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Coppietta in balia di 4 Romeni: lui pestato a sangue

Vittima dell'integrazione

Città di castello – Sabato sera Nicola Francesco – nella foto – si ferma a comprare le sigarette in un bar insieme alla sua ragazza. Poi risale in auto e, per motivi di precedenza, una macchina sorpassa, si mette di traverso e lo blocca: dalla macchina scendono 4 Rumeni noti alle forze dell’ordine accerchiano la coppia e poi tirato fuori il ragazzo dal veicolo e lo pestano a sangue causandogli diverse ferite gravi, traumi ed un’emoraggia interna. Il ragazzo è ricoverato all’ospedale di Perugia.
Per domani è già prevista la scarcerazione dei Rumeni arrestati.

http://voxnews.info/2013/01/15/violento-pestaggio-a-citta-di-castello/

 

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30 comments on “Coppietta in balia di 4 Romeni: lui pestato a sangue

  1. carla masola scrive:

    PERCHè SCARCERATI SUBITO ? CHE LEGGE E’ LA NOSTRA ?
    VERGOGNA !!!!!!

  2. tzao scrive:

    RUMENI CON PRECEDENTI, LIBERI SUBITO !!!!

    Se mi fanno una roba simile, prima ammazzo i rumeni, poi il giudice e tanto che ci sono faccio fuori pure qualche prete e quella merda di pannella.
    qui bisogna iniziare a far scorrere il sangue, altro che chiacchere.

  3. roby scrive:

    è già buono che non gli hanno stuprato la fidanzata… bastardi!

  4. mik scrive:

    Non capite proprio niente, ne voi che avete commentato nè chi ha scritto l’articolo. Odio quando si dice che, per fare un esempio, uno stupratore è stato scarcerato quando in realtà il processo non è stato ancora fatto.
    Se il fatto è stato commesso da pochi giorni il processo sicuramente non è stato fatto, si è deciso che non ci siano gli estremi per la custodia cautelare in carcere (i motivi possono essere molteplici, molto probabilmente saranno messi ai domiciliari oppure resteranno a piede libero avendo decretato che non c’è pericolo di reiterazione o di inquinamento delle prove) Ma non vi preoccupate, questo è soltanto in attesa del processo. Dopo il processo verranno sicuramente messi in galera.
    (Se ogni persona in attesa di processo dovesse essere messa in carcere bisognerebbe costruirne almeno il doppio e poi sarebbe una cazzata pazzesca.)
    Ricapitolando: sono fuori finchè non verrà fatto un processo, non sono stati assolti e scarcerati. Se non sapete le cose astenetevi dal commentare.

    • Marco scrive:

      Si bisogna vedere ste sti figli di puttana si faranno trovare al processo

    • Anonimo scrive:

      menomale un commento intelligente.

      se non rischiassi il linciaggio dai miei stessi connazionali aggiungerei che la legge NON è vendetta. qui nessuno vuole giustizia, tutti vogliono vendetta: e le due cose si escludono a vicenda. ma meglio non dirlo con questo clima…

    • DAVIDE scrive:

      magari in attesa del processo,vanno in vacanza di aggiornamento atti criminosi,chiaro nel loro paese,poi magari laureati in violenza lo insegnano ai loro figli,nel frattempo magari danno una seconda passata all’uomo che gli ha denunciati,,,magari a sto’ giro strupano la sua tipa.poi un loro avvocato le trova le attenanuanti,e sti esseri indefinibili..la passano liscia per decadenza dei termini…bello bello davvero..poi quando capita a tua sorella o alla tua ragazza forse il tuo buonismo fa’ a farsi una vacanza pure lui,,,,

    • Parc scrive:

      Incredibile ma vero, d’altronde siamo in Italia, i delinquenti anzichè essere puniti devono essere difesi da qualche cazzo di deficiente. Vaffanculo te e i Rumeni, io ti manderei volentieri in romania a fare il coglione

    • Anonimo scrive:

      non sparare cazzate e non fare tutto il sapientone di rumeni di merda hanno rotto il cazzo..fatti picchiare e violentare la tua donna e poi scrivi

  5. Anonimo scrive:

    Messi in libertà provvisoria? Vorrei esserci quando li andranno a ricercare per processarli……. se li ritrovano ovviamente….. Noo è un disastro tutto il sistema….

