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Magistrati fanatici: indagato 81enne che ha difeso la moglie

Roma, 1 lug. – La Procura di Roma ipotizza per Ilario D’Apollonio, l’imprenditore che sabato scorso ha ucciso il romeno Nicolae Valentin Barbat, l’accusa di omicidio volontario. Il provvedimento e’ stato preso come atto dovuto in attesa che l’autopsia che si svolgera’ probabilmente domani, chiarisca la dinamica del fatto accaduto durante un tentativo di rapina nella villa di D’Apollonio.

L’indagine e’ affidata al pubblico ministero Elisabetta Ceniccola che ha gia’ affidato al medico legale l’incarico di fare l’autopsia del ladro. Intanto come e’ noto sono stati arrestati i due complici di Barbat accusati di concorso in rapina. Il loro interrogatorio e’ previsto per i prossimi giorni.

http://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/1271823/Roma–uccide-bandito-durante-rapina-in-villa–indagato-imprenditore.html

Alla Procura di Roma ci sono seri problemi, ed è risaputo. Non solo ‘svuotano’ le carceri, ma impediscono anche al cittadino di difendersi.

E sprechiamo soldi in autopsie per capire cosa? Cosa doveva fare l’81enne mentre puntavano la pistola contro la moglie, chiedere se intendessero veramente sparare? E poi, chi irrompe in casa d’altri, merita di morire, o comunque, è l’unico responsabile di quello che può accadere. In un paese normale, nessuna indagine. A questi magistrati andrebbe ricordato che Roma si fonda sull’omicidio di chi oltrepassò un confine.

Boldrinate: dietro l’omicidio di Cisterna un giro di permessi di soggiorno

Giornata dedicata all’interrogatorio di Raj Kumra e all’esame delle salme. Il duplice omicidio di Cisterna, madre e figlie uccise dal marito di Stefania Di Grazia che ha poi infierito anche su Martina Incocciati, entra nella fase degli ultimi accertamenti. Questa mattina il medico legale Saverio Potenza riceverĂ  l’incarico dal magistrato per eseguire l’autopsia sulle salme di madre e figlia. I cadaveri sono stati portati dall’agenzia Ianiri di Cisterna al cimitero di Latina, dove si svolgeranno gli esami previsti. Subito dopo le salme saranno a disposizione dei familiari, funerali forse domani. Nelle stesse ore forse l’indiano di 36 anni, assistito dall’avvocato Benedetto Faralli, sarĂ  ascoltato dal giudice per le indagini preliminari Costantino De Robbio, anche se in serata il difensore non aveva ancora ricevuto la notifica. Sull’operaio – in stato di fermo – pende l’accusa di duplice omicidio, è reo confesso e ha spiegato al magistrato che segue la vicenda, il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, di aver agito perchĂ© esasperato dalle continue richieste di denaro di Stefania. Poi ha ricostruito il delitto, ha detto che una volta uccisa lei ha dovuto eliminare anche la figlia, testimone scomoda dell’omicidio. «Era spaventato dalle minacce della donna che gli diceva continuamente che l’avrebbe fatto cacciare dall’Italia – spiega l’avvocato Faralli – sapeva che voleva soldi, sabato mattina aveva portato 100 euro, lei ne pretendeva almeno 500 e l’uomo ha reagito. Erano mesi che pagava». Gli investigatori avevano parlato di un debito di 8.000 euro riferito dallo stesso Raj Kumra.

LA RICOSTRUZIONE – I carabinieri del reparto crimine violento del Ros hanno lavorato a lungo anche ieri, insieme ai colleghi del comando provinciale, per non lasciare nulla di intentato. In particolare andranno consegnati dettagliatamente tutti gli spostamenti dell’indiano la mattina di sabato, quella del delitto. Grazie ai tabulati telefonici gli uomini del colonnello Giovanni De Chiara hanno scoperto che Raj aveva chiamato la donna il giorno prima, poi le «celle» dei telefonini lo hanno dato nella zona del delitto proprio nelle ore in cui si consumava il duplice omicidio. Altri accertamenti del reparto territoriale di Aprilia, con il maggiore Andrea Mommo, il capitano Ivano Bigica e il comandante della stazione di Cisterna, maresciallo Giovanni Santoro, hanno portato all’individuazione dell’indiano a Nettuno e alla ricostruzione dell’attivitĂ  per la quale era stato ricattato. Arrivando fino a uccidere.
«Stiamo verificando – spiega il colonnello De Chiara – le pratiche aperte dalla donna presso l’Inps e con l’ufficio stranieri della Questura». Non si esclude, a questo punto, un giro piĂą vasto legato ai permessi di soggiorno.

