Category: Modena

Parrucchiera albanese carpiva discorsi dei clienti e organizzava furti: 41 colpi

Quattro arresti della Polizia. Sgominata una banda che aveva messo a segno ben 41 furti in abitazione tra Carpi e la Bassa.

Tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 il gruppo composto da immigrati albanesi ha messo a segno ben 41 furti nella zona di Carpi e della Bassa Modenese. Agivano…

Modena, immigrato devasta locale: bimba ferita

Tensione a causa di un uomo alterato in via Ruffini, poi bloccato dai carabinieri

Cadavere in valigia, fermati tre cinesi minorenni

La Procura ha confermato il fermo di tre ragazzi di origine cinese sospettati dell’omicidio compiuto a Modena lo scorso sabato. SI sarebbe trattato di una…

Modena: baby gang di immigrati rapina coppia

Coppia rapinata e minacciata con un coltello, in manette gang di giovanissimi

Erano le 00.25 della notte appena trascorsa quando una coppia di venetenni modenesi ha ricevuto una spiacevole visita. I due stavano chiacchierando su una panchina di viale Vittorio Veneto, nei pressi del Palazzo dei Musei, quando tre stranieri si sono avvicinati di soppiatto: uno di questi ha afferrato la borsetta che la ragazza teneva sulle ginocchia. Tutto si è svolto in una manciata di secondi e, nonostante la vittima abbia cercato di opporre resistenza, la rapina è andata a buon fine.

I tre delinquenti si sono allontanati di corsa, svoltando in via Campori. L’amico della ragazza ha però reagito e si è gettato all’inseguimento, tallonando i rapinatori e nel frattempo telefonando anche alle forze dell’ordine. Il tentativo non ha però avuto il successo sperato: uno dei tre ha rallentato ed ha estratto un coltello da cucina, lo ha rivolto contro il giovane e lo ha minacciato: “Se provi a inseguirci te la faccio pagare”.

Il deterrente ha avuto il suo effetto e la banda si è dileguata nelle vie adiacenti. La loro fuga è però durata solo pochi minuti, in quanto la centrale operativa della Questura ha fatto convergere immediatamente le Volanti di pattuglia nella zona del fattaccio, fornendo agli agenti la descrizione dei delinquenti.

Grazie ad un indumento particolarmente riconoscibile – una giacca di colore rosso e arancione – i tre sono stati individuati dai poliziotti lungo viale Barozzi e questa volta le minacce non sono bastate a impedire di essere bloccati, ammanettati e caricati sulle auto di servizio alla volta delle celle di sicurezza della Questura.

Nel frattempo la borsa è stata ritrovata, vuota e abbandonata in strada, mentre il denaro (circa 30 €) e il cellulare della ragazza sono erano ancora in possesso dei tre criminali, che avevano per altro già sfilato la scheda sim dallo smartphone.

Sono così finiti in arresto per rapina aggravato in concorso un 21enne di origine marocchina e due minorenni, suoi connazionali e in Italia senza fissa dimora. Uno di questi aveva con sè anche 2,8 grammi di hashish, mentre altri due indossavano ciascuno un solo guanto nella mano destra, evidentemente per non lasciare tracce durante il colpo. Il maggiorenne è finito a Sant’Anna, mentre i due amici sono stati portati al Pratello, il carcere minorile di Bologna.

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Richiedente asilo aggredisce e picchia 7 infermieri

Richiedente asilo aggredisce e picchia 7 infermieri, arrestato al Pronto Soccorso

Nella notte fra martedì e mercoledì scorsi un nigeriano di 25 anni, accolto in Italia come richiedente asilo, si è presentato al Pronto Soccorso di Sassuolo. Qui ha atteso diverso tempo di essere visitato, ma quando è arrivato il suo turno ha perso ogni controllo di sè e ha iniziato a scatenare la propria ira – ingiustificata – contro il personale sanitario.

Il giovane ha infatti danneggiato una vetrata e diversi arredi e oggetti presenti nei locali dell’ospedale, poi si è scagliato contro il personale sanitario. Ben sette infermieri e un medico hanno cercato di riportarlo alla calma ma sono finiti in balia dei colpi del nigeriano.

Profugo aggredisce i Carabinieri in caserma

E’ servito l’intervento di una Volante della Polizia per placare il giovane straniero, che è poi stato sedato e trasferito in camera di sicurezza dagli agenti, in stato di arresto per violenza e resistenza. Ad avere la peggio un’infermiera, che ha riportato ferite guaribili in qualche giorno. Solo lievi contusioni per il restante personale coinvolto nella zuffa.

