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Zingare razziano metrò: non possono arrestarle, sono sempre incinte

Ladre in Metro che non possono essere arrestate: sono sempre incinte

Sta diventando un “‘caso” quello delle borseggiatrici di origine bosniaca che, da qualche settimana, bazzicano tra Cadorna e Centrale. Pizzicate due volte nelle ultime quattro settimane dalla polizia locale, sono sempre state rilasciate: prima arrestate, manette “convalidate” e rimessa in libertà. Il motivo? Hanno appena avuto o stanno aspettando un bambino.

E’ un gruppo nutrito, di cinque o sei complici, che lavora incessantemente, come racconta il Corsera. La tecnica è semplice. Si avvicinano  a una ‘preda’ al momento della salita sulla metropolitana; è solitamente una donna con la borsa socchiusa o completamente aperta. Creano calca. Mentre una di loro mette fisicamente la mano nella borsa della vittima, un’altra copre il tutto con un grosso borsone. Le altre fanno da sentinella. Non appena hanno in mano il bottino, scendono con rapidità prima che si chiudano le porte. E la persona derubata rimane in metrò.

Sono ben vestite, sembrano ragazze normali, e probabilmente sono a libro paga di un’organizzazione criminale ‘più grande di loro’. Le telecamere Atm mostrano, implacabili, il loro operato. Che con le maternità in arrivo diventa quasi inarrestabile. Potreste rimandarla a casa loro, no?

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Con lo svuotacarceri sarà ancora peggio.

Bosniache dedite al borseggio seriale: libere di delinquere perchè sempre incinte

Milano 24 giugno 2013 – Le chiamano così: le bosniache (per la nazionalità). Scendono in metrò ogni giorno. «Lavorano» per ore, nelle fasce più affollate dai passeggeri. Non si allontanano quasi mai dal centro, rimangono di solito in uno spazio delimitato dalle fermate Centrale e Cadorna. Chi frequenta per abitudine quelle stazioni del metrò le ha viste spesso. E le riconosce. Scippano e borseggiano. Ogni giorno. Più volte al giorno. Le conoscono gli agenti della Polizia locale. Ricordano le loro facce molti operatori dell’Atm (per seguirle e fermarle, sono sempre più fondamentali i sistemi di sicurezza e la modernissima e capillare rete di telecamere dell’azienda dei trasporti). Ogni tanto le arrestano. E qualche giorno dopo le rivedono. Perché le bosniache sono un gruppo di madri e future madri. Tutte incinte. La procedura di solito è questa: arresto, convalida, rimessa in libertà. Soltanto nell’ultimo mese è successo due volte.

Quindici giugno scorso, metà mattinata, fermata Cadorna, i vigili dell’Unità prevenzione reati predatori individuano le ragazze e le seguono attraverso le telecamere dell’Atm che inquadrano gli angoli delle stazioni. Appena «agganciate», le bosniache fanno però subito il primo borseggio. Con la tecnica che usano sempre, un copione a suo modo «perfetto»: circondano una donna nel momento in cui sta salendo sul treno, creano un po’ di calca, una infila la mano nella borsa. Mentre il treno parte, riescono tutte a saltar fuori, mentre la vittima rimane dentro. È per questo che da tempo anche il Comune ripete di fare attenzione in metropolitana, in particolare nei momenti di salita sui treni. Comunque, poco prima delle 11 del 15 giugno, le ragazze entrano in un treno e si allontanano.

Gli investigatori della Polizia locale, in borghese,scendono allora in banchina. E aspettano. Le bosniache sono seriali, ripetitive, un «gruppo d’assalto» che non si ferma mai. E infatti poco dopo ricompaiono in banchina a Cadorna. Stesso metodo: stavolta seguono una donna con un trolley. La circondano, scappano dal treno nel momento in cui si stanno per chiudere le porte. È in quel momento che gli agenti della Polizia locale le bloccano. La stessa cosa era già accaduta esattamente due settimane prima, il primo giugno. E in tutti e due i casi l’esito è stato lo stesso: la Procura ha convalidato l’arresto, ma le ragazze sono state rilasciate, perché sono tutte incinte.

