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Marocchino pesta la figlia davanti ai compagni di scuola: “Non diventerai mai come loro”

Non poteva nemmeno usare il Burrocacao perché le labbra lucide, nella cultura di suo padre, non sono concepite. Così come non sono concepiti altri cosmetici, l’iPod, i jeans, i tacchi alti, le uscite con le amiche e le passeggiate in centro con un compagno di classe. È l’incubo in cui si è trovata una ragazzina marocchina di 14 anni, secondo il padre-padrone divenuta troppo occidentale dopo il trasferimento a Padova. Dopo mesi di violenze, molte delle quali anche pubbliche, la polizia messo fine alla spirale di terrore della giovane che fino a qualche giorno fa abitava alla Stanga con mamma e papà. Ora però il padre, 53 anni, marocchino, è stato colpito da un’ordinanza del giudice che gli impone l’allontanamento dalla figlia e dai luoghi da lei abitualmente frequentati. Contestualmente è stato denunciato per lesioni aggravate e maltrattamenti. Il pubblico ministero Vartan Giacomelli ha firmato il provvedimento sulla base dell’indagine svolta dalla squadra mobile di Marco Calì. Gli investigatori hanno raccolto mesi di vessazioni, in alcuni casi tra le mura domestiche ma in molti altri, purtroppo, davanti agli amici coetanei.

Violenza ripetute. A luglio dell’anno scorso il padre marocchino prende a calci e trascina la figlia tirandole i capelli solo per averla beccata con il Burrocacao sulle labbra. A ottobre dello stesso anno la aggredisce all’uscita di scuola, quindi davanti ai cancelli di un istituto superiore cittadino: troppo trucco in faccia, condizione non rispettosa della cultura musulmana. Il 31 gennaio scorso la violenza si scatena tra le mura domestiche, sempre con spintoni, schiaffi e un pugno sulla schiena: la ragazzina viene ricoverata in pronto soccorso, da cui la dimettono con una prognosi di 8 giorni. Ma l’episodio più grave, quello che fa scattare anche le indagini della polizia, è quello del 27 febbraio scorso. Verso mezzogiorno la quattordicenne telefona a casa: dice di trovarsi in centro con i compagni di scuola, con i quali desidera fermarsi un po’ visto che per uno sciopero le lezioni sono finite prima. Pochi minuti dopo in riviera Ponti Romani arriva il padre. Le dà uno spintone per allontanarla dal capannello di coetanei a cui chiede se erano stati a scuola o se avevano marinato. Tutti confermano che le lezioni erano terminate prima per lo sciopero. L’uomo torna dalla figlia, la prende per i capelli e inizia a trascinarla urlando offese, in italiano e in arabo. La ragazzina viene strattonata, arriva così fino ai portici di Coin in via Zabarella. Il padre la spinge con violenza e lei finisce a terra. Urla e si dispera. Lui le ripete: «Non diventerai mai come loro, non te lo permetto» e ancora «Vado in prigione ma non ti lascio fare quello che vuoi».

Le indagini. Gli uomini della squadra mobile di Marco Calì si buttano a capofitto sulla vicenda e convocano in questura sia la giovane che la madre. Riescono a convincerle a parlare, a raccontare tutto. Nel frattempo il padre scompare, se ne torna in Marocco per qualche mese. Nel corso di questi mesi gli investigatori hanno raccolto tutti gli episodi più gravi corredati dal racconto dei testimoni, da cui è emersa una realtà agghiacciante che dimostra come può essere difficoltoso il processo di integrazione. Il padre violento in questi ultimi mesi è stato a colloquio anche con gli psicologi dei Servizi sociali e davanti a loro ha confermato tutto. Ha ribadito di non essere in grado di sopportare una simile trasformazione da parte della figlia. Durante uno degli ultimi pestaggi le avrebbe ripetuto più volte: «Anche se ti ammazzo cosa cambia? Tanto in carcere ci finisco lo stesso». Per tutti questi motivi, quando l’altro giorno è rientrato a Padova, i poliziotti l’hanno raggiunto e gli hanno notificato l’ordinanza del giudice, cacciandolo di fatto fuori casa.

