Category: Ancona

Nega sigaretta a 2 Rom, massacrato di botte

«Ehi bello, hai una sigaretta?». Come ha risposto di no, è stato insultato e malmenato. Un agguato in piena regola, ancor più vile perché teso alle spalle, nel buio della sera, in una zona isolata e poco illuminata. Per puro caso in quel momento passava una coppia di anziani ciclisti. Hanno assistito alla colluttazione, hanno gridato con la minaccia di chiamare la polizia. Sono riusciti a mettere in fuga i balordi, due giovani stranieri, probabilmente di etnia rom.

Di loro, nessuna traccia. Solo il ricordo impresso nella memoria della vittima che li ha guardati negli occhi prima di essere tramortito da una raffica di colpi. È ancora sotto choc Antonio (nome di fantasia per tutelare la privacy), 40 anni, napoletano trapiantato prima ad Ancona e, da qualche mese, a Jesi. Come ogni sera, giovedì tornava a casa dal lavoro, fa l’operaio in una ditta della Baraccola. Era appena sceso dal treno, erano circa le 22,30. Passeggiava lungo via Trieste, che dalla stazione di Jesi conduce alle mura. Stava parlando al cellulare e con l’altra mano reggeva una valigetta. A un certo punto si è imbattuto in quei due brutti ceffi. L’incontro peggiore che potesse fare. «Mi hanno chiesto una sigaretta, ma in quel momento non stavo fumando e ho risposto di no perché davvero le avevo finite», racconta davanti a un caffè. Nei suoi occhi si legge la paura, che però non annebbia i ricordi. «Guardi che mi hanno fatto».

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Si masturba e poi orina in pieno centro, per lui multa

Si masturba e poi orina in pieno centro, per lui multa da 10mila euro

Si abbassa i pantaloni incurante della presenza dei passanti. Poi inizia ad orinare a cielo aperto mettendo in bella mostra le parti intime. E’ successo ieri mattina in una viuzza adiacente a Corso Garibaldi.

Alla vista della Polizia l’uomo, un 27enne dell’Est Europa, ha tentato inutilmente di far risalire la cerniera dei suoi pantaloni, rimasta incastrata tra le mutande e la t-shirt. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza, non è riuscito neanche a dare il proprio nome agli agenti, barcollando mentre tentava di prendere i documenti dal suo borsello. Accompagnato in Questura ed identificato è emerso che non aveva mai rinnovato il suo permesso di soggiorno. Per lui è scattata la sanzione per atti osceni in luogo pubblico di 10.100 euro. Inoltre è stato affidato all’Ufficio Immigrazione che ora valuterà la sua posizione nel territorio nazionale.

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Non dà sigaretta, circondato e picchiato da 6 Nordafricani

Lo hanno preso a pugni per una sigaretta negata. Una serata da incubo. «Mi hanno circondato in tre, poi in sei. Mi hanno preso a schiaffi e pugni, ma sono riuscito a fuggire», ha raccontato la vittima. Era a Senigallia, probabilmente per la giornata inaugurale del Summer Jamboree. E dopo la collutazione è riuscito a prendere un taxi ed è sceso a Palombina dove è stato notato da una pattuglia di passaggio della Guardia di Finanza. Una vera e propria maschera di sangue in volto.

La serata da incubo si è conclusa all’ospedale di Torrette, dove il ragazzo ha ricevuto le cure del caso. Per il momento non ha sporto denuncia il ragazzo di trent’anni, originario di Termoli, ma residente ad Ancona per motivi di lavoro, la cui unica colpa è stata quella di aver risposto picche a chi gli ha domandato una sigaretta. Era un gruppetto di stranieri, probabilmente nordafricani, secondo la sua versione. Una scena da film: lui che passeggia fumando, loro che lo prendono di mira e cominciano a guardarlo minacciosi, gli ostruiscono il passaggio, lo circondano. «Ehi, fratello, ce l’hai una sigaretta?», gli ha chiesto uno dei tre con fare provocatorio. E poi una sera da incubo difficile da dimenticare.

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Carabinieri presi a bottigliate da immigrati

Doveva essere un controllo di routine quello effettuato alla stazione dai Carabinieri della Tenenza di Falconara. Si è trasformato invece in una vera e propria aggressione.

