Svuotacarceri: sperona auto agenti su macchina rubata, libero!

27-06-2013

Con una decisione destinata a far discutere, il tribunale di Como ha disposto ieri la liberazione di Constantin Scuipici, 18 anni appena, il giovanotto di nazionalità rumena arrestato dalla polizia l’altra mattina a San Fermo, dopo che assieme a un amico aveva forzato la dogana e speronato una volante, sedendo a bordo di una Mercedes rubata.

La scelta di liberarlo, assunta dal giudice Cristian Mariani, è maturata al termine del processo svolto con direttissimo per resistenza, danneggiamento e lesioni.

Scuipici, ha innanzitutto scaricato eventuali responsabilità sul conducente, ancora latitante: «Guidava lui, io dormivo e non mi sono accorto di niente». Poi, tramite il suo avvocato, ha chiesto e ottenuto un cosiddetto “termine a difesa”, cioè un rinvio, che gli è stato accordato.

Nel frattempo, il tribunale, lo ha rimesso in libertà, verosimilmente assottigliando le speranze che il nostro si ripresenti in aula alla prossima udienza (10 luglio).

Il pm d’udienza Luciano Ferrara non ha chiesto, come avrebbe potuto, la custodia cautelare in carcere. Codice alla mano, sulla scelta del giudice deve avere in qualche modo influito il fatto che, contrariamente a quanto emerso in un primo momento, il ragazzo ha un solo “simil” precedente, una denuncia per tentato furto, e nient’altro. Benché parli pochissimo italiano – tanto da aver bisogno di un interprete – risulta regolarmente residente nel Comune milanese di Marcallo con Casone, dove peraltro abita anche il suo collega, quello corso via a piedi dopo il tentativo di forzare il posto di blocco.

Se i documenti abbandonati tra le mani del poliziotto di frontiera che se li è visti fuggire sotto il naso da Brogeda sono documenti genuini, allora dovrebbe chiamarsi Catalin Ionut Nicola, dovrebbe avere 23 anni, ed essere lui pure residente a Marcallo (stesso indirizzo dell’altro), con precedenti penali per evasione e reati contro il patrimonio.

Sulla liberazione di Scuipici, ha preso posizione, nel pomeriggio di ieri, anche il Sindacato autonomo di polizia.

Così il suo portavoce, Sergio Iaccino: «È una scelta che non possiamo condividere, anche se ovviamente rispettiamo tutte le decisioni dell’autorità giudiziaria. Viene soltanto da domandarsi, a maggior ragione da parte di chi cerca ogni giorno di garantire sulle strade la sicurezza dei cittadini, cosa si debba fare per finire in carcere».

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/scontro-con-lauto-rubata-gia-libero-dopo-larresto_1011990_11/

E sarà sempre peggio con lo ‘svuotacarceri’.

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