Pedinato fino al portone e poi preso a bottigliate: “Fuori i soldi, italiano!”

30-05-2015

Bologna, 30 maggio 2015 – L’HANNO pedinato, seguito nel condominio, poi sono passati all’azione. L’hanno minacciato, aggredito, picchiato selvaggiamente in faccia con una bottiglia. Tutto per rapinarlo. Il giovane è finito al pronto soccorso del Maggiore: le sue condizioni non sono gravi, ma i rapinatori gli hanno rotto il naso e spaccato il sopracciglio sinistro. Vittima della drammatica aggressione un trentunenne, aiuto cuoco, residente in via Nazario Sauro.

TRE di notte di qualche giorno fa: il giovane esce di casa per andare a prendere le sigarette al distributore automatico vicino alla farmacia di via Nazario Sauro. L’erogatore però non funziona e mentre cerca un’altra tabaccheria quattro giovani stranieri (probabilmente romeni) si avvicinano chiedendogli se ha la tessera sanitaria (necessaria per ottenere le sigarette dai distributori automatici), ma il giovane spiega che la macchina è rotta. Dopo di che allunga il passo perché ha intuito le cattive intenzioni del gruppetto.

MA una volta nell’androne del palazzo, il giovane viene aggredito prima di avere il tempo di chiudere il portone. I quattro sconosciuti lo colpiscono al volto con una bottiglia, e il ragazzo cade sanguinante. Anche da terra i banditi continuano a picchiarlo con calci e pugni. «Fuori i soldi!», gli gridano. Per evitare il peggio, l’aiuto cuoco consegna i 120 euro che aveva nel portafoglio. I rapinatori si danno alla fuga. Poi il pronto soccorso, lo choc, infine la denuncia alla polizia.

«MI HANNO chiesto della tessera sanitaria – racconta la vittima – perché volevano vedere quanti soldi avessi nel portafoglio. Ho capito subito quali fossero le loro intenzioni e mi sono allontanato di fretta. Pensavo di averli seminati e invece mi hanno seguito nell’oscurità». Dopo l’aggressione, il giovane era in stato confusionale: «Ero immerso in una pozza di sangue. Al punto che ho continuato a raccogliere le monetine cadute a terra per andare di nuovo a prendere le sigarette. Sono poi salito nell’appartamento dove vivo con mio padre. E ho chiesto a lui di prestarmi i soldi… Avevo il volto tumefatto e lui mi ha portato subito all’ospedale. Non ricordavo niente. Con questi segni sul volto, però, difficilmente negli anni mi dimenticherò della rapina».

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/rapina-via-nazario-sauro-bottigliate-faccia-1.1008767

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