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Sparatoria nella Chinatown di Milano

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Milano,2 feriti con colpi arma da fuoco
Due cinesi sono stati feriti da colpi
di arma da fuoco nel cuore della China-
town di Milano. Le condizioni di en-
trambi sono gravi e secondo il 118 sa-
rebbero in pericolo di vita. Uno è sta-
to trasportato all’ospedale Niguarda,
l’altro al San Carlo.

Il duplice ferimento è avvenuto all’
esterno di un locale dopo una lite con
una più persone. Tutte e due le vittime
sarebbero state colpite all’addome. Sul
caso indagano i Carabinieri.

http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/notiziasolotesto.jsp?id=1016016&pagina=801&sottopagina=01

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Termini: viaggiatori assediati dalle rapinatrici ‘nomadi’ – VIDEO – FOTO

ROMA – «Borseggiatori a Termini? Ce ne saranno un centinaio in azione ogni giorno». Chi si occupa di sicurezza nella stazione centrale di Roma li conosce uno per uno, li identifica al di là dei travestimenti. Il racket non si ferma mai nello snodo ferroviario più importante della Capitale; è una «zona franca» in cui si muove un esercito di illegali. Le bande sono sempre le stesse, si spostano soltanto, mescolandosi tra gli oltre 450mila visitatori quotidiani. Lo sguardo del visitatore occasionale coglie solo una fetta del mondo sommerso che infesta Termini. Le finte «hostess», però, spiccano nella folla. Il sole non è ancora sorto e sono già operative: una decina di ragazze, tutte romene tra i 15 e i 20 anni, gestiscono la «caccia del passeggero». Aspettano all’entrata della stazione, fronte piazza dei Cinquecento, e puntano ai bersagli facili: i turisti stranieri. Gli asiatici sono i loro preferiti. Si avvicinano e in un inglese elementare chiedono se possono aiutarli, li scortano fino alle biglietterie automatiche. Qualche indicazione poi la mano si allunga per il dazio. Se non ci sono divise in giro, portafogli o valigia spariscono. shadow carousel Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti PrevNext Sportelli e bancomat sono l’altro crocevia del malaffare, presidiati in attesa dell’utente. E contro l’onda dei malviventi, nell’alba di Termini, c’è solo qualche guardia giurata: al massimo può avvertire i poliziotti piazzati sui binari, che infatti allontanano le giovani. Escono dalla stazione per due minuti. Poi rientrano. Solo dopo le 8 le sale si riempiono di poliziotti e carabinieri, gli addetti di Fs presidiano le biglietterie. «Vengono dai campi nomadi, c’è sempre un uomo a coordinarle», spiegano i militari che hanno appena fermato una delle ragazze. Ha pagato la troppa insistenza con un giapponese ed è stata notata. Ma in molti casi c’è poco da fare: il tempo di identificarle e, senza flagranza di reato o foglio di via, sono libere in poco tempo. «Di borseggiatori ne fermiamo uno al giorno come minimo, ma tanto tornano. Qui è un inferno, tutti i giorni, a tutte le ore», racconta un vigilante. Una prima contromisura per arginare il fenomeno potrebbe arrivare a breve: proprio come Milano, anche la stazione Termini avrà i suoi varchi. «Si tratterà di transenne mobili posizionate a ridosso della zona binari: solo il passeggero munito di biglietto potrà accedervi», annuncia Franco Fiumara, direttore protezione aziendale di Fs. Autorizzazione della sovrintendenza capitolina permettendo, le postazioni dovrebbero essere allestite entro il 1 maggio, in concomitanza con l’apertura dell’Expo 2015. Meno mercato per gli illegali, creazione di un’area controllabile, più uomini nelle aree calde. «Stiamo anche incrementando l’organico, passeremo dai 20 vigilantes attuali a 80 – aggiunge Fiumara -. Ai varchi sarà presente personale addestrato nel primo soccorso, nelle manovre di disostruzione pediatrica e dotato di defibrillatori. La sicurezza è una nostra priorità, ma spesso constatiamo che chi delinque torna…». ] ROMA – «Borseggiatori a Termini? Ce ne saranno un centinaio in azione ogni giorno». Chi si occupa di sicurezza nella stazione centrale di Roma li conosce uno per uno, li identifica al di là dei travestimenti. Il racket non si ferma mai nello snodo ferroviario più importante della Capitale; è una «zona franca» in cui si muove un esercito di illegali. Le bande sono sempre le stesse, si spostano soltanto, mescolandosi tra gli oltre 450mila visitatori quotidiani.