Siamo alla stazione di Falconara. I militari entrano per controllare dei nordafricani che in quel momento si trovano sul marciapiede lungo la via Flaminia. Un controllo come tanti altri, che improvvisamente fa scatenare l’ira del gruppo, almeno tre uomini, che prendono alcune bottiglie e colpiscono i Carabinieri. A quel punto interviene in aiuto una seconda pattuglia, con i militari che riescono a placare l’ira degli aggressori che vengono poi bloccati e portati in caserma.

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ANCONA: IMMIGRATI VANDALIZZANO AUTO A COLPI DI SPRANGA

Si fronteggiano due contro due, rissa a colpi di spranga in pieno centro

Una frase di troppo, oppure un regolamento di conti. Non sono ancora chiari i motivi che questa mattina, hanno fatto scatenare una rissa in via Ludovico Menicucci, tra Corso Stamira e Corso Garibaldi, proprio dietro il famoso negozio di giocattoli Dadi e Mattoncini. A fronteggiarsi quattro ragazzi africani, che in preda alla rabbia hanno iniziato a colpirsi con grossi pezzi di legno, usati come fossero delle spranghe. I primi ad intervenire sono stati alcuni passanti che hanno cercato invano di dividerli. A quel punto uno di loro ha preso la spranga e l’ha tirata verso un altro uomo che stava indietreggiando. Sul posto è intervenuta la Polizia che è riuscita a placare la rissa e far tornare la situazione alla normalità.

A farne le spese anche un giovane parrucchiere del centro, che aveva parcheggiato la sua auto proprio nella zona della rissa. L’uomo infatti, si è ritrovato il cofano della macchina pieno di ammaccature, segno che qualche colpo è andato a vuoto ed ha centrato il suo veicolo. In corso le indagini per chiarire le cause che hanno scatenato la violenza e ricostruire l’intera vicenda.

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A 17 anni vittima di bullismo, era diventato il bancomat di tre Rom

A 17 anni vittima di bullismo, era diventato il bancomat di tre Rom

Da una parte tre giovani bulli che non esitavano a chiedere soldi e a rifilare schiaffi, spintoni e minacce. Dall’altra lui, giovane anconetano appena 17enne dal carattere schivo che non riusciva a difendersi da quelle continue vessazioni ed estorsioni. Oltre un migliaio di euro l’ammontare dei soldi estorti per i quali, la vittima, non esitava a derubare i genitori. Un incubo terminato con la denuncia e il successivo arresto di tre giovani anconetani, di cui due fratelli, di etnia rom tra i 21 e i 24 anni da parte della Squadra Mobile di Ancona. Il tutto, stando al racconto del giovane, sarebbe iniziato nell’estate del 2015 sulla spiaggia di Palombina. Il 17enne, figlio di un professionista anconetano, se ne stava al mare per godersi le meritate vacanze. La scuola era finita da poco e davanti c’era ancora qualche mese di spensieratezza. L’incontro con il trio avrebbe cambiato quella prospettiva. Il carattere dimesso del giovane non passava inosservato e, secondo quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile dorica, rendeva quel giovane un perfetto “bancomat”. Da quel momento infatti ogni volta che il 17enne incontrava per strada i tre giovani rom sapeva che sarebbe andato incontro a brutti quarti d’ora. I ragazzi, ora detenuti nel carcere di Montacuto, non ci pensavano due volte a fermarlo, minacciarlo e perfino pedinarlo fino sotto casa. Il terrore arrivava con spintoni, schiaffi e minacce. «Domani vogliamo almeno 100 euro, altrimenti non vedi la luce del sole» o «Se non ci dai i soldi hai finito» sono solo alcune delle frasi che facevano gelare il sangue al malcapitato. Dire di no, per la vittima, era impossibile. Quei ragazzi avevano dalla loro non solo i modi efficacemente prepotenti, ma anche un curriculum di reati contro il patrimonio già noto alle forze dell’ordine. Le tirate di orecchie, le spinte e gli schiaffi umilianti sulle guance facevano il resto. 

