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“Non pago, sono migrante”: pesta commesse ma passanti lo bloccano


Liguria Notizie
RUBA IN UN NEGOZIO E PICCHIA COMMESSE. ALGERINO
Liguria Notizie
polizia arresto GENOVA. 29 GEN. In un negozio di via De Amicis ha prelevato dagli scaffali una giacca e un paio di jeans, del valore di circa 80 euro, ha rotto in parte le placche antitaccheggio e si è diretto spedito verso l’uscita, facendo però
Genova, titolare e dipendente di un negozio prese a calci e pugni Genova24.it
Rapina negozianti e tenta la fuga, bloccato dai passantiGenovaTodaytutte le notizie (4) »

Romeni: ruba cellulare e iPad a donna ricoverata

Un giovane romeno, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Roma Monte Mario per aver derubato una donna ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma. Il ladro è riuscito ad entrare nei reparti fingendosi parente dei degenti, ha approfittato della distrazione di una donna ricoverata e con una mossa fulminea è entrato in camera e le ha rubato un telefono cellulare ed un Ipad, preziosi per la vittima che li utilizzava per trascorrere le lunghe giornate in ospedale. Il personale della Sicurezza del Policlinico Gemelli però lo ha subito scoperto e consegnato ai Carabinieri, ancora in possesso degli oggetti rubati. La refurtiva, del valore di 1.200 euro, è stata restituita alla paziente. Il malfattore è arrestato con l’accusa di furto aggravato.

http://www.romadailynews.it/cronaca/policlinico-gemelli-ruba-ipad-a-donna-ricoverata-arrestato.php

Coi soldi del massacro fanno ‘business’ in Marocco

marocchini

Una condanna esemplare, peccato che non sarà mai scontata, salvo che i due feroci rapinatori non tornino in Italia.

Possibilità remota visto che, con i soldi arraffati spaccando la testa ad un’ottantenne sola in casa, hanno messo su bottega in Marocco.
Si occupano di moda. E chissà se mai sapranno che il bottino più grosso, pari a 104 mila euro in contanti, rimase nel cassetto dal quale avevano trafugato ori per un valore di 20 mila euro.
Il processo contro Adil Channita, 22 anni, e Mohamed Lamghari, 25, entrambi marocchini, difesi dall’avvocato d’ufficio Marinella Pasin, si è chiuso ieri dopo un rapido dibattimento e un’altrettanta rapida discussione. La vittima è Maria De Freitas, a Rasai: i due la legarono e poi la picchiarono in testa usando pare un portacenere in marmo che non venne mai ritrovato. Poi sparirono con destinazione Marocco. Le lesioni riportate furono gravi, tanto che l’anziana finì in rianimazione, riportando danni permanenti. La giustizia ha fatto la sua parte. Ma la sentenza è destinata a restare carta straccia.

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/marocco_massacrano_anziana_rapina_negozio_foto/notizie/330991.shtml

Vengono qui e razziano. Per poi investire a casa loro. E non solo chi delinque, ma anche quelli che si comportano ‘bene’: solo di rimesse perdiamo 3 punti di Pil ogni anno.
Intanto, mentre il Marocco istituisce corsi di Islam nelle scuole italiane col beneplacito del nostro non governo – caso di Treviso – noi non riusciamo nemmeno a farci rimandare i delinquenti.

Un paese serio direbbe: “Non mi estradi questi due? Allora riprenditi tutti i marocchini.” E poi via.

SEGNALAZIONE

Vi seguo sempre con interesse e piena condivisione di valori e ideali.

Ho fatto una piccola ricerca su Google e questa è la pagina di uno dei due marocchini che nel 2011 hanno massacrato di botte una anziana signora e poi hanno aperto un negozio in Marocco con i soldi rubati.

http://it.netlog.com/adilchnnaydar (nato nel 1991)

Il suo nome è Adil Channita o più esattamente Adil Chnnaydar.

Ha anche un canale di Youtube dove appare in sella ad una moto

http://www.youtube.com/user/adil9519

Da quel poco che ho capito, vive nella zona della Medina (città vecchia) di Fès.

Le persone devono vedere la faccia di questo delinquente.