Lo sguardo del visitatore occasionale coglie solo una fetta del mondo sommerso che infesta Termini. Le finte «hostess», però, spiccano nella folla. Il sole non è ancora sorto e sono già operative: una decina di ragazze, tutte romene tra i 15 e i 20 anni, gestiscono la «caccia del passeggero». Aspettano all’entrata della stazione, fronte piazza dei Cinquecento, e puntano ai bersagli facili: i turisti stranieri. Gli asiatici sono i loro preferiti. Si avvicinano e in un inglese elementare chiedono se possono aiutarli, li scortano fino alle biglietterie automatiche. Qualche indicazione poi la mano si allunga per il dazio. Se non ci sono divise in giro, portafogli o valigia spariscono.

Sportelli e bancomat sono l’altro crocevia del malaffare, presidiati in attesa dell’utente. E contro l’onda dei malviventi, nell’alba di Termini, c’è solo qualche guardia giurata: al massimo può avvertire i poliziotti piazzati sui binari, che infatti allontanano le giovani. Escono dalla stazione per due minuti. Poi rientrano. Solo dopo le 8 le sale si riempiono di poliziotti e carabinieri, gli addetti di Fs presidiano le biglietterie. «Vengono dai campi nomadi, c’è sempre un uomo a coordinarle», spiegano i militari che hanno appena fermato una delle ragazze. Ha pagato la troppa insistenza con un giapponese ed è stata notata. Ma in molti casi c’è poco da fare: il tempo di identificarle e, senza flagranza di reato o foglio di via, sono libere in poco tempo.

«Di borseggiatori ne fermiamo uno al giorno come minimo, ma tanto tornano. Qui è un inferno, tutti i giorni, a tutte le ore», racconta un vigilante. Una prima contromisura per arginare il fenomeno potrebbe arrivare a breve: proprio come Milano, anche la stazione Termini avrà i suoi varchi. «Si tratterà di transenne mobili posizionate a ridosso della zona binari: solo il passeggero munito di biglietto potrà accedervi», annuncia Franco Fiumara, direttore protezione aziendale di Fs. Autorizzazione della sovrintendenza capitolina permettendo, le postazioni dovrebbero essere allestite entro il 1 maggio, in concomitanza con l’apertura dell’Expo 2015. Meno mercato per gli illegali, creazione di un’area controllabile, più uomini nelle aree calde. «Stiamo anche incrementando l’organico, passeremo dai 20 vigilantes attuali a 80 – aggiunge Fiumara -. Ai varchi sarà presente personale addestrato nel primo soccorso, nelle manovre di disostruzione pediatrica e dotato di defibrillatori. La sicurezza è una nostra priorità, ma spesso constatiamo che chi delinque torna…».

