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Bologna multietnica: si vuole accorpare tutti i clandestini a spese degli italiani

Il Sindaco di Bologna

Il Sindaco di Bologna

San Lazzaro, per l’accoglienza profughi si pensa alla Ponticella: ‘Decisione imposta’

Ondata di profughi in arrivo nel Paese nei prossimi mesi e già 130 sono stati indirizzati nel bolognese, tra fine febbraio e inizio aprile. Per affrontare l’emergenza accoglienza lunedì scorso summit sul tema. Intanto, dopo i malumori del sindaco di Sasso Marconi – dove 50 migranti sono stati spediti a Villa Angeli – anche il primo cittadino di San Lazzaro accusa le modalità dell’operazione. “La Prefettura starebbe pensando di accogliere profughi libici alla Ponticella. Una decisione imposta e non concordata, un metodo evidentemente non accettabile. Non c’è questione che non possa essere affrontata e risolta, ma facendo i passi giusti al momento giusto.”Così Marco Macciantelli difronte all’ipotesi di ospitalità di migranti nella propria amministrazione.

Il luogo indicato come papabile per l’accoglienza sarebbe l’ex collegio Pascoli, che da pochi giorni è in attesa di un diverso utilizzo, a seguito del trasloco della Guardia di Finanza che vi era ospitata all’interno. Tuttavia – ricorda il primo cittadino – si tratta di “una proprietà privata, non un patrimonio demaniale”.

La settimana Macciantelli sarebbe stato ‘preallertato’ - in maniera però poco esplicita, a suo dire: ‘Non comprendo perché si debbano creare degli imbarazzi con una comunicazione che rischia di indurre dei fraintendimenti”. Il sindaco riferisce di aver ricevuto la telefonata di una signora, a nome della Prefettura, che chiedeva se a San Lazzaro vi fossero strutture idonee ad accogliere degli immigrati. La sua risposta sarebbe stata “a me non risulta, la cosa va verificata. A tal punto, ho aggiunto, che in altra circostanza, si è convenuta una soluzione come Comuni del Distretto socio-sanitario presso un albergo collocato fuori da San Lazzaro”. Il Comune di San Lazzaro ha un Assessorato all’Integrazione seguito dal Raymon Dassi “proprio al fine di sottolineare – ribadisce Macciantelli – come per noi la questione immigrazione meriti un’esplicita delega. Non abbiamo nessun problema ad esaminare nelle sedi appropriate il tema come abbiamo fatto lunedì mattina nell’Ufficio di Presidenza della Conferenza Metropolitana col Vicesindaco Giorgio Archetti e come faremo giovedì prossimo nello stesso organismo”. Rimanda a quella sede Maccainetlli ogni decisione su “orientamenti condivisi tra Prefettura ed enti locali”.

http://www.bolognatoday.it/politica/san-lazzaro-profughi-ponticella-colegio-pascoli.html

“BOLOGNA NON PUO’ ESSER DA MENO, IL PROBLEMA E’ CHE SE LO FACESSERO A SPESE DEI POLITICANTI ANZICHE’ CON QUELLO DEGLI ITALIANI”

Tunisino: aggredisce e minaccia, “io tagliare gola a tuo cane”

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Edicola via Belle Arti, aggressione e minacce all’alba: “Adesso taglio la gola al tuo cane!”

Erano le 6.50 di questa mattina quando un uomo si sarebbe introdotto all’interno del giornalaio di via Belle Arti cominciamo a infastidire, senza un perchè, la titolare del negozio prima, e minacciando i clienti dopo. Insulti, urla, tutti i giornali buttati qua e là, con lo stupore dei presenti e dei residenti, che sentendo le grida si sono affacciati.

 

L’uomo, un quarantenne di origini tunisine già noto agli abitanti e ai negozianti della zona per un temperamento non certo pacato, è stato bloccato dal fratello della donna aggredita, che si trovava nei pressi del negozio.

 

Mi stava appiccicato ed era alterato - spiega a BolognaToday la titolare del negozio di via Belle Arti - quando gli ho chiesto di non starmi addosso e di lasciarmi lavorare si è agitato e in pochi secondi la confusione e lui completamente fuori controllo. Ha detto addirittura che avrebbe tagliato la gola al cane di un nostro cliente e non sapevamo se era armato o no“.

 

E’ stata avvertita la Polizia e all’arrivo della volante gli agenti hanno chiesto all’uomo di allontanarsi. Lui lo ha fatto, ma qualche minuto dopo è tornato sul luogo dell’aggressione. Come se nulla fosse.

http://www.bolognatoday.it/cronaca/edicola-via-belle-arti-aggressione.html

Algerino ubriaco accoltella un carabiniere, cade e batte la testa: gravissimo

04/04/2014

Il luogo dell’accaduto.