La Direzione dell’Ospedale di Sassuolo Spa a nome anche del Consiglio di Amministrazione della società, ha incontrato stamattina tutti gli operatori del Pronto Soccorso. È stato in primo luogo un momento di incontro per esprimere vicinanza a chi, ogni giorno, è in prima linea per garantire la sicurezza e la salute dei cittadini. “Quanto avvenuto è molto grave. Fatti come questo segnano negativamente il clima di lavoro e per questo è necessario intervenire con tempestività allo scopo di garantire la sicurezza degli operatori e dei pazienti. In tal senso è stato deciso di rafforzare il servizio di vigilanza notturna garantendo la presenza di un’unità in più dedicata esclusivamente al Pronto Soccorso. Inoltre nei prossimi giorni si è concordato, insieme al Sindaco di Sassuolo, di istituire un tavolo di lavoro a cui parteciperanno l’Amministrazione Comunale, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e l’Ospedale di Sassuolo per trattare nello specifico l’argomento della sicurezza all’interno del Pronto Soccorso. Agli operatori coinvolti nell’incidente va il ringraziamento dell’Ospedale per aver saputo affrontare con grande professionalità una situazione estremamente difficile e critica.”

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Profugo accoltella Carabinieri, feriti

Aggredisce due carabinieri in caserma, richiedente asilo arrestato

Domenica scorsa un 23enne africano, in attesa di risposta alla richiesta di asilo nel nostro paese, è stato protagonista di un episodio violento che si è svolto proprio all’interno della caserma dei Carabinieri di Sassuolo. Il giovane si è presentato al Comando di via Fossetta mostrando un coltello e spiegando che si trattava dell’arma utilizzata da un altro straniero, che poco prima lo aveva aggredito.

La situazione però è rapidamente degenerata, complici le difficoltà di dialogo tra il 23enne e i militari. Lo straniero si è fatto minaccioso e ha rivolto il coltello contro i carabinieri, poi è nata una colluttazione a calci e pugni. Alla fine il giovane è stato bloccato e trattenuto in cella. Nel frattempo i due militari sono stati accompagnati al pronto soccorso per essere medicati.

Processato per direttissima, il 23enne è stato condannato al carcere, nel quale dovrà trascorrere un anno e due mesi. Non si trattava infatti della prima volta che il richiedente asilo si rendeva protagonista di violenze.

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Profugo spaccia, Prefetto lo rimanda in hotel: lui torna a spacciare…

 

Da Polinago al parco Novi Sad per spacciare, richiedente asilo allontanato

L’hanno osservato a diversi metri distanza mentre sistemava la sua merce seduto su di una panchina al parco Novisad a Modena per poi nascondere il tutto in un cespuglio lì vicino. E’ a quel punto che gli operatori della Polizia municipale sono intervenuti fermando il giovane nigeriano e recuperando dal cespuglio 400 grammi di marijuana e due bilancini del tipo di quelli che vengono normalmente utilizzati per preparare le dosi di sostanze stupefacenti da mettere in vendita.

L’arresto è avvenuto intorno a mezzogiorno di giovedì 2 novembre in una zona del parco controllata con il sistema di videosorveglianza ed è stato confermato dal magistrato nella direttissima che si è svolta oggi, venerdì 3 novembre. Il nigeriano (E. E. le iniziali) è un richiedente asilo di 20 anni, in Italia dal 2016, collocato dalla Prefettura a Polinago, ma già con un precedente per droga che gli ha procurato una denuncia della Polizia di Stato nei mesi scorsi.

Gli operatori del Nucleo problematiche del territorio della Polizia municipale gli hanno trovato in tasca alcuni telefoni e anche 360 euro in banconote, mentre altri 2.200 euro erano nascosti nel cassonetto delle tapparelle avvolgibili della finestra della sua camera nella residenza di Polinago che condivideva con altri richiedenti asilo.

Il magistrato ha anche deciso la misura cautelare del divieto di dimora in provincia di Modena per cui il giovane dovrà lasciare la comunità di Polinago e verrà collocato in un’altra struttura fuori dal territorio modenese.

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ANZIANA UCCISA IN CASA DA 3 GIOVANI MAROCCHINI

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/10/24/anziana-modenese-morta-3-fermi-omicidio_02527f89-b17a-41cf-b4b6-b81638cfe28e.html

Maria Ansaloni, 79enne trovata morta nella sua abitazione di Finale Emilia (Modena) lo scorso 18 settembre, fu uccisa. Ne sono sicuri Procura e carabinieri di Modena. Tre giovani sono stati fermati per omicidio: originari del Marocco, risiedono nel comune del Modenese da tempo e hanno agito per rubare, per altro un bottino irrisorio. Due hanno 19 anni, il terzo 22. L’annuncio è stato dato in conferenza stampa a Modena dai militari. Il corpo della pensionata, che viveva da sola in casa, era stato trovato dai vicini. Non vedendola più uscire si erano allarmati, andando a controllare dentro l’abitazione. La donna era stata trovata riversa a terra in una pozza di sangue. Lo scorso 29 settembre nell’abitazione di via via Orazio Vecchi a Finale Emilia erano giunti i carabinieri del Ris di Parma, aspetto questo che aveva lasciato intendere come ci fosse più di un dubbio sulle reali cause del decesso. La pista della caduta accidentale, prima ipotesi fatta, non aveva convinto gli inquirenti fin dall’inizio.

