Category: Modena

Ragazzino italiano rapinato da coetanei africani, lo lasciano in canottiera

È dovuto tornare a casa, e di corsa, perché i ladri lo hanno lasciato in canottiera. Lo hanno letteralmente spogliato non solo di ciò che aveva di valore con sé, come qualche banconota, il portafoglio o il cellulare, ma si son presi anche i vestiti. Evidentemente aveva qualcosa di griffato, una marca che piaceva troppo ai banditi.

È l’incubo che ha vissuto un sedicenne modenese che l’altra sera, proprio per tornare a casa, si è avventurato all’interno dei Giardini ducali. Il tempo di fare qualche passo , tra le montagnole dietro alla palazzina del Vigarani, che il minorenne è stato avvicinato e ben presto circondato da un gruppo di giovani maghrebini, che in pratica lo hanno bloccato. Il ragazzo era di rientro dalla sua attività sportiva: probabiliste era uscito da una palestra e con sé aveva il classico borsone per il cambio di abbigliamento.
Può darsi pure che sia stato anche questo ad attirare l’attenzione dei malviventi, oltre al look personale del ragazzo: sta di fato che hanno dapprima chiesto dei soldi poi, forti del branco e facendo vedere che facevano sul serio e che la situazione sarebbe potuta degenerare con colpi e violenze varie, hanno richiesto i vestiti alla vittima della loro aggressione. E, un capo dopo l’altro, il sedicenne ha dovuto consegnare alla banda di bulli rapinatori tutto, rimanendo in canottiera. E faceva pure freddo.
Raggiunto l’obiettivo, la banda è scappata via e così come il rapinato che è corso a casa e ha raccontato tutto ai genitori. Il tempo di reagire, di riprendersi un po’ da choc (anche se sarà difficile cancellare questa brutta esperienza) e il 16 con i genitori ha presentato presso le forze dell’ordine per denunciare il tutto.

I Giardini ducali da tempo sono una delle aree di
spaccio di droghe leggere più gettonate: gli affari sono gestiti da ghanesi e da maghrebini che occupano, ciascuno nel suo territorio di competenza, le panchine nell’area prospiciente a viale Caduti in guerra. In zona sono frequenti anche le aggressioni e gli scippi.

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2017/10/18/news/adolescente-rapinato-e-spogliato-lo-lasciano-in-canottiera-1.16006717

PROFUGO RIFORNIVA TUTTI I PUSCHER DEL CENTRO A MODENA


Tvqui

Spaccio dietro allo Storchi, preso un richiedente asilo che riforniva i pusher del parco

È stato arrestato dalla Polizia municipale di Modena e processato per direttissima nella mattina di oggi, venerdì 6 ottobre, un 25enne incensurato di nazionalità nigeriana, W.E.L. le iniziali, che gli operatori del Nucleo problematiche del territorio ritengono una tra le più assidue e principali figure dedite allo spaccio di stupefacenti nella zona di parco Pertini, in centro storico.

All’uomo, arrivato in Italia nel 2015 nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, non è stato rinnovato il permesso di soggiorno, poiché la Commissione territoriale competente ha respinto la sua richiesta di asilo, ma avendo egli presentato ricorso, la situazione è di fatto congelata e lo straniero rimane in Italia in attesa della decisione definitiva. Nel processo per direttissima, il Tribunale ha quindi solo convalidato l’arresto e sottoposto il nigeriano all’obbligo di firma presso la Polizia giudiziaria; rimandato il dibattimento.

“Non ho niente, guardate”: sono state queste le prime parole rivolte dallo spacciatore agli agenti che lo hanno fermato nel pomeriggio di giovedì 5 ottobre dopo averlo colto sul fatto mentre cedeva un modesto quantitativo di stupefacente a un altro straniero. L’uomo non sapeva però che gli agenti in borghese, appostati nel parco, lo stavano tenendo d’occhio e un’ora prima lo avevano visto nascondere in un cestino due involucri scuri prima di andarsi a sedere su una panchina a una ventina di metri di distanza. I pacchetti, recuperati dalla Municipale, hanno consentito di sequestrare 50 grammi di marijuana, un quantitativo ben superiore ai pochi grammi appena ceduti per qualche decina di euro, che al nigeriano avrebbe consentito guadagni notevoli nel corso della giornata.

Il 25enne evidentemente riforniva di stupefacente i piccoli spacciatori del parco, nascondendo la gran parte della droga in attesa della vendita. A confermare i sospetti della Municipale, che da tempo ha intensificato i controlli nell’area del parco, era stata anche la testimonianza di un cliente fermato giorni prima che lo aveva riconosciuto e aveva fornito indicazioni importanti sulle sue abitudini.

