Category: Catanzaro

Aggressione sul bus, la polizia denuncia due extracomunitari (video)

Aggressione sul bus, la polizia denuncia due extracomunitari (video) – CatanzaroInforma.it  Catanzaro Informa

Come raccontano le immagini, i due stranieri, dopo aver rubato un cellulare, si sono scagliati con calci e pugni contro il proprietario, che aveva tentato di reagire …

Un’altra donna italiana violentata da un immigrato

Ha denunciato di essere stata violentata da un giovane animatore e ballerino di colore che frequentava da qualche tempo. E’ quanto sarebbe accaduto ad una donna calabrese di circa trent’anni, in vacanza in un villaggio turistico di Botricello, sulla costa ionica catanzarese, che da tempo aveva avviato un personale percorso di castità.
    Il presunto autore della violenza, anche lui sulla trentina, originario del Senegal e in Italia da circa 15 anni, è stato denunciato in stato di libertà per violenza sessuale e poi trasferito dalla struttura dove lavorava in un altro villaggio.
    La vicenda è stata raccontata dalla donna ai carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti, a distanza di circa una settimana dai fatti. La donna si è anche recata autonomamente, assieme ad un’amica, in ospedale facendosi refertare.
    

Case di lusso e auto fuori serie: ecco la banda degli zingari ladri


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Ma, nonostante gli arresti, l’incubo rom non passa. A pochi chilometri dalla città dei tre colli, in contrada Scordovillo, vivono migliaia di zingari accampati nel ghetto più grande del sud Italia. Anche loro esperti in furti ed estorsioni. Da anni i

PROFUGO PRETENDE SESSO: AL RIFIUTO PESTA DONNA A SANGUE

Pretende di avere un rapporto a pagamento con una donna, ma dopo il suo rifiuto reagisce aggredendola e picchiandola e strappandole la borsetta. Un cittadino del Gambia, Sambou Baro, 28 anni, rifugiato politico in attesa di asilo, è stato arrestato dai carabinieri nel quartiere Lido di Catanzaro con l’accusa di rapina e lesioni personali.

Sambou-Baro-gambia

Baro, in evidente stato di alterazione alcolica, approfittando del fatto che la donna si era allontanata dal suo compagno per
acquistare le sigarette, l’ha avvicinata proponendole un rapporto sessuale a pagamento. Al rifiuto, ha colpito la donna scaraventandola a terra. Quando la vittima ha gridato per chiedere aiuto, è intervenuto il compagno. Baro, però, ha aggredito anche lui, prendendolo a pugni e strappandogli un borsello.

I militari, intervenuti dopo una telefonata giunta al 112, hanno arrestato il richiedente asilo prestando soccorso alle due vittime dell’aggressione. La donna, tra l’altro, ha riportato la frattura del setto nasale.

http://www.ansa.it/calabria/notizie/2016/08/12/picchia-donna-che-rifiuta-sesso-arresto_8783ab4d-b614-437b-8a7f-68013ed48433.html

Profughi taglieggiano gestore: volevano più soldi

FEROLETO ANTICO (CATANZARO), 25 FEB – Due nigeriani, A.J. e U.K., di 21 anni, sono stati arrestati dai carabinieri a Feroleto Antico per tentata estorsione in concorso. I due migranti hanno minacciato il responsabile del centro di accoglienza ‘Gianal’ di Feroleto Antico per tentare di estorcergli del denaro che volevano usare per allontanarsi dalla struttura.
I carabinieri sono intervenuti dopo una segnalazione e, al termine di un breve inseguimento, sono riusciti a bloccare e arrestare i due nigeriani.

http://www.gazzettadelsud.it/news/catanzaro-crotone-vibo-lamezia/185785/Migranti-tentano-estorsione—.html

Prima lo stupra, poi lo ricatta: arrestato africano

FALERNA (CATANZARO), 21 FEB – Ricattava un uomo pretendendo il pagamento di somme di denaro per non rendere note foto relative ad un rapporto sessuale al quale l’uomo sarebbe stato costretto. Un cittadino della Guinea, Mamadou Kalabae, di 26 anni, è stato arrestato dai carabinieri per estorsione e violenza sessuale. La vittima dei ricatti, esasperata dalle continue richieste di denaro, tra i 200 e i 500 euro, ha raccontato ai carabinieri di essere stato costretto a subire violenza sessuale dopo avere dato un passaggio in auto al giovane africano. Il ventiseienne, dopo avere ricevuto un diniego alla richiesta di denaro, secondo quanto raccontato dalla vittima, avrebbe violentato l’uomo, fotografando il rapporto e minacciando di diffonderne le immagini. La vittima, d’accordo con i carabinieri, ha fatto finta di cedere al ricatto recandosi in un posto prestabilito per consegnare il denaro.
Concretizzatasi l’estorsione i carabinieri sono intervenuti e il giovane africano è stato arrestato in flagranza di reato.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2016/02/21/ricatta-uomo-dopo-violenzaarrestato_65d4ce26-27a3-42a2-9cfa-911d29751db6.html