 

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Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti

Stazione Termini, la banda delle ragazze a caccia di turisti

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_febbraio_24/stazione-termini-turisti-assediati-una-banda-romene-612848a2-bbf3-11e4-9889-956e36696542.shtml

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Dominicano pesta la moglie e rompe il naso al figlio

Firenze – Ha picchiato la moglie e poi si è scagliato contro il figlio di 13 anni che tentava di difenderla, colpendolo in testa con un casco e fratturandogli il setto nasale.
L’uomo, dominicano di 46 anni, è stato arrestato dalla polizia. La donna, medicata al pronto soccorso insieme al figlio, ha riportato contusioni alle braccia e al volto giudicate guaribili in dieci giorni. Alla scena, avvenuta ieri, 8 Febbraio, in un condominio alla periferia di Firenze, ha assistito anche la figlia della coppia di 5 anni. Secondo quanto ricostruito, l’aggressione iniziata all’interno dell’abitazione della famiglia, nel corso di una lite per futili motivi. La donna, anche lei dominicana, ha tentato di fuggire uscendo dall’appartamento e chiudendosi in ascensore con i due figli. Il marito l’ha raggiunta, ha aperto le porte dell’ascensore e ha iniziato a colpire con un casco e con dei pugni sia lei che il figlio più grande.
Alla fine madre e figli sono riusciti a rifugiarsi nel gabbiotto del portiere dello stabile, che li ha soccorsi e ha avvisato la polizia. All’arrivo degli agenti l’uomo ha cercato di scappare su uno scooter. Dovrà rispondere dei reati di lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia.
In base a quanto emerso, le violenze sulla moglie andavano avanti da tempo, e avvenivano spesso davanti ai figli.

http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2015/02/09/news/picchia-moglie-e-figlio-13enne-arrestato-1.10832158

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Adescata su Facebook e stuprata in casolare da romeni

Avrebbe abusato della ragazzina minorenne nel casolare abbandonato di Vigonza. Luca Vasile, 32enne operaio moldavo, residente a Fiesso d’Artico, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di concorso in violenza sessuale.
Vasile è il terzo indagato dell’inchiesta che il 31 ottobre scorso aveva fatto finire dietro le sbarre Cristian Dumitrascu, 38 anni, romeno, e Marius Vicol, 19 anni, moldavo, entrambi tuttora in carcere.
La ragazzina aveva precisato che gli aguzzini erano tre. Ma non aveva saputo fornire l’identità del terzo violentatore, con cui avrebbe avuto due rapporti completi. Il 32enne operaio moldavo è stato individuato grazie ad una serie di riscontri incrociati sui tabulati telefonici.
Era stato Marius Vicol ad intercettare la ragazzina circuendola attraverso la chat di Facebook.

http://ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/padova_minorenne_violentata_chat_facebook_casolare_vigonza/notizie/1087623.shtml

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Stranieri assaltano recita Natale: ragazzina colpita da pietra

E LA SCUOLA NON VUOLE DENUNCIARE!

Imola, 23 dicembre 2014 – Presa in pieno da un sasso, mentre stava scendendo dal palco, in piazza Matteotti, dove era appena terminata la rappresentazione di Natale ‘Accadde a Betlemme’. È accaduto domenica pomeriggio a una ragazzina delle scuole San Giovanni Bosco che, da 13 anni, danno appuntamento alla città, nel cuore di Imola, per la rappresentazione religiosa, davanti al sindaco e al vescovo.

Cosa sia accaduto in quei concitati momenti è ancora al vaglio del commissariato di polizia, intervenuto con una volante sul posto, ma a quanto pare i due artefici del violento gesto sarebbero già stati identificati: si tratterebbe di un paio di ragazzini di nemmeno 14 anni, stranieri. «Sul momento non mi sono accorta di nulla, i ragazzi stavano scendendo dal palco – racconta la preside Tearosa Tabanelli –. Poi, subito, il genitore della ragazzina si è attivato e ora sta procedendo direttamente lui con la polizia». Dalle informazioni in possesso del commissariato, la studentessa, una delle figuranti, non sarebbe stata portata all’ospedale, «ma ha un bel bernoccolo» precisa la preside e ieri mattina non è andata a scuola.

