Category: Venezia

Operaio ammazzato da immigrati su auto di lusso durante gara

SAN DONA’ – Tragico incidente ieri sera, giovedì 25 maggio, a San Donà con un incredibile retroscena: un’Audi A3 e una Ford Focus  si sono scontrate durante una folle gara di velocità. I conducenti sono stati identificati: si tratta di due giovani kosovari pregiudicati.  Il conducente della A3, dopo l’incidente, si è allontanato a piedi. Sull’asfalto ha lasciato la vittima:  Massimo Giuliano Babbo, operaio 53enne di Eraclea, che stava tornando a casa dopo il turno di lavoro. Inutili i soccorsi, che non sono riusciti a salvargli la vita.

La causa dell’incidente è appunto una gara tra due auto, l’Audi A3 e una Alfa 147. Il conducente della prima ha tentato un sorpasso in curva piombando sulla Ford Focus di Babbo. Il fatto è stato visto da alcuni testimoni e i carabinieri, una volta risaliti alla proprietà dell’Audi, hanno individuato il guidatore. Poi è stata intercettata anche l’Alfa e i militari hanno identificato il secondo pirata. Sono così stati arrestati per omicidio stradale un 21enne senza patente e il “complice” di 26 anni, entrambi kosovari.  L’Audi risulta di una donna italiana residente nel Padovano, ma utilizzata dal 21enne peraltro resistente a Cessalto (Tv). Giunti sul posto, i carabinieri vi hanno trovato l’Alfa 147 con due persone a bordo, ma non l’investitore: i compagni l’avevano appena lasciato al pronto soccorso di Trieste, perché rimasto ferito nell’incidente.

È così scattata anche l’allerta nella città giuliana, dove i militari hanno arrestato il giovane –  K.K. le iniziali – proprio nel momento in cui venive dimesso, dopo le prime cure. Guidava senza patente: è stato arrestato per omicidio stradale con l’aggravante della fuga . Arrestato con le stesse accuse anche B.E, kosovaro 26enne, alla guida dell’Alfa Romeo. Entrambi risulterebbero già pregiudicati.

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/gara_auto_morto_incidente-2465164.html

L’orto tossico dei Cinesi irrigato con acqua di scolo

MARGHERA – L’orto abusivo e tossico dei cinesi è finito sotto sequestro: un’area di circa 20mila metri quadrati.
Sono stati i carabinieri del Nas di Treviso e Belluno, competenti per territorio, a porre i sigilli all’appezzamento comunale a ridosso della bretella della Carbonifera, estensione della tangenziale, in via Ulloa a Marghera, praticamente dietro alla sede della Legacoop.

Il terreno abbandonato, da quanto si è potuto appurare, è stato occupato senza autorizzazione alcuna da due cittadini asiatici – che sono stati denunciati – i quali si improvvisati contadini e imprenditori agricoli. Il tutto violando non solo la proprietà pubblica, ma almeno sulla base dei primi riscontri investigativi, anche tutta una serie di norme a tutela dell’ambiente e soprattutto della salute del consumatore finale.
Utilizzo massiccio di fitofarmaci e di sementi importati dalla Cina e quindi non conformi a controlli e certificazione Ue e addirittura impiego delle acque di scolo della vicina tangenziale per l’irrigazione: questo il quadro desolante e allarmante emerso dall’ispezione dei militari del Nucleo antisofisticazioni.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/sequestrato_orto_tossico_cinesi_marghera-2453884.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Immigrati investono coppia di coniugi schiantandosi contro casa, poi li aggrediscono


VeneziaToday
Ubriachi, investono una coppia di coniugi. Poi spintonano i …
VeneziaToday
Alla guida B.L.A, 28enne romeno, e V.I., 25enne originario della Moldavia. L’impatto è stato violento, a tal punto che il mezzo tamponato è uscito dalla sede stradale, finendo contro il cancello di una abitazione privata. Solo lievemente feriti

