Tag: soldi

Latina: 80enne aggredita in casa da banditi dell’Est

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Una donna di 80 anni è stata aggredita e rapinata nella serata di ieri all’interno della sua abitazione di via sabotino, alla periferia del borgo. L’anziana ha aperto il portone di casa dopo aver sentito suonare al campanello ma di fronte si è trovata due banditi armati con pistola e coltello che dopo averla aggredita e minacciata hanno rovistato in pochi minuti all’interno dell’abitazione, fuggendo via dopo aver arraffato soldi in contanti e gioielli per un valore importante, circa settemila euro in tutto. Non contenti, hanno preso le chiavi della 600 parcheggiata davanti al cortile e hanno fatto perdere le loro tracce a bordo dell’auto della vittima.

E’ stata la stessa donna a chiamare il 113, una volta riuscita a riprendersi dallo choc. Una volta arrivati sul posto, agli uomini della squadra volante l’anziana signora ha raccontato alcuni particolari ritenuti preziosi per le indagini. I due banditi parlavano italiano ma con spiccato accento dell’est europeo ed erano giovanissimi, quasi certamente intorno alla ventina.

http://www.corrieredilatina.it/news/cronaca/4584/I-banditi-suonano-alla-porta-.html

Padova: bambina stuprata per anni da immigrato africano

Padova 14 marzo 2014 – Se la figlia si rifiutava di soddisfare i suoi appetiti sessuali, lui, il padre, le negava il permesso di uscire di casa, di utilizzare il computer o di svolgere altre attività solitamente concesse a bambini-ragazzini della sua età. Già perché la vittima degli abusi, protrattisi per ben 5 anni secondo l’accusa, è una minore oggi 15enne, costretta dal padre orco – come riportano i quotidiani locali – dall’età di 9 anni a sottostare a palpeggiamenti e rapporti sessuali.

Il genitore, un 43enne originario del Camerun, residente in città e dipendente di una cooperativa, secondo quanto ricostruito dalla Squadra mobile e riferito dalla stampa locale, utilizzava come arma, assieme alle minacce di privarla delle piccole libertà di una ragazzina, quella della paghetta. Sesso in cambio di soldi. Motivo per cui l’uomo, per il quale il pm Orietta Canova ha già trasmesso al tribunale la richiesta di giudizio immediato, è accusato, oltre che di violenza sessuale su minore, anche di prostituzione minorile.

L’inchiesta è partita a fine 2013, quando la vittima ha trovato il coraggio di confidarsi con un insegnante della scuola superiore che frequenta. A quel punto, informata anche la madre, ignara degli abusi che si consumavano tra le mura domestiche ad opera del marito, è scattata la denuncia nei confronti di quest’ultimo, oggi sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinare la figlia dopo che, recentemente, avrebbe cercato di inquinare le prove condizionando con una telefonata la ragazzina, nel frattempo trasferita temporaneamente in una comunità protetta con la madre.

http://www.padovaoggi.it/cronaca/padre-abusa-figlia-minore-padova-sesso-paghetta.html

 

Famiglia migrante: convinta a prostituirsi dalla madre del fidanzato

Convinta dalla madre del finanziato a prostituirsi a soli 19 anni, e a mantenere con il ricavato la bella vita del suo ragazzo. E’ una vicenda inquietante quella sulla quale hanno fatto luce gli agenti della polizia municipale di Piacenza che, al termine dell’indagine, hanno denunciato a piede libero per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione il ragazzo, un 19enne marocchino (R.K. le iniziali), e sua madre di 35 anni (M.F.). Ora la giovane, residente in provincia di Lodi, si è affrancata e, oltre ad aver smesso di prostituirsi, ha anche ripreso gli studi fidanzandosi con un altro ragazzo.

Tuta l’indagine, spiegano al comando di via Rogerio, è nata grazie ai controlli degli agenti sulla strada, in particolare nella zona dell’Ikea, dove la giovane è stata notata di notte lungo il marciapiedi. Una volta identificata, è stata invitata al comando dove la Municipale è riuscita ad entrare in confidenza con lei, convincendola a raccontare la sua storia.
Si è quindi scoperto che, fermo in auto lì vicino a controllare i suoi spostamenti con i clienti di notte, c’era proprio il suo fidanzato. Ma soprattutto è emerso che era stata la madre del 19enne a convincerla a intraprendere la “carriera” della strada, visto che a sua volta la donna esercitava la stessa professione. Anzi, è stata lei a fornire tutti i consigli e gli accorgimenti per intraprendere il mestiere della lucciola: quali clienti accettare, quanto farsi pagare le prestazioni, dove appartarsi, etc.

