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Verona, profughe battono davanti alla coop

“Due richiedenti asilo politico si prostituiscono in strada e i gestori del centro d’accoglienza che le ospitano non si sono accorti di nulla?”, ad interrogarsi è il Consigliere regionale di ‘Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà’, Andrea Bassi.

Il comune di Verona con la polizia municipale e l’assessore alla sicurezza Daniele Polato, hanno intensificato nelle ultime settimane i controlli a tutela della sicurezza del territorio e dei cittadini, che si trovano a dover convivere con lo spiacevole fenomeno della prostituzione in strada. In particolare nella giornata di mercoledì 13 settembre, in Piazzale Guardini, sono state fermate 8 prostitute, 2 delle quali di nazionalità nigeriana, in Italia da oltre un anno e richiedenti asilo politico, pertanto tutelate senza alcuna possibilità di essere espulse dal territorio nazionale.

“Va fatta immediatamente chiarezza – esordisce Bassi – innanzitutto per evitare che possa passare il messaggio che chi arriva in Italia e presenta richiesta di asilo, può nel frattempo prostituirsi senza rischio di rimpatrio, diventando immediatamente un facile obiettivo per le organizzazioni criminali che gestiscono il fenomeno.
Se poi le due donne fermate sono ospiti di una struttura d’accoglienza, la cosa è assurda – commenta Bassi – perché godono pure dei ‘famosi’ 35 euro al giorno, per il loro mantenimento giornaliero. Se così fosse, dov’erano i gestori del centro presso il quale soggiornano? Se non si fossero accorti di nulla, andrebbe immediatamente revocato l’incarico conferitogli per la grave negligenza dimostrata. Se invece le fermate non fossero ospiti di alcuna struttura, la domanda che viene spontaneamente da farsi è: dove alloggiano e chi le mantiene?
Non lo dico – continua Bassi – per andare contro queste povere ragazze, ma è evidente che in tal caso qualcuno le sta schiavizzando e costringendole a prostituirsi. Mi auguro quindi che le autorità competenti svolgano immediatamente tutti i controlli del caso e facciano luce su un fatto così grave.
Inoltre – conclude Bassi – quanto emerso, ci fa capire per l’ennesima volta come questa metodologia di gestione di tutta la partita dei richiedenti asilo, faccia acqua da tutte le parti. Bisogna intervenire al più presto invertendo la rotta fin qui seguita dal Governo e cacciare coloro che hanno causato questo fallimento”.

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Ghanese armato di ascia ‘accetta’ donna

E’ stato arrestato dai carabinieri l’uomo che questa mattina ha aggredito la moglie a San Martino Buon Albergo (Verona) colpendola con un’accetta. E’ un ghanese di 59 anni, che è stato portato in caserma. Sarà il magistrato a formalizzare l’accusa di tentato omicidio. L’uomo è in Italia da una ventina d’anni ed era noto per problemi di alcol, che lo scorso agosto erano culminati con il suo allontanamento da casa.

“Conosciamo la famiglia e la situazione – ha detto il sindaco di San Martino Buon Albergo, Franco De Santi – quella famiglia, che ha tre figli, dal 2009 è seguita dai servizi sociali e nel 2013, dopo che il padre era rimasto senza lavoro, era stata ospitata con un provvedimento d’urgenza in un alloggio dell’Ater”. “L’amministrazione comunale – ha aggiunto – è sempre stata di sostegno per le bollette e le spese scolastiche”.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/09/13/ferisce-con-ascia-ex-moglie-arrestato_1b221077-1092-4e3a-b97d-5b29370bca9f.html

Profughi rapinano donna a Verona

In tre la sera del 26 agosto hanno provato a rapinare una donna in via Palladio a Verona, ma l’intervento di un residente prima e dei carabinieri poi hanno sventato l’aggresione e portato all’arresto di una persona. A finire in manette è stato un profugo ospitato nella struttura di Costagrande, che ora si trova nel carcere di Montorio per le accuse di tentata rapina aggravata, resistenza e lesioni.

Secondo quanto racconta L’Arena, quella sera il gruppo si è avvicinato alla donna mentre stava telefonando, dando vita all’aggressione. Uno di loro ha provato ad appropriarsi del cellulare e quando la vittima ha opposto resistenza rannicchiandosi, questo l’ha colpita alla testa con un pugno, mentre il profugo che sarà poi arrestato cercava di rubarle la borsa tra le sue grida.
Grida che però avrebbero sortito l’effetto sperato, visto che da un condominio vicino è arrivato l’intervento di un residente, che ha messo in fuga i malviventi e avvisato il 112 del fatto, prima di inseguirli. Ricevuta la descrizione e la direzione in cui si muovevano i tre, una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri li ha intercettati nella zona del Tempio Votivo di piazzale XXV Aprile, dove il giovane profugo ha ingaggiato una colluttazione con i militari, permettendo così agli altri due di fuggire e venendo infine arrestato. Arrivato anche l’inseguitore che aveva avvisato gli uomini dell’Arma, ha raccontato ciò che aveva visto e riconosciuto l’individuo.
Ci ha pensato il giudice poi a convalidare il provvedimento e a disporre nei suoi confronti la misura del carcere.