  6. Doubleaxe scrive:

    Caro “mik”, vai a spigare la “carcerazione preventiva” a quei 4 poveri ragazzi, che stanno dentro da 2 mesi per aver scritto su un forum americano…Ti facciamo rabbia noi??

  7. tzao scrive:

    milk…

    sei proprio un’insulto all’intelligenza.
    rumeni PREGIUDICATI che aggrediscono per un parcheggio spaccando il cranio in 4 ad un poveraccio non sono pericolosi, non inquinano le prove, sono stinchi di santi che meritano di starsene a casuccia ad aspettare un processo farsa, insieme al loro amichetto stupratore di bergamo.

    perche’ vedi caro Milk, i rumeni e lo stupratore di cui sopra la legge la conoscono bene per averla vista funzionare ( specie i 4 super pluripregiudicati ), magari lo stupratore ha letto qualche articolo interessante mentre te’ perdevi tempo a scrivere scemenze pseudo legali in giro per il web.

    te lo allego cosi’ la prossima volta eviti penose figure.

    ———

    COME STUPRARE UNA BAMBINA E VIVERE FELICI

    di Francesco Lorenzetti

    Sulla giustizia penale esistono vari luoghi comuni. Il primo in ordine di importanza e diffusione è senz’altro che in Italia “le leggi ci sono, basterebbe farle rispettare”. Si sente questa frase ovunque, dai bar alle fermate dell’autobus, e di volta in volta essa acquisisce sempre maggiore credito presso la popolazione, la quale è portata a credere che la legge, come avrebbero voluto le speranze illuministe, possegga ancora una certa validità, e che i disservizi e i problemi di ogni genere che si riscontrano nella prassi siano quasi esclusivamente da attribuire alle manchevolezze degli operatori del settore.

    A chi la pensa in questo modo è dedicato il seguente articolo, nel quale mi divertirò in un gioco che già il magistrato Bruno Tinti aveva tentato con successo, quello cioè di indignare i lettori con un esempio teorico di applicazione pedissequa delle prescrizioni del codice penale ad un reato di particolare gravità, così da metterne in evidenza le aberranti conseguenze sul piano sanzionatorio e dimostrare una volta per tutte che non basta “applicare le leggi” e che urge anzi un vigoroso ripensamento riguardo all’intera impostazione codicistica.

    Bruno Tinti, nel suo libro “Toghe rotte”, porta l’esempio dell’omicidio. Io vorrei invece usare quello di un reato solitamente percepito come meno grave, ma che secondo la mia opinione è in realtà, per chi lo commette, il segnale di una pericolosità sociale e di una tendenza a delinquere del tutto simili a quelle proprie di un assassino. Sto parlando, ovviamente, della violenza sessuale.

    Ne parla la parte speciale del codice agli articoli 609 bis e seguenti, dove si prendono in considerazione varie ipotesi riconducibili alla figura criminosa in esame. Per il nostro esempio prenderemo il caso di una violenza aggravata dalla giovane età della vittima, ricadendo così nella previsione dell’art. 609 ter (minori di anni 14), e per sovrappiù mettiamoci anche l’aggravante delle sevizie, immaginando che il reo abbia anche picchiato o torturato la vittima.

