Category: Chieti

Porta cibo ai migranti: nigeriani lo rapinano

https://www.ilcentro.it/pescara/pescara-rapinato-della-bici-dopo-la-cena-di-natale-alla-caritas-1.2345118

Lo rapinano della bicicletta dopo la cena di Natale alla Caritas. E’ avvenuto alle 4,30 di questa notte, nella zona di piazza Santa Caterina. Subito sono intervenute le pattuglie della squadra volante che hanno arrestato tre nigeriani, dai 30 ai 35 anni, residenti uno a Chieti, due a Pescara e richiedenti asilo politico. La “vittima” è una ragazzo di Lanciano che aveva dato una mano alla Caritas per organizzare la tradizionale cena di Natale per gli ospiti indigenti.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, stava tornando in bicicletta verso la stazione ferroviaria per andare a riprendere il treno per Lanciano quando è stato fermato e aggredito da tre uomini, successivamente identificati per i tre nigeriani. I tre gli hanno “strappato” di mano la bicicletta, lo hanno circondato e picchiato nel momento in cui il ragazzo ha cercato di opporre resistenza. Uno dei tre lo avrebbe anche cercato di colpire con una bottiglia. I rapinatori si sono poi allontanati. Il ragazzo ha chiamato il 113 e la polizia è riuscita a bloccare i tre con la bicicletta.

Albanese massacra donna con 12 coltellate: salvata dal cane

Si è presentato a casa di una donna moldava di 33 anni residente in città della quale si era invaghito. Dopo aver suonato al cancello esterno ed aver ricevuto l’ennesimo rifiuto, l’uomo ha scavalcato la recinzione e si è scagliato contro la donna pugnalandola almeno undici volte all’addome e al petto. B.R. il 27enne di origini albanesi, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Francavilla al mare.

E’ stato solo l’intervento provvidenziale del cane, un pastore abruzzese, che ha impedito che l’uomo arrivasse ad uccidere la padrona, ferendo l’aggressore al capo e alle mani. La vittima è stata soccorsa dal 118 di Chieti, per le lesioni al fegato e ad un polmone ed è stata ricoverata in Chirurgia, ma non versa in imminente pericolo di vita. I militari di Francavilla al mare hanno immediatamente bloccato e arrestato per tentato omicidio l’albanese, che aveva già buttato il coltello nelle campagne intorno alla casa ed era in procinto di fuggire.

Francavilla, albanese massacra donna con 12 coltellate  ilGiornale.it

Una moldava di 33 anni è ricoverata in condizioni disperate all’ospedale di Chieti dopo essere stata massacrata con 12 coltellate da un 28enne albanese …

Vanno al ristorante etnico, poi finiscono al pronto soccorso

In quattro al Pronto soccorso. I carabinieri trovano gravi carenze igieniche sanitarie nel locale e chiedono che sia sospesa la licenza. Sanzionato il titolare

Carabinieri Chieti Pescara

Vasto: presa a schiaffi e derubata da africani

Presa a schiaffi e scippata. Hanno aspettato che una donna di 50 anni si sedesse in auto e, dopo averla presa a schiaffi, le hanno portato via la borsa. Le urla della donna hanno richiamato l’attenzione dei passanti. Uno di loro, Antonio Menicucci, si è parato contro gli scippatori riuscendo a riprendere la borsa. È successo ieri poco prima di mezzogiorno in piazza della Concordia, il centro commerciale della città. Gli autori dello scippo – che può essere configurato come rapina per via dello schiaffo dato alla vittima – sono due giovani di colore. Le telecamere accese nella zona dovrebbero averli ripresi.
A raccontare l’accaduto è stato lo stesso Menicucci.  Lo scippatore di colore si è subito rialzato e sollecitato nella lingua del suo Paese dal connazionale, si è allontanato in fretta dalla zona mentre un’altra persona ha soccorso la vittima dello scippo.

http://www.ilcentro.it/chieti/vasto-presa-a-schiaffi-e-derubata-della-borsa-1.1854912

Africane senza biglietto non vogliono scendere da treno e lo bloccano in stazione

Due donne camerunensi senza biglietto hanno bloccato le porte del convoglio e insultato il capotreno. Denunciate dalla polizia per interruzione di pubblico servizio