 

Zingaro mette foto refurtiva su Facebook: risiede in campo nomadi del Comune di Lecce

Galeotto fu il profilo Facebook: sono state le foto pubblicate sul web da un uomo di trent’anni, pregiudicato e senza lavoro, a permettere alle sue vittime di identificarlo e denunciarlo ai carabinieri. Così ieri i militari della stazione di Trepuzzi, in provincia di Lecce, hanno arrestato G. H., nato a Palermo e residente a Lecce nel campo nomadi Panareo, sulla statale 7ter, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. La misura, emessa dal gip Giovanni Gallo, su richiesta del pm Giuseppe Capoccia, riunisce i gravi indizi di colpevolezza relativamente a ben cinque furti in abitazione aggravati, consumati o tentati.

L’indagine dei militari della stazione di Trepuzzi, in collaborazione con la compagnia di Campi Salentina e con numerose stazioni della provincia, è iniziata dal penultimo di questa serie di furti, avvenuto il primo agosto scorso intorno alle 20 a Trepuzzi. In quella occasione la vittima, rincasando, sorprese i ladri in fuga dopo aver rubato gioielli del valore di circa 4mila euro: per ultimo vide uscire un giovane che descrisse abbastanza efficacemente.

I militari, grazie a una telecamera di sorveglianza della zona, sono riusciti anche a ricostruire la dinamica del furto: l’obiettivo ha ripreso una Station Wagon scura di grossa cilindrata che si ferma nei pressi dell’appartamento, uno dei passeggeri che ne esce munito di un piede di porco e, dopo aver suonato il campanello senza ottenere risposta, forza la porta d’ingresso consentendo l’ingresso ai complici, due o tre. L’azione in tutto era durata non più di tre minuti.

Dalle indagini è emerso che il modo di agire era simile a quello di diversi casi di furti in abitazione commessi nel corso dell’estate. In quattro di essi (un furto tentato a Novoli il 1° agosto e tre consumati a Lecce e Novoli il 12 luglio, l’ultimo a Campi il 4 agosto), come nel caso di Trepuzzi, i proprietari di casa nel rientrare avevano incrociato i malviventi, e di essi ricordavano chiaramente il capobanda, molto simile a quello descritto dalla vittima a Trepuzzi. Ne è nata una frenetica ricerca di persone sospettabili e soprattutto di fotografie recenti.

Per quanto riguarda G. H., l’aiuto decisivo è arrivato da Facebook dove l’uomo è stato riconosciuto senza ombra di dubbio da tutte e cinque le vittime. Sono ancora in corso le indagini per individuare gli altri componenti della banda, probabilmente più attenti del capo.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/09/08/news/ladro-66122166/

‘Erba’ per 25mila euro: albanese arrestato a Belpasso – BlogSicilia.it (Blog)


BlogSicilia.it (Blog)

'Erba' per 25mila euro: albanese arrestato a Belpasso
BlogSicilia.it (Blog)
Se immessa sul mercato quella marijuana avrebbe fruttato oltre 25mila euro. I carabinieri della Compagnia di Paternò hanno arrestato Fitim Brojaj, 31enne, originario dell'Albania, che nella sua abitazione di Belpasso, in provincia di Catania
Catania: trovato con 2 kg e mezzo marijuana in casa, arrestato a La Repubblica Palermo.it
Belpasso, sequestro di marijuana del valore di 25 mila euroLive Sicilia

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Modena: anziana esce di casa, maghrebino la rapina

MODENA – Un’anziana è stata aggredita e rapinata sotto casa in via del Domenichino. Un bandito solitario, giovane, maghrebino stando alla descrizione, le ha strappato il collier ed è fuggito a piedi. La donna ha urlato ed è stata soccorsa dai vicini di casa e dal marito. La collana rapinata ha un valore di duemila euro. Sull’episodio, avvenuto in un quartiere assediato dall’immigrazione e dove si registrano spesso episodi di spaccio di droga, indagano i carabinieri.

http://voxnews.info/2013/09/02/ennesima-anziana-rapinata-a-modena/

In Abruzzo è nata la quinta mafia: utilizza immigrati ‘integrati’

I carabinieri del Nucleo antidroga di Chieti hanno sequestrato 32 chilogrammi di droga nel vastese. L’hascisc era destinato alla riviera. La zona, come denunciamo da tempo, è sotto il controllo di veri e propri boss della criminalità che usano albanesi e rumeni per la manovalanza. Stupisce che solo un servizio speciale dai carabinieri del Nucleo antidroga di Chieti sia riuscito ad intercettare una Mercedes di un operaio albanese residente a San Salvo. L’uomo è stato fermato al casello Vasto-Sud mentre imboccava la strada verso casa.

L’auto è stata fermata per normali controlli e, insospettiti, i militari hanno successivamente deciso di controllare il bagagliaio della Mercedes.
I 32 chilogrammi di droga trovati sono stati sequestrati e l’albanese accompagnato nel carcere di Torre Sinello a Punta Penna a disposizione della magistratura.