    Partiamo dal primo dato: l’articolo citato prescrive che per chi stupra una bambina la pena edittale sia la reclusione “dai 6 ai 12 anni”. All’interno di questo spazio il giudice ha la facoltà, secondo il disposto dell’art. 133 c.p., di commisurare la pena “in relazione alla sua gravità”. La prima cosa da tenere presente, però, è che la giurisprudenza pressoché costante tende a commisurare la pena nel minimo edittale perciò la base di partenza in questo caso è sempre, nella prassi, 6 anni. Le motivazioni di questo atteggiamento giurisprudenziale sono complesse, e andrebbero analizzate in separata sede. Ci basti sapere che la valutazione sulla “gravità del fatto” è tendenzialmente demandata al giudizio di bilanciamento aggravanti/attenuanti legislativamente tipizzate ex art 69 piuttosto che al generico e atipico apprezzamento del giudice ex art 133, il quale pone gravi problemi interpretativi a causa dell’ampiezza della sua portata.

    Ora, se contro il reo esistono prove schiaccianti, e questo non è completamente scemo, sceglierà di essere giudicato attraverso il cosiddetto “rito abbreviato”, per il semplice motivo che tale procedimento, oltre ad essere più veloce e meno costoso, garantisce automaticamente all’eventuale condannato uno sconto di pena di 1/3. In questo modo arriviamo ad un massimo di 4 anni.

    Ma neanche per idea li diamo al nostro stupratore. Infatti, bisogna tenere conto, come ci insegna il nostro sistema buonista e cattocomunista, che un criminale non ha mai tutta la colpa per quello che fa. La colpa è sempre della società, del papà che lo picchiava, dell’ambiente degradato in cui è vissuto, del fatto che da piccolo non gli hanno regalato il trenino ecc. Tutte cose che, a norma dell’art. 62 bis, vanno a costituire le cosiddette “attenuanti generiche”, ultimo ritrovato in fatto di civiltà giuridica, le quali garantiscono un ulteriore sconto di pena fino ad 1/3. E tenete presente che, nella prassi applicativa, non esiste caso in cui queste attenuanti non siano concesse, tanto che qualcuno ha scritto che esse sono diventate “come un bicchier d’acqua che non si nega a nessuno”.

    Ma voi mi farete notare che prima ho parlato anche di aggravanti dovute alle sevizie, sicché come tutte le persone sensate vi immaginate che le aggravanti e le attenuanti si sommino in un calcolo “a partita doppia”, per così dire. Purtroppo però le cose non funzionano affatto così, e il buon senso anche in questo caso non ci serve a molto. Quello che deve effettuare il giudice in caso di compresenza di attenuanti e aggravanti è piuttosto un “giudizio di prevalenza” delle prime o delle seconde: se prevarranno le prime, si applicheranno solo quelle, e viceversa nel caso contrario. Dispone infatti l’articolo 69 c.p. “Se le circostanze attenuanti sono ritenute prevalenti su quelle aggravanti, non si tiene conto degli aumenti di pena stabiliti per queste ultime”. Sconcertante, vero?

    E non serve aggiungere che, naturalmente, non si registrano nella prassi applicativa casi di prevalenza delle aggravanti sulle attenuanti. Prevalgono sempre le attenuanti, anche perché la loro applicazione è molto più facile e flessibile (si pensi all’esistenza delle suddette attenuanti “generiche”, o dell’attenuante automatica in caso di risarcimento del danno). Inoltre, le attenuanti possibili – contrariamente alle aggravanti – sono parecchie e anche molto fantasiose (vedi art. 62): “L’avere agito per motivi di particolare valore morale o sociale” (no comment); “L’avere agito per suggestione della folla in tumulto” (sigh!); “L’avere agito in stato d’ira” (infatti tutti sanno che è più grave se uno esegue un delitto con calma e tranquillità) ecc.

    Torniamo così al nostro caso di scuola: con l’applicazione di una sola attenuante (poniamo generica) siamo a 2,6 periodico anni di reclusione. E qui vi lascio con due possibili finali, nessuno dei due molto rassicurante: nel caso il reo risarcisca il danno alla vittima, ottiene un ulteriore sconto di 1/3 che lo porta al di sotto dei 2 anni, limite massimo per l’applicazione della cosiddetta “sospensione condizionale della pena”, che è una sorta di perdono giudiziale senza alcuna conseguenza penale.