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Venezia, uomo aggredito da marocchino con machete


Vvox
Venezia, senegalese aggredito da marocchino con machete
Vvox
Un giovane senegalese di 24 anni è stato aggredito ieri da un marocchino armato di machete sul ponte di Calatrava a Venezia. Come scrive Carlo Mion su La Nuova Venezia a pagina 16, l’uomo è stato soccorso alle 5.30 del mattino con un’ampia ferita alla …
Rissa con coltello a piazzale Roma 10 maggio 2017 – VeneziaTodayVeneziaToday
Sangue sul ponte di Calatrava: «Aggredito all’alba con un machete»Il Gazzettino
Venezia, senegalese ferito alla testa: lui dice con un machete …la Nuova di Venezia

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Coppia mista di ladri finisce nel fosso con l’auto per un selfie

Hanno rubato un’auto ma per farsi un selfie sono finiti in un fosso. Una volta messisi in salvo si sono dati alla fuga, ma sono stati identificati e denunciati per ricettazione perché hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. I protagonisti sono un minorenne italiano e un marocchino 20/enne che avevano rubato la vettura per scorrazzare lungo le strade di Ceggia (Venezia) prima di finire in un fosso.
A causa delle ferite riportate hanno chiamato i sanitari del Suem 118 raccontando di essere caduti mentre andavano in bici.
Una giustificazione che non ha retto davanti alle indagini dei carabinieri e messi alle strette i due hanno raccontato la verità.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/05/04/per-un-selfie-in-fosso-con-auto-rubata_a0770554-db31-436e-8519-6fe7751ca6a9.html

ACCETTANO PASSAGIO DA CONGOLESE, LUI STUPRA RAGAZZA

MESTRE. Un immigrato africano è stato arrestato per violenza sessuale dalla polizia stradale di Venezia intervenuta in un’area di sosta dell’A4, all’altezza del territorio comunale di Pianiga, nella carreggiata in direzione di Venezia. E’ successo nella mattinata di sabato, intorno alle 10.

I contorni della vicenda non sono ancora del tutto chiari, ma stando a quanto è stato possibile verificare venerdì sera la ragazza vittima della violenza e il suo fidanzato avevano partecipato a una festa fuori provincia. E per tornare a casa avevano chiesto un passaggio a una persona che – a quanto è stato possibile accertare – avevano conosciuto proprio durante la festa. Così i tre, all’alba di sabato, sono partiti insieme a bordo di un furgone, imboccando l’A4 in direzione di Venezia.
All’altezza dell’area di servizio di Limenella, nel Padovano, i tre si sono fermati per una sosta. Ma quando il furgone è ripartito in direzione Venezia a bordo c’erano solo l’uomo cui la coppia aveva chiesto un passaggio – un cittadino congolose da anni residente in Italia – e la ragazza senza il fidanzato, rimasto a terra, tra l’altro con il telefono cellulare di lei.
Alla scena del fidanzato lasciato a terra avrebbe assistito anche un testimone, che ha poi collaborato con la polizia. Non è chiaro se la ragazza abbia subito percepito la situazione di pericolo o se abbia inizialmente pensato a uno scherzo. E’ un fatto che il furgone ha macinato altre decine di chilometri, per fermarsi poi nella prima area di sosta disponibile, a Pianiga, dove l’uomo, secondo la ricostruzione della stradale, ha abusato della ragazza. Un rapporto cui ha messo fine l’arrivo di una pattuglia della stradale. La ragazza è stata tratta in salvo, e l’uomo arrestato e portato in carcere a Venezia. Domani mattina è prevista la convalida dell’arresto.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/04/18/news/un-passaggio-dopo-la-festa-violentata-nel-furgone-1.15211209?ref=hfnvveea-1