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Verona, non indossa velo islamico: pestata a sangue

http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/BadiaLendinara/picchia-a-sangue-la-moglie-perche-non-usa-il-velo-islamico

C’è un particolare davvero inquietante che si aggiunge alla vicenda del 20enne marocchino denunciato perché picchiava la moglie (coetanea e connazionale) ed era arrivato addirittura a sequestrarla in casa senza acqua e senza cibo per parecchi giorni, Il ragazzo – detto per inciso – se l’è cavata per ora con poco, ovvero con l’obbligo di firma ai carabinieri di Lendinara (Leggi l’articolo).

Il vero motivo delle botte e del sequestro non sarebbero “litigi futili”, come era emerso in un primo momento, ma che il giovane, geloso e stretto osservante dei costumi musulmani, voleva in questo modo punire la moglie per il suo rifiuto di indossare il velo islamico.

I particolari arrivano da Verona, dove i due abitavano negli ultimi mesi e dove si è sviluppata l’inchiesta.

E se verranno confermati dalle indagini si tratterebbe di un episodio di un episodio ancor più inquietante di quanto – già gravissimo – emerso nelle prime ore dopo la denuncia per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e minacce.

VERONA, AGENTI AGGREDITI DA IMMIGRATI IN “NOME DI ALLAH”

Nel carcere di Verona diversi agenti di polizia penitenziaria sono rimasti feriti dopo le intemperanze di alcuni detenuti nordafricani con delle aggressioni nel nome di Allah. La denuncia è del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe.
«Prologo della giornata da incubo nel carcere di Verona – afferma in una nota Donato Capece segretario generale del Sappe – è stata una rissa tra detenuti stranieri, albanesi da una parte e nordafricani dall’altra. Gli agenti di polizia penitenziaria intervenuti hanno sedato la rissa, ma sono stati aggrediti in nome di Allah dai nordafricani: tra loro, un marocchino noto per le idee integraliste e fondamentaliste, ma che è incredibilmente protagonista di costanti intemperanze durante la detenzione».
«Cinque poliziotti penitenziari sono finiti in ospedale con prognosi di 25 giorni, 15 giorni, 10 giorni ed il più grave con il braccio rotto – rileva -. A loro va tutta la solidarietà del Sappe, ma è
una vergogna che vi siano detenuti che credono di fare nelle carceri italiane quel che vogliono».
«Il Sappe – conclude Capece – torna a denunciare la gravità della situazione in atto nelle carceri italiane nelle quali gli eventi critici si verificano con sconcertante periodicità».

http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2017/07/19/news/il-sappe-carcere-di-verona-agenti-aggrediti-nel-nome-di-allah-1.15631194

Verona, altro profugo beccato a spacciare droga a ragazzini

Minerbe, richiedente asilo vende droga a tre minori e viene arrestato

Un richiedente asilo nigeriano di 28 anni, iniziali O.K., ospitato insieme ad altri a San Vito di Legnago è stato arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri di Minerbe per spaccio di sostanze stupefacenti a minorenni. Il giovane è stato rimesso in libertà in attesa di processo, mentre i tre minori, che erano stati affidati ad una comunità terapeutica, sono stati segnalati in prefettura come assuntori di droghe.

Era un po’ di tempo che i militari tenevano d’occhio il richiedente asilo che era solito incontrare i tre minori tra via Europa e via Salerno, a Minerbe. L’ultimo loro incontro però è stato documentato dai carabinieri che hanno atteso che il giovane cedesse poco più di 2 grammi di marijuana in cambio di 15 euro. Avvenuto lo scambio, i militari sono entrati in azione e il 28enne nigeriano vedendoli si è dato alla fuga. Il richiedente asilo è stato inseguito per alcune vie di Minerbe, prima di essere bloccato e arrestato.“

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Verona, un altro profugo arrotondava stipendio spacciando

Trovato a spacciare in zona Stadio, richiedente asilo finisce in manette

Attualmente ospite del centro di accoglienza Costa Grande di Verona, un 28enne cittadino di Gambia è stato arrestato nel pomeriggio di martedì dai poliziotti delle volanti della questura scaligera, dopo essere stato sorpreso in possesso di sostanza stupefacente destinata allo spaccio.

A segnalare al 113 la presenza in via Palladio dell’extracomunitario e la sua attività illecita, sono stati alcuni passanti che hanno poi fornito agli intervenuti una precisa descrizione dello spacciatore.
Arrivati subito sul posto, gli uomini delle pattuglie hanno individuato e bloccato l’africano, che alla vista delle forze dell’ordine si era liberato di un sacchetto gettandolo a terra, per poi salire in sella alla propria bici e cercare una vana fuga.
Una volta fermato il sospettato, i poliziotti hanno anche recuperato ciò che aveva buttato: nella busta erano contenuti 12.03 grammi di marijuana ed un ritaglio di una tavoletta di hashish del peso di 14.33 grammi. Vistosi scoperto, il 28enne ha anche consegnato spontaneamente agli agenti i proventi della sua attività di spaccio, ovvero 320 euro suddivisi in banconote di piccolo taglio.