    Nel caso, invece, il reo non riesca o non voglia risarcire il danno, non andrà comunque in galera perché al di sotto dei 3 anni (eravamo a 2,6) c’è il cosiddetto “affidamento in prova ai servizi sociali”, che lascia libero il condannato sotto la guida di un assistente che gli farà periodicamente visita per aiutarlo a reinserirsi in società.

    A questo punto, di solito c’è chi obietta che, almeno, la sentenza può essere utile come “ammonizione” al reo, data la disciplina della recidiva che solitamente si vede nei film. Tutti, infatti, siamo convinti che, come accade nei polizieschi americani, chi ha già commesso un reato rischi un trattamento sanzionatorio di particolare gravità nel caso ricada nel comportamento criminoso. Sicché a conclusione del mio esempio si potrebbe dire che, almeno, il reo difficilmente tornerà a delinquere, e che se lo farà le conseguenze saranno, finalmente, proporzionate alla sua pericolosità sociale. Anche questa convinzione è molto diffusa, ma purtroppo errata, almeno nel nostro paese. In Italia, la recidiva è considerata soltanto un’aggravante, perciò per i motivi sopra spiegati finisce sempre per essere accantonata assieme alle altre aggravanti nel “giudizio di prevalenza” di cui all’art.69 c.p. Di essa, di fatto, si tiene conto soltanto ai fini di alcuni effetti penali secondari che è inutile elencare.

    Dunque, riepilogando: un tizio prende una bambina, la picchia e la stupra, poi subisce un processo veloce detto “rito abbreviato”, viene condannato, ma se ne torna a casa come nulla fosse successo a seguito di una sentenza di sospensione condizionale o di affidamento ai servizi sociali. Addirittura, se volesse, sa che potrebbe anche ripetere l’esperienza delittuosa, e le conseguenze sarebbero le stesse. Il tutto, naturalmente, a norma di legge, per cui il delinquente alla fine del gioco potrebbe anche avere l’impressione che, in fondo, non ha commesso un atto tanto grave.

  8. michele scrive:

    io poi dico, con che coraggio BERSANI parla bene di loro, tutti alle case loro si devono mandare…

  9. io scrive:

    Che schifo!! Tornatevene a casa!!!

  10. roby scrive:

    mik, e inutile che fai lo splendido quando succedono le cose agli altri
    Ragioni da sporco comunista e pannelliano del c….

  11. Anonimo scrive:

    questa merda di politici li devono votare gli stranieri che solo in Italia spadroneggiano perchè la legge gli lo consente…e loro lo sanno benissimo

  12. NUZZI scrive:

    MIK ma vai a gagare…mentre questi sono liberi…continuano a fare i loro porci comodi e magari a violentare la tua ragazza… o a tornarsene impunemente nella merda da cui sono venuti!!!!!!

  13. pierangelo scrive:

    non è questione di razzismo o meno è che oramai siamo stufi di nefandezze di questo genere e se violentano o pestano in maniera orribile senza rispetto di nessuno,che rispetto dobbiamo avere per loro ? unica cosa possibile è che quei delinquenti vadano a colpire la famiglia di qualche politico !! Eppoi daccordissimo che la violenza deve essere ripagata con la violenza,in questa era nn esiste l’educazione ed allora punizioni esemplari davanti alla popolazione (purtroppo) e che le leggi vengano fatte rispettare soprattutto dai politici che ci governano e dovebbero essere quelli al di sopra di tutti ed invece lo sono solo per la loro immunità parlamentare (troppo comodo!!) questi bastardi devono vivere quello che la maggior parte della gente vive ogni giorno ,continui sacrifici non ripagati e non tutelati dalla legge dalle continue scorribande di delinquenti,invece tutti a moralizzare e dire continue cazzate come ha fatto un “onorevole” dicendo che le donne alla sera devono stare a casa così non rischiano di essere violentate!!!!! ma mi chiedo se questa è libertà ,facciamo una cosa allora alla sera dalle 22 in poi coprifuoco ,ma per tutti ,così forse si richia ancora meno!!!! mi spiace immensamente dirlo ma in ogni piazza dìitalia forni crematori e chi delinque viene eliminato ,tanto cosa servono all’umanità e che pannella o chi per esso diano dimostrazione di quello che vanno dicendo prendendosi a casa qualche rumeno od albanese che stanno scontando la pena mangiando a scrocco alle nostre spalle,bastaaaaaa ci vuole una rivoluzione purtroppo ,siamo ad un punto di non ritorno ,tutti i giorni si sentono solo nefandezze e tutti quei ka.zzo di politici(!?)che pensano alle poltrone,ma che vadano tutti aaaffffan ku.lo,tanto sono tutti daccordo,in tv bisticciano come le commari ed il giorno dopo sono al ristorante a riempirsi il pancione e ridere di noi,S T O P bisogna cambiare totalmente e bisogna assolutamente andare a votare …………………….M O V I M E N T O 5 S T E L L E e via tutti i cialtroni…..

