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Genova: donna massacrata sul lungomare, arrestato marocchino

Genova 10 settembre 2013 –  Le urla strazianti provenienti dal Lungomare Canepa hanno attirato l’attenzione dei poliziotti, che si sono immediatamente recati sul posto, sorprendendo un uomo, un 40enne marocchino, che stava colpendo con calci e pugni una donna distesa a terra. Alla vista degli agenti, l’uomo ha tentato di darsi alla fuga spintonandoli, ma è stato prontamente bloccato. La donna, una cittadina polacca di 41 anni, ha riferito agli operatori di conoscere il suo aggressore, che per qualche tempo aveva ospitato a casa sua nel tentativo di farlo disintossicare dall’assunzione di sostanze stupefacenti. L’uomo, però, ben presto aveva abbandonato il suo proposito e lei si era vista costretta ad allontanarlo dall’abitazione.

Proprio nella serata di ieri, si erano incontrati per strada ed il marocchino gli aveva strappato la borsa riuscendo a rubarle circa 400 euro e le chiavi di casa. Dopo alcune ore la donna lo aveva rintracciato in Lungomare Canepa e alla richiesta della restituzione del denaro e delle chiavi, l’uomo aveva reagito molto violentemente. La vittima, accompagnata presso il pronto soccorso dell’Ospedale Galliera è stata medicata e dimessa con una prognosi di 10 giorni. L’uomo, trovato in possesso del denaro sottratto alla donna, è stato arrestato per rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Nel corso dell’intervento è stato denunciato un connazionale dell’aggressore di 33 anni che, trovato in sua compagnia, è risultato inottemperante all’espulsione amministrativa e contestuale ordine del Questore.

http://www.genova24.it/2013/09/sampierdarena-violenta-rapina-in-lungomare-canepa-donna-presa-a-calci-e-pugni-55819/

Violenta polacca arrestato marocchino

Società multietnica – Un cittadino marocchino è stato arrestato dai Carabinieri per lesioni personali aggravate e violenza sessuale. A S. Raineri, nel piazzale degli imbarchi, ha tentato di stuprare una 57enne di origini polacche che per le percosse è ora ricoverata in prognosi riservata.

Domiciliata a Messina, la donna era stata poco prima aggredita dall extracomunitario il quale, dopo averla avvicinata con l’intento di avere un rapporto  sessuale, alla resistenza della malcapitata, l’avrebbe aggredita malmenandola.

Le  indagini avviate dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile,  hanno consentito di identificare subito l’aggressore,  un   marocchino di 26 anni.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’uomo, essendosi trovato in casa di altre persone insieme alla donna polacca, avrebbe iniziato a palpeggiarla. Nella circostanza, la donna, nel tentativo di allontanare il  marocchino veniva aggredita e malmenata con calci e pugni, e colpita violentemente e ripetutamente al capo con un piatto in ceramica, tanto che per le lesioni riportate,  è stata trasportata  in Ospedale   dove veniva giudicata in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita.

Segrega e picchia convivente per farla battere, arrestato polacco


ANSA.it
Segrega e picchia convivente, arrestato
ANSA.it
Segrega e picchia convivente, arrestato (ANSA) – ROMA, 10 GIU – Un polacco di 57 anni e’ stato arrestato per aver segregato in una baracca e picchiato la sua convivente, una polacca di 54 anni, per avere da lei prestazioni sessuali. A denunciare l’uomo  

Genova: preso rapinatore violento, è un ecuadoriano

Rapina in piazza De Ferrari 4 giugno 2013, un arresto

nova – Si trovava in compagnia di un’amica davanti a un bar in piazza De Ferrari quando è stata avvicinata da un uomo che, con un gesto repentino, l’ha afferrata per un braccio flettendolo fino a farle male, impossessandosi della sua borsa, fuggendo poi nei vicoli attigui.

La giovane, una polacca di 22 anni, si è messa all’inseguimento del malvivente senza mai perderlo di vista, mentre l’amica coetanea ha contattato la sala operativa della questura.

Le invocazioni d’aiuto delle due ragazze sono state accolte da un uomo che, in via Luccoli, ha tentato di fermare il rapinatore in fuga. Sentendosi braccato, quest’ultimo, tenendo stretta la refurtiva, ha cominciato a divincolarsi, spintonando con violenza la ragazza polacca, facendola cadere a terra e provocandole escoriazioni alle ginocchia.