Alla polizia attendono eventuali denunce da parte dei genitori della studentessa, come anche referti medici che al momento non risultano, ma l’attività d’indagine avviata dagli uomini della volante inviata in piazza hanno già dato i primi risultati perché gli artefici del lancio del sasso sono stati identificati. «Non sono studenti della nostra scuola, né li conosco – dice la preside –. E’ stato un gesto brutto e, come purtroppo spesso accade, fatto da ragazzi senza accorgersi delle conseguenze che comportano. Non credo ci fosse la volontà di colpire proprio lei o che si conoscessero, mi è sembrato di più un lancio verso il gruppo che purtroppo ha avuto questo esito. A noi non resta che continuare a lavorare per educare e tirare su i ragazzi al meglio». Nessun altro studente è rimasto coinvolto nell’accaduto e la scuola ha deciso di «non procedere a denuncia».

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Giovane maghrebino schiaffeggia autista donna, le sputa addosso

ODERZO – Autista 58enne aggredita da giovanissimo magrebino: non aveva il biglietto. Il giovane era salito a Ponte di Piave: il bus era quello della linea Treviso – Motta.
Il sedicenne ha detto di non avere né abbonamento né soldi per il biglietto. Ripreso dall’autista, una 58enne con un’esperienza trentennale alle spalle, il bullo, prima di scendere a Oderzo, le ha sputato contro e poi l’ha colpita al volto con due violenti schiaffi.

La donna ha poi detto ai Carabinieri: «Ho visto tutto nero, sono quasi svenuta». I carabinieri hanno subito avviato le ricerche dell’aggressore che sono proseguite per tutta la notte.

http://www.oggitreviso.it/senza-biglietto-sul-bus-schiaffeggia-lautista-103825

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3 ROM ARMATI DI SPRANGHE DI FERRO PICCHIANO E RAPINANO COPPIETTA

Presa la banda delle «spranghe di ferro»: sono 3 rom minorenni
Catturata la banda delle ‘spranghe di ferro’. Si tratta di tre 17enni domiciliati nel campo rom della zona Asi di Giugliano. Sono stati arrestati dalla polizia del Commissariato di Giugliano, diretti dal primo dirigente Pasquale Trocino, dopo un rocambolesco inseguimento. Il tutto è successo nella tarda serata di ieri dopo che i tre, armati di spranghe di ferro, avevano rapinato una coppia di fidanzati all’esterno del parcheggio di un noto negozio di articoli natalizi in via San Francesco a Patria.

I tre minorenni, tutti 17enni e tra l’altro cugini (R. H., M. H. e N. H.) hanno bloccato le vittime e minacciandoli con delle spranghe di ferro si sono fatti consegnare l’auto e anche gli indumenti. La coppia, poco dopo, ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine che si sono messe sulle tracce dei tre. Grazie all’antifurto satellitare sono stati intercettati a bordo della Matiz rapinata poco prima. La Volante del Commissariato di Giugliano si è messa subito all’inseguimento dei tre che hanno anche speronato l’auto della polizia.

La loro corsa, però, è terminata in via Santa Maria a Cubito dopo che si sono ribaltati con la vettura. Hanno tentato anche di fuggire a piedi ma gli agenti, a scopo intimidatorio, hanno esploso un colpo di pistola in aria e li hanno bloccati. I tre, per gli inquirenti, avevano forse in mente di commettere altri raid. Sono stati così portati in Commissariato e riconosciuti dalle vittime: uno dei tre indossava il giubbotto rapinato poco prima ai due.

Ma gli agenti non si sono fermati ed hanno telefonato il tabaccaio ed ex poliziotto rapinato qualche settimana fa con le stesse modalità che ha riconosciuto il tre: nel raid la vittima fu picchiata fuori al suo negozio di Giugliano. Sequestrati tre passamontagna, dei guanti in lattice, spranghe di ferro e attrezzi per lo scasso. Per gli inquirenti, nonostante i continui controlli al campo rom, i tre non erano per niente intimoriti ed erano pronti ad altre rapine con una ‘ferocia inaudita’ spiegano dal Commissariato.

