Marocchino sequestra e stupra una donna

14-03-2015

Nel tardo pomeriggio di mercoledì i carabinieri di Riccione hanno arrestato un marocchino 42enne accusato di aver schiavizzato e ripetutamente violentato una donna di nazionalità cinese. Verso le 19, una pattuglia dell’Arma stava transitando nella zona del Marano e ha addocchiato uno straniero che, con fare sospetto, si aggirava tra le colonie abbandonate “puntando”, in maniera particolare, alcuni esercizi commerciali. Fermato per un controllo, le sue generalità hanno fatto scattare l’allarme nel database delle forze dell’ordine in quanto, il nordafricano, era ricercato per violenza sessuale e lesioni personali. Portato in caserma per gli accertamenti di rito è emerso che lo straniero, nel febbraio del 2014, aveva stuprato una cinese 38enne a Prato.

La vittima, dopo numerose sevizie, era stata accompagnata in ospedale proprio dal suo carnefice e, i medici, avevano immediatamente allertato le forze dell’ordine. La donna, infatti, presentava sintomi di cefalea e vomito a seguito di percosse. Con la difficoltà della lingua, e il terrore del suo aguzzino, la vittima era però riuscita a raccontare agli inquirenti cosa era successo. Secondo il suo racconto, l’uomo l’aveva percossa alla testa ed al viso e minacciata con un coltello puntato alla gola. Era stata segregata in casa e costretta a subire un rapporto sessuale non protetto. La mattina successiva si era sentita male e l’uomo aveva acconsentito a chiamare il 118. I carabinieri di Prato avevano poi scoperto che tra la 38enne e il marocchino si era instaurata una sorta di convivenza forzata.

I due si erano conosciuti in un bar della città toscana nel settembre del 2014 e, fin da subito, avevano consumato alcuni rapporti sessuali a pagamento in quanto, saltuariamente, la donna si prostituiva. In un secondo tempo, la 38enne aveva deciso di mettere la parola fine a quella situazione anche perchè, il 42enne, era diventato ossessivo nei suoi confronti. Nonostante questo, nel novembre dello stesso anno, il nordafricano si era installato nell’abitazione della donna e, proprio durante questa sorta di convivenza, l’uomo l’aveva costretta a rimanere segregata in casa e a subìre le violenze sessuali. Al termine degli accertamenti di rito, i carabinieri di Riccione hanno trasferito il marocchino nel carcere dei “Casetti” a disposizione della magistratura.

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