Ragazzino italiano rapinato da coetanei africani, lo lasciano in canottiera

È dovuto tornare a casa, e di corsa, perché i ladri lo hanno lasciato in canottiera. Lo hanno letteralmente spogliato non solo di ciò che aveva di valore con sé, come qualche banconota, il portafoglio o il cellulare, ma si son presi anche i vestiti. Evidentemente aveva qualcosa di griffato, una marca che piaceva troppo ai banditi.

È l’incubo che ha vissuto un sedicenne modenese che l’altra sera, proprio per tornare a casa, si è avventurato all’interno dei Giardini ducali. Il tempo di fare qualche passo , tra le montagnole dietro alla palazzina del Vigarani, che il minorenne è stato avvicinato e ben presto circondato da un gruppo di giovani maghrebini, che in pratica lo hanno bloccato. Il ragazzo era di rientro dalla sua attività sportiva: probabiliste era uscito da una palestra e con sé aveva il classico borsone per il cambio di abbigliamento.
Può darsi pure che sia stato anche questo ad attirare l’attenzione dei malviventi, oltre al look personale del ragazzo: sta di fato che hanno dapprima chiesto dei soldi poi, forti del branco e facendo vedere che facevano sul serio e che la situazione sarebbe potuta degenerare con colpi e violenze varie, hanno richiesto i vestiti alla vittima della loro aggressione. E, un capo dopo l’altro, il sedicenne ha dovuto consegnare alla banda di bulli rapinatori tutto, rimanendo in canottiera. E faceva pure freddo.
Raggiunto l’obiettivo, la banda è scappata via e così come il rapinato che è corso a casa e ha raccontato tutto ai genitori. Il tempo di reagire, di riprendersi un po’ da choc (anche se sarà difficile cancellare questa brutta esperienza) e il 16 con i genitori ha presentato presso le forze dell’ordine per denunciare il tutto.

I Giardini ducali da tempo sono una delle aree di
spaccio di droghe leggere più gettonate: gli affari sono gestiti da ghanesi e da maghrebini che occupano, ciascuno nel suo territorio di competenza, le panchine nell’area prospiciente a viale Caduti in guerra. In zona sono frequenti anche le aggressioni e gli scippi.

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2017/10/18/news/adolescente-rapinato-e-spogliato-lo-lasciano-in-canottiera-1.16006717

PROFUGO RIFORNIVA TUTTI I PUSCHER DEL CENTRO A MODENA


Tvqui

Spaccio dietro allo Storchi, preso un richiedente asilo che riforniva i pusher del parco

È stato arrestato dalla Polizia municipale di Modena e processato per direttissima nella mattina di oggi, venerdì 6 ottobre, un 25enne incensurato di nazionalità nigeriana, W.E.L. le iniziali, che gli operatori del Nucleo problematiche del territorio ritengono una tra le più assidue e principali figure dedite allo spaccio di stupefacenti nella zona di parco Pertini, in centro storico.

All’uomo, arrivato in Italia nel 2015 nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, non è stato rinnovato il permesso di soggiorno, poiché la Commissione territoriale competente ha respinto la sua richiesta di asilo, ma avendo egli presentato ricorso, la situazione è di fatto congelata e lo straniero rimane in Italia in attesa della decisione definitiva. Nel processo per direttissima, il Tribunale ha quindi solo convalidato l’arresto e sottoposto il nigeriano all’obbligo di firma presso la Polizia giudiziaria; rimandato il dibattimento.

“Non ho niente, guardate”: sono state queste le prime parole rivolte dallo spacciatore agli agenti che lo hanno fermato nel pomeriggio di giovedì 5 ottobre dopo averlo colto sul fatto mentre cedeva un modesto quantitativo di stupefacente a un altro straniero. L’uomo non sapeva però che gli agenti in borghese, appostati nel parco, lo stavano tenendo d’occhio e un’ora prima lo avevano visto nascondere in un cestino due involucri scuri prima di andarsi a sedere su una panchina a una ventina di metri di distanza. I pacchetti, recuperati dalla Municipale, hanno consentito di sequestrare 50 grammi di marijuana, un quantitativo ben superiore ai pochi grammi appena ceduti per qualche decina di euro, che al nigeriano avrebbe consentito guadagni notevoli nel corso della giornata.

Il 25enne evidentemente riforniva di stupefacente i piccoli spacciatori del parco, nascondendo la gran parte della droga in attesa della vendita. A confermare i sospetti della Municipale, che da tempo ha intensificato i controlli nell’area del parco, era stata anche la testimonianza di un cliente fermato giorni prima che lo aveva riconosciuto e aveva fornito indicazioni importanti sulle sue abitudini.

Nell’appartamento dove il nigeriano vive insieme ad altri richiedenti asilo, nell’ambito del programma di accoglienza, la Municipale ha sequestrato tra i suoi oggetti personali una valigia contenente addirittura 4.900 euro, tutti in banconote da 20 e 50 euro, ritenuti frutto dei traffici illeciti e cinque telefoni cellulari. Ignari di tutto gli stranieri che condividevano con lui l’appartamento, incensurati e non noti tra i frequentatori abituali del parco.

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