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Trovato il resto del tesoro dei Rom ‘poveri’: 30mila euro in gioielli

PADOVA. L’hanno trovato. Il tesoro della gang del campo nomadi di via Longhin non era nascosto sotto terra, come pensato in un primo tempo. Ma era al Monte dei Pegni di Mestre. Uun mese fa, infatti, la Polizia aveva sgominato a Padova un gruppo di italiani  zingari dediti a furti e rapine ai danni dei rappresentati orafi e di furgoni porta valori.

Nel blitz all’interno del campo di via Longhin erano state arrestate 18 persone e gli agenti della questura si erano presentati con una ruspa, convinti che parte del bottino potesse essere stata seppellita in modo da nasconderla alla polizia. Era stato trovato qualcosa (una borsa con un computer e un po’ di soldi), ma non il vero e proprio “bottino”.

A distanza di un mese, gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dal pubblico ministero Benedetto Roberti della Procura di Padova, hanno sequestrato gioielli e monili per valore di circa 30 mila euro che, astutamente, gli indagati avevano depositato al Monte dei Pegni di Mestre, ottenendo dei prestiti che poi rinnovavano. In questo modo sottraevano i beni ad eventuali controlli e perquisizioni della polizia.

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/07/18/news/trovato-il-tesoro-della-gang-del-campo-nomadi-di-via-longhin-1.9616376

“Questa zona si è riempita di rom, è ora che qualcuno intervenga”.

PORTO SAN GIORGIO – Furti, pressioni continue per avere l’elemosina… è allarme rom in stazione. Tra sospetti per i furti subiti, timori per sguardi minacciosi e fastidio per un’elemosina troppo insistente, i commercianti della stazione ferroviaria e di piazza Matteotti lanciano il loro allarme: “Questa zona si è riempita di rom, è ora che qualcuno intervenga”.
L’approfondimento sulla permanenza dei rom in stazione parte da viale Cavallotti. In queste ore, infatti, sono emerse non poche segnalazioni per la presenza lungo il viale alberato che parte da piazza Matteotti e arriva fino a via Castelfidardo, di diversi individui che si accampano sulle panchine per dormire. Andando a ritroso, con l’ausilio dei commercianti del centro, si riesce facilmente a ricostruire la loro giornata: “Bivaccano sulle scalinate della stazione o negli angoli dello scalo ferroviario. Di giorno si sparpagliano magari per chiedere l’elemosina qua e là. E poi col calare del sole tornano sulle scale delle ferrovie”. Una presenza, si diceva, scomoda, la loro, per il commercio cittadino sotto diversi punti di vista: “Spesso vengono nella mia attività e vorrebbero cambiare le monete con banconote di carta. Al mio diniego mi chiedono gelati. E al momento di pagare – racconta Andrea Ciotti dell’Angolo del gelato – mi dicono che non hanno soldi. E se non si dà loro quello che vogliono iniziano a guardarti male e a usare toni minacciosi nella loro lingua. Di certo la loro presenza non contribuisce a rilanciare il commercio, anzi. Molti miei clienti sono infastiditi per le loro continue richieste di elemosina. Perché nessuno interviene?”.
Alessandro Properzi, del Perfero cafè (all’interno della stazione) nei giorni scorsi ha subito un furto: qualcuno, dopo aver rotto gli infissi e i vetri di una finestra del suo bar, si è introdotto nei locali del pubblico esercizio e ha scassinato le slot machine. Morale della favola: circa 8 mila euro di danno tra refurtiva, infissi danneggiati e vetri in frantumi. E lui, qualche sospetto ce l’ha: “I rom che bivaccano in stazione di certo non contribuiscono a rendere accogliente e sicura la zona. Spesso si guardano intorno e magari approfittano del tempo che passano a chiedere l’elemosina per studiare i comportamenti della gente. Alcuni si accampano e dormono anche in viale Cavallotti o all’interno della vecchia stazione (ristrutturata negli anni scorsi ma già di nuovo da sistemare da capo a piedi). E’ ora che qualcuno intervenga”. “Io per motivi di lavoro vengo in stazione tutte le mattine alle ore 5,30. Li trovi sempre, bivaccano e sporcano”, aggiunge dal bancone del Perfero cafè Andrea Silla. “La loro presenza in stazione, ormai, è una costante”, conferma Karina Palma, dell’edicola. “Dormono e fanno di tutto sulle panchine del viale Cavallotti. Non è certo questa la strada che porta alla riqualificazione” la chiosa di alcuni residenti.

http://www.corriereadriatico.it/FERMO/rom_allarme_stazione_elemosina/notizie/792977.shtml

Ancona: Giro di prostitute immigrate, gestito da domenicana “italiana”

ANCONA – Parte per le vacanze con il marito e lascia la casa all’amica. Fin qui, nulla di particolare, se non fosse che la stessa viene poi sorpresa  dalla polizia a prostituirsi nell’abitazione, sita a  via Pergolesi.