E qui si pone un problema più generale e complesso per le autorità: se da una parte la gravidanza (rispetto a reati non gravissimi come il borseggio) è motivo per non entrare in carcere, dall’altra queste ragazze tornano in metropolitana a commettere sempre gli stessi reati. Anche perché fanno parte di gruppi criminali che le sfruttano, come accade per l’accattonaggio con i minorenni. Le bosniache sono ben vestite, come giovani ragazze qualsiasi. Si muovono in gruppo o si dividono, per poi riunirsi. Continueranno a passare sotto le telecamere di controllo dell’Atm. Chi indaga, sa che la questione non è se, ma quando verranno riarrestate.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_giugno_24/banda-borseggiatrici-bosniache-metropolitana-rilasciate-incinte-2221813839343.shtml

Anziana rapinata da immigrati: le spaccano il femore

Genova – Le hanno strappato la catenina dal collo, prendendola alle spalle con violenza davanti all’ascensore di casa. L’anziana genovese di 83 anni stava ritornando a casa dopo la spesa. L’aggressione ad opera di due stranieri forse dell’Est è avvenuta in Salita Brasile, sopra Bolzaneto.

Soccorsa dal 118 è stata trasportata all’ospedale di villa Scassi con il femore rotto.

Sempre ieri un’altra pensionata è stata scippata mentre rincasava nella sua abitazione di via Romagnosi. La donna di 81 anni è stata aggredita da un cittadino di origini sudamericane che è scappato con la sua catenina.

http://voxnews.info/2013/05/05/nuova-aggressione-a-genova-le-rompono-il-femore/

Milano, 16enne rapita da immigrati: portata su furgone, spogliata e palpeggiata

Milano 26 apr 2013 – Una studentessa 16enne di Rozzano, comune alle porte di Milano, è stata sequestrata, costretta a spogliarsi e molestata da alcuni uomini, forse di origine nordafricana.

Boldrini: "gli immigrati sono risorse"

Un racconto, ora all’esame dei carabinieri, su cui al momento non emergerebbero punti oscuri o contraddizioni da parte della ragazza. E’ stata la stessa giovane a presentarsi in caserma il 22 aprile e a raccontare che alcune ore prima, mentre a piedi stava raggiungendo la scuola, è stata avvicinata da alcuni uomini di origine straniera che l’hanno costretta a salire su un vecchio furgone al cui interno, dopo averla bendata, l’hanno fatta spogliare e l’hanno palpeggiata. Abbandonata, senza cellulare, nel comune di Zibido San Giacomo è salita su un autobus ed è tornata nel suo paese, raggiungendo poi la madre che si trovava al lavoro.

L’indagine, coordinata dai militari della Compagnia di Corsico e di Rozzano, sta cercando di far luce su ogni dettaglio utile per risalire ai responsabili, per questo si stanno acquisendo i filmati delle telecamere presenti nella zona, mentre gli abiti della minorenne aggredita sono stati inviati al Ris per le analisi specifiche.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/04/26/news/rozzano_sequestrata_e_molestata_una_sedicenne_vittima_del_branco_-57509097/

Zingari terrorizzano clienti supermercato, il consiglio delle autorità? “Urlate”

AOSTA – Arroganti, invadenti, minacciosi. Istantanea della coppia di romeni scattata dai numerosi clienti del supermercato discount Lidl di Saint Christophe. Il piazzale-parcheggio è presidiato dai due di etnia rom dal mattino alla sera.

«Lei, in particolare – riferiscono – pretende che le si diano soldi. Si affianca alle auto e insiste con un perentorio “Dammi i soldi”. Lui si apposta in un altro spazio. Sorveglia e chiede soldi. Qualcuno lascia qualche spicciolo per timore di trovarsi la macchina danneggiata. E’ mai possibile che dobbiamo continuare a confrontarci con queste persone che hanno deciso di vivere sulle spalle degli altri?», interrogano.

