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Rom, sgombero il 15 settembre – Alguer.it


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Rom, sgombero il 15 settembre
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Così il sindaco di Alghero, Stefano Lubrano, interviene in merito alla questione del campo rom, alla vigilia della scadenza dell'ordinanza di sgombero, che in realtà non è il 26 agosto come riportato in precednza ma il 15 settembre. Nessun rinvio, sia

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Due “avezzanesi” di etnia rom arrestati dalla polizia per furto con … – MarsicaLive


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Due avezzanesi di etnia rom arrestati dalla polizia per furto con
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Avezzano. Du arresti per furto con scasso in flagranza di reato ad Avezzano. Alle ore 3,40 odierno personale della SQUADRA VOLANTE del Commissariato di P.S. di Avezzano, coordinati e diretti dal Sostituto Commissario Stefano Giffi, durante il servizio

Treviso: reagisce ai ladri, infilzato con cacciavite e preso a martellate

TREVISO apr 2013 – Prima gli hanno infilzato l’avambraccio destro con un cacciavite, poi gliel’hanno fratturato con una martellata. Stefano Pavan, 49 anni, titolare dello storico bar “Gianni dei Cavai” di Casacorba, viste come sono andate le cose, ha passato forse i 5 minuti più brutti della sua vita. Il raid, con tutta probabilità, è stato deciso dai banditi dopo una lunga preparazione: hanno studiato per bene le abitudini del titolare, l’orario di chiusura del bar e l’ubicazione degli obiettivi di interesse all’interno del locale. Poi sono passati all’azione utilizzando diversi arnesi: un piccone, un martello e una serie di cacciaviti, successivamente abbandonati in una vicina aiuola.

Il fattaccio si è verificato nel cuore della notte. Erano circa le due quando Stefano Pavan ha chiuso il locale ed è salito nell’appartamento al piano superiore con la moglie e le due figlie. Come tutti coloro che sono abituati a fare tardi, anche Stefano ci ha impiegato un po’ prima di prendere sonno. Poi, verso le 5, ha sentito quegli strani rumori. Provenivano dall’esterno. I malviventi ieri notte stavano passando in rassegna gli esercizi della zona. Poco prima erano passati dalla ferramenta Seccafien, ma il colpo era fallito: i titolari si erano svegliati e loro, per evitare guai, avevano fatto marcia indietro. Così si sono spostati verso il bar di Pavan.

Con il piccone hanno cercato di aprire il portone d’ingresso facendo volare qualche pezzo di legno: il portone, pur rovinato, ha retto grazie alle spesse sbarre di ferro che lo proteggevano dall’interno. Allora l’attenzione dei ladri si è spostata sulla finestra accanto al portone. Le protezioni più deboli hanno ceduto di schianto: aperta la finestra, uno è entrato nel locale, l’altro è rimasto fuori a fare il palo. Il bandito in ispezione, ha oscurato le telecamere, è andato dietro il bancone e ha messo in uno zainetto intere serie di “Gratta & vinci“.

Poi ha raccattato dalla cassa quello che ha trovato e, per non avere rimorsi, alla fine ha divelto e portato via tutto il registratore. Ultima tappa, la saletta del biliardo dove ci sono videogiochi e la colonnina cambia soldi. Ma quando ha iniziato a prenderla a martellate per scardinarla, Stefano Pavan, al buio, è sceso nel locale. Si è trovato di fronte il malvivente, incappucciato, con il cacciavite e la pila in una mano e il martello nell’altra. Il bandito, spaventatissimo, gli ha puntato la pila sugli occhi gridando più volte in un italiano stentato: «Ti ammazzo, ti ammazzo, ti ammazzo». Pavan, in un impeto di rabbia, è riuscito a sferrare un pugno alla cieca. La reazione del malvivente è stata però ancora più feroce: ha subito tentato di infilargli il cacciavite nel basso ventre, colpo che il barista ha “parato” col braccio destro, salvo restare infilzato. La sanguinosa colluttazione è proseguita fra grida e urla finchè il bandito ha sferrato una martellata sullo stesso avambraccio ferito col cacciavite, fratturandolo di netto. Poi la fuga a piedi verso Cavasagra, seguito dal complice.