Gli investigatori tentano di capire se Koroveshi Erjon abbia agito per conto suo o per mezzo di altri. Difficile pensare che l’albanese abbia agito per proprio tornaconto visto che il valore della droga sequestrata è di 300mila euro. L’uomo sarebbe stato in grato di rifornirsi della gran quantità di stupefacenti? Da chi? Soprattutto come? Appare strana l’ipotesi che l’uomo non abbia avuto collegamenti per ‘intercettare’ questa gran quantità di hascisc.

Stefano Moretti, dell’Osservatorio Antimafia della Regione Abruzzo, si dice preoccupato per tale situazione. «Anche con l’arresto di oggi è chiaro a tutti che a Vasto esiste un problema criminalità e che può essere definita, senza mezzi termini, una nuova mafia». Dure le parole di Moretti anche nei confronti del vice Questore Cesare Ciammaichella che lo invita a:«riflettere un po’ di più sulla problematica di Vasto. Non sono io il nemico delle istituzioni – precisa Moretti – ma i boss che fanno affari con la droga e il pizzo». Poi aggiunge:«Spero, a questo punto, che Ciammaichella faccia un passo indietro e riconosca che il sottoscritto non è un pazzo ma una persona che guarda in faccia la realtà e propone soluzioni. Vasto – prosegue Moretti – è crocevia di droga e affari sporchi che vengono consumati con la collaborazione delle grandi associazioni mafiose: ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita, Cosa Nostra e Camorra. I traffici si estendono capillarmente in tutta la regione grazie alle famiglie di alcuni rom presenti ovunque». Moretti propone:«una collaborazione interforze per abbattere definitivamente il problema criminalità. Serve un pool di magistrati che coordino le azioni da eseguire tra Pescara e Vasto perché, lo ricordo, il problema è anche su Pescara dove si riversano milioni di euro di droga». Poi un attacco al prefetto di Vasto Fulvio Rocco De Marinis:«È inconcepibile che continui a negare l’evidenza dicendo che Vasto è zona sicura. Lui è un negazionista inqualificabile. Lo dico pur avendo pagato personalmente per le mie posizioni, non solo con minacce ma anche con ritorsioni da parte delle istituzioni e degli stessi negazionisti».

Se a Moretti è stato riservato questo trattamento siamo convinti che prima o poi pagherà con la vita. Perché le istituzioni non lo ascoltano? Eppure è evidente che a Vasto sta sorgendo la quinta mafia perché supportata dalle altre quattro. Non dimentichiamo che ad ad Avezzano opera la Camorra, ad Aquila Camorra, ‘Ndrangheta e Cosa Nostra e a Pescara sarebbe al centro di un crocevia di traffico internazionale.

Di cosa vogliamo parlare?

Sul caso interviene anche Riccardo Alinovi dell’associazione Codici:«Sono spaventato di ciò che sta avvenendo a Vasto. La politica non solo è assente ma evita di occuparsi del dramma che i cittadini stanno vivendo». Poi aggiunge:«È comune sensazione che gli interessi in città si stanno spostando dal settore edile, usato per anni per ripulire soldi, al settore della droga: piccolo investimento vuol dire anche piccolo rischio ed enorme guadagno». Poi una riflessione:«Non vorrei pensare che ci fossero complicità politiche sulla vicenda».

http://www.zonedombratv.it/news/1084-in-abruzzo-e-nata-la-quinta-mafia

Slovacco con 20 cuccioli in auto: erano stipati in pessime condizioni

Roma 29 agosto 2013 – Stipati in pessime condizioni all’interno di una Renault Clio. A salvare 20 cuccioli di cane trasportati dall’Est Europa con destinazione il mercato di contrabbando della Ciociaria gli agenti della polizia stradale della sezione di Cassino (in provincia di Frosinone). I venti cuccioli (19 di razza Maltese e uno Bulldog Francese) sono stati intercettati dalle forze dell’ordine mentre viaggiavano all’interno dell’utilitaria sull’Autostrada A1 Roma-Napoli. Gli agenti li hanno individuati, stressati ed in pessime condizioni di sistemazione, all’interno di una Renault Clio fermata al chilometro 678 della Roma-Napoli, nel comune di Cervaro, in Ciociaria. A trasportarli un cittadino slovacco, già identificato e denunciato nello scorso maggio per aver trasportato trentasei cuccioli in violazione delle norme veterinarie. I venti cuccioli, in vita da circa sessanta giorni e ognuno dal valore commerciale di ottocento euro, erano nel portabagagli, dentro cassette di plastica coperte da lenzuola. Lo slovacco, sprovvisto dei documenti per il trasporto degli animali, è stato di nuovo denunciato e dovrà ora rispondere di traffico illecito e maltrattamento di animali da compagnia. Il veicolo e’ stato sequestrato.