Venezia: ondata di scippi, stranieri scatenati

VENEZIA – Una donna rapinata e minacciata dentro l’uscio di casa e un’altra borseggiata con la tecnica dell’abbraccio. Stavolta però, i malviventi non sono riusciti a farla franca. I due episodi di criminalità sono avvenuti in centro storico, a distanza di 24 ore uno dall’altro: il borseggio invasivo venerdì e la rapina giovedì, entrambi in orario serale. Ancora una volta le vittime prese di mira sono donne sole, a spasso per campi, calli e campielli.
Giovedì sera una veneziana, circa 70 anni, stava rientrando a casa in zona Calle Larga a San Marco, verso le 20, e dopo aver aperto la porta con le chiavi, un uomo straniero che si trovava alle sue spalle l’ha spintonata con forza dentro l’uscio. Momenti di paura per la donna, minacciata dall’estraneo che le ha intimato di consegnare tutto il denaro che aveva con sé: 70 euro.
I Carabinieri della Compagnia di Venezia sono riusciti a risalire all’identità del malfattore: T.M., 35 anni, tunisino, che è stato denunciato a piede libero.
Venerdì invece, in zona San Lio a Castello, una donna di 60 anni è stata avvicinata da uno straniero di colore che l’ha abbracciata, infilandole le mani nella borsa e sfilandole il portafoglio con all’interno denaro e documenti. La vittima si è accorta di essere stata derubata solo in secondo momento, ed è riuscita a identificare il borseggiatore nella caserma dei Carabinieri che, anche in questo caso, sono risaliti all’identità dell’uomo, libico, sui 30 anni. Anche questo è stato denunciato a piede libero.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/doppio_furto_centro_donna_rapinata_altra_borseggiata-2385514.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

IMMIGRATO (PROFUGO) PRENDE A BASTONATE MAMME E BAMBINI – FOTO

“Mi ha preso per il collo, poi mi ha scaraventata a terra. Non contento ha preso un legno e ha cercato di colpirmi”. A parlare è E.P., 25enne della Cipressina che deve ancora riprendersi del tutto da quanto le è accaduto nel tardo pomeriggio di sabato al parco Hayez di Mestre. D’istinto, secondo il suo racconto, avrebbe difeso un bambino sui 5 anni dal comportamento molesto di un importunatore visibilmente ubriaco: “Era da un po’ di tempo che stava dando fastidio – racconta la giovane, che per i traumi ricevuti deve tenere il collare per una settimana – poi ha spintonato il bambino. Gettandogli addosso la bicicletta. Sono intervenuta per soccorrere il piccolo, che non conoscevo e che è scappato di corsa seguito dalla madre. Al che lui si è girato e mi ha preso per il collo. Si vedeva che era alterato. A quel punto mi ha scaraventata a terra e ho battuto la testa. Eravamo vicino al campo dal basket, ma nessuno è intervenuto”.

L’aggressione, sulla cui dinamica sta indagando la questura, continua: “Lui aveva un borsone – sottolinea E.P. – non so se il legno l’avesse con sé o l’avesse trovato lì per caso. L’ha preso e ha cercato di colpirmi, ma sono riuscita a evitarlo. Le mie urla hanno attirato l’attenzione di un gruppetto di persone dietro una siepe intervenuto per capire cosa stesse accadendo”. L’aggressore tenta di scappare, ma sul posto sono già giunte le volanti della polizia. Che riescono a bloccare il sospetto, si tratta di un 31enne del Togo, poi denunciato per vari reati: “Le forze dell’ordine l’hanno portato via – dichiara l’aggredita – hanno preso anche il suo borsone e il legno che ha usato. Io nel frattempo ho iniziato ad avere dei malori, quindi sono stata portata in ospedale in ambulanza”.