Un centinaio di metri più avanti, nel cortile dell’abitazione di Franco Biliato, i rapinatori hanno avuto un colpo di fortuna: dentro c’era infatti la Fiat Punto di qualcuno che forse si apprestava a partire perchè le chiavi erano inserite nel quadro. I due sono saliti a bordo e se ne sono andati indisturbati con un ulteriore bottino, mentre già albeggiava. Stefano Pavan è stato invece portato al Pronto soccorso dove è rimasto dalle 7 alle 12. Lunedì nell’avambraccio gli verrà applicata una placca metallica per ridurre la frattura. Ma per sanare lo choc ci vorrà molto più tempo.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/reagisce_ai_ladri_barista_infilzato_con_un_cacciavite_e_poi_preso_a_martellate/notizie/273878.shtml

Segnalazione: attenzione alle truffe dalla Romani

Segnalazione: Salve Sppett.le Readazione, vi segnalo un certo Sig.re: Alias Alessandro Donati, Stefano Moretti e Daniele…? Titolare di tre siti dalla Romania che propone la vendita di Pellet ma è una grande truffa in quanto tutte queste Aziende che lui pubblica non esistono, chiedendo bonifici anticipati senza mai consegnare nulla. Uno dei Siti è: Wood Pellet Group Bulgaria Eood. un’altro è: Viad Bright srl . Conti in Banche diverse: Banca Italo Romena ..Banca Commerciale Romana n.————— ma lui è introvabile.

Saluti.

 

 

L’autopsia: «Un solo colpo al cuore scagliato con violenza dal Peruviano»

La coltellata ha rotto pure una costola. Il figlio intanto si avvale della facoltà di non rispondere
L’interrogatorio andato in scena ieri mattina al Bassone, è durato giusto qualche minuto.
Il tempo necessario all’indagato per dire al giudice delle indagini preliminari, Nicoletta Cremona, che si avvaleva della facoltà di non rispondere. Nessuna sorpresa, dunque, nel faccia a faccia tra il magistrato e il Eder Jhonny Cutipa Dominguez, 29 anni, accusato dell’omicidio del padre andato in scena nella notte tra giovedì e venerdì scorso a Lurago Marinone. Questa soluzione era già stata anticipata dagli avvocati dell’uomo, padre di un bambino di appena tre anni. «Non è in condizione di sostenere un interrogatorio, piange in continuazione», avevano rivelato i legali Renato Papa e Stefano Legnani.
Ed in effetti, anche ieri di fronte al giudice Eder non sarebbe riuscito a trattenere le lacrime per un omicidio che, dice, non voleva commettere.
In cella, ha in compenso parlato con i suoi avvocati, chiedendo informazioni sulla famiglia, sulla compagna, sulla madre e, come detto, soprattutto il figlio piccolo. Il gip di Como, accogliendo le richieste del pubblico ministero Simona De Salvo, ha convalidato l’arresto e disposto la permanenza in carcere. Un delitto terribile, con un solo colpo di coltello al cuore, come confermato dai risultati dell’autopsia effettuata dall’anatomopatologo del Sant’Anna Giovanni Scola.
Il colpo è stato inferto con una tale violenza che ha rotto pure una costola. Padre e figlio avevano trascorso la giornata a Milano, per prendere il biglietto aereo per Lima che avrebbe riportato in patria Venancio Jhony Ramirez Dominquez, 50 anni, arrivato in Italia un anno fa per cercare di riappacificarsi con il figlio e conoscere il nipotino. Prima di rientrare a Lurago Marinone, il brindisi d’addio in un bar del capoluogo meneghino, forse con qualche bicchiere di troppo. Poi il ritorno nella Bassa Comasca e il litigio che esplode improvviso. Una furibonda lite scoppiata pare per ruggini antiche, legate a quando ancora la famiglia – 20 anni fa – viveva in Perù. Tensioni e botte alla moglie (la madre di Eder), che portarono alla separazione della coppia e alla partenza della madre (con i due figli) per l’Italia. Era infatti da ben 17 anni che Eder, con la sorella e la mamma, vive nella nostra Penisola, ben inseriti nel tessuto sociale di Lurago Marinone. Poi, come detto, un anno fa il padre era arrivato anche lui in Italia per conoscere il nipotino.
Quello stesso piccolo portato fuori di casa e di corsa dalla convivente di Eder, prima che quest’ultimo infliggesse il colpo fatale al padre.