Difende figlia da palpeggiamenti di immigrati, pestato

Picchiato e insultato per avere difeso la figlia. È successo domenica sera a San Salvo marina. Un turista sessantenne di origine molisana, nel vedere due giovani che palpeggiavano la figlia di 16 anni, ha reagito d’istinto redarguendo i due bulli. Per tutta risposta è stato preso a pugni. I due prepotenti, però, non sono andati lontano. I carabinieri della stazione di San Salvo, diretti dal maresciallo Carnevale, ne hanno identificato e bloccato subito uno, rintracciando poco dopo anche il compare. Entrambi sono di origine romena e residenti a San Salvo.
Il sindaco Tiziana Magnacca definisce il loro gesto «un comportamento riprovevole che danneggia l’intera comunità. Ringrazio i carabinieri che hanno risposto con immediatezza», dice il primo cittadino. Sulla vicenda sono in corso accurate indagini (per determinare in maniera non equivoca le responsabilità dei due presunti aggressori), al termine delle quali i militari rimetteranno un rapporto in Procura. I due aggressori potrebbero essere accusati di abuso sessuale, oltre che di lesioni aggravate. La Cassazione ha, infatti, sancito che «commette il delitto di violenza sessuale chi palpeggia i glutei o il seno di una donna contro la sua volontà».
Gli investigatori stanno ricostruendo l’intera sequenza attraverso testimonianze e immagini della videosorveglianza. Il sessantenne, ferito alla testa, è stato trasportato da un’ambulanza della Valtrigno all’ospedale San Pio. Le lesioni riportate non sono gravi. L’uomo, che fornirà a sua volta la propria versione dei fatti, potrebbe costituirsi parte civile. Su quanto accaduto c’è incredulità e sgomento a San Salvo.
La prepotenza di due bulli ha rovinato la domenica sera di decine di persone. Il fatto è avvenuto pochi minuti prima delle 23 davanti a uno stabilimento balneare sul lungomare Cristoforo Colombo. La riviera a quell’ora era affollata. «L’uomo era con la famiglia, si è accorto dell’atteggiamento beffardo dei due giovani e istintivamente ha reagito quando li ha visti toccare la figlia minorenne», racconta un turista. Il fatto grave è che quel padre, pochi secondi dopo, è stato insultato e colpito con violenza al viso. I due aggressori si sono, quindi, allontanati cercando di fare perdere le tracce. I carabinieri in servizio sul lungomare, però, sono riusciti subito a bloccarne uno. Il ragazzo è stato fatto salire in auto e accompagnato in caserma. Poco dopo è stato rintracciato anche il secondo aggressore. Per determinare l’accusa saranno fondamentali le dichiarazioni della ragazza e quelle dei testimoni. Qualora venisse accertato l’abuso sessuale, la Procura procede anche se non c’è alcuna querela e la pena non è affatto mite. Diversi gli attestati di solidarietà alla ragazza. «Un plauso ai carabinieri e un forte abbraccio alla ragazza e a suo padre. Il concetto da ribadire è che nessuno può prendersi la licenza e la libertà di toccare una donna senza la sua volontà. Peggio una ragazzina», commenta il centro antiviolenza Emily.

http://www.ilcentro.it/chieti/san-salvo-palpeggiano-la-figlia-e-picchiano-il-padre-che-interviene-1.1673160

PROFUGHI UBRIACHI ENTRANO IN NEGOZIO E TENTANO VIOLENZA

Profughi ubriachi tentano di accarezzare una ragazza, lei urla e li mette in fuga

La refurtiva è tutta nell’hotel dei profughi, ma il ladro rimane lì

Rinvenuto ingente quantitativo di merce di dubbia provenienza: denunciato cittadino extracomunitario ospite del centro di accoglienza di Torino di
Sangro. Quando i Carabinieri di Torino di Sangro hanno fatto irruzione nel bungalow occupato da un giovane ghanese di 32 anni, in regola con il permesso di soggiorno, all’interno del centro accoglienza immigrati “Campig Sangro”, si sono trovati di fronte un vero e proprio “bazar dell’elettronica”: 6 televisori LCD di varie marche, 11 telefoni cellulari, di cui tre smartphone, elettrodomestici vari (spremiagrumi, ferro da stiro a vapore, robot da cucina), due radiotrasmittenti, due apparati stereo musicali, numerosi hard disk ed altro ancora. I militari erano da tempo sulle tracce del giovane, che spesso veniva visto uscire e rientrare anche a notte fonda, e l’altra sera, quando il ragazzo è queste le iniziali del ragazzo, non è stato in grado di
dimostrare la provenienza degli oggetti, alcuni dei quali anche piuttosto nuovi, per cui è scattato il sequestro di quanto rinvenuto, in attesa di poterne accertare la provenienza. Nel frattempo, il giovane è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Vasto per detenzione di cose di sospetta provenienza. Attualmente, il materiale rinvenuto è custodito presso il Comando Stazione Carabinieri di Torino di Sangro dove può essere visionato da tutti coloro che negli ultimi tempi hanno subito furti.