Per questo fatto, risalente al luglio del 2012, ieri il giudice di Ancona Paolo Giombetti ha condannato una trentaduenne di origine dominicana ma cittadina italiana ad un anno e quattro mesi di reclusione, pena sospesa. L’accusa per cui la donna è stata riconosciuta responsabile è favoreggiamento della prostituzione.
L’imputata, difesa dall’avvocato Giacomo Curzi, ha provato a difendersi, sostenendo di essere ignara di ciò che l’amica avesse intenzione di fare nell’appartamento che le aveva lasciato per amicizia.

In quel periodo la “nuova italiana” si apprestava a partire per la Toscana con il marito,  mentre la sua coinquilina, altra immigrata, si trovava in Spagna per il rinnovo del permesso di soggiorno: fu allora, secondo la domenicana, che una connazionale le chiese in prestito la casa perché aveva dei contatti di lavoro da approfondire nel capoluogo.
Quel che è certo è che, lungi da svolgere colloqui, l’amica  il lavoro se lo portava a casa..

Poi i vicini della casa iniziarono a lamentarsi del viavai sospetto e la polizia individuò la casa squillo. A quel punto un agente si finse cliente e contattò la squillo il 31 luglio 2012: entrato nella casa non ci volle molto per capire che si faceva sul serio.
La prostituta venne portata in questura dove disse che la ‘padrona’ di casa sapeva tutto. Circostanze che fecero scattare la denuncia a carico dell’imputata.
In virtù del fatto che in quel periodo avrebbe trascorso fuori regione le vacanze e che la coinquilina non c’era, la trentaduenne aveva concesso la casa all’altra, accordandosi che semmai l’amica avrebbe potuto contribuire al pagamento delle bollette per i servizi consumati mentre dimorava in via Pergolesi.

Una tesi che non ha convinto il giudice il quale ha comunque applicato una pena inferiore rispetto ai massimi di legge ( e ti pareva, ndr). La difesa ha già preannunciato che ricorrerà in appello contro la condanna.
http://www.corriereadriatico.it/ANCONA/ancona_vendeva_sesso_casa_amica_via_pergolesi/notizie/787568.shtml

Marocchino di 15 anni: ha già stuprato due donne, vogliono lasciarlo libero

Esplora il significato del termine: Al Beccaria era finito a 15 anni per violenza sessuale nei confronti di due donne, compiute in due giorni diversi (ma le vittime sarebbero tre). Ora di anni ne ha 16, ma resterà ancora recluso almeno fino a che la difesa non valuterà il da farsi. È stato infatti condannato a 5 anni e dieci mesi, in abbreviato, il ragazzino di origini marocchine che tra il 17 e il 19 novembre scorso, dopo essere scappato dalla comunità protetta in cui viveva, abusò di due donne: Ivana, 40enne di Ospitaletto, aggredita fuori casa, e Valentina, 29enne di Trenzano abbordata due giorni dopo all’uscita dal lavoro. E poi c’è Viviana, 32 anni, della Bassa. Che raccontò di essere stata aggredita, a fine estate, da un giovane che poteva corrispondere a quello arrestato. È tornata dai carabinieri. E l’ha riconosciuto. Tanto che il sedicenne è stato condannato non solo per violenza sessuale, ma anche per sequestro di persona e rapina impropria: una riuscita e una tentata, un anno fa, ai danni di un transessuale con cui aveva consumato un rapporto a pagamento. Così hanno deciso i giudici del Tribunale dei minori (nella foto) dopo l’unificazione in una sola discussione dei tre procedimenti in abbreviato a carico del minore a cui – dopo il confronto di perizie e consulenze – è stato riconosciuto un vizio parziale di mente. Sarebbe affetto, insomma, da un disturbo di condotta (delle sue «gesta» si era persino vantato con un compagno di scuola. Al Beccaria era finito a 15 anni per violenza sessuale nei confronti di due donne, compiute in due giorni diversi (ma le vittime sarebbero tre). Ora di anni ne ha 16, ma resterà ancora recluso almeno fino a che la difesa non valuterà il da farsi. È stato infatti condannato a 5 anni e dieci mesi, in abbreviato, il ragazzino di origini marocchine che tra il 17 e il 19 novembre scorso, dopo essere scappato dalla comunità protetta in cui viveva, abusò di due donne: Ivana, 40enne di Ospitaletto, aggredita fuori casa, e Valentina, 29enne di Trenzano abbordata due giorni dopo all’uscita dal lavoro. E poi c’è Viviana, 32 anni, della Bassa. Che raccontò di essere stata aggredita, a fine estate, da un giovane che poteva corrispondere a quello arrestato. È tornata dai carabinieri. E l’ha riconosciuto. Tanto che il sedicenne è stato condannato non solo per violenza sessuale, ma anche per sequestro di persona e rapina impropria: una riuscita e una tentata, un anno fa, ai danni di un transessuale con cui aveva consumato un rapporto a pagamento. Così hanno deciso i giudici del Tribunale dei minori (nella foto) dopo l’unificazione in una sola discussione dei tre procedimenti in abbreviato a carico del minore a cui – dopo il confronto di perizie e consulenze – è stato riconosciuto un vizio parziale di mente. Sarebbe affetto, insomma, da un disturbo di condotta (delle sue «gesta» si era persino vantato con un compagno di scuola.