I poliziotti, giunti in quel frangente, a fatica hanno bloccato il malvivente, rendendolo inoffensivo. Lo straniero, un cittadino di origine ecuadoriana di 41 anni, accompagnato presso gli uffici della questura per gli accertamenti, è stato trovato in possesso di un coltello di piccole dimensioni, ma molto affilato, nascosto nella tasca dei pantaloni.

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Pestato a morte da due stranieri

ROCCASTRADA – È stato picchiato a morte colpito ripetutamente, in maniera brutale e selvaggia. Così è morto un uomo di 54 anni, trovato cadavere dai Carabinieri in un agriturismo di Roccastrada. L’uomo era stato trovato nella notte tra venerdi e sabato disteso sul letto. All’apparemnza si trattava di una morte naturale, ma qualcosa ha insospettito il comandante della stazione: era tutto troppo ordinato, troppo preciso, troppo controllato. Come se qualcuno avesse rimesso a posto, come se ci si fosse accordati per dare una certa versione dei fatti.

La successiva ricognizione cadaverica non ha fatto altro che avvalorare tali dubbi: sul corpo sono state riscontrate ecchimosi ed escoriazioni che costituivano il segno di una lotta che, dalle prime ricostruzioni, potrebbe aver coinvolto la vittima e due parenti, il cognato di 37 anni e il nipote di 33 di cui l’uomo era ospite. Dai primi riscontri sembra che gli uomini avessero bevuto troppo.

Dalle ricostruzione fatta dai carabinieri è emerso che l’uomo, un musicista di nazionalità polacca, era giunto in Italia da poche ore assieme al figlio, era andato a salutare alcuni conoscenti e poi si era recato a casa dei parenti, tutti polacchi, dove avrebbe trascorso la notte. Dopo cena tra l’uomo e il nipote era esplosa una lite, dalle parole si era passati ai fatti e nipote e cognato, forse alterati dall’alcol, avevano aggredito la vittima fino ad ucciderla. Al termine degli interrogatori i due sono stati sottoposti a fermo presso il carcere di Grosseto con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

http://www.ilgiunco.net/2013/02/17/omicidio-in-un-agriturismo-lo-picchiano-fino-ad-ucciderlo/

Seviziata da immigrato per tutta la notte: catturato

Le violenze la notte di Santo Stefano. Ora la cattura. In carcere un 57enne immigrato. La moglie è stata pestata e quasi torturata con un coltello

Il sindaco Zanonato festeggia l'integrazione

PADOVA—Una notte intera legata a una sedia, con i piedi immobilizzati, le mani dietro la schiena, un cerotto sulla bocca. E violenze di ogni tipo: sadismo, tagli, pugni. Poi la liberazione, la denuncia, e, dopo un mese l’arresto. E’ l’epilogo di una vita di coppia ai margini, immersa nella disperazione e del degrado. I protagonisti sono una donna polacca di 57 anni e di suo marito, un croato di 56 che abitano in via Schiavone, all’Arcella. Lui è un nullafacente, vive di espedienti, mangia alle cucine popolari. Sono sposati da tempo, hanno figli grandi cresciuti a Padova, ma che dalla città se ne sono andati da un pezzo, lasciando i genitori a sbrogliarsi le loro liti. Ma lui, Zlatko Grguric, con il tempo è diventato violento, sempre di più. Tanto che lei lo ha più volte denunciato. Il giudice gli aveva imposto di non avvicinarla più, di andarsene di casa, ed è diventato di fatto un barbone.