L’immigrata con il cadavere del figlio in valigia

Questa mattina i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Soverato hanno arrestato una donna per l’omicidio volontario e l’occultamento di cadavere del figlio neonato. Ora si trova agli arresti domiciliari in una casa protetta per sole donne. La mattina del 17 agosto scorso era stata soccorsa dal 118 e poi portata in ospedale dove i medici si erano immediatamente accorti che la donna aveva partorito o abortito.
La donna, una ucraina di 37 anni, inizialmente ha negato tutto ma il successivo intervento dei carabinieri ha consentito di rinvenire, avvolto in un asciugamano all’interno di una valigia, il corpicino di un neonato nella dimora estiva a Montepaone. Dall’attività investigativa è emerso che la donna aveva sempre negato il suo stato di gravidanza, anche al compagno, un italiano 40enne con cui ha avuto altri due figli.
I carabinieri del Ris di Messina e del Reparto analisi criminologiche del Racis di Roma hanno consentito di accertare che il parto è effettivamente avvenuto all’interno della dimora estiva della donna e che il neonato era figlio biologico di quest’ultima e del suo convivente.
In particolare, dall’esame autoptico, è emerso che il neonato, di sesso femminile, nato vivo, è morto per soffocamento ed emorragia. Ciò ha determinato una svolta alle indagini e spinto la Procura della Repubblica alla richiesta al Gip di Catanzaro del provvedimento di arresto.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ucraina-uccide-figlia-neonata-corpicino-nascosto-nella-valig-1207032.html

Rom segregano e violentano ragazzina per 3 mesi

CATANZARO – Hanno segregato per tre mesi una ragazza cercando di costringerla a prostituirsi e violentandola. Con queste accuse, la squadra mobile di Catanzaro ha arrestato in esecuzione di un provvedimento del gip due cugini di etnia rom, Simone e Franco Bevilacqua, di 35 e 40 anni, per sequestro di persona, violenza sessuale e riduzione in schiavitù.
E’ stata la giovane, anche lei appartenente alla comunità rom, a denunciare agli agenti le violenze subite dal convivente e dal cugino.

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/catanzaro_ragazza_segregata_violentata/notizie/1693093.shtml

Profughi estorcevano denaro: arrestati

http://www.gazzettadelsud.it/news/catanzaro-crotone-vibo-lamezia/170483/Tentano-estorsione–in-Centro-migranti.html

Esplora il significato del termine: FEROLETO ANTICO (CATANZARO) – Tre migranti, Lassine Coulibaly, di 22 anni, Cham Kebba (21) e Fredrick Owie (23 anni), ospiti del centro di accoglienza di Feroleto Antico, sono stati arrestati dai carabinieri di Lamezia Terme per tentata estorsione nei confronti degli operatori della struttura. I tre stranieri hanno minacciato gli operatori del centro chiedendo il pagamento di una somma di denaro non dovuta. Nella struttura sono intervenuti i carabinieri, che hanno arrestato i migranti.FEROLETO ANTICO (CATANZARO) – Tre migranti, Lassine Coulibaly, di 22 anni, Cham Kebba (21) e Fredrick Owie (23 anni), ospiti del centro di accoglienza di Feroleto Antico, sono stati arrestati dai carabinieri di Lamezia Terme per tentata estorsione nei confronti degli operatori della struttura. I tre stranieri hanno minacciato gli operatori del centro chiedendo il pagamento di una somma di denaro non dovuta. Nella struttura sono intervenuti i carabinieri, che hanno arrestato i migranti.

“Io non ci metto niente ad ammazzarti sbirro di m…..”

