“Attento, qui comandiamo noi nigeriani”

06-12-2014

Emmanuel Otaigbe

“Attento che ti possiamo ammazzare, siamo un gruppo di mafiosi che controlla Ferrara”. Con questa minaccia è iniziata la rapina compiuta da tre persone il 29 ottobre ai danni di un negoziante di via Ortigara. Quella sera la Polizia di stato arrestò in flagranza un uomo, Emmanuel Otaigbe, 24 anni, di nazionalità nigeriana, mentre i suoi complici erano riusciti a fuggire in tempo non appena avevano sentito le sirene delle volanti.

Ora, dopo una serie di indagini, la squadra mobile ha messo le mani anche sui fuggitivi, già finiti dietro le sbarre. Si tratta di Prosper Anini, classe ’90, e Lucky Okojie, del ’91, pusher anch’essi di nazionalità nigeriana già noti alle forze dell’ordine, con diversi precedenti per droga alle spalle.

Anini, già arrestato lo scorso giungo, è arrivato in Italia il 15 agosto del 2011. Sbarcato a Lampedusa, aveva ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari, permesso che gli scadrà nell’aprile 2015. Okojie, che ha già conosciuto l’Arginone in aprile, era giunto sulle coste di Lampedusa nell’agosto del 2008 e attualmente è irregolare, dal momento che il permesso di soggiorno gli è scaduto nel 2013 e gli è stato negato lo stato di rifugiato politico.

I fatti avvengono nel negozio di alimentari di via Ortigara al civico 22/c. I tre entrano verso le 20.15. All’interno c’è solo il negoziante. Prendono due bottiglie di birre, le bevono e se vanno senza pagare. Il commerciante li ferma per chiedere di pagarle. Ecco allora la minaccia in “stile mafioso”. Subito dopo Otaigbe lo colpisce al volto con la bottiglia vuota. Non contenti, il secondo fruga nella cassa e ruba 250 euro, mentre il terzo fa da palo all’ingresso.

A rapina compiuta, il titolare riesce a bloccare il suo aggressore, si prende altri pungi ma riesce a bloccarlo. Intanto in lontananza si sentono le sirene della polizia, che fanno scappare Anini e Okojie. Gli agenti arrivano mentre la zuffa è ancora in corso. vedono il volto del negoziante sanguinante e bloccano il rapinatore. Basterà la breve ricostruzione della scena per arrestarlo in flagranza di reato. La vittima verrà medicata in pronto soccorso. per lui frattura del setto ansale e ferita al labbro, il tutto per dieci giorni di prognosi.

Da allora sono partite le ricerche per catturare i due complici fuggiti. Testimonianze raccolte nei dintorni hanno permesso di identificare i malviventi, noti in zona per lo spaccio di marijuana. Si apprende che i tre avevano compiuto la stessa “impresa” il pomeriggio precedente, quando in negozio c’era solo la moglie del titolare. Per far tacere la donna le avevano detto che erano in grado di far chiudere il negozio: sarebbe bastato nascondervi della droga e avvertire la polizia.

Gli elementi raccolti hanno permesso di chiedere al pm Nicola Proto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, concessa dal gip Silvia Marini lo scorso 13 novembre. Da allora è partita la caccia ai ricercati. Il primo, Anini, è stato arrestato al termine di un’irruzione in un appartamento del grattacielo la mattina del 19 novembre. Nella casa c’erano anche 150 euro, sequestrati dagli inquirenti perché ritenuti parte del bottino della rapina.

Più complicate invece le ricerche di Okojie che, fiutando probabilmente l’aria che tirava, stava scappando all’estero. Il rapinatore è stato fermato il 3 dicembre dalla Polfer sul treno Bologna-Monaco di Baviera, sul quale era salito senza biglietto e senza documenti. Fatto scendere a Bolzano, è stato preso in consegna dalla polizia locale che, al termine degli accertamenti, ha scoperto il mandato di cattura emesso contro di lui. Ora è recluso nel carcere altoatesino.

“Abbiamo sferrato un altro colpo alla criminalità della zona – commenta il dirigente della Mobile Andrea Crucianelli -, dando un segnale della presenza costante della Polizia di Stato al fianco dei cittadini”.

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