Nell’appartamento dove il nigeriano vive insieme ad altri richiedenti asilo, nell’ambito del programma di accoglienza, la Municipale ha sequestrato tra i suoi oggetti personali una valigia contenente addirittura 4.900 euro, tutti in banconote da 20 e 50 euro, ritenuti frutto dei traffici illeciti e cinque telefoni cellulari. Ignari di tutto gli stranieri che condividevano con lui l’appartamento, incensurati e non noti tra i frequentatori abituali del parco.

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Carpi, Profugo passa la giornata a palpeggiare commesse

Palpeggia le commesse del supermercato, fermato un richiedente asilo

Si trova in stato di fermo – in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziairia – il 33enne nigeriano accusato di violenza sessuale dai Carabinieri di Carpi, che lo hanno bloccato nella giornata di ieri.

Lo straniero, infatti, si è reso protagonista di molestie ai danni delle dipendenti del Conad Superstore di via Carlo Marx. L’episodio risale allo scorso sabato, 30 settembre, quando l’uomo ha palpeggiato due donne in due distinti momento della giornata, allotnanadosi poi come se niente fosse tra le proteste delle vittime e dei presenti. È stata la dirigenza del negozio ad avvertire l’Arma denunciando il fatto.

Grazie alle immagini delle telecamere interne del Conad i mitirari sono riusciti ad avere un identikit del molestatore, che poi è stato identificato nel 33enne fermato ieri dopo alcune ore di ricerche. L’uomo, giunto da poco in Italia, aveva presentato richiesta di asilo e la sua pratica è ancora in attesa di risposta.

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Chiede restituzione bici rubata, presto a sprangate da Nordafricani

http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/viale-gramsci-1.3421042

Non si può parlare di scene di ordinaria criminalità perché l’escalation di violenza che sta interessando tutta l’area di viale Gramsci preccupa sempre di più la popolazione. Nel video, girato da alcuni residenti che, come sempre, a mezzanotte sono stati tirati giù dal letto a causa delle grida strazianti provenienti dalla strada, si nota solo il finale della ‘pellicola’, ovvero quando un folto gruppo di stranieri grida ‘via via’, all’arrivo delle pattuglie della polizia.

Dall’altra parte, invece, all’interno del distributore, c’è la vittima che, al contrario, chiede aiuto. Cosa è accaduto questa volta tra via Canaletto e Viale Gramsci sabato notte? Diversi commercianti e residenti hanno assistito alla scena, ovvero ad una brutale aggressione ai danni di un giovane albanese con spranghe di ferro, anche se qualcuno garantisce di aver visto spuntare un coltello.

Bene, riavvolgiamo la pellicola. Sono le 23.30 o forse mezzanotte di sabato. Un giovane albanese che vive nel quartiere si accorge che è sparita la bicicletta della propria fidanzata. Così decide di farsi un giro e, al parco 22 aprile, la ritrova. Piccolo particolare: in sella c’è un altro straniero, pare magrebino visibilmente alticcio e in compagnia di altri connazionali. La vittima del furto chiede semplicemente che la bicicletta gli stia subito restituita, intuendo comunque di non trovarsi dinanzi ad interlocutori ragionevoli. In tutta risposta il gruppo di stranieri, quattro o cinque, lo minaccia poi estrae catene e altri arnesi in ferro.

L’albanese si rende conto di essere in pericolo e comincia a correre, fino a che non viene raggiunto all’interno dell’area di servizio di via Canaletto e colpito a ripetizione dai diversi agressori. Contemporaneamente uno ‘spettatore’, evidentemente arrivato sul posto per fare rifornimento, spaventato si chiude in auto e grida a sua volta ‘aiuto’. Qualche residente ma anche i clienti della pizzeria di viale Gramsci assistono all’inseguimento e avvisano la polizia. Sul posto subito dopo convogliano le volanti ed ecco le ultime immagini di quel video girato dal balcone.

I delinquenti fuggono chi da una parte, chi dall’altra disperendosi nella notte. Al centro del distributore resta solo l’albanese ferito che racconta quanto accaduto alle forze dell’ordine e facendo capire senza mezzi termini che ‘il vaso è colmo’. Ora le indagini sull’aggresione sono in corso ma un altro residente afferma: «Io non voglio fare polemica, vivo qui da anni ma la violenza che si è scatenata nel quartiere non è tollerabile: ci mette paura». Solo venerdì pomeriggio erano scesi in strada trenta poliziotti, fermando spacciatori e sequestrando droga. Ma ogni giorno si ripete lo stesso copione.

