Category: Venezia

Blocca ladro, Nordafricano spacca vertebra a poliziotto

Poliziotto ferito da un ladro in via Cappuccina a Mestre

Non solo hanno fatto il proprio dovere, ma per compierlo sono finiti al pronto soccorso alle prese con traumi piuttosto pesanti. Arresto movimentato nella notte tra martedì e mercoledì in via Cappuccina a Mestre, dove un cittadino di origini magrebine ha reagito in modo furioso all’arrivo della polizia: prima la corsa, poi i calci e i pugni. Alla fine due agenti sono dovuti ricorrere a cure sanitarie, tra i quali uno ha riportato presunti problemi alle vertebre, tanto che gli sarebbe stata assegnata una prognosi di 90 giorni. Ci vorranno 3 mesi prima di tornare in servizio dopo la caduta nel tentativo di bloccare un giovane sulla trentina sorpreso a rubare una bicicletta.

L’intervento

Erano circa le 3 della notte quando un residente ha segnalato alla centrale operativa della questura la presenza di un possibile malintenzionato in azione. Subito sul posto è stata inviata una volante, per controllare la situazione. Il sospetto era ancora lì e si sarebbe accorto solo all’ultimo di avere gli uomini in divisa alle calcagna. A quel punto ha cercato il tutto per tutto, consapevole di rischiare l’arresto: ha tentato di scappare, ma nel corpo a corpo uno degli agenti ha riportato conseguenze alla schiena. Sul posto sono comunque intervenuti i rinforzi, che si sono rivelati determinanti per bloccare il facinoroso e ammanettarlo. Anche il collega della pattuglia ha necessitato delle cure del pronto soccorso, riportando traumi per fortuna più lievi guaribili in una decina di giorni.

Ladro arrestato, poliziotti in ospedale

Il ladro è stato portato in questura per gli accertamenti del caso, al termine dei quali è scattato l’arresto per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale, oltre che per tentato furto aggravato. L’agente rimasto ferito in maniera più seria, giovane, mercoledì era ricoverato all’Angelo in attesa di essere dimesso nei prossimi giorni e di osservare un lungo periodo di riposo. Nella tarda mattinata non veniva esclusa la possibilità anche di una visita del questore Danilo Gagliardi per testimoniare la vicinanza dell’intera Questura nei suoi confronti.

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Immigrati molestano clienti, titolari li riempiono di botte

Un commerciante di Venezia è stato aggredito da 4 immigrati nel suo negozio in Lista di Spagna. Livio Lazzarini, 57 anni, titolare di un punto vendita di pelletteria ed articoli veneziani e vetro di Murano, è stato malmenato intorno alle 19 di mercoledì scorso. Tre uomini e una donna, all’apparenza bengalesi, hanno fatto irruzione nel negozio di Lazzarini. “Hanno cominciato a vagare nervosi per il locale” racconta il 57enne, “spingendo gli altri clienti e facendo confusione, senza dimostrare alcun interesse per la merce esposta. Così ho pregato i quattro di allontanarsi”. Di fronte alle resistenze dei quattro, Lazzarini e il suo amico Francesco, soprannominato Serpico, agente di polizia in pensione, hanno accompagnato con forza i molestatori fuori dal locale. Sembrava tutto finito, quando, dopo mezz’ora, i quattro sono tornati a vendicarsi dell’affronto subito. In inglese hanno detto che non si facevano trattare in quel modo da nessuno e hanno iniziato a insultare. Poi uno di loro ha colpito Lazzarini con un pugno sul lato sinistro della faccia. Da lì è scattata la reazione del commerciante e dell’amico, che hanno picchiato gli aggressori e li hanno costretti alla fuga.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13269128/venezia-aggressione-immigrati-commerciante-reazione.html

Presa a bastonate in testa da Zingari a Venezia

In quattro contro due, presi a schiaffi e colpiti con un bastone e una tavola di legno, in mezzo alla strada, per una relazione spezzata e l’incapacità dell’ex compagno ad arrendersi.

