenuto all’
esterno di un locale dopo una lite con
una più persone. Tutte e due le vittime
sarebbero state colpite all’addome. Sul
caso indagano i Carabinieri.

http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/notiziasolotesto.jsp?id=1016016&pagina=801&sottopagina=01

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Termini: viaggiatori assediati dalle rapinatrici ‘nomadi’ – VIDEO – FOTO

ROMA – «Borseggiatori a Termini? Ce ne saranno un centinaio in azione ogni giorno». Chi si occupa di sicurezza nella stazione centrale di Roma li conosce uno per uno, li identifica al di là dei travestimenti. Il racket non si ferma mai nello snodo ferroviario più importante della Capitale; è una «zona franca» in cui si muove un esercito di illegali. Le bande sono sempre le stesse, si spostano soltanto, mescolandosi tra gli oltre 450mila visitatori quotidiani. Lo sguardo del visitatore occasionale coglie solo una fetta del mondo sommerso che infesta Termini. Le finte «hostess», però, spiccano nella folla. Il sole non è ancora sorto e sono già operative: una decina di ragazze, tutte romene tra i 15 e i 20 anni, gestiscono la «caccia del passeggero». Aspettano all’entrata della stazione, fronte piazza dei Cinquecento, e puntano ai bersagli facili: i turisti stranieri. Gli asiatici sono i loro preferiti. Si avvicinano e in un inglese elementare chiedono se possono aiutarli, li scortano fino alle biglietterie automatiche. Qualche indicazione poi la mano si allunga per il dazio. Se non ci sono divise in giro, portafogli o valigia spariscono. shadow carousel Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti PrevNext Sportelli e bancomat sono l’altro crocevia del malaffare, presidiati in attesa dell’utente. E contro l’onda dei malviventi, nell’alba di Termini, c’è solo qualche guardia giurata: al massimo può avvertire i poliziotti piazzati sui binari, che infatti allontanano le giovani. Escono dalla stazione per due minuti. Poi rientrano. Solo dopo le 8 le sale si riempiono di poliziotti e carabinieri, gli addetti di Fs presidiano le biglietterie. «Vengono dai campi nomadi, c’è sempre un uomo a coordinarle», spiegano i militari che hanno appena fermato una delle ragazze. Ha pagato la troppa insistenza con un giapponese ed è stata notata. Ma in molti casi c’è poco da fare: il tempo di identificarle e, senza flagranza di reato o foglio di via, sono libere in poco tempo. «Di borseggiatori ne fermiamo uno al giorno come minimo, ma tanto tornano. Qui è un inferno, tutti i giorni, a tutte le ore», racconta un vigilante. Una prima contromisura per arginare il fenomeno potrebbe arrivare a breve: proprio come Milano, anche la stazione Termini avrà i suoi varchi. «Si tratterà di transenne mobili posizionate a ridosso della zona binari: solo il passeggero munito di biglietto potrà accedervi», annuncia Franco Fiumara, direttore protezione aziendale di Fs. Autorizzazione della sovrintendenza capitolina permettendo, le postazioni dovrebbero essere allestite entro il 1 maggio, in concomitanza con l’apertura dell’Expo 2015. Meno mercato per gli illegali, creazione di un’area controllabile, più uomini nelle aree calde. «Stiamo anche incrementando l’organico, passeremo dai 20 vigilantes attuali a 80 – aggiunge Fiumara -. Ai varchi sarà presente personale addestrato nel primo soccorso, nelle manovre di disostruzione pediatrica e dotato di defibrillatori. La sicurezza è una nostra priorità, ma spesso constatiamo che chi delinque torna…». ] ROMA – «Borseggiatori a Termini? Ce ne saranno un centinaio in azione ogni giorno». Chi si occupa di sicurezza nella stazione centrale di Roma li conosce uno per uno, li identifica al di là dei travestimenti. Il racket non si ferma mai nello snodo ferroviario più importante della Capitale; è una «zona franca» in cui si muove un esercito di illegali. Le bande sono sempre le stesse, si spostano soltanto, mescolandosi tra gli oltre 450mila visitatori quotidiani.