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/08/20/news/picchia-la-figlia-perche-fa-l-occidentale-1.7605019

Questa ragazzina è vittima di quella famosa integrazione di cui parlano gli irresponsabili che governano l’Italia e l’Europa. Mescolare culture diverse comporta questi drammi. Un consiglio per tutti gli immigrati: se ci disprezzate e non volete che i vostri figli diventino come noi, andatevene. Nessuno sentirà la vostra mancanza.

Svuotacarceri: sperona auto agenti su macchina rubata, libero!

Con una decisione destinata a far discutere, il tribunale di Como ha disposto ieri la liberazione di Constantin Scuipici, 18 anni appena, il giovanotto di nazionalità rumena arrestato dalla polizia l’altra mattina a San Fermo, dopo che assieme a un amico aveva forzato la dogana e speronato una volante, sedendo a bordo di una Mercedes rubata.

La scelta di liberarlo, assunta dal giudice Cristian Mariani, è maturata al termine del processo svolto con direttissimo per resistenza, danneggiamento e lesioni.

Scuipici, ha innanzitutto scaricato eventuali responsabilità sul conducente, ancora latitante: «Guidava lui, io dormivo e non mi sono accorto di niente». Poi, tramite il suo avvocato, ha chiesto e ottenuto un cosiddetto “termine a difesa”, cioè un rinvio, che gli è stato accordato.

Nel frattempo, il tribunale, lo ha rimesso in libertà, verosimilmente assottigliando le speranze che il nostro si ripresenti in aula alla prossima udienza (10 luglio).

Il pm d’udienza Luciano Ferrara non ha chiesto, come avrebbe potuto, la custodia cautelare in carcere. Codice alla mano, sulla scelta del giudice deve avere in qualche modo influito il fatto che, contrariamente a quanto emerso in un primo momento, il ragazzo ha un solo “simil” precedente, una denuncia per tentato furto, e nient’altro. Benché parli pochissimo italiano – tanto da aver bisogno di un interprete – risulta regolarmente residente nel Comune milanese di Marcallo con Casone, dove peraltro abita anche il suo collega, quello corso via a piedi dopo il tentativo di forzare il posto di blocco.

Se i documenti abbandonati tra le mani del poliziotto di frontiera che se li è visti fuggire sotto il naso da Brogeda sono documenti genuini, allora dovrebbe chiamarsi Catalin Ionut Nicola, dovrebbe avere 23 anni, ed essere lui pure residente a Marcallo (stesso indirizzo dell’altro), con precedenti penali per evasione e reati contro il patrimonio.

Sulla liberazione di Scuipici, ha preso posizione, nel pomeriggio di ieri, anche il Sindacato autonomo di polizia.

Così il suo portavoce, Sergio Iaccino: «È una scelta che non possiamo condividere, anche se ovviamente rispettiamo tutte le decisioni dell’autorità giudiziaria. Viene soltanto da domandarsi, a maggior ragione da parte di chi cerca ogni giorno di garantire sulle strade la sicurezza dei cittadini, cosa si debba fare per finire in carcere».

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/scontro-con-lauto-rubata-gia-libero-dopo-larresto_1011990_11/

E sarà sempre peggio con lo ‘svuotacarceri’.

Oggi l’interrogatorio di convalida dell’arresto dei 3 marocchini … – Riviera24.it


Sanremonews

Oggi l'interrogatorio di convalida dell'arresto dei 3 marocchini
Riviera24.it
Si è svolto, stamani, davanti al gip del tribunale a Sanremo, con un solo imputato su tre che ha risposto alle domande del giudice, l'interrogatorio di convalida del fermo dei tre immigrati marocchini, tutti regolari in Italia, sottoposti a fermo di
Omicidio Gori: arrestati a Ventimiglia tre marocchini. Dietro alla Sanremonews
TRE MAROCCHINI ARRESTATI PER L'OMICIDIO DI UN AGI – Agenzia Giornalistica Italia
Omicidio nel boschetto i tre immigrati arrestati questa mattina dal La Stampa
Il Secolo XIX –Ventimiglia News
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