Portato negli uffici della questura, il personale dell’ufficio immigrazione ha verificato la posizione sul soggiorno in Italia del cittadino del Gambia, appurando che la Commissione Territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato politico presso la Prefettura cittadina, aveva respinto la relativa istanza. Tuttavia l’interessato ha fatto opposizione al provvedimento proponendo ricorso che è tuttora pendente.

Arrestato con l’accusa di detenzione ai fini dispaccio di sostanze stupefacenti, L.D. è stato condotto mercoledì mattina davanti all’autorità giudiziaria, che ha convalidato la misura precautelare e rinviato l’udienza per direttissima al prossimo 27 ottobre, vista la richiesta dei termini a difesa. Nel frattempo nei confronti dell’africano è stato disposto l’obbligo di firma quotidiano presso i carabinieri di Verona.

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Picchiato e preso a bastonate da 6 Africani per borsello, iPhone e cappello

Era ancora notte fonda quando al 112 della centrale operativa è arrivata una richiesta di aiuto da via Pallone, dove un uomo giaceva a terra sanguinante. Era stato aggredito da un gruppo di uomini di colore che, dopo averlo colpito ripetutamente con un bastone, gli hanno rubato il borsello, l’iphone ed un cappello.

I militari del nucleo radiomobile della compagnia dei carabinieri di Verona sono arrivati sul posto pochi secondi dopo e, dopo aver acquisito una sommaria descrizione degli aggressori, li hanno intercettati vicino al luogo dell’agguato. Si trattava di 6 pachistani, di età compresa fra 27 ed i 21 anni, tutti disoccupati, tranne uno che lavora come agricoltore, e senza fissa dimora, ma soltanto uno di loro risultava già noto alle forze dell’ordine.
Alcuni componenti del gruppo erano ancora sporchi di sangue e in loro possesso sono stati trovati il cellulare e il berretto rubati, mentre a pochi metri erano presenti i due bastoni utilizzati per l’aggressione ed il borsello del malcapitato, che a seguito della vicenda è stato medicato in ospedale a Borgo Trento, dove gli sono state riscontrate lesioni lievi al cuoio capelluto ed al torace.

I 6 pachistani sono stati quindi arrestati per rapina aggravata in concorso e poi portati a Montorio. Il tribunale di Verona, dopo averne convalidato gli arresti, ha disposto per tutti gli indagati la misura cautelare del carcere in attesa del giudizio.

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RAGAZZINO ACCOLTELLATO A SCUOLA DAL COMPAGNO MAROCCHINO

Una lite per futili motivi all’uscita da scuola tra due studenti 15enni è finita con una coltellata ad una mano inferta da uno dei due all’avversario. E’ successo oggi a Verona davanti all’Istituto per geometri “Cangrande della Scala”.
La discussione tra i due ragazzi, entrambi stranieri, era iniziata già in classe, ma è continuata violentemente all’esterno della scuola, dove uno dei due, marocchino, ha colpito il compagno di classe con una coltello, trapassandogli una mano. Il ragazzo è stato soccorso è accompagnato all’ospedale. Sull’episodio indagano i Carabinieri della Compagnia di Verona.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/05/11/lite-davanti-scuola-ferito-coltellata_9297fa9f-fe7e-4431-b7f5-c1840ab0fa67.html

OSPEDALE VERONA: IMMIGRATO UCCIDE PAZIENTE E FERISCE MEDICI

Un uomo ha ucciso la scorsa notte un paziente nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Legnago, nel veronese, e si è scagliato con delle forbici contro medici e infermieri, due dei quali sono rimasti leggermente feriti nel tentativo di disarmarlo. Alla fine l’omicida, un immigrato che era stato ricoverato poco prima per atti di autolesionismo, è stato bloccato e arrestato dai carabinieri.

L’autore dell’aggressione mortale all’ospedale di Legnago (Verona), un 35enne immigrato, era in Italia da soli due giorni, ed alloggiava a Nogara (Verona). Ieri aveva tentato di suicidarsi tagliandosi i polsi. Era stato così soccorso dal 118 e portato all’ospedale legnaghese dove, dato lo stato di agitazione era stato necessario sedarlo. Per questo, da prassi medica, era stato portato in attesa del risveglio nel reparto di rianimazione.

Ma poco prima della mezzanotte l’uomo si è alzato dal letto, ed ha strappato i cavi dei macchinari che tenevano in vita un 52enne veronese, malato terminale, che per questo è deceduto subito dopo. Quando gli infermieri del reparto l’hanno avvicinato per bloccarlo, il polacco ha brandito un paio di forbici, cercando di colpirli. Due di loro hanno riportato leggere ferite, prima di riuscire a immobilizzarlo.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/verona/verona_uccide_paziente_ospedale_attacca_infermieri_forbici-2385116.html