Lo sguardo del visitatore occasionale coglie solo una fetta del mondo sommerso che infesta Termini. Le finte «hostess», però, spiccano nella folla. Il sole non è ancora sorto e sono già operative: una decina di ragazze, tutte romene tra i 15 e i 20 anni, gestiscono la «caccia del passeggero». Aspettano all’entrata della stazione, fronte piazza dei Cinquecento, e puntano ai bersagli facili: i turisti stranieri. Gli asiatici sono i loro preferiti. Si avvicinano e in un inglese elementare chiedono se possono aiutarli, li scortano fino alle biglietterie automatiche. Qualche indicazione poi la mano si allunga per il dazio. Se non ci sono divise in giro, portafogli o valigia spariscono.

Sportelli e bancomat sono l’altro crocevia del malaffare, presidiati in attesa dell’utente. E contro l’onda dei malviventi, nell’alba di Termini, c’è solo qualche guardia giurata: al massimo può avvertire i poliziotti piazzati sui binari, che infatti allontanano le giovani. Escono dalla stazione per due minuti. Poi rientrano. Solo dopo le 8 le sale si riempiono di poliziotti e carabinieri, gli addetti di Fs presidiano le biglietterie. «Vengono dai campi nomadi, c’è sempre un uomo a coordinarle», spiegano i militari che hanno appena fermato una delle ragazze. Ha pagato la troppa insistenza con un giapponese ed è stata notata. Ma in molti casi c’è poco da fare: il tempo di identificarle e, senza flagranza di reato o foglio di via, sono libere in poco tempo.

«Di borseggiatori ne fermiamo uno al giorno come minimo, ma tanto tornano. Qui è un inferno, tutti i giorni, a tutte le ore», racconta un vigilante. Una prima contromisura per arginare il fenomeno potrebbe arrivare a breve: proprio come Milano, anche la stazione Termini avrà i suoi varchi. «Si tratterà di transenne mobili posizionate a ridosso della zona binari: solo il passeggero munito di biglietto potrà accedervi», annuncia Franco Fiumara, direttore protezione aziendale di Fs. Autorizzazione della sovrintendenza capitolina permettendo, le postazioni dovrebbero essere allestite entro il 1 maggio, in concomitanza con l’apertura dell’Expo 2015. Meno mercato per gli illegali, creazione di un’area controllabile, più uomini nelle aree calde. «Stiamo anche incrementando l’organico, passeremo dai 20 vigilantes attuali a 80 – aggiunge Fiumara -. Ai varchi sarà presente personale addestrato nel primo soccorso, nelle manovre di disostruzione pediatrica e dotato di defibrillatori. La sicurezza è una nostra priorità, ma spesso constatiamo che chi delinque torna…».

 

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Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti

Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_febbraio_24/stazione-termini-turisti-assediati-una-banda-romene-612848a2-bbf3-11e4-9889-956e36696542.shtml

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Dominicano pesta la moglie e rompe il naso al figlio

Firenze – Ha picchiato la moglie e poi si è scagliato contro il figlio di 13 anni che tentava di difenderla, colpendolo in testa con un casco e fratturandogli il setto nasale.
L’uomo, dominicano di 46 anni, è stato arrestato dalla polizia. La donna, medicata al pronto soccorso insieme al figlio, ha riportato contusioni alle braccia e al volto giudicate guaribili in dieci giorni. Alla scena, avvenuta ieri, 8 Febbraio, in un condominio alla periferia di Firenze, ha assistito anche la figlia della coppia di 5 anni. Secondo quanto ricostruito, l’aggressione iniziata all’interno dell’abitazione della famiglia, nel corso di una lite per futili motivi. La donna, anche lei dominicana, ha tentato di fuggire uscendo dall’appartamento e chiudendosi in ascensore con i due figli. Il marito l’ha raggiunta, ha aperto le porte dell’ascensore e ha iniziato a colpire con un casco e con dei pugni sia lei che il figlio più grande.
Alla fine madre e figli sono riusciti a rifugiarsi nel gabbiotto del portiere dello stabile, che li ha soccorsi e ha avvisato la polizia. All’arrivo degli agenti l’uomo ha cercato di scappare su uno scooter. Dovrà rispondere dei reati di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia.
In base a quanto emerso, le violenze sulla moglie andavano avanti da tempo, e avvenivano spesso davanti ai figli.

