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Seviziata per tutta la notte dal fidanzato marocchino

Imbavagliata, legata e picchiata per tutta la notte. Vittima dell’inaudito episodio di violenza una ragazza di 18 anni di Casalvelino costretta a subire le percosse del fidanzato. Il ragazzo, un trentenne di origini marocchine proveniente da Santa Maria di Castellabate ma da tempo residente a Casalvelino, ha precedenti per droga, estorsione e minacce. E’ stato arrestato.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i due fidanzati avrebbero litigato per futili motivi. Ad un certo punto il ragazzo ha preso una fune e legato la convivente. Dopo averla imbavagliata l’ha riempita di botte per tutta la notte. Solo ieri mattina la giovane è riuscita a liberarsi.
A far scattare l’allarme una zia che si è recata a farlse visita. Quando la donna ha bussato alla porta, il trentenne è stato costretto a slegare la ragazza, consentendole di far entrare la zia ma ordinandole di non dire nulla. La ragazza in preda alla disperazione ed esausta per le percosse ricevute tutta la notte non appena è stata liberata da legacci e bavaglio, ha cercato subito riparo tra le braccia della zia. Le due donne hanno abbandonato la casa rifugiandosi in auto. Poi è scattata la richiesta di aiuto ai carabinieri, che hanno tratto in arresto il fidanzato violento.

Responsabile di sanguinosa rapina liberata da magistrato, dopo due ore torna a rubare. Di nuovo libera!

Esce dal carcere alle 13 e alle 15 la beccano dopo un furto nel negozio Pittarello al Giulia.
Protagonista dell’episodio è stata Annamaria Tompi, 28 anni, rumena. Era stata “fermata” dai poliziotti della Squadra mobile mercoledì scorso nell’ambito delle indagini relative alla sanguinosa rapina messa a segno due giorni prima alla tabaccheria di viale D’Annunzio.
Gli agenti l’avevano raggiunta a casa in via Mulino a Vento e l’avevano perquisita trovandola appunto in possesso dello storditore che era poche ore prima stato utilizzato da due minorenni per mandare ko Maria Parenzan, 75 anni, la titolare della tabaccheria presa d’assalto. Le avevano fatto prendere la scossa e poi, siccome reagiva e cercava di ribellarsi, l’avevano picchiata sulla testa con lo storditore. In breve gli investigatori erano risaliti ai mandanti, Grigore Dorin Sima, 32 anni, e appunto Annamaria Tompi. Che – essendo stata trascorsa quella che tecnicamente viene indicata come flagranza – tre giorni dopo erano stati sottoposti al fermo di pg e accompagnati in carcere.
Ma a carico della giovane donna (non risulta avere precedenti in Italia) il gip Laura Barresi non ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza in quanto dagli elementi acquisiti dagli investigatori coordinati dal pm Maddalena Chergia, era risultata di fatto solo la depositaria dello storditore utilizzato per mettere a segno la rapina e per questo ha respinto la richiesta di misura cautelare. Inoltre, come detto, la giovane rumena non risultava avere appunto precedenti penali in Italia.

Risorsa

Dopo l’interrogatorio alla presenza del difensore Federico Stricca, il giudice Barresi così ha disposto la liberazione. Dopo qualche formalità all’ufficio matricola, alle 13 di venerdì si sono aperte le porte del Coroneo e Annamaria Tompi è uscita libera.
Ma – come poi hanno accertato i poliziotti della Squadra volante – non è andata direttamente a casa come qualcuno poteva ragionevolmente supporre. Piuttosto, in compagnia della cognata che l’aspettava in strada, ha puntato al Giulia. Giunte nel centro commerciale le due donne si sono dirette nel negozio di scarpe Pittarello. Dove, come sempre più spesso accade in questi ultimi tempi, hanno rubato due paia di scarpe dal valore complessivo di circa cento euro. Sono state “pizzicate” all’uscita subito dopo le casse da un addetto alla sicurezza. Il quale ha chiamato subito la polizia e dopo poco è giunta una pattuglia della Squadra volante. Gli agenti hanno controllato i documenti delle due donne bloccate con le scarpe rubate. E con grande stupore hanno scoperto che una era Annamaria Tompi, quella finita in carcere due giorni prima per il coinvolgimento nella rapina di viale D’Annunzio. È stata subito accompagnata in questura e dopo poco è stata liberata. A suo carico una denuncia per il furto.

http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2013/04/14/news/esce-dal-carcere-e-va-a-rubare-scarpe-1.6875924

E poi qualcuno vuole depenalizzare alcuni reati per “sfoltire” le carceri. Ancora?

Liberata lucciola romena Arrestati i suoi aguzzini – Il Giorno


Il Giorno

Liberata lucciola romena Arrestati i suoi aguzzini
Il Giorno
Per fortuna la vicenda di Marika, 21 anni, originaria della Romania, ha avuto un lieto fine: la ragazza è stata liberata dai carabinieri di Grumello del Monte, che hanno arrestato i suoi tre sfruttatori: tre romeni, una giovane di 21 anni e due uomini