L’indagine della Municipale ha anche permesso di scoprire che gran parte dei soldi che la 19enne guadagnava li doveva utilizzare per mantenere la bella vita del fidanzato: benzina nell’auto, cene e aperitivi, ricariche telefoniche e una serie di “benefit” che altrimenti lo straniero non si sarebbe potuto permettere.
Alla fine la ragazza ha deciso di affrancarsi da quella situazione, interrompendo ogni relazione con il 19enne e sua madre. Per loro è invece scattata la denuncia a piede libero.

 

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Incredibile, il rapinatore violento è albanese

Rapina alla sala slot di Jesolo, un fermatQuella sala giochi aveva subito due rapine. Violente. Pistola in pugno. In entrambi i casi la cassiera di turno era stata malmenata e minacciata e i delinquenti erano riusciti a fuggire via con il bottino. Lunedì pomeriggio uno dei presunti colpevoli è stato fermato dagli agenti della squadra mobile di Venezia a poca distanza da un noto centro commerciale di Jesolo. Non che il giovane, 22 anni di nazionalità albanese, abbia fatto nulla per tentare di evitare i controlli. Alla vista degli agenti, infatti, è scappato via per poi essere bloccato al termine di un inseguimento per le vie centrali della località balneare.

L’uomo è stato fermato per l’ultima delle due rapine, perpetrata il 17 dicembre scorso. La prima, invece, avvenne due mesi prima. E’ stato grazie a un passante se gli agenti della squadra mobile di Venezia hanno potuto individuarlo e bloccarlo. Nel corso dell’operazione non sono mancati momenti di tensione, in quanto il fermato ha cercato a tutti i costi di scappare.

Il 17 ottobre il 22enne e un complice, inizialmente con volto travisato e armati di pistola, dopo aver infranto con un pugno la vetrata del box-ufficio, avevano prima aggredito con calci e pugni l’addetta alla sicurezza di turno (persona diversa da quella aggredita nell’episodio del 24 ottobre) costringendola poi a recarsi all’ospedale dove le era stata riscontrata una lesione con prognosi di tre giorni; successivamente, si erano impossessati sia del denaro contante presente in un cassetto dell’ufficio, sia del denaro contenuto nella macchinetta cambia soldi, riuscendo a impadronirsi di circa 8mila euro tra contanti e monete.

Il giovane è indagato anche per la prima rapina che risale al 24 ottobre, quando, dopo la mezzanotte, assieme ad altri due complici armati di pistola giocattolo, avevano prima aggredito l’addetta alla sicurezza per poi costringerla a consegnare circa 12mila euro, frutto dell’intero guadagno giornaliero.

Gli indizi raccolti a carico del soggetto fermato sono risultati inequivocabili, a partire dalle immagini estrapolate dal sistema interno di videosorveglianza che lo inquadrano chiaramente in più occasioni facendone risaltare sia il volto che gli indumenti; inoltre, durante la seconda rapina, il 22enne aveva infranto una vetrata ferendosi alla mano: una ferita ancora visibile. A incastrare il giovane anche il riconoscimento della dipendente picchiata.

http://www.veneziatoday.it/cronaca/rapina-sala-slot-las-vegas-jesolo-fermo-31-dicembre-2013.html

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Soldi Per Fargli Rivedere Ragazzina Che Ha In Affidamento

BARI – Per mesi hanno estorto denaro, in tutto circa 3.000 euro, ad un italiano che aveva in affidamento una minorenne di nazionalità rumena con la minaccia di non fargliela più incontrare. L’uomo aveva conosciuto la famiglia della ragazzina durante un lungo soggiorno in Romania e, nel giugno scorso, l’aveva portata con sè in Italia in accordo con la famiglia di origine.

http://www.ilpaesenuovo.it/2013/12/21/soldi-per-fargli-rivedere-ragazzina-che-ha-in-affidamento-due-arresti/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=soldi-per-fargli-rivedere-ragazzina-che-ha-in-affidamento-due-arresti

Coi soldi del massacro fanno ‘business’ in Marocco

marocchini

Una condanna esemplare, peccato che non sarà mai scontata, salvo che i due feroci rapinatori non tornino in Italia.