http://www.romatoday.it/cronaca/contrabbando-cuccioli-cane-cassino.html

 

Trieste: immigrato romeno rapina un chiosco

Trieste 19 agosto 2013 – Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri di Barcola, insieme a un equipaggio del Nucleo radiomobile di via dell’Istria, hanno arrestato in flagranza del reato, rapina impropria, un cittadino romeno 39 enne, P.A.S.. L’uomo, senza fissa dimora e già conosciuto alle forze dell’ordine, poco prima, ubriaco, aveva minacciato di morte due esercenti dei chioschi della “Barcolissima”, lungo la pineta di Barcola. Grazie all’ausilio di un oggetto acuminato, prelevato poco prima da un bancone di un chiosco, P.A.S. aveva sottratto alcune portate di cibo, del valore di circa 30 euro, che al momento dell’arresto stava ancora consumando.

http://www.triesteprima.it/trieste/44-cronaca/8236-ubriaco-rapina-un-chiosco-della-qbarcolissimaq-prelevando-alcune-portate-di-cibo.html

Firenze: la banda di immigrati che rapina donne e bambini

Sgominata banda che rapinava giovani per strada: vittima anche un bambino di 11 anni

I malviventi immobilizzavano le vittime e le minacciavano con un coltello

Firenze, 12 luglio 2013- Avrebbero messo a segno almeno dieci rapine in strada a Firenze nei mesi di gennaio e febbraio, minacciando le vittime con un coltello e derubandole di portafogli e cellulari.

Questa è l’accusa che ha portato all’arresto da parte degli agenti della squadra mobile di tre uomini, di nazionalità marocchina, di età compresa tra i 19 e i 22 anni che adesso si trovano in custodia cautelare.

Gli episodi contestati ai tre, sono avvenuti nel centro storico e nella zona di Novoli. Secondo quanto emerso, la banda metteva a segno i colpi in orario serale, scegliendo come vittime giovani fiorentini.

Sorprese alle spalle, le vittime venivano circondate, o addirittura immobilizzate, e minacciate con il coltello, quindi rapinate degli oggetti di valore che avevano addosso.

I tre erano già stati arrestati in flagranza per aver rapinato un bimbo cinese di 11 anni, lo scorso 6 febbraio in via Pistoiese a Firenze. Dopo averlo circondato e immobilizzato, uno dei tre aveva puntato un coltello alla gamba del bimbo, minacciando di ucciderlo se non gli avesse consegnato quanto aveva con sé.

Facilmente riconoscibili per il taglio di capelli a cresta, furono bloccati poco dopo il colpo dalla polizia grazie alla descrizione fornita dal bambino. A seguito dell’arresto in flagranza, i tre erano stati sottoposti ad obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza, Pisa, Lucca e Pordenone. Gli inquirenti, poiché a Firenze nel periodo compreso tra dicembre 2012 e febbraio 2013 si erano verificate numerose rapine in strada ai danni di ragazzi minorenni o appena maggiorenni, hanno approfondito le indagini partendo dai quattro cellulari trovati in possesso dei tre al momento dell’arresto, tutti risultati rubati. Tutte le vittime dei colpi, sentite dagli investigatori della sezione antirapina della questura, hanno riconosciuto i tre come i loro aggressori. In alcuni casi la banda si è resa protagonista di episodi particolarmente violenti.

Il 22 gennaio scorso, in via Baracca, un giovane fu avvicinato da due dei malviventi, che si impossessarono del suo portafoglio, del telefono e di una fedina d’oro. Prima di allontanarsi, gli conficcarono un coltello nel polpaccio sinistro intimandogli di non farsi più vedere in quella zona perché era la loro. Una settimana prima, la sera del 15 gennaio, in viale Redi, i tre, armati di coltelli, rapinarono e sequestrarono un giovane, costringendolo a seguirli fino a un bancomat di via Baracca dove lo obbligarono a ritirare del denaro, 230 euro, che si fecero consegnare in cambio della restituzione del suo cellulare.

http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2013/07/12/918559-marocchini-banda-novoli-arrestati.shtml