È successo lo scorso 20 ottobre in via Altinia, a Favaro Veneto, verso le 20.30. Due i feriti rimasti sul campo, una coppia: lei ha riportato lesioni e ferite provocate dalle bastonate giudicate guaribili dai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Mestre in 20 giorni; lui invece se l’è cavata con una prognosi più lieve, pari a 5 giorni. I carabinieri di Favaro Veneto, intervenuti in via Altinia quando gli aggressori si erano già allontanati, stanno in queste ore cercando di ricostruire quanto accaduto. Alla base dell’aggressione ci sarebbe la gelosia dell’ex compagno della ragazza per una storia finita male. Venerdì scorso la donna, 33 anni, si trovava in via Altinia insieme al suo nuovo compagno e la nipote di quest’ultimo con la bimba di pochi mesi quando all’incrocio di via delle Muneghe ha visto l’ex compagno, residente a Favaro Veneto, nel bar dell’angolo, e ha deciso di avvicinarlo per trovare un accordo relativo alla gestione di alcune vicende familiari. La loro storia era finita da più di due anni anche perché lui già in passato l’aveva picchiata, e un po’ alla volta lei aveva trovato la forza di allontanarsi. Venerdì mentre il nuovo compagno l’aspettava fuori del bar, la donna e l’ex hanno cominciato a discutere in modo tranquillo fino a quando lui ha afferrato il telefono cellulare e ha chiamato alcuni membri di una nota famiglia Sinti di Favaro Veneto: due zii e un cugino.

Dopo pochi minuti davanti al bar sono arrivati in tre, di cui due brandendo rispettivamente un bastone e un’asse di legno. La coppia, capite le intenzioni del gruppetto, ha cercato di allontanarsi ma l’uomo è stato preso a schiaffi dall’ex, e poi allontanato. La 33enne, nel tentativo di calmare il gruppetto, si è avvicinata a uno di loro, quello con il bastone, afferrandolo per una spalla ma come risposta si è beccata una prima bastonata in testa, e poi è stata di nuovo colpita quando è caduta a terra a causa del primo colpo. Come se non bastasse la donna è stata strattonata per i capelli – in modo così violento da staccarne una ciocca – e si è rannicchiata per difendersi dai colpi. Dopo essersi liberata si è messa ad urlare, e i quattro aggressori si sono allontanati, probabilmente temendo l’arrivo delle forze dell’ordine. Poco dopo infatti sono arrivati i carabinieri. Insieme ai militari è arrivata in via Altinia anche un’ambulanza del Suem -118 che ha trasportato la donna al pronto soccorso dell’ospedale di Mestre, dove è stata dimessa
con una prognosi di venti giorni. Del caso si stanno occupando i carabinieri della stazione di Favaro Veneto, cercando di tutelare soprattutto la donna, che vive nel terrore per il timore che l’ex compagno possa tornare a farsi vivo.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/10/26/news/agguato-all-ex-compagna-presa-a-bastonate-in-strada-1.16037629

Migrante pedofilo molesta bimba in negozio

JESOLO. Ha tentato di baciare sulla bocca una bambina tedesca in vacanza.
E’ stato denunciato dalla polizia locale per violenza sessuale un bengalese 33enne residente al lido dove lavora come dipendente di un negozio nella zona ovest della città. La piccola, 10 anni, era entrata con i genitori in un negozio gestito da imprenditori del Bangladesh.
Un episodio accaduto nel volgere di pochi secondi e che sarà oggetto di ulteriori accertamenti e approfondimenti da parte della polizia locale jesolana. Una volta all’interno del negozio la piccola e la sua famiglia hanno acquistato un oggetto di scarso valore. Il bengalese si è avvicinato alla bambina e ha iniziato ad abbracciarla ripetutamente, poi tentando di baciarla anche sulla bocca. Lei dapprima non si è resa ben conto di quanto stesse accadendo, poi ha iniziato a dimenarsi.
La bambina impaurita è fuggita di corsa raggiungendo il padre, piangendo e rimanendo sotto shock per breve tempo. La denuncia è scattata immediatamente e sono arrivati gli agenti della polizia locale che hanno effettuato i primi accertamenti e poi denunciato l’uomo che voleva baciare la piccola.
Il comando ha chiesto anche l’aiuto di una psicologa
Ora si teme la psicosi e anche una reazione di rabbia nei confronti della comunità del Bangladesh che in tanti anni di duro lavoro non si è mai macchiata di questi gravi reati a sfondo sessuale e adesso pedofilo.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/09/05/news/jesolo-bacia-una-bimba-di-10-anni-denunciato-per-violenza-sessuale-1.15812779?ref=fbfnv