A casa il 17enne non esitava a rubare i soldi del papà o perfino i gioielli della mamma per pagare quei debiti mai contratti la cui scadenza spesso era lontana solo poche ore. Qaudno il ragazzo ha deciso di raccontare tutto ai genitori, ma non di denunciare per paura di ritorsioni ben peggiori, la famgilia ha deciso di cambiare città. Prima dell’inizio dell’anno scolastico 2015-2016 l’intera famiglia si trasferì lontano da Ancona sperando che le acque si calmassero. Nuova città e nuova scuola fino all’estate 2016. Neppure ai vecchi insegnanti era stata fornita la versione autentica sui motivi di quel trasferimento. Una volta tornati nel capoluogo però, tutto era come lo avevano lasciato. Il 17enne veniva fermato in pieno centro, almeno una volta in corso Garibaldi, da quella sottospecie di gang che frequentava la zona Piazza Roma. A gennaio la decisione di denunciare della famiglia tutto agli agenti della sezione Reati Contro il Patrimonio. All’alba di ieri i poliziotti hanno bussato alla porta dei due fratelli. Nell’appartamento hanno trovato anche una pistola da soft air senza tappo rosso. Un modello, ora sequestrato, che chiunque avrebbe scambiato per vero e che forse è stata usata per altri reati in corso di accertamento. Il terzo componente della gang è stato fermato poche ore dopo sulla carrozza di un treno pronto a ripartire per Pescara, nella stazione di Ancona. Tutti risponderanno di atti persecutori, minacce ed estorsione.

 

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Rimasti soli sul vagone immigrato tenta di violentarla

GIULIANOVA – Nigeriano residente a Jesi arrestato per molestie: solo nello scompartimento del treno con una giovane ne ha approfittato per palparla, chiudendole nello stesso tempo la bocca con una mano per evitare che chiedesse aiuto.
L’aggressione alla ragazza, una studentessa universitaria abruzzese, non è andata oltre grazie agli agenti della Polizia Ferroviaria di Giulianova, in servizio di scorta viaggiatori, sul treno a lunga percorrenza Bari-Bologna, saliti in quel momento. Nel corso del controllo nello scompartimento, i poliziotti hanno notato il volto terrorizzato della ragazza che ha confidato loro quanto avvenuto poco prima, aggiungendo che qualsiasi tentativo di divincolarsi era stato vanificato dalla mole fisica dell’uomo. L’aggressore, un cittadino nigeriano di 25 anni, residente a Jesi, è risultato avere precedenti specifici per aggressioni a donne. È stato arrestato per violenza sessuale. Ora è nel carcere di Montacuto di Ancona, a disposizione del magistrato.

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”Ti faremo a pezzi e li spediremo in Libano”, prigioniera dei migranti

”Ti faremo a pezzi e li spediremo in Libano”. Botte, minacce, divieti assurdi, come quello di iscriversi a un corso di italiano. Per anni una libanese 35enne sarebbe stata vittima, insieme ai figli, del marito e del suocero, suoi connazionali, ai quali la procura di Ancona ha appena notificato un avviso di chiusura delle indagini, che prelude al rinvio a giudizio. Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali in concorso i reati ipotizzati.
L’inchiesta, affidata alla Squadra mobile, ha preso il via dopo l’ennesimo accesso della donna al pronto soccorso per le percosse subite. La 35enne era di fatto prigioniera del marito, 36 anni, e del suocero, 57 anni, operai. Accusata di non saper accudire i figli, di essere ”sciatta” e di tradimenti inesistenti, veniva picchiata davanti ai figli ”per educarli”.
La procura ritiene di aver raccolto sufficienti elementi di prova per andare a un processo. Nel frattempo la donna e i figli sono stati messi in sicurezza in luoghi segreti.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/03/11/botte-da-marito-e-suocerofaremo-pezzi_bf633b3e-7767-4c4d-8cc6-283a3b7c3dd6.html

Ragazza circondata da profughi che si denudano e la molestano


Corriere Adriatico
Ragazza corre sul lungomare Un profugo improvvisa lo strip
Corriere Adriatico
SENIGALLIA – Accerchiata da tre profughi mentre fa jogging sulla spiaggia di Marzocca, una giovane originaria di Pesaro si è messa ad urlare attirando l’attenzione dei passanti. In suo aiuto è accorso un uomo che stava camminando sul marciapiede e poco …

Si aggirava furtivo tra le auto in sosta. Nei guai nigeriano –


Vivere Ancona
Si aggirava furtivo tra le auto in sosta. Nei guai nigeriano
Vivere Ancona
L’uomo un cittadino extracomunitario, classe 1995, originario della Nigeria, senza fissa dimora in Italia non riusciva ad esibire alcun documento dal momento che era sprovvisto di passaporto e del regolare permesso di soggiorno. Lo stesso, in un