Possibilità remota visto che, con i soldi arraffati spaccando la testa ad un’ottantenne sola in casa, hanno messo su bottega in Marocco.
Si occupano di moda. E chissà se mai sapranno che il bottino più grosso, pari a 104 mila euro in contanti, rimase nel cassetto dal quale avevano trafugato ori per un valore di 20 mila euro.
Il processo contro Adil Channita, 22 anni, e Mohamed Lamghari, 25, entrambi marocchini, difesi dall’avvocato d’ufficio Marinella Pasin, si è chiuso ieri dopo un rapido dibattimento e un’altrettanta rapida discussione. La vittima è Maria De Freitas, a Rasai: i due la legarono e poi la picchiarono in testa usando pare un portacenere in marmo che non venne mai ritrovato. Poi sparirono con destinazione Marocco. Le lesioni riportate furono gravi, tanto che l’anziana finì in rianimazione, riportando danni permanenti. La giustizia ha fatto la sua parte. Ma la sentenza è destinata a restare carta straccia.

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/marocco_massacrano_anziana_rapina_negozio_foto/notizie/330991.shtml

Vengono qui e razziano. Per poi investire a casa loro. E non solo chi delinque, ma anche quelli che si comportano ‘bene’: solo di rimesse perdiamo 3 punti di Pil ogni anno.
Intanto, mentre il Marocco istituisce corsi di Islam nelle scuole italiane col beneplacito del nostro non governo – caso di Treviso – noi non riusciamo nemmeno a farci rimandare i delinquenti.

Un paese serio direbbe: “Non mi estradi questi due? Allora riprenditi tutti i marocchini.” E poi via.

SEGNALAZIONE

Vi seguo sempre con interesse e piena condivisione di valori e ideali.

Ho fatto una piccola ricerca su Google e questa è la pagina di uno dei due marocchini che nel 2011 hanno massacrato di botte una anziana signora e poi hanno aperto un negozio in Marocco con i soldi rubati.

http://it.netlog.com/adilchnnaydar (nato nel 1991)

Il suo nome è Adil Channita o più esattamente Adil Chnnaydar.

Ha anche un canale di Youtube dove appare in sella ad una moto

http://www.youtube.com/user/adil9519

Da quel poco che ho capito, vive nella zona della Medina (città vecchia) di Fès.

Le persone devono vedere la faccia di questo delinquente.

 

“Sono ‘migrante’, anche se ho perso ho vinto”: pretendeva soldi o avrebbe distrutto centro scommesse

OSTUNI settembre 2013 – Una storia che ha dell’incredibile si è verificata intorno alle 11.00 di ieri (24 settembre) nell’agenzia scommesse ‘Eurobet’ di Ostuni, situata in Piazza Milano. Un cittadino di origini nigeriane, Martins Oleabhiele di 25 anni, intorno alle 9.30 si è recato all’interno dell’attività commerciale quando la stessa era ancora chiusa al pubblico. Lo straniero, in possesso di alcuni tichet considerati dall’uomo vincenti, pretendeva l’immediato pagamento delle vincite; ma, dalle verifiche effettuate, un’impiegata dell’attività commerciale ha appurato un errore di lettura delle giocate da parte del giovane. Vistasi negata la vincita, il nigeriano ha quindi inscenato una vera e propria sfuriata e ha intimato agli impiegati presenti in quel momento nel locale, di consegnare la somma di 600 euro, in caso contrario avrebbe distrutto l’intero locale. Temendo per la propria incolumità, alle 10.50 gli impiegati hanno lanciato l’allarme al Commissariato di Polizia di Ostuni, diretto dal vecequestore Francesco Angiuli. Alla vista dei poliziotti, il nigeriano ha modificato i termini della questione: egli stava semplicemente lamentando il mancato pagamento di una vecchia vincita. Quando, però, gli agenti hanno chiesto al nigeriano l’esibizione dei documenti per l’identificazione, il 28enne ha reagito violentemente e ha rivolto frasi ingiuriose nei confronti dei poliziotti strattonandoli con forza e accusandoli di essere d’accordo con l’impiegata dell’agenzia scommesse. Il nigeriano è stato, quindi condotto presso il commissario di polizia, dove è stato interpellato il pm di turno, sostituto procuratore Giuseppe De Nozza, che ha disposto l’arresto dello straniero. Martins Oleabhiele è ora detenuto nel carcere di Brindisi con le accuse di tentata estorsione, oltraggio, violenza, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale. Lo straniero è difeso dall’avvocato assegnato d’ufficio, Angela Panarese del Foro di Brindisi. A margine dell’attività legata all’arresto sono stati ascoltati numerosi testimoni che, sentite le urla dell’uomo, si erano avvicinati all’Eurobet.

http://govalleditria.it/notizie/news-ostuni/16745-pretende-denaro-e-minaccia-di-distruggere-leurobet-di-ostuni.html

Sono risorse.