Armato di accetta minaccia passanti

Cammina con un’accetta in mano, i passanti spaventati si rifugiano nel bar. È successo sabato sera, poco prima delle 19 in via Querini, all’altezza dell’incrocio con via Cardinal Massaia. Un uomo, poi identificato per un cittadino del Togo di 31 anni, senza fissa dimora, è uscito dalla mensa di Ca’ Letizia e ha estratto l’accetta dalla borsa. Brandendola, ha cominciato a colpire, come se volesse tagliarli, i paletti che delimitano la pista ciclabile, sul lato destro (in direzione della stazione ferroviaria) di via Querini. Un gesto che non è sfuggito a chi in quel momento si trovava nei paraggi. «Con i miei clienti ci siamo chiusi nel bar», racconta Roberto Toniolo, titolare e gestore del Whisky bar, sotto i portici della strada, «ma nel locale si sono infilati anche alcuni ragazzi di passaggio che hanno assistito alla scena e si sono spaventati. Nel complesso saremo stati una ventina dentro al bar». L’uomo non sembrava particolarmente aggressivo e secondo la polizia, che poi lo ha fermato, non era in stato di confusionale e di alterazione. Ma è normale che, dopo gli ultimi episodi – a Dusseldorf in marzo, nella cittadina finlandese di Turku poche settimane fa – la sensibilità sia massima. «Sembrava un’accetta di quelle da cantiere», racconta un altro testimone, e infatti non è chiaro dove sia riuscito a recuperarla. A disarmarlo – secondo alcune testimonianze – è stato un altro ospite abituale della mensa Ca’ Letizia che gli si è avvicinato e gli ha chiesto di consegnare l’accetta. «All’inizio il ragazzo non voleva», raccontano altri testimoni della scena, «ne è nato un litigio ma nessuno dei due ha alzato le mani fino a quando l’accetta non è stata consegnata». L’uomo che gliel’ha sottratta l’ha poi portata all’interno del bar, per metterla in sicurezza, in attesa dell’arrivo delle volanti della polizia. All’arrivo dei poliziotti – fa sapere la questura – l’uomo non si è presentato per nulla ostile e ha subito fornito le proprie generalità, che hanno permesso di identificarlo per in 31enne del Togo senza fissa dimora, che già frequentava la mensa per i poveri di Ca’ Letizia. M.L. è stato denunciato per porto ingiustificato d’armi. «È vero che alla fine non è successo nulla ma per le persone chiuse nel bar», racconta un testimone, «sono stati minuti di paura».

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/09/03/news/mestre-uomo-in-strada-con-un-accetta-in-mano-allarme-in-via-querini-1.15805334?ref=hfnvveea-1

JESOLO: MAROCCHINO STUPRA RAGAZZINA FUORI DISCO

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/08/28/violentata-dopo-discoteca-un-arresto_6a7325f5-ecb9-4343-a373-a7e770d2bc43.html

Un 25enne vicentino di origini marocchine è stato arrestato dai Carabinieri per violenza sessuale nei confronti di una 17enne paraguaiana ma residente nel veronese dopo un incontro in discoteca a Jesolo. Secondo quanto riferito dalla giovane, i due si sarebbero conosciuti sabato sera e insieme sarebbero usciti dal locale, come testimoniano le immagini della videosorveglianza. Poco dopo la ragazza si è ripresentata all’ingresso in stato confusionale, riferendo alle amiche di essere stata violentata.