  14. anna maria scrive:

    mandateli via….sono un cancro per l’umanita’…io abito in un palazzo ci sono 6 romeni in una casa e al puiano di sopra 10 moldavi ……non si vive piu’…..non siamo piu’ padroni di niente ..il romeno e’il peggio di tutti e’ un delinquente pensate che nel mio paese i romeni sono 1/3 della popolazione siamo invasi……..schifosi ci hanno portato indietro di 50anni…..incivili

  15. anonimo scrive:

    io sono rumena…avete tutte le ragioni del mondo per chiamarci cosi,io per prima che sono miei compaesani li metterei in carcere e butterei la chiave,figuriamoci voi che vi sentite comandati a casa vostra.purtroppo io non posso fare niente x cambiare la situazione,potessi farlo manderei a casa domani chi ha avuto a che fare con la polizia una volta.chiedo perdono e voglio dire che io non sono cosi(x quanto può valere)

  16. alexia scrive:

    tutti quei che o scritto commenti sul articolo,mi dispiace ma 98%merda…..non Rumeni.In Romania 80%dell gente parla 2-3 lingue e sopratutto ENGLEZA…ma voi pesi di merda non parlate Italiano coretto…..

  17. sciuscia scrive:

    Mah.

    Leggo gente che ragione come se per i rumeni la legge fosse più permissiva.

    Senza entrare nel merito della legge sulla custodia cautelare, guardate che vale per tutti, non è che se ti picchia o stupra un italiano buttano via la chiave e il rumeno lo mettono in libertà.

    Se pensiamo che la legge si di manica troppo larga, prendiamocela con la legge (con chi la scrive).

  18. benito scrive:

    POLITICI ITALIANI NATE TUTTI A MORI AMMAZZATI DAI RUMENI DELINQUENTI SCHIFOSI

  19. ergo scrive:

    Italia di merda, giustizia di merda, giudici di merda. PAESE DI MERDA. CI VUOLE SOLO LA GIUSTIZIA PERSONALE. ZIngari di merda, nei campi di concentramento devono finire.

  20. anonima scrive:

    la differenza tra reati violenti contro la persona e il resto…non potrebbe esistere? I reati violenti li commettono per il 90 percento gli stranieri..saremmo tranquilli..basterebbe fare la chiave di cioccolata…REATI VIOLENTI

  21. anonima scrive:

    -..comunque gli immigrati sono il 4% della popolazione Italiana , di cui proveniente dall’est lo 0,8% della pop Italiana , per cosi’ pochi che sono come fanno a riempire le cronache di reati violenti ..riempire pagine e pagine di giornali… la percentuale di quelli commessi da loro è talmente alta che sembrerebbero più delinquenti di quanti sono..comunque non sono razzista ..almeno imparassero l’Italiano Alexia capirei quello che scrivete..riesco a leggere solo il tuo nome e …l’insulto finale…tornatene a casa… il Italia esiste anche il reato di ingiuria e “pesi di merda” non lo dici a nessuno che non ai tuoi simil scimmie.

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