Reggio, Opera nomadi: più soldi per gli zingari

Reggio, Opera nomadi: appello raccolta fondi per bambini
Strill.it
Nota diffusa dal presidente dell'Opera Nomadi di Rc: L'Opera Nomadi lancia un appello ai reggini per una raccolta fondi a favore di un gruppo di bambini gravemente ammalati. Oggi, nella città di Reggio Calabria, una famiglia senza reddito, che ha un 

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“Sono immigrato, dammi l’elemosina”: al rifiuto la massacra di botte

Stava camminando da sola lungo il rione Pertini quando è stata avvicinata da immigrato – nordafricano dalla descrizione – che le chiedeva soldi, lei ha rifiutato e lui l’ha aggredita: in modo brutale. L’episodio è capitato domenica sera attorno alle ore 20 a Mestre: la vittima, come riportano i quotidiani locali, è una 53enne lasciata poi a terra mezza tramortita. Il malvivente l’ha presa a pugni pure sul volto, scaraventandola sull’asfalto e colpendola nuovamente dopo che lei ha battuto la testa sul marciapiede.

Dopo il pestaggio, l’uomo le ha strappato una collana d’oro e la borsetta contenente effetti personali, documenti e 300 euro in contanti.

La donna è stata portata all’ospedale all’Angelo, dove le sono stati riscontrati traumi molto seri.

Marocchini fanno irruzione in chiesa: defecano e urinano sull’altare

SERRAVALLE luglio 2013 –  Prima si sono intrufolati nella canonica di Libiola e hanno rubato i soldi delle quote versate dai bambini del Grest; poi, non contenti, hanno raggiunto la vicina chiesa che, dal terremoto dell’anno scorso, è una semplice tensostruttura di plastica e, accanto all’altare hanno defecato e urinato. Un atto sprezzante, vandalico e sacrilego. I responsabili sarebbero anche stati individuati, perché una donna li ha visti uscire dalla tenda. Si tratterebbe di quattro ragazzi di origini marocchine, uno residente a Serravalle, gli altri tra Ostiglia e i paesi vicini.

Il fatto è successo giovedì pomeriggio, ma il parroco, don Eugenio Ferrari, ha formalizzato solo ieri la denuncia ai carabinieri. Quel giorno la casa parrocchiale di Libiola, abitate dalle due suore, era vuota e chiusa a chiave perché le religiose, insieme con lo stesso parroco, erano andate in gita con i bambini del Grest, gita di solo un giorno in una località di montagna. Indisturbati, quindi, i malviventi hanno rotto la serratura di una porta sul retro e sono entrati. Sono saliti al piano di sopra e hanno forzato anche la serratura della stanza da letto della suora superiora. In un borsello chiuso in un cassetto c’erano circa ottanta euro, le quote della terza settimana di Grest, più una parte del ricavato di una risottata organizzata dal gruppo estivo con bambini e genitori. Compiuto il furto, il gruppetto non si è accontentato di allontanarsi. Ha voluto lasciare un segno. Un vandalismo, che nel luogo dove è stato compiuto, assume anche il significato di una provocazione, di uno sfregio voluto e inqualificabile.

Senza alcuna difficoltà, i malviventi hanno tagliato il bordo di plastica della tenda utilizzata come chiesa e, una volta dentro, hanno lasciato gli escrementi accanto all’altare. Nel tendone non c’è assolutamente nulla da rubare, quindi terminati i bisogni organici, i ladri-vandali se ne sono andati. A quanto pare, una signora del posto li ha visti scappare e ne ha riconosciuto uno, quello che abita a Libiola. Agli altri tre complici, sarebbero arrivati i carabinieri che hanno ricevuto la denuncia del parroco. Al momento sarebbero state individuate quattro persone, quattro ragazzi di origini marocchine residenti a Libiola e nei dintorni di Ostiglia, ma nei loro confronti ancora non sono stati presi provvedimenti perché le indagini non sono concluse. Intanto si sfoga, amareggiato, don Eugenio: «Se fossero venuti a rubare dei soldi perché hanno fame, non avrei neanche fatto denuncia; li avrei perdonati. Ma quello che hanno fatto in chiesa è un gesto su cui non si può sorvolare, è inqualificabile». «Mi dispiace, anche perché, come sembra, il fatto è stato compiuto da quattro ragazzi marocchini – va avanti don EugenioHanno dimostrato sprezzo nei confronti della nostra religione. Ma se io facessi la stessa cosa in una loro moschea, mi taglierebbero il collo, o no?».

http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/07/23/news/rubano-in-canonica-e-insozzano-la-chiesa-1.7465862

Esatto, le taglierebbero la gola.