http://www.ilmessaggero.it/LATINA/madre_figlia_omicidio_cisterna_latina/notizie/263895.shtml

Tutto il nostro dispiacere è per la morte della povera ragazza. Solo per lei.

Magistratura eversiva: indagato per omicidio aggredisce donna, libero!

Immigrato di 30 anni, arrestato per violenza privata, è subito tornato libero

Magistratura eversiva

Ha avvicinato una donna all’uscita del supermercato Carrefour di via Recchi. Ha preteso che le consegnasse del denaro.
Al rifiuto della signora, ha impugnato una bottiglia di vetro e l’ha lanciata addosso alla vittima.
Una scena di ordinaria violenza andata in onda di fronte a più persone, che ha poi ”regalato” un inatteso retroscena: il responsabile, poi arrestato dai carabinieri della stazione di Como, non è nient’altro che Karol Grzeszczyszyn, polacco di 30 anni domiciliato in via Natta, già noto alle cronache cittadine in quanto indagato dalla procura per la morte del connazionale (Pawel Zbigniew Pietrucha, 38 anni) trovato senza vita al Quarto Ponte. Una vicenda che risale alla notte tra il primo e il 2 marzo scorso. 

Da quanto ricostruito, proprio Karol colpì il connazionale con un pugno. Sul posto intervennero le volanti che identificarono i responsabili. Gli stessi che ora sono indagati in quanto la mattina successiva, la vittima di quel pugno fu trovata senza vita al Quarto Ponte sotto una coperta usata per proteggersi dal freddo della notte. L’autopsia sul corpo della vittima ha permesso di appurare la causa della morte, ovvero un edema polmonare. Difficile comunque attribuire la causa dell’edema stesso e del successivo decesso alla rissa della sera prima. Motivo per cui, una volta che la relazione del medico legale sarà consegnata in procura, probabilmente cadrà l’accusa di omicidio in concorso. 

Ma, al momento, Karol Grzeszczyszyn – che è giĂ  stato a lungo sentito nella caserma dei carabinieri di Como – rimane indagato per quella morte.
Non pago di queste grane con la giustizia, il 30enne polacco ha pensato bene di andarsi a cercare nuovi guai.
Così nella giornata di venerdì, prima è stato fermato e identificato in piazza Duomo a Como – intorno alle 15 – mentre litigava con un connazionale in evidente stato di ebbrezza (tanto da rimediare una multa per ubriachezza), poi, solo un’ora dopo, alle 16, Karol si è spostato in via Recchi dove ha atteso l’uscita di una signora che aveva appena finito di fare la spesa e l’ha aggredita lanciandole addosso una bottiglia di vetro. Il tutto, dopo aver preteso invano dei soldi.
L’uomo si è poi allontanato, ma i molti testimoni dell’accaduto hanno fornito ai carabinieri le indicazioni giuste – soprattutto in base all’abbigliamento – per individuarlo poco dopo nei pressi della tangenziale.
Karol Grzeszczyszyn è così stato arrestato e la segnalazione è stata girata in procura a Como.
Il sostituto procuratore di turno, il pm Massimo Astori, ha aperto un fascicolo con l’accusa di violenza privata.
Il 30enne polacco è stato arrestato e ieri mattina è comparso in tribunale a Como per essere processato per direttissima.
Alla fine ha optato per patteggiare la pena di 6 mesi che è poi stata sospesa ed è tornato libero. Oltre all’omicidio in concorso, sul suo capo pende anche un altro fascicolo (pm Simone Pizzotti) con modalità pressoché identiche a quelle dell’aggressione avvenuta al Carrefour.