PADOVA – Aggredisce un maresciallo dei carabinieri con un taglierino, due fendenti all’avambraccio. Poi, indietreggiando, finisce a terra e batte la testa. L’aggressore è ricoverato in Neurochirurgia, all’ospedale all’Angelo di Mestre in gravi condizioni.
Dramma mercoledì alle 21.35 sul piazzale della stazione ferroviaria.
Al 112 sono giunte più segnalazioni: «C’è un pazzo, ubriaco, che minaccia tutti con un coltello, correte, presto!». Sul posto sono arrivati i carabinieri del nucleo radiomobile. Lo straniero è stato subito intercettato ed ha tentato un’inutile fuga. Accerchiato dai militari, non ha esitato a tirare fuori nuovamente dalla tasca il taglierino. Ha affrontato il maresciallo capopattuglia. L’aggressore, poi identificato come un algerino di 42 anni con una lunga serie di precedenti alle spalle, ha colpito il carabiniere con due fendenti. Il militare per ripararsi il busto e il volto, ha parato i colpi con l’avambraccio: ben evidenti nell’impermeabile e nella giacca d’ordinanza due lacerazioni.
La punta del taglierino gli ha procurato anche una ferita, guaribile in cinque giorni. L’algerino, dopo aver colpito due volte il carabiniere, è indietreggiato di qualche passo. Era ubriaco ed ha ha perso l’equilibrio, cadendo a peso morto all’indietro. Ha battuto la testa ed ha perso conoscenza.
È stato subito allertato il 118. Sul posto sono intervenuti i medici del Suem e il ferito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Mestre, dove è stato sottoposto ad una operazione chirurgica. I medici si sono riservati la prognosi.
L’episodio è stato ripreso dalle telecamere della videosorveglianza presenti sul piazzale della stazione. Il maresciallo, sentito anche dai suoi superiori, ha parato le coltellate che lo straniero gli ha tirato. Una frazione di secondo dopo l’algerino è caduto a terra e pare evidente che sia avvenuto in maniera autonoma.
È stato richiesto l’intervento dei carabinieri del Ris per repertare ogni traccia dell’aggressione. Dai primi riscontri verrebbe confermata la descrizione dei fatti effettuata del maresciallo a sua volta ferito. Il drammatico episodio dell’altra sera riporta sotto i riflettori il degrado che regna in stazione soprattutto nelle ore serali e notturne. Sono stati annunciati maggiori controlli a tutela delle attività commerciali e dei residenti della zona, oltre che di coloro che quotidianamente si recano in stazione.
L’algerino aveva cominciato a creare problemi già qualche ora prima, davanti alle cucine popolari di via Tommaseo, ma all’arrivo delle forze dell’ordine aveva fatto in tempo a dileguarsi.

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/PADOVA/algerino-ubriaco-accoltella-carabiniere-cade-e-batte-la-testa-egrave-gravissimo/notizie/613690.shtml

L’algerino accoltellatore aveva numerosi precedenti, ma non è stato comunque espulso dal territorio. Simili soggetti non meritano di stare in Italia. Dopo aver tentato di ammazzare un carabiniere, è stato portato in ospedale e sottoposto alle cure necessarie, il tutto a spese degli italiani, ovviamente.

Drogato e ubriaco palpeggia passeggera, poi aggredisce agenti

Bergamo – Sull’autobus senza biglietto e sotto l’effetto di alcol e cocaina, come ha poi lui stesso ammesso, ha aggredito un’agente della polizia locale intervenuta dopo la richiesta del controllore. Nei guai è finito un magrebino senza documenti e che, dalle impronte digitali, è risultato essere stato più volte controllato con diversi alias.

Salito sul bus domenica pomeriggio in piazzale Marconi, il magrebino – probabilmente tunisino e poco più che maggiorenne – ha iniziato a infastidire una passeggera.

Quando sul posto sono giunti gli agenti della polizia locale, l’immigrato si è rifiutato di fornire le proprie generalità. Invitato a salire sulla pattuglia, il tunisino ha colpito un’agente, percuotendola alle braccia e alle gambe e tentando anche di colpirla con dei calci al viso.

Quest’ultima, a mani nude, ha cercato di parare i colpi, poi aiutata dal collega. Nel frattempo l’extracomunitario preleva da una tasca un accendino e inizia a inalare il gas, per poi tentare anche di danneggiare la pattuglia. Quando viene ammanettato, è talmente furioso da arrivare a piegare il metallo delle manette e a renderle inutilizzabili. Portato a fatica al comando di via Coghetti, nonostante continuasse a scalciare, è stato perquisito: in tasca aveva 8 dosi di cocaina.