http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2015/02/09/news/picchia-moglie-e-figlio-13enne-arrestato-1.10832158

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Adescata su Facebook e stuprata in casolare da romeni

Avrebbe abusato della ragazzina minorenne nel casolare abbandonato di Vigonza. Luca Vasile, 32enne operaio moldavo, residente a Fiesso d’Artico, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in violenza sessuale.
Vasile è il terzo indagato dell’inchiesta che il 31 ottobre scorso aveva fatto finire dietro le sbarre Cristian Dumitrascu, 38 anni, romeno, e Marius Vicol, 19 anni, moldavo, entrambi tuttora in carcere.
La ragazzina aveva precisato che gli aguzzini erano tre. Ma non aveva saputo fornire l’identità del terzo violentatore, con cui avrebbe avuto due rapporti completi. Il 32enne operaio moldavo è stato individuato grazie ad una serie di riscontri incrociati sui tabulati telefonici.
Era stato Marius Vicol ad intercettare la ragazzina circuendola attraverso la chat di Facebook.

http://ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/padova_minorenne_violentata_chat_facebook_casolare_vigonza/notizie/1087623.shtml

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Stranieri assaltano recita Natale: ragazzina colpita da pietra

E LA SCUOLA NON VUOLE DENUNCIARE!

Imola, 23 dicembre 2014 – Presa in pieno da un sasso, mentre stava scendendo dal palco, in piazza Matteotti, dove era appena terminata la rappresentazione di Natale ‘Accadde a Betlemme’. È accaduto domenica pomeriggio a una ragazzina delle scuole San Giovanni Bosco che, da 13 anni, danno appuntamento alla città, nel cuore di Imola, per la rappresentazione religiosa, davanti al sindaco e al vescovo.

Cosa sia accaduto in quei concitati momenti è ancora al vaglio del commissariato di polizia, intervenuto con una volante sul posto, ma a quanto pare i due artefici del violento gesto sarebbero già stati identificati: si tratterebbe di un paio di ragazzini di nemmeno 14 anni, stranieri. «Sul momento non mi sono accorta di nulla, i ragazzi stavano scendendo dal palco – racconta la preside Tearosa Tabanelli –. Poi, subito, il genitore della ragazzina si è attivato e ora sta procedendo direttamente lui con la polizia». Dalle informazioni in possesso del commissariato, la studentessa, una delle figuranti, non sarebbe stata portata all’ospedale, «ma ha un bel bernoccolo» precisa la preside e ieri mattina non è andata a scuola.

Alla polizia attendono eventuali denunce da parte dei genitori della studentessa, come anche referti medici che al momento non risultano, ma l’attività d’indagine avviata dagli uomini della volante inviata in piazza hanno già dato i primi risultati perché gli artefici del lancio del sasso sono stati identificati. «Non sono studenti della nostra scuola, né li conosco – dice la preside –. E’ stato un gesto brutto e, come purtroppo spesso accade, fatto da ragazzi senza accorgersi delle conseguenze che comportano. Non credo ci fosse la volontà di colpire proprio lei o che si conoscessero, mi è sembrato di più un lancio verso il gruppo che purtroppo ha avuto questo esito. A noi non resta che continuare a lavorare per educare e tirare su i ragazzi al meglio». Nessun altro studente è rimasto coinvolto nell’accaduto e la scuola ha deciso di «non procedere a denuncia».

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Giovane maghrebino schiaffeggia autista donna, le sputa addosso

ODERZO – Autista 58enne aggredita da giovanissimo magrebino: non aveva il biglietto. Il giovane era salito a Ponte di Piave: il bus era quello della linea Treviso – Motta.
Il sedicenne ha detto di non avere né abbonamento né soldi per il biglietto. Ripreso dall’autista, una 58enne con un’esperienza trentennale alle spalle, il bullo, prima di scendere a Oderzo, le ha sputato contro e poi l’ha colpita al volto con due violenti schiaffi.

La donna ha poi detto ai Carabinieri: «Ho visto tutto nero, sono quasi svenuta». I carabinieri hanno subito avviato le ricerche dell’aggressore che sono proseguite per tutta la notte.

http://www.oggitreviso.it/senza-biglietto-sul-bus-schiaffeggia-lautista-103825

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