http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/14_luglio_09/a-15-anni-violento-due-donne-trenzano-ospitaletto-condannato-5-anni-0c42b546-075f-11e4-99f4-bbf372cd3a67.shtml

Anziana uccisa dal nipote adottivo per 50€: è un ROM

Napoli, 4 lug. (TMNews) – Per impossessarsi di una banconota da 50 euro e di alcuni monili in oro di poco valore non ha esitato ad uccidere la nonna 89enne fracassandole il cranio con un bastone di legno. Con l’accusa di omicidio è stato sottoposto a fermo il 24enne Costanzo Baci detto Giovanni. Il giovane è ritenuto il responsabile della morte di Antonietta Di Luciano, trovata cadavere nella notte tra il primo e il due luglio scorso nella sua casa di Lusciano, piccolo comune di provincia di Caserta.

Il 24enne, nato in Romania e adottato da uno dei quattro figli dell’anziana, aveva persino accusato il proprio genitore dell’omicidio e inscenato una rapina da parte di estranei, ma alla fine ha ammesso le proprie responsabilità.

Ad eseguire il provvedimento di fermo, emesso dalla Procura di Napoli nord, sono stati i carabinieri del reparto territoriale di Aversa che, nell’arco di 48 ore, sono riusciti a risalire al movente e all’autore del delitto. Determinante per la risoluzione del caso è stato il contributo del personale del Racis-Ris di Roma e del Sis del nucleo investigativo carabinieri di Caserta. Dalle indagini è emerso che l’anziana è stata colpita con tre bastonate alla regione occipitale destra con un bastone di legno per il supporto di attrezzi agricoli. Era stata poi inscenata una rapina. Il giovane Giovanni Costanzo aveva inoltre accusato del delitto il proprio adottivo, il 60enne Francesco, ma poi dinanzi ai precisi riscontri probatori è stato costretto a confessare l’omicidio agli investigatori.

Nell’abitazione del giovane sono stati sequestrati non solo i 50 euro ma anche monili in oro ancora imbrattati di sangue. Il fermato è stato rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere anche con l’accusa di calunnia aggravata dal momento che aveva attuato un tentativo di depistaggio delle indagini accusando falsamente del delitto il padre adottivo risultato invece estraneo alla vicenda.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/uccide-la-nonna-per-50-euro-accusato-24enne-fermato-a-caserta-20140704_133723.shtml

Non dà elemosina, aggredita e rapinata

Si è avvicinato ad un’anziana chiedendo l’elemosina, ma di fronte al rifiuto della donna le ha strappato dal collo una catenina. E’ accaduto poco dopo mezzogiorno tra via Vaiarini e via De Meis a Piacenza. La vittima, secondo quanto da lei riferito, stava camminando lungo la strada quando è stata avvicinata da un giovane che le ha chiesto l’elemosina: quando l’anziana ha detto di non avere soldi con sè, lo sconosciuto con un gesto repentino si è avventato contro di lei strappandole dal collo una catenina.