Pansa, Capo Polizia: 'Fratelli migranti non sono problema sicurezza'

Pansa, Capo Polizia: ‘Fratelli migranti non sono problema sicurezza’

Messo in cella di sicurezza, il tunisino ha colpito ripetutamente la testa contro la parete. Solo dopo che gli agenti lo hanno convinto a calmarsi, ha ammesso di aver ripetutamente sniffato cocaina. Fatta arrivare anche un’ambulanza del 118 al comando, l’immigrato è stato caricato sulla barella, ma anche in questo caso il tunisino ha cominciato a tagliarsi gli avambracci: motivo per cui sono scattate per lui di nuovo le manette.

Portato finalmente all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è stato poi identificato attraverso le impronte digitali e arrestato, su disposizione del sostituto procuratore Fabrizio Gaverini, con le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, detenzione ai fini di spaccio di cocaina e lesioni personali aggravate. La vigilessa ha infatti avuto 20 giorni di prognosi. Questa la cronaca. Inevitabili le prese di posizione.

Albanese aggredisce buttafuori con chiave inglese

Rissa a colpi di chiave inglese

La “security” del Cocoricò aggredita da un gruppetto di ragazzi. Un 22enne idraulico albanese ferisce al capo un bodyguard: denunciato. Rissa a colpi di chiave …

Roma fuori controllo: rissa tra romeni ubriachi, anche una donna incinta

Rissa Esquilino: sei romeni si picchiano in piazza Vittorio Emanuele II

Prima la serata alcolica. Poi una violenta scazzottata seguita da una maxi rissa a colpi di bastoni, grosse pietre ed un coltello da cucina. La zuffa nella serata di ieri 31 marzo in piazza Vittorio Emanuele II all’Esquilino, dove i sei contendenti si sono sfidati. Tra di loro una donna incinta.

RISSA ALL’ESQULINO – A mettere fine alla rissa i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trionfale che hanno arrestato 6 cittadini romeni, di età compresa tra i 19 e i 30 anni. I sei, tra cui una ragazza di 23 anni incinta, tutti amici tra loro, dopo aver trascorso la serata insieme nella piazza a due passi dalla stazione Termini, ed aver alzato un pò troppo il gomito, hanno dato vita ad una discussione per futili motivi sfociata, in breve tempo, in una violenta scazzottata.

BASTONI E PIETRE – I Carabinieri, di passaggio nella zona, hanno visto i contendenti mentre si colpivano a vicenda armati di bastoni e grosse pietre. Uno dei rissanti aveva impugnato anche un coltello da cucina. Vista la situazione, i Carabinieri sono intervenuti immediatamente riportando la calma non con poche difficoltà e sequestrando le armi che stavano utilizzando.

I FERITI – I feriti sono stati soccorsi e medicati in ospedale: ad avere la peggio sono stati un 20enne e un 30enne che, per le varie fratture e traumi al viso e alle braccia, sono stati giudicati guaribili in 30 giorni ciascuno, mentre un altro componente del gruppo ha avuto 10 giorni di prognosi. La ragazza incinta e gli altri due partecipanti alla zuffa sono rimasti illesi. Tutti i giovani sono stati ammanettati e portati in caserma dove attenderanno di essere ascoltati dall’Autorità Giudiziaria.

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La picchia e tenta di violentarla sul lungomare

La picchia e tenta di violentarla sul lungomare sotto gli occhi dei
Il Resto del Carlino
a picchiare la ragazza, stesa a terra sul lungomare, sotto gli occhi di alcuni passanti. L’uomo, un 38enne marocchino con precedenti specifici per violenza sessuale, è stato arrestato mentre la ragazza è stata soccorsa dai sanitari del 118 arrivati

Molesta hostess alla fiera Motodays: arrestato pakistano ventenne

Ha tentato di molestare una hostess allungando le mani e offrendo soldi in cambio di prestazioni sessuali. Per questo un commerciante pakistano di 20 anni, proveniente da Brescia, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma in servizio allo stand espositivo allestito dall’Arma dei Carabinieri alla Fiera di Roma in occasione del “Motodays 2014”, fiera delle due ruote organizzata nei padiglioni di via Portuense e conclusasi ieri.

Il giovane visitatore ha preso di mira una ragazza, 25enne originaria di Bologna, che lavorava come hostess per un’azienda. Il ragazzo dopo averla pesantemente molestata ed aver tentato più volte di allungare le mani, atteggiamento che aveva assunto anche il giorno precedente sempre nei suoi confronti, le ha addirittura offerto un’ingente somma di denaro in cambio di una prestazione sessuale.