Modena, 13enne circondata e palpeggiata da Immigrati al parco

Tredicenne accerchiata e molestata al parco. Tutto è successo nel pomeriggio, mentre la giovane passava in bicicletta attraverso il parco Pertini, alle spalle del teatro Storchi. Un’area ben nota per le frequentazioni di spacciatori, tossicodipendenti e stranieri che sono soliti bivaccare sulle panchine.

L’adolescente sarebbe stata bloccata fisicamente da almeno una decina di giovani, importunata e palpeggiata prima che riuscisse a proseguire verso casa. Un fatto sicuramente preoccupante, anche alla luce del fatto che in quella precisa zona si ripetono da anni fatti spiacevoli – ricordiamo anche il tentato omicidio tra due spacciatori – senza che le autorità siano riuscite a mettere in atto una “bonifica” efficace.

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Violentata sul treno da tunisino: “Dai, siediti con me”

Lo ha arrestato la polizia dopo che aveva perpetrato una violenza sessuale ai danni di una ragazza sul treno tra Sassuolo e Modena.

E.R., 47 anni, tunisino senza fissa dimora, è l’autore del crimine che i poliziotti hanno consegnato alla giustizia dopo rapide indagini.

Ecco cosa è successo. Domenica, intorno alle 18.50, la donna vittima di violenza sale sul treno e viene invitata dall’uomo a sedersi a fianco a lui. Lei non cade nel tranello e cerca un vagone maggiormente affollato, così da evitare l’insolito invito. Ma lui non demorde. La raggiunge e la palpeggia in diverse parti del corpo. La donna, come scrive la Gazzetta di Modena, è sotto choc. Ma riesce a cacciare l’aggressore, reagendo alla violenza. Una signora che sedeva lì vicino ha sentito le grida e l’ha aiutata a chiamare i soccorsi.

È stato poi il controllore ad avvisare le forze dell’ordine e a permettere l’arresto dello straniero. Ha infatti fermato il treno sui binari, così da impedire la fuga all’uomo. Il 47enne, senza documenti, è stato trascinato in questura. Secondo quanto scrive la Gazzetta modenese, “sottoposto a perquisizione personale lo straniero, nella borsa a tracolla, nascondeva un coltello da cucina di 18,5 cm e 2,3 g. di sostanza stupefacente di tipo hashish”.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ancora-paura-sul-treno-tunisino-violenta-donna-1433007.html

Marocchino sgozzato a Sassuolo, arrestato connazionale


ANSA.it
Marocchino sgozzato,arresto connazionale
ANSA.it
(ANSA) – MODENA, 21 AGO – Un 41enne marocchino, in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno e senza fissa dimora, è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario a seguito della morte, ieri sera a Sassuolo in via Radici in Piano, di un …

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MODENA, CICLISTA BUTTATA A TERRA E VIOLENTATA DA NORDAFRICANO

Tentata violenza, 16enne gettata a terra e aggredita per strada

Un episodio davvero grave si è verificato ieri mattina poco fuori dal centro di Bomporto, lungo via Verdeta. Erano circa le ore 10 quando una 16enne del posto stava pedalando lungo la strada e si è trovata a dover fronteggiare un malintenzionato che ha iniziato a seguirla a sua volta in sella ad una bicicletta. Prima si è trattato solo di apprezzamenti verbali, poi però lo sconosciuto si è fatto più insistente, nonostante la ragazza avesse accelerato per levarselo di torno.

Il giovane l’ha raggiunta e fatta cadere a terra, poi si è avvicinato e l’ha palpeggiata. Soltanto le grida della 16enne lo hanno fatto desistere e fuggire. La vittima, sconvolta, si è recata qualche ora più tardi a denunciare i fatti ai Carabinieri.

Subito sono partite le indagini, che si sono avvalse anche di un testimone, che ha confermato la versione della giovane, descrivendo l’aggressore come uno straniero dai tratti nordafricani. L’Arma sta ora restringendo il campo, creando cioè un “album fotografico” con una serie di sospettati che dovranno poi essere identificati.