Nel campo rom, tuttavia, sono state effettuate delle perquisizioni nella notte e trovate altre mazze ferrate e spranghe di ferro. Per i tre cugini rapinatori 17enni si sono aperte le porte del carcere minorile di Nisida.

Giugliano (NA), 9 dicembre 2014
di Mariano Fellico
Fonte Il Mattinociecomoddif

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Donna nuda in fuga da romeno

Ha disperatamente cercato di scappare dopo essere stata aggredita da un romeno. L’unica via di fuga era la finestra.

E’ uscita completamente nuda sul cornicione al quarto piano di un palazzo nel centro di Roma per sfuggire a uno stupratore: una donna peruviana di 43 anni è stata salvata stamani verso le 8 dalla polizia e dai vigili del fuoco in via Giolitti, vicino alla stazione Termini.

Dalle prime ricostruzioni, intorno alle 8 di stamattina, l’uomo si sarebbe avventato contro la vittima cercando di violentarla. Diperata ha cercato di reagire e di scappare, ne è nata una colluttazione. L’unica via di fuga? la finestra. Ma nello scavalcare, secondo quanto riportato da Il Messaggero, la donna sarebbe rimasta incastrata fra il ballatoio e un condizionatore d’aria, all’altezza del quarto piano.

La donna è stata riportata all’interno della stanza di un affittacamere. Poco più tardi un romeno è stato bloccato dalla polizia ferroviaria mentre cercava di scappare nelle vicinanze.

http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2014/11/23/nuda_su_cornicione_al_quarto_piano_roma_donna_aggredita_in_un_b_b-5-397158.html

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Anziano massacrato di botte al bancomat – VIDEO CHOC

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ROMA:ACCERCHIATO E RAPINATO DA 3 EGIZIANI E UN MAROCCHINO

Termini: accerchiato da quattro persone che volevano rapinarlo, salvato 20enne
Il gruppo è stato fermato dalla polizia prima che potesse terminare il furto. Nei controlli all’Esquilino arrestata una quinta persona al Colle Oppio“
marinorm

E’ stato accerchiato da quattro persone che volevano rapinarlo del cellulare e del portafogli. Un tentativo che la vittima ha provato ad evitare, per sua fortuna, proprio quando stava per soccombere alle violenze dei suoi aggressori è stato salvato dall’equipaggio di una pattuglia del Commissariato Viminale che proprio in quel momento stava transitando nella via. E’ accaduto alle prime ore del mattino in via Giolitti, a due passi dalla Stazione Termini all’Esquilino.

CONTROLLI A TERMINI – Gli agenti agli ordini del dottor Antonio Pignataro che ormai da tempo, secondo le disposizioni impartite dalla Questura, hanno intensificato i servizi di prevenzione nella zona adiacente la stazione ferroviaria capitolina, sono intervenuti bloccando le cinque persone in disputa.

LA VITTIMA – Ascoltata la parte lesa, un cittadino straniero di 20 anni, gli agenti hanno ricostruito l’accaduto e dopo aver identificato tutti i protagonisti dellaì vicenda li hanno accompagnati in ufficio, dove, a seguito della denuncia sporta dalla parte lesa, sono state arrestate quattro persone. Per loro, 3 egiziani ed un tunisino, di 17, 18, 27 e 23 anni, al termine degli accertamenti sono scattate le manette per il reato di rapina aggravata.

OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE – Nella serata invece, a finire in manette un cittadino tunisino di 29 anni. Fermato per un controllo all’interno del parco del Colle Oppio dagli agenti del Commissariato Viminale, il giovane si è ribellato violentemente oltraggiando i poliziotti. Dopo averli apostrofati con parolacce e insulti, minacciandoli anche di morte nel caso non lo avessero lasciato andare, l’uomo si è scagliato contro di loro con calci e pugni.

IN MANETTE – Bloccato e identificato l’uomo, con diversi precedenti di polizia, è stato accompagnato in ufficio dove, al termine degli accertamenti è stato arrestato per il reato di minacce, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.

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