A quel punto la ragazza si è rivolta al vicino stand dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma denunciando l’accaduto. I militari si sono subito messi sulle tracce del molestatore, rintracciato dopo pochi minuti in un altro padiglione espositivo. Per evitare l’arresto, il cittadino pakistano ha anche tentato di corrompere i Carabinieri, offrendo loro capi di vestiario e 200 euro in contanti. I Carabinieri lo hanno ammanettato e portato nel carcere di Regina Coeli con le accuse di tentata corruzione e molestie continuate.

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Festa della donna: sgozzata senza pietà dal compagno romeno

Perugia 08 marzo 2014 – E’ stata sgozzata. E’ caduta a terra ed è rimasta con lo sguardo fisso verso quell’uomo che amava e che diceva di amarla. Pochi minuti è la vita si è liquefatta in una pozza di sangue in una stanza di un anonimo affittacamere a Gualdo Tadino. Ofelia Bontoiu aveva 28 anni, lavorava come badante in una famiglia del posto ed aveva qui la sua famiglia che aveva lasciato la Romania per stare tutti insieme. E’ morta nel giorno della festa della donna per mano del suo compagno che era tornato a Gualdo, prendendo una camera, dopo aver trovato lavoro all’estero da diversi mesi. Un colpo di coltello alla gola non ha lasciato scampo. Il personale del 118 – partito da Branca – ha potuto solo constatare la morte. Il corpo di una donna è rimasto sul pavimento fino a tardi in questo 8 marzo.  E questa sera migliaia di donne umbre festeggeranno per i loro diritti. A lei è stata imposta una bara. Si era permessa – da quanto sembra – di rifiutarsi di partire così all’avventura verso un’altro paese insieme a lui che parlava di un nuovo inizio, di un futuro migliore.

Ofelia aveva chiesto tempo – come spiegato anche ai famiglia dell’anziana che accudiva - prima di un passo così importante. Ma per troppi una donna non può scegliere deve obbedire: e così stata sgozzata dopo urla e follia. Sgozzata dal compagno di 28 anni – anche lui romeno - che poi ha tentato il suicidio: tagli ai polsi, coltellate al corpo e al collo. E’ stato operato e forse dovrebbe farcela. Ogni altra parola su di lui sarebbe solo inutile e superficiale. L’omicidio è avvenuto intorno alle 16 quando la padrona della struttura ha dato l’allarme ai carabinieri e al 118. C’erano altre ragazze in quelle stanze a pochi metri dalla stazione ferroviaria e dall’Arma che hanno sentito urla e poi il silenzio del sangue che scende dalla gola fino al pavimento.  Le mimose in fiore piangono un’altra donna uccisa da un uomo.

http://www.perugiatoday.it/cronaca/omicidio-donna-gualdo-tadino-8-marzo.html

Terrore: auto donna incinta circondata e sballottata da ‘profughi’ appena sbarcati

“Non scorderò facilmente quelle risate e gli schiamazzi di quegli uomini – dice la malcapitata -, i calci verso la mia macchina che ha subìto evidenti danni alla carrozzeria. Ma tantissima è stata la paura … non so ancora come sono riuscita a far ripartire il veicolo e scappare. Non voglio pensare a cosa sarebbe potuto accadere se avessero aperto la portiera. Io e miei familiari siamo ancora sotto shock!”.

Paura ieri pomeriggio, venerdì 7 marzo, per una giovane donna di Scicli, mentre percorreva la Pozzallo-Marina di Modica, nei pressi dello svincolo per Maganuco è stata accerchiata da un gruppo di immigrati ospiti del CPA di Pozzallo.

La donna che viaggiava con la propria autovettura e con a bordo i suoi genitori, in direzione Scicli, è stata costretta a rallentare la marcia sino ad arrestarsi trovando la corsia occupata da circa 20 persone, tutti immigrati, che hanno accerchiato il veicolo e hanno iniziato a dare calci e pugni, nella carrozzeria, nei vetri, a ridere e urlare …

Sono stati attimi di grande paura per la giovane donna, N.F. (le iniziali) e per i suoi parenti; dopo qualche attimo di smarrimento è riuscita a ripartire e mettersi in salvo.

“Non scorderò facilmente quelle risate e gli schiamazzi di quegli uomini – dice la malcapitata -, i calci verso la mia macchina che ha subìto evidenti danni alla carrozzeria. Ma tantissima è stata la paura … non so ancora come sono riuscita a far ripartire il veicolo e scappare. Non voglio pensare a cosa sarebbe potuto accadere se avessero aperto la portiera. Io e miei familiari siamo ancora sotto shock!”.

http://www.novetv.com/?p=49390&fb_source=message

Intanto protesta la sezione provinciale di Forza Nuova che prepara una manifestazione di protesta.