Di sera la donna, che dice di essere incinta, aumenta la sua spavalderia. Questa la testimonianza di una ragazza cliente abituale del Lidl. «Niente nomi – premette -. Ho paura. Due sere fa, ho visto avvicinarsi una giovane donna che pensavo volesse chiedermi un’informazione. Le ho anche sorriso. Ho capito, in pochi secondi, le sue intenzioni. Dandomi piccoli colpetti sul braccio, mi ha quasi imposto di darle soldi. Ho reagito a parole e sono salita in macchina in tutta fretta, ma confesso di essermi spaventata. E’ chiaro che nelle ore serali non vado più a fare la spesa, se proprio non sono obbligata. Mi domando – chiosa – se dobbiamo continuare a sentirci ospiti in casa nostra».

Ormai, si contano sulle dita di una mano le persone che credono ancora nella povertà di questa gente. Il popolo rom è tutt’altro che indigente. Gli stessi cittadini romeni che, da secoli, convivono in Romania con questa gente, raccontano delle «ricchezze di questi nomadi che scelgono una vita all’apparenza misera. In realtà sguazzano nell’oro», dichiarano. Ricordano i numerosi reportage televisivi in cui si vedono eleganti camper dotati di ogni comfort. «Il vagabondaggio fa parte della loro cultura», dicono molti cittadini romeni.

I gestori del punto vendita non nascondono il loro sconcerto per una situazione che si trascina da anni. In questo periodo imperversa questa coppia; in un recente passato, altri giovani provenienti dalla Romania. L’avvicendamento è frequente e irritante. Non è più tollerabile la loro sfacciataggine. Sanno di essere protetti dalla legge e agiscono indisturbati. «Bisognerebbe modificare la normativa, proibendo l’accattonaggio», puntualizzano molti clienti del Discount.

«Abbiamo le mani legate – dicono responsabili e dipendenti del Lidl -. Il piazzale è pubblico e chiunque può entrare. Persino le forze dell’ordine hanno dichiarato la loro impotenza, nonostante un forte impegno. La legge non permette interventi repressivi in una pubblica piazza». Aggiungono: «Avvertiamo sempre i clienti di stare attenti, ma soprattutto di non lasciarsi intimorire. Piuttosto, se la loro insistenza diventa esagerata, consigliamo di urlare per attirare l’attenzione».

http://www.aostaoggi.it/2013/marzo/21marzo/news29718.htm

Scende dal bus: immigrato la aggredisce

Genova – Una volante del commissariato San Fruttuoso è intervenuta poco prima della mezzanotte in salita Costa di Sant’Eusebio.
Una donna di anni 61 ha dichiarato ai poliziotti che poco prima, appena scesa dall’autobus, è stata aggredita da tergo da un nordafricano, che dopo averla spintonata a terra, le ha strappava gli anelli dalle dita e la borsa dal braccio.

http://voxnews.info/2013/01/07/genova-rapinata-appena-scesa-dal-bus/

Immigrata psicolabile si denuda in mezzo alla strada e danneggia due auto

Come faremmo senza immigrati?

BARI – Traffico in tilt a Bari tra via Trevisani e via Dante. Niente incidenti o lavori in corso, ma uno «spettacolo» inconsueto. Una donna è salita sul tetto di un’auto e si è spogliata. A seno scoperto e perizoma ha cominciato a esibirsi con tanto di spettatori entusiasti per il fuori programma. Lo spettacolo della donna, una ragazza latinoamericana residente nel rione Libertà (già nota per alcune sue performance simili) è andato in scena poco dopo mezzogiorno ed è durato quasi mezz’ora. A ritmo di danze caraibiche è salita su diverse auto, danneggiandone almeno un paio, tra l’incredulità dei passanti.

Sul posto, oltre ai molti curiosi pronti a scattare foto, sono intervenuti carabinieri e due ambulanze. Gli operatori del 118 sono riusciti a calmare la donna, coprirla e trasportarla al Policlinico. Dopo pochi attimi il traffico è tornato alla normalità.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/3-novembre-2012/bari-seno-nudo-il-perizomadonna-sale-un-auto-traffico-tilt-2112541057682.shtml