Chiede ad abusivo di non vendere sulla spiaggia: con una testata gli spacca il naso

Lite tra bagnino e venditore extracomunitario, verso mezzogiorno, allo stabilimento Oasi. A rimetterci è stato il bagnino che si è ritrovato con il setto nasale fratturato a seguito di una testata con cui il venditore l’ha colpito. Pare, tra l’altro, che i due si conoscessero, perché il venditore, di nazionalità senegalese, sarebbe un “cliente” abituale del bagno dove, probabilmente in base a una “spartizione” del territorio con altri venditori, si reca spesso a vendere la sua merce. La causa scatenante del litigio sarebbe stato l’invito, da parte del bagnino, a liberare una zona di arenile, dove si era posizionato il senegalese, che doveva restare libera per l’accesso al mare in caso di soccorso ai bagnanti. Il venditore ha reagito con la suddetta testata, lasciando il bagnino sanguinante sulla spiaggia e allontanandosi con la sua merce. Ma è stato raggiunto, poco dopo, dai carabinieri, chiamati dal personale del bagno, che l’hanno condotto in caserma per l’identificazione. Toccherà al bagnino decidere se denunciarlo o meno mentre gli altri aspetti della sua presenza a Chioggia (regolarità in Italia, permesso di vendere, eventuale merce contraffatta, ecc.) sono al vaglio dei militari.

http://chioggiaazzurra.blogspot.it/2017/08/venditore-abusivo-senegalese-rompe-il.html?m=1

VENEZIA: SCONTRI TRA IMMIGRATI IN PIAZZA SAN MARCO – VIDEO

Risorsa albanese spacca la bocca a ragazza, perde 5 denti

Caorle: turista trevigiana colpita da un pugno perde cinque denti

TREVISO E’ finita al pronto soccorso con cinque denti rotti una turista trevigiana che si trovava a Caorle nella mattinata di sabato 8 luglio. Un dolore atroce provocato dalla follia di un uomo di 35 anni originario dell’Albania, residente a Caorle già da diversi anni.

I due avevano iniziato un’accesa discussione per una serie di futili motivi. Sembrava tutto risolto a parole ma a un certo punto l’uomo, in preda a un evidente stato di ubriachezza, ha dato in escandescenze e ha aggredito la turista trevigiana colpendola un pugno violentissimo e inaspettato. La donna si è accasciata al suolo, stordita dal dolore terrificante. L’aggressione è avvenuta sotto gli occhi di decine di turisti presenti nell’affollata Piazza dedicata a Papa Giovanni XXIII. Provvidenziale la chiamata ai carabinieri che, arrivati sul posto, hanno cercato di calmare l’uomo ormai totalmente fuori controllo. Rifiutandosi di essere portato in caserma, il trentacinquenne ha iniziato a opporre resistenza agli uomini in divisa che non hanno potuto fare altro se non arrestarlo con le ipotesi di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. La turista trevigiana dovrà sottoporsi al più presto a un intervento che le consenta di sistemare la dolorosa perdita dei suoi cinque denti, rovinati per sempre a causa di un momento di pura follia.

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Alina Matei, la romena assassina, di nuovo alla guida senza patente

MARTELLAGO – È passato un anno e mezzo da quando Paula Alina Matei, romena, 27 anni di Noale, ha investito e ucciso Gino Stevanato, 79 enne di Martellago. Poi un video choc di lei che guida senza mani, piedi sul volante e bottiglia di prosecco in mano. E ora l’ennesima foto da polemiche: un selfie finché guida e lo posta su Facebook. Un selfie che le è costato caro perché la Matei nella notte tra sabato e domenica è stata fermata, finché viaggiava su una Renault Clio di sua proprietà, a Marghera. I carabinieri della Compagnia di Mestre hanno attivato una serie di accertamenti e l’hanno seguita. Inoltre hanno scoperto che non solo guidava senza patente, ma che la patente dal lontano 2013 non le era più stata ridata. Per lei 5 mila euro di sanzione e il fermo del veicolo per tre mesi.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/selfie_guida_patente_sospesa_aveva_ucciso_un_uomo-2526528.html