La 25enne viene sottoposta ad accertamenti sanitari, specie per via del trauma cranico riportato e di un problema alle vertebre causato da un precedente incidente stradale. Risulta essere stata dimessa alcune ore più tardi. Fortunatamente le è stato assegnato un codice verde. Il referto parla di segni compatibili con una presa per il collo e di traumi alle cervicali: “Mi hanno dato 7 giorni di prognosi – spiega – appena possibile andrò a presentare formale denuncia, ma la polizia ha già raccolto la mia dichiarazione e ha a disposizione la documentazione medica. Mi è stato detto che l’aggressore sarebbe regolare in Italia e residente fuori provincia. Sono rimasta molto scossa – conclude – Ciò che mi è successo non lo auguro a nessuno”.

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Jesolo: tentano di sgozzarlo con bottiglie rotte

JESOLO – È successo tutto in pochi secondi. Nemmeno il personale era riuscito a capire cosa stesse accadendo, da dove fosse nata quella che, a tutti gli effetti, sembra una vera e propria spedizione punitiva. Se ne sono resi conto solo quando si sono ritrovati all’improvviso con un loro cliente a terra in una pozza di sangue. I bicchieri utilizzati come armi, in una aggressione che poteva rivelarsi letale e che, nella notte, ha portato i carabinieri di Jesolo a eseguire due arresti per tentato omicidio. Succede al John Martin’s pub di via Bafile a Jesolo, sabato sera intorno alle 22.30. Un 27enne , residente a Carbonera, si trova nella terrazza del locale. Una serata tranquilla, fino a quel momento. A un certo punto due uomini, entrambi stranieri, che si trovavano in una sala interna del pub, si avvicinano a lui con dei bicchieri in mano: li rompono sul collo del giovane.

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Immigrato le spacca la bocca perché non offre sigaretta

Giovane donna picchiata a Marghera – “Mi ha colpito con una manata in faccia. Così, senza motivo. Avevo il labbro tutto gonfio, poi mi sono guardata le mani ed erano piene di sangue. Mi è subito venuta alla mente l’aggressione di qualche giorno fa in via Cappuccina”. A parlare è Nicole De Santi, una 20enne residente a Campalto che venerdì pomeriggio stava camminando in piazza del Municipio a Marghera per raggiungere il proprio posto di lavoro.

“Ci sono andata al lavoro, ma con animo molto diverso – spiega – sono cose che segnano. E’ successo tutto verso le 17. Ero appena scesa dal bus della linea 3 e stavo camminando con le cuffiette nella zona dei giardini pubblici. A un certo punto mi si è avvicinato un uomo di colore, sembrava di origini magrebine. Stava venendo verso di me, quindi ho cambiato direzione. Ma lui ha continuato a puntarmi”.

La giovane capisce che c’è qualcosa che non va e chiede lumi al suo interlocutore: “Mi sono tolta una cuffietta – racconta – e ho chiesto se avesse bisogno di qualcosa. Era piuttosto alterato. Forse ubriaco. Aveva un giubbotto sporco tipo nylon ed era su una vecchia mountain bike verde e viola. Avrà avuto sui 40 anni. Lui mi ha risposto ‘mi dai una sigaretta?’. Io gli ho detto che non ne avevo e mi sono rimessa la cuffietta incamminandomi. Mi sono voltata per controllare dove fosse e a qual punto ha scagliato il colpo. D’istinto mi sono coperta con la mano, tant’è vero che mi si è rotta l’unghia. Mi ha colpito con il polso al labbro, che ha iniziato a sanguinare”.

A quel punto lo scenario cambia: la giovane si ritrova ferita in pieno centro della città giardino. Si mette a correre verso il Municipio. Verso il suo luogo di lavoro: “Non mi sono più voltata, lui ha preso la bici e si è allontanato verso la Cita. Non so dove sia andato e nemmeno riuscirei a riconoscerlo. Non ha parlato, se non per chiedermi la sigaretta. Spero che raccontare quanto mi è accaduto serva affinché non succeda mai più – conclude la 20enne – non ho ancora presentato denuncia, perché sarebbe contro ignoti, e ho continuato a lavorare. Potete immaginare con che stato d’animo”.

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