“Te l’ho detto già una volta che tu la gente dell’Aranceto non la devi neanche guardare, non ci devi confondere con gli altri, noi non siamo di Pistoia, i figli miei neanche li devi guardare se no fai na brutta fine pezzo di merda: guarda che io sono pazzo e non ho problemi a farmi 20 anni di galera, io non ci metto niente ad ammazzarti pezzo di merda” .
E ancora “avete rotto il cazzo, sbirri di merda, io ammazzo tutti, quando ci vedete dovete voltarvi dall’altra parte”.
Sprezzanti dei ruoli e della legge, ma interessati a non confondere i territori. I catanzaresi di etnia Rom di quartiere Aranceto non vogliono essere confusi con quelli di Pistoia o Viale Isonzo.
LA NECESSITA’ DI MARCARE IL TERRITORIO
Nelle parole di Luciano Bevacqua, finito in manette stamattina durante un’operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Catanzaro, rivolte alle forze dell’ordine, c’è molto di più di parolacce pronunciate per rafforzare un concetto, c’è molto di più di una minaccia, c’è al sintesi di una divisione geografica della criminalità.
Quartiere Aranceto è ancora il regno del defunto “Toro seduto”, Domenico Bevilacqua, Quartiere Pistoia è invece di competenza dell’altro presunto capo Rom “U tubu” ovvero Cosimino Abbruzzese in carcere da qualche mese.
IL COINVOLGIMENTO DELLE MINORI
E’ solo un caso che a pronunciare queste parole nei confronti delle forze dell’ordine siano degli uomini.
Le donne, ragazzine anche minorenni, non si fanno scrupolo di utilizzare lo stesso linguaggio minaccioso “avete proprio rotto il cazzo, mo vado a chiamare mio padre e vedete che cazzo vi fa pezzi di merda”.
L’operazione di stamattina mette, almeno dal punto di vista investigativo, un punto alle recenti aggressioni subite dai militari nei quartieri a sud della città.
IL PERICOLO SOCIALE RILEVATO DAL MAGISTRATO
Nell’ordinanza di applicazione delle misure cautelari, firmata dal Giudice Assunta Maiore si legge “L’episodio, per come ricostruito, rappresenta un gravissimo e allarmante fatto criminoso ai danni di militari di pattuglia notturna , che per motivi di servizio aveva fermato delle ragazze dopo aver sentito delle urla. I parenti delle ragazze hanno posto in essere una vera e propria azione di resistenza collettiva finalizzata a sottrarre le tre ragazze (considerate intoccabili siccome appartenenti a famiglie del quartiere fortino dell’Aranceto), al controllo delle forze dell’ordine. E ciò – ribadisce il magistrato – non perché temessero le conseguenze di un controllo di polizia, ma al solo dine di marcare il territorio, sottolineare la propria forza e non riconoscere in alcun modo l’autorità costituita”.
L’inaudita violenza del fatto secondo il giudice Maiore, suscita un notevole allarme sociale, indicativo della volontà di vivere in “un regno inviolabile”. “Gli indagati – scrive il magistrato – appaiono soggetti violenti , senza scrupoli, avvezzi a vivere nel più totale disprezzo delle regole, animati da una pervicace volontà di delinquere e di assicurarsi l’impunità. Un’azione che dimostra in modo tangibile l’immediata necessità di ricorrere a misure che neutralizzino efficacemente l’estrema pericolosità sociale degli indagati e che affermino il potere dello Stato di esercitare la propria sovranità anche attraverso il controllo dell’ordine e della sicurezza”.
L’ordinanza che ha portato agli arresti di stamattina è composta di 12 pagine. Breve, concisa, ma carica di significato.
Un significato che ora bisognerà tramutare in fatti. Un compito che non spetta più solo alle forze dell’ordine, ma a tutta quella rete sociale e istituzionale che deve evitare pericolose compromissioni arrivando fino alla bonifica totale di un pezzo di città che deve tornare alla gente onesta.
LE MISURE CAUTELARI ADOTTATE
Le misure applicate per gli indagati sono: Custodia cautelare in carcere per Luciano Bevacqua (Classe ’79), Ernesto Bevacqua (classe 74), arresti domiciliari per Luciano Bevacqua (Classe 77), obbligo di presentazione quotidiana per Giuliana berlingere, Luca Bevacqua, Leonardo Berlingieri e Rosina Abbruzzese e il divieto di uscire dalle 21 alle 6.

http://www.catanzaroinforma.it/index.php/176966-io-non-ci-metto-niente-ad-ammazzarti-pezzo-di-merda.html