Con il bottino è quindi fuggito di corsa. La donna, comprensibilmente spaventata, ha subito chiamato il 113 e in via Vaiarini sono intervenuti gli agenti delle volanti. Del malvivente non vi era però più alcuna traccia.

http://www.piacenzasera.it/piacenza/rifiuta-lelemosina-aggredita-rapinata-catenina.jspurl?IdC=1093&IdS=1093&tipo_padre=0&tipo_cliccato=0&id_prodotto=49391&css=homepage.css&com=c

Svuotacarceri: arrestato nove volte per spaccio, libero ‘grazie’ riforma

Arrestato per spaccio e scarcerato due volte nel giro di 36 ore per effetto della legge ‘svuotacarceri’. Il caso, che riguarda un immigrato di 20 anni che ha già al suo attivo altri nove arresti per stupefacenti, secondo la Procura simboleggia i problemi provocati dalla riforma.

“Una riforma – sottolineano i magistrati – che era doverosa e necessaria. Ma che rende difficilissimo combattere il piccolo spaccio di strada. E il fenomeno, socialmente, può avere reazioni devastanti”.

http://www.imolaoggi.it/2014/06/20/arrestato-e-scarcerato-2-volte-in-36-ore-per-effetto-della-legge-svuotacarceri/

Camionista turco si spoglia e masturba davanti bambine

Fabriano (ancona), 19 giugno 2014 - Camionista turco si masturba davanti a tre ragazzine di tredici anninella zona dell’Antistadio all’interno della cittadella dello sport. E’ successo attorno alle 19 e subito, alla vista del camionista che si stava denudando di fronte a loro, le tre giovanissime hanno avvertito dirigenti e atleti della formazione under 14 della Fortitudo calcio che si stavano allenando a pochi metri di distanza.  Così è stata avvertita la polizia che è intervenuta sul posto: l’uomo è stato portato in Commissariato e ora rischia conseguenze penali.

http://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/2014/06/19/1081161-camionista-masturba-ragazzine-fabriano.shtml

Enrico Montesano: “I fumi tossici dei Rom uccidono Roma”

Con Enrico Montesano l’intervista comincia via sms. «Segnalazione su un campo nomadi ai Parioli? – ci scrive – per carità di Dio, vogliamo farci accusare di razzismo? È una denuncia sulla mancanza di autorità delle cosiddette autorità, che non fanno rispettare le leggi e le regole neanche quelle a tutela della salute dei cittadini e della qualità dell’aria per respirare e vivere. Legga aria necessaria. È una richiesta assurda, lo capisco, pretendiamo di respirare. Mi chiami al numero».

Allora Montesano, lei che con le sue commedie ci ha abituati a tenere alto il morale, qual è il problema che vuole denunciare?

«Sa, è che noi cittadini avremmo la pretesa di poter respirare, lei pensi questi pazzi romani in cambio delle tasse che pagano vorrebbero anche una città vivibile!».

Da «romano de’ Roma», come si descrive, a cosa si riferisce in particolare?

«Mi riferisco a tutto. Per esempio, in estate vorrei dormire, come tutti credo, con le finestre aperte ma non posso perché dalle 2 fino a circa le 4 del mattino arriva».

Chi arriva?

«Arriva quell’odore acre di fumo. Anche l’altra notte, ero sveglio e mi sono precipitato a chiudere le finestre ma era troppo tardi, è cominciato subito il bruciore alla gola, sa dopo quarant’anni di teatro si diventa estremamente sensibili nelle prime vie aeree – come dicono all’Alitalia – mi consenta una battuta per alleggerire! Notti prima era già successo anche a mia moglie, lei che soffre di allergia solo da poco tempo, forse conseguenza di quest’inquinamento ha avvertito gli stessi bruciori alla gola. Inizia come un odore dolciastro, sembra di fumo bruciato, che penetra in casa. Mi sono informato con un medico e dopo i problemi alla gola ci possono essere sintomi broncopolmonari».

Sa che dalla sua zona, Salaria, molti cittadini hanno segnalato gli stessi problemi e la causa è stata individuata nei roghi tossici di rifiuti appiccati all’interno dei campi nomadi?

«Sospetto anch’io, ho letto un articolo che mi sono salvato sul cellulare, si chiama “Roma alla diossina”, immaginiamo che nel nostro caso la puzza arrivi da Tor di Quinto ma fino ad ora è stato impossibile avere risposte da chi avrebbe dovuto darci spiegazioni».

Chi avete chiamato?