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MODENA, RAGAZZINA CIRCONDATA E MOLESTATA DA 5 AFRICANI: COMANDANO LORO

«Mi hanno aggredita in cinque, erano tutti nordafricani. Ed io ero da sola. Mi hanno inseguita e mi hanno fatto cadere dalla bicicletta». È stata una ragazza spilambertese di vent’anni, ieri, a raccontare l’episodio prima a suoi genitori e poi ai carabinieri, ai quali ha presentato denuncia contro ignoti per essere stata assalita venerdì a tarda notte nei pressi del centro storico del paese. «Ero alla paninoteca Nube con alcuni amici, erano circa le 3 e mezza di notte – ha spiegato la giovane ai militari, accompagnata dal padre – e sono andata in bici verso il centro per comprare le sigarette e con l’intenzione di tornare poi al locale. Ma al ritorno, nella piazzetta dietro la gelateria Gelidus (piazza Trento Trieste, ndr), cinque individui mi hanno aggredito alle spalle strattonandomi per la maglietta. Erano tutti di colore e non parlavano in italiano, dall’aspetto credo fossero magrebini: forse mi avevo seguito fin dal centro».

«Sono caduta faccia a terra – riporta ancora la denuncia – e appena mi sono messa ad urlare, loro sono scappati a piedi in direzione di via Obici. Un automobilista vedendomi a terra mi ha anche chiesto se avevo bisogno di aiuto, ma poi è ripartito senza nemmeno aspettare la risposta. A quel punto ho lasciato lì la bicicletta e sono tornata a piedi dai miei amici, al locale. E loro mi hanno riaccompagnato a casa. Ho preferito non andare al pronto soccorso perché le escoriazioni al viso, alle braccia e ad un ginocchio comunque non erano gravi. C’era poca luce dove mi hanno assalito, due di loro avevano pure il cappellino… No, se li rivedessi non saprei davvero riconoscerli.».

Sempre ieri, ancora prima di depositare la denuncia, il padre della ragazza si è sfogato sui social con alcuni amici. «Il territorio dovrebbe essere controllato meglio, perché ormai qui siamo davvero limite. Mi prendo la responsabilità di quel che dico, sia chiaro, e parlo da padre: se becco quei cinque do loro fuoco e li lascio bruciare lentamente… Bene in vista per gli altri, così magari serve da monito. Non sono mai stato razzista, ma i nostri figli e le nostre non devono essere toccate». Resta l’interrogativo sul ‘cosa’ avessero intenzione di fare quei cinque alla 20enne, ancora sconvolta dall’accaduto. Se volessero infastidirla, aggredirla per rapinarla o peggio, anche se la risposta probabilmente non arriverà mai. Nel frattempo il primo commento politico è arrivato dal centrodestra locale e dal Carroccio. «Ancora una volta, e abbiamo ormai perso il conto, siamo qui a chiedere a gran voce l’installazione delle nuove telecamere – dicono dal gruppo consiliare capitanato da Maurizio Forte e dalla Lega Nord –, così come chiedeva la nostra mozione approvata all’unanimità tre anni fa. Ma finora la Giunta non è mai stata in grado di prendere una sola iniziativa contro la criminalità, e questo è vergognoso. Ormai Spilamberto vive una deriva inesorabile ed è ora di ripensare completamente il presidio del territorio: le scelte degli ultimi anni sono state un totale fallimento. Alla ragazza aggredita intanto auguriamo una pronta guarigione».

http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/aggressione-ragazza-1.3287614

Prima la massacra di botte, poi tenta di stuprarla esanime

Una donna di 51 anni residente a Serramazzoni, che è stata brutalmente picchiata dal suo ex convivente, un cittadino marocchino di vent’anni più giovane di lei, con il quale aveva deciso di troncare definitivamente ogni relazione soltanto qualche giorno prima. Una decisione che il nordafricano, S.R. Regolare sul territorio, non ha affatto condiviso, scegliendo la strada della violenza.

Nella tarda mattinata del 19 luglio i due si sono incontrati a Sassuolo e l’uomo ha approfittato di un capannone in disuso per trascinarvi dentro la donna, con il chiaro intento di abusare di lei. La violenza sessuale non si è però consumata, anche grazie alla strenua resistenza della vittima: per tutta risposta il 31enne si è accanito su di lei con calci e pugni. La signora è crollata sotto i colpi del suo ex, che poi si è allontanato.

Sono stati i sanitari del 118 e i Carabinieri di Sassuolo a raccogliere la telefonata della donna, che è stata trasportata in ambulanza all’ospedale cittadino dove si trova ancora ricoverata. Le botte sono state talmente violente da causarle fratture alle costole e ad uno zigomo, per le quali i medici hanno sottoscritto una prognosi di 42 giorni.

Subito è partita la caccia all’uomo, che in breve tempo è stato individuato. Il magrebino si era infatti spostato in Riviera, a Riccione per l’esattezza, dove era solito bazzicare negli ultimi tempi. I Carabinieri lo hanno individuato in città e ammanettato, scortandolo poi presso il carcere di Rimini con l’accusa di tentata violenza sessuale e lesioni personali gravi.

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