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Fugge da tunisino: la pestava e faceva mangiare in ciotola cane perché impura

Parmigiana scappa dal marito tunisino: la costringeva a mangiare nella ciotola del cane

Ha subito violenze ed umiliazioni per anni ma alla fine una ragazza parmigiana di 35 anni è riuscita a fuggire dall’incubo durato anni. Il marito, un tunisino di 45 anni, dopo il matrimonio l’ha tenuta in una condizione di sottomissione estrema, costringendola anche a mangiare nella ciotola del cane.

Dopo il trasferimento a Tunisi è iniziato l’incubo. Secondo quanto ricostruito dall’associazione Stop Femminicidi alla quale la donna si è rivolta in cerca di aiuto, il marito l’ha costretta in piĂą occasioni ad avere rapporti sessuali con altri uomini e ad ospitare nella loro casa le sue amanti. Una condizione che la donna ha subito per molto tempo ma dalla quale ha avuto il coraggio di uscire. Un turbinio di violenza che ha reso la 35enne non in grado di reagire. Un marito padrone che la soggiogava continuamente e non la lasciava uscire di casa. “

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Svuotacarceri: solo 4 anni allo stupratore, presto fuori

Un’aggressione vile, brutale, in pieno pomeriggio. Lo scorso gennaio una ventenne parmigiana è rimasta vittima di un tentato stupro nel cuore dell’Oltretorrente: mentre rincasava verso le 18, un cittadino libico 36enne l’afferrò, la spinse contro un muro e tentò di spogliarla, riuscendo a slacciarle i jeans. La giovane terrorizzata trovò il coraggio di divincolarsi e di tirare fuori il cellulare per dare l’allarme. Riuscì a fuggire e il malvivente venne arrestato.

Walid Larbi, questo il nome dell’aggressore, un libico con cittadinanza tunisina, è stato condannato a quattro anni di reclusione con rito abbreviato. Ne dĂ  notizia la Gazzetta di Parma. Alla giovane, che si è costituita parte civile, dovrĂ  pagare un risarcimento con provvisionale di 5mila euro.

http://parma.repubblica.it/cronaca/2013/06/28/news/tentato_stupro_in_via_imbriani_quattro_anni_all_aggressore-62004074/?rss

Ricordiamo che la ‘svuotacarceri’ voluta dal duo criminale Alfano-Cancellieri, prevede i domiciliari per reati inferiori ai 6 anni. E sconti di 1/3 della pena.

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Gli stupratori sono bestie

L’ha strattonata, sbattuta su un muro e poi ha provato ad abbassarle i pantaloni. Era una vera e propria violenza sessuale l’aggressione di mercoledì scorso in Oltretorrente perpetrata da un 36enne ai danni di una giovane parmigiana. L’uomo è finito in manette, lei con una prognosi di 25 giorni per le ferite riportate al collo e alle gambe.

L’episodio è accaduto in via Imbriani, dove la 20enne intorno alle 18 ha incontrato il suo aggressore, un libico con cittadinanza tunisina che conosceva di vista. Dopo aver provato inutilmente ad avvicinarla con le buone, vedendo che la ragazza rifiutava ogni approccio, lo straniero l’ha spinta con violenza contro un muro e tenendola ferma ha cercato di abbassarle i pantaloni. Ma si è accorto che la vittima stava tentando di fare una chiamata al cellulare e ha allentato la presa. In quel momento la giovane è riuscita a darsi alla fuga ed è corsa fino a via Bixio, dove si è rifugiata in un bar di fronte a via Costituente.

Da lì ha telefonato al fidanzato, che è accorso subito al locale e insieme hanno chiamato la polizia. Nonostante fosse sotto shock, la 20enne è stata in grado di fornire agli agenti un identikit dettagliato del suo aggressore, riconosciuto soprattutto grazie a un particolare: le scarpe argentate. E’ stato trovato dopo poche ore, verso le 21, a casa sua, che dormiva. Ora è in carcere con le accuse di violenza sessuale e lesioni.

http://parma.repubblica.it/cronaca/2013/01/21/news/ragazza_aggredita_in_via_imbriani_un_arresto_per_violenza_sessuale-50981174/