Vuole il pizzo dalle prostitute: picchiate…

21-06-2014

TREPUZZI – “Pagate 200 euro ogni settimana o sono guai”. Gennaro Hajdari, 31enne ‘originario’ di Palermo, ospite da tempo del campo sosta “Panaero”, a nord di Lecce, era già stato denunciato più volte presso la caserma dei carabinieri di Campi Salentina da alcune prostitute intimorite dai modi molto spiccioli.

L’indagine era dunque avviata, ma intanto, ieri, ha avuto una brusca e inattesa accelerata per il passaggio di una pattuglia del Norm, reparto diretto dal tenente Giovanni Carlo Porta, sul luogo di uno dei presunti tentativi di estorsioni ai danni delle ragazze. I militari hanno notato movimenti, intuito che cosa stesse avvenendo, ben consci delle precedenti segnalazioni, e sono intervenuti. Sono così scattate le manette ai polsi dell’uomo.

E’ bene però andare con ordine. Hajdari, ufficialmente di mestiere un mediatore d’auto, persona con precedenti anche piuttosto freschi (risale al settembre dello scorso anno un arresto per furti in abitazione), secondo le accuse, avrebbe a più riprese tentato d’imporre il pagamento di una somma settimanale di denaro ad alcune prostitute romene, con pesanti minacce e persino violenze fisiche.

Alcuni giorni addietro, però, alcune ragazze tra i 20 e 30 anni, stanche dei soprusi e spaventate per le possibili conseguenze, considerata l’escalation di avvertimenti, hanno deciso di ricorrere alla giustizia, recandosi presso la caserma dei carabinieri di Campi Salentina e sporgendo denuncia.

Non conoscendo le generalità del presunto aguzzino, hanno però fornito tutti i dettagli possibili per permetterne l’individuazione: tratti slavi, robusto, carnagione scura. A loro dire, costui avrebbe tentato più volte d’imporre il pagamento di una somma di 200 euro alla settimana a ciascuna. In caso di rifiuto le sarebbe stato impedito in ogni modo, anche i più rudi, di esercitare lungo le strade abitualmente battute, arterie extraurbane tra il Leccese e la zona di Avetrana, in particolare la statale 7Ter.

Davanti alle resistenze delle lucciole, ben decise a non legarsi ad alcuno sfruttatore e a non versare “tasse sul territorio”, le intimidazioni si sarebbero fatte sempre più pesanti, fino alla promessa di essere prese a pistolettate. Le ragazze hanno anche spiegato ai carabinieri che, negli ultimi giorni, i passaggi dell’uomo si sarebbero fatti sempre più frequenti, forte dell’aiuto di un complice non meglio identificato che lo avrebbe coadiuvato in tutto, anche in alcune aggressioni fisiche.

Ieri, la svolta. Cinque prostitute lungo la 7Ter, in territorio di Trepuzzi, sarebbero state avvicinate da una Volkswagen Golf nera. A condurla, proprio il soggetto con tratti slavi, robusto e di carnagione scura già denunciato in precedenza. A bordo anhe un ragazzo, che però, stando alle ricostruzioni dei carabinieri, nella circostanza avrebbe solo assistito senza mai intervenire. Tanto più che non corrisponderebbe con l’altro soggetto denunciato per il concorso nei tentativi d’estorsione.

Stando alle affermazioni delle vittime, il guidatore sarebbe sceso dalla sua auto, accecato dall’ira, iniziando a minacciare e malmenare una delle donne, sferrandole anche un pugno a un braccio. In sua difesa sarebbe intervenuta un’altra ragazza, che peraltro già nei giorni scorsi aveva denunciato di essere stata aggredita da un’altra persona a colpi di bastone per convincerla a pagare. Quest’ultima sarebbe stata afferrata per i capelli e schiaffeggiata.

Il peggio, quando avrebbe tentato di divincolarsi, urlando: lui l’avrebbe afferrata per il braccio sinistro, estraendo di tasca un coltellino e infierendo più volte. I tagli, medicati in seguito dai sanitari del 118, sono stati fortunatamente giudicati guaribili in pochi giorni.

La situazione, insomma, sembra proprio che stesse assumendo una piega drammatica, con l’uomo sempre più convinto di dover pretendere il “pizzo”, tanto che che alcune fra le malcapitate hanno deciso di comporre il 112. A quel punto, l’uomo si sarebbe infilato nella Golf, allontanandosi in fretta con il giovane seduto accanto.

Proprio in quegli istanti, però, stava sopraggiungendo una pattuglia radiomobile della compagnia di Campi. Il loro passaggio è stato provvidenziale. I carabinieri hanno notato l’evidente agitazione delle donne, che hanno indicato l’auto in fuga.

HAJDARI GENNARO 1-2I militari non ci hanno pensato un istante e si sono messi all’inseguimento. L’auto stava rientrando verso il campo sosta. E’ stata bloccata a pochi chilometri dalla meta. Alla guida c’era Hajdari. Accanto, un 17enne suo parente, la cui posizione al momento sembrerebbe estranea ai fatti.

Entrambi sono stati accompagnati presso la caserma, ma le perquisizioni non hanno condotto a ritrovamenti particolari. Se veramente il 31enne fosse stato in precedenza in possesso di un coltellino, questo potrebbe essere stato lanciato dal finestrino in mezzo alle campagne, in un punto qualunque del tragitto.

Sono stati eseguiti accertamenti, complessi e durati svariate ore, condotti dai militari dell’aliquota operativa anche con il concorso della radiomobile e delle stazioni di Novoli e Trepuzzi. Ma il dato fondamentale è che tutte le donne protagoniste dell’episodio di ieri mattina (le due destinatarie di violenze e le tre testimoni) hanno riconosciuto con certezza assoluta in Hajdari il loro persecutore. Alcune, inoltre, l’hanno indicato anche come il protagonista delle pretese estorsive precedenti.

Sentito il pubblico ministero di turno, Paola Guglielmi, l’uomo è stato condotto presso il carcere di Borgo San Nicola, a Lecce, con l’accusa di tentata estorsione aggravata e continuata.

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