Lei però si è impietosita e durante le feste lo ha riavvicinato. L’idea che l’uomo con cui aveva passato una vita, seppur terribile negli ultimi tempi, potesse rimanere da solo, non riusciva a sostenerla. Per cui il 26 dicembre gli ha consentito di andare a pranzo a casa. I due hanno mangiato con dei parenti, e poi sono rimasti soli. Lui ha continuato a bere e la sua mente ha cominciato ad offuscarsi. Stando a quanto raccontato dalla donna nella successiva denuncia ai carabinieri lui, nel corso della serata, l’avrebbe legata ad un sedia con del nastro adesivo. Le ha immobilizzato poi i piedi con la cintura di un accappatoio, legato le mani dietro la schiena e messo dello scotch in bocca. E poi avrebbe dato il via ad una lunga e perversa serie di violenze. Pugni ovunque, schiaffi, insulti. Non solo. Lui avrebbe anche preso un coltello da cucina e le avrebbe tagliuzzato le gambe e le braccia. Non risulta invece le siano state inflitte. Solo verso la mattina del 27 Zlatko sarebbe crollato sotto l’effetto del vino. Lei è riuscita così a liberarsi, ha preso la machina ed è scappata. Ha tenuto per un po’ d’occhio la casa e quando si è accorta che lui era uscito è rientrata e ha chiamato i carabinieri. Sono così intervenuti gli uomini nel nucleo operativo radiomobile comandati dal tenente Vito Franchini ed è scattata la ricerca dell’uomo. Di lui sembravano essersi perse le tracce. Giovedì, a distanza di quasi un mese, un contatto nel Veneziano aveva indicato ai carabinieri che l’uomo si stava dirigendo in treno verso Padova. E una volta in stazione Zlatko ha trovato ad aspettarlo le manette e la galera.

Nome: Carlo

http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2013/26-gennaio-2013/legata-seviziata-casa-preso-marito-aguzzino-2113719364942.shtml

Immigrata “seduce” 82enne e distrugge una famiglia: anziana picchiata e umiliata

CATTIVI MAESTRI

LA STORIA TRISTE DI UN’OTTANTENNE VITTIMA DELLA CARITAS, DI RICCARDI E DELLA LORO IDEOLOGIA DEMENZIALE

ANCONA – Lascia la moglie, sua coetanea, per una immigrata di 20 anni più giovane in cerca soldi, lei non si rassegna e continua a cercare di svegliare il marito ormai rimbambito: la nuova “coppia” la aggredisce, la umilia, la minaccia e finisce sotto processo per maltrattamenti in famiglia.

Il rinvio a giudizio dell’ex marito e della convivente, una polacca di 60 anni, è stato disposto ieri dal gup del Tribunale. La faida familiare, sfociata prima nel tradimento e poi nei soprusi, è avvenuta a Camerano, dove fino al 2008 i coniugi, entrambi di 82 anni, imprenditori artigiani in pensione, sposati da 60 anni, erano andati d’amore e d’accordo.

Un rapporto solido spezzato 4 anni fa dall’arrivo improvviso della straniera. La donna era stata presentata al nonnino come una povera bisognosa di aiuto. Così l’uomo l’aveva accolta in casa per offrirle
un pasto caldo e un piccolo sostegno economico. E dalla frequentazione della villa è nata l’affettuosa amicizia con il vecchietto. Fino a febbraio 2011 quando i due avrebbero allacciato una vera e propria relazione.
La polacca trascorreva la notte con il suo nuovo partner, mentre la moglie era stata invitata a trasferirsi al piano superiore della villa. Folle di gelosia, l’anziana che non riusciva ad accettare di essere stata messa da parte avrebbe cercato di riconquistarlo. La nonnina scendeva tutti i giorni al piano di sotto pretendendo di trascorrere ogni istante della giornata con il coniuge e la nuova convivente. Così la novella coppia l’avrebbe bistrattata, offesa, aggredita. «Se non ci lasci in pace, lui ti caccia di casa» le avrebbe detto più volte la polacca, facendola andare su tutte le furie.
Erano stati mesi e mesi di insulti e liti, che avevano spinto l’anziana a sporgere varie querele e i carabinieri a numerosi interventi nella villa per cercare di calmare gli animi. Poi a ottobre 2011 la decisione del marito di rivolgersi al Tribunale e di chiedere la separazione, concessa nonostante la moglie non ne volesse sapere. Le discussioni erano proseguite anche dopo il provvedimento del giudice. E ieri l’oramai ex marito e la compagna sono stati rinviati a giudizio per maltrattamenti. Lui dovrà anche affrontare un processo per mancata corresponsione degli alimenti all’ex moglie e alla figlia di 54 anni, che abita con lei.

http://www.ilmessaggero.it/marche/ancona_tradimento_amore_sesso/notizie/245123.shtml