http://www.ecoaltomolise.net/bazar-dellelettronica-nel-centro-profughi-denunciato-un-ghanese-di-32-anni/

Donna sequestrata da profughi in centro accoglienza: “Soldi o non esci”

FOSSACESIA. Ha chiuso la responsabile del centro di accoglienza dentro una stanza, per farsi consegnare i soldi della mensilità. La donna è riuscita a contattare i carabinieri che l’hanno liberata poco dopo. Per il giovane rifugiato è scattato l’arresto. Saidy Kebba, 19 anni, del Gambia, adesso è agli arresti domiciliari. Questa mattina ci sarà l’udienza di convalida nel tribunale di Lanciano.
Non è la prima volta che l’atteggiamento del giovane, arrivato a Fossacesia lo scorso settembre, richiede l’intervento delle forze dell’ordine. Anche ieri mattina, intorno alle 9,10, ha accolto la responsabile del Centro Sprar in piazza Del Popolo, che ospita rifugiati politici da quasi due anni, con urla e insulti. Kebba voleva dall’operatrice la somma che, mensilmente, spetta ai rifugiati per i lavoretti sociali che fanno per la comunità. Il giovane ha iniziato a inveire contro la responsabile, fino ad arrivare a spingerla nel suo ufficio e a barricare la porta d’accesso con un armadio.
Chiusa nell’ufficio, l’operatrice è riuscita comunque a chiamare il 112. Intorno alle 9,30 nel centro di piazza Del Popolo sono arrivate le pattuglie dei carabinieri di Fossacesia e del Nucleo operativo di Ortona, insieme alla collega della responsabile. La donna è stata così liberata.
Per Kebba, che non si era allontanato dal centro di accoglienza, è scattato l’arresto con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione. Il giovane è stato posto agli arresti domiciliari nella stessa struttura di accoglienza. Probabilmente questa stessa mattina comparirà davanti al giudice del tribunale di Lanciano per l’udienza di convalida dell’arresto. Dell’episodio è stata informata, come pressi, la Prefettura, che ha competenza su questo tipo di strutture.
Non è la prima volta che nel Centro Sprar di Fossacesia si verificano problemi con i profughi che vi trovano accoglienza dal febbraio 2014. Lo scorso ottobre quattro ospiti del Gambia -tra cui pare figuri lo stesso Kebba- si erano ribellati alle regole della struttura, inveendo contro gli operatori.
Nel centro di accoglienza erano dovuti intervenire prima

i vigili urbani e poi carabinieri e polizia. C’era voluto non poco tempo per rintracciare i quattro, che nel frattempo si erano allontanati dall’edificio, e ristabilire la calma nel centro di piazza Del Popolo.

http://ilcentro.gelocal.it/chieti/cronaca/2015/12/23/news/sequestrata-nel-centro-di-accoglienza-1.12669243

Albanese stupra ragazzina handicappata: caricata in auto come un sacco

LANCIANO (CHIETI), 27 LUG – Un muratore di 45 anni residente ad Altino (Chieti) è stato posto ai domiciliari con l’ accusa di violenza sessuale su una 16enne, residente in un comune della Val di Sangro. La decisione del Tribunale del Riesame dell’Aquila dopo l’iniziale diniego all’arresto del gip di Lanciano. Secondo il pm Rosaria Vecchi, il 45enne di origini albanesi lo scorso autunno aveva caricato in auto la ragazza, affetta da handicap cognitivo, e l’ha stuprata in un luogo appartato.

 

http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2015/07/27/arresto-per-stupro-a-ragazza-di-16-anni_49716296-8aed-4ad9-aee1-8fde9a54eb1a.html