Tunisino picchia e rapina Sacerdote

18-09-2012

Picchia prete per rapinarlo Tunisino in manette

In via Bonomelli un sacerdote di 42 anni è stato malmenato da un malvivente 30enne Norafricano

Vediamo Riccardi che si complimenta cn il 'migrante' per l'ennesimo atto di 'integrazione forzata'nordafricana, che ha cercato di rubargli il borsellino

Bergamo, 18 settembre 2012 – Rimane sempre alto l’allarme sicurezza nella zona della stazione di Bergamo e all’Autolinee, dove negli ultimi giorni si sono verificate ben quattro aggressioni a scopo di rapina. L’ultima domenica sera in via Bonomelli, dove un tunisino di 30 anni, clandestino, già noto alle forze dell’ordine, ha malmenato un sacerdote di 42 anni, nato in Colombia ma cittadino italiano, nel tentativo di impossessarsi del suo borsello. Nella colluttazione la vittima ha riportato una contusione a un ginocchio e tumefazioni al volto: guarirà in una ventina di giorni.

Il malvivente più tardi è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di tentata rapina, lesioni e resistenza. Per gli investigatori potrebbe essere anche l’autore dell’aggressione ad un barbone avvenuta nella notte tra sabato e domenica in piazzale Marconi. Bottino: un paio di Ray Ban. Tornando al sacerdote, domenica verso le 23.30 stava tornando alla Casa del Giovane, in via Gavazzeni, dove alloggia. Arrivato in via Bonomelli, ad un certo punto si è trovato davanti l’aggressore che gli ha sbarrato il passo. L’uomo ha cercato di scansarsi per riprendere il cammino ma è stato bloccato di nuovo dall’altro che voleva impossessarsi del borsello della vittima. Tra i due è nata una lotta ed aver la peggio è stato il sacerdote che è stato picchiato e scaraventato a terra ma non ha mollato il borsello.

Poco dopo, il sacerdote, ancora sotto choc e dolorante per le botte ricevute, ha incrociato una Volante della polizia e agli agenti ha raccontato ciò che gli era appena capitato, fornendo una descrizione abbastanza dettagliata del tunisino. Dopo una decina di minuti la pattuglia lo ha rintracciato in via Gavazzeni: alla vista dei poliziotti l’extracomunitario ha cercato di darsi alla fuga ma è stato ripreso e nonostante ciò ha opposto resistenza. Accompagnato in questura, l’uomo è stato identificato dalla sua vittima. Ieri mattina il magrebino è stato processato per direttissima. Davanti al giudice ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda e alla fine è stato condannato a un anno e quattro mesi, pena tramutata nell’espulsione dal territorio italiano.

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