«Chi abbiamo chiamato? Tutti! Quando telefoniamo agli uffici, quando c’è qualcuno ed è raro, ci dicono di mandare una mail come si usa oggi, oppure di chiamare i vigili urbani, ma i vigili diciamo che sono difficilmente contattabili, i vigili del fuoco invece, i pompieri, ci hanno risposto che vanno a spegnere gli incendi ma poi di più non possono fare! Ho chiamato anche il Ministero della Salute, mi hanno risposto “perché chiama noi?”. E chi devo chiamare, il Ministero della Difesa?!».

Ha tentato col Comune di Roma?

«Sì certo, ufficio comunale per i rapporti col cittadino, un ragazzo molto cortese e a modo devo dire mi ha risposto “lei cosa farebbe?”, lui a me! Io ho risposto “faccio una lista civica e mi presento come sindaco!”. Creiamo postifici sprecando soldi pubblici senza arrivare a risolvere i problemi. Fanno tutti scaricabarile puntando sulla stanchezza dei cittadini. Ho parlato anche col nucleo ecologico dei carabinieri del Noe».

Anche da parte loro nessuna buona notizia?

«Loro intervengono, verificano, segnalano ma poi hanno le mani legate, che solo i vigili urbani possono entrare nei campi, allora che ci entrassero! I cittadini pagano le tasse per avere i servizi, se i servizi non ci sono che paghiamo a fare?».

Ci sono già molte petizioni di residenti che, da nord a sud di Roma, denunciano il problema roghi nocivi per salute e ambiente

«Petizioni? Facciamo una lista civica al grido di “aridatece Petroselliiiiii”. Io sto parlando del diritto alla salute su questa zattera alla deriva che è il nostro Stato che ormai non difende più i cittadini, che mette i suoi cittadini nelle condizioni di scegliere tra lavoro e cancro, come a Taranto, che Stato è mai questo, di cosa blaterano questi politici?».

Cosa vuole dire al sindaco Ignazio Marino?

«Gli dico ascolta, vieni qua da me che ti faccio fare un bel giro sulla Vespa augurandoci di non romperci l’osso del collo viste le strade, anzi andiamo in bicicletta che la uso anch’io e vediamo com’è ridotta la pavimentazione stradale, oppure le foglie che otturano le feritoie, gli alberi che sbattono sui cornicioni perché non vengono mai potati, così gli ricordo anche che se c’è una tromba d’aria, e l’albero cade su qualcuno, il sindaco è responsabile».

E sul problema roghi tossici invece cosa gli chiederebbe?

«Ho letto che vorrebbe organizzare una giornata culturale a favore dei nomadi, la trovo un’ottima idea, io adoro le loro musiche, negli anni ’80 e ’90 facevamo degli incontri con quei ragazzi, quindi ci parli, proponga un tavolo di confronto e gli dica che non bisogna fare queste cose, bruciare i cavi di rame o i copertoni perché la diossina fa venire il cancro, ripeto il cancro, e non guarda in faccia nessuno!».

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2014/06/19/marino-vieni-in-moto-tra-i-fumi-dei-rom-l-attore-denuncia-i-roghi-tossici-di-rifiuti-provenienti-dai-campi-nomadi-in-zona-salaria-quando-chiamo-gli-uffici-per-segnalare-il-problema-mi-dicono-di-mandare-una-mail-1.1262505?localLinksEnabled=false

Moldavo muore folgorato mentre “lavora”

Roma 16 giugno 2014 - Avrebbe forzato la cabina elettrica introducendosi all’interno per rubare il rame contenuto all’interno. Sarebbe questo alla base della tragedia avvenuta oggi, poco dopo le 13, in via Tiberina nel territorio di Capena. L’uomo, una volta all’interno, è rimasto folgorato ed è morto praticamente sul colpo. La vittima è il 32enne moldavo Grigore Sova già noto alle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Capena e quelli della compagnia di Monterotondo. La scomparsa dell’uomo era stata denunciata dalla moglie ai carabinieri della Compagnia Cassia  domenica pomeriggio. Ieri il ritrovamento. La consorte dell’uomo ha riferito ai militari di aver sentito il marito parlare al telefono con qualcuno di qualcosa da fare a Capena nei giorni a seguire. Poco meno di due mesi fa a perdere la vita a Tor Sapienza è stato un 38enne romeno. Simili le circostanze con il romeno rimasto ucciso per rubare il rame. Il 28 aprile fu un black a far scoprire il corpo dell’uomo. Un anno prima invece a Pomezia morirono due ladri, folgorati da una scarica di 20.000 volts.

http://www.romatoday.it/cronaca/capena-folgorato-cabina-elettrica.html