Tag: incinta

Rubano borsa Hermes da novemila euro – L’Unione Sarda


Il Cittadino di Monza e Brianza

Rubano borsa Hermes da novemila euro
L’Unione Sarda
Le tre giovani donne nomadi del campo di Monte Bisbino, però, hanno commesso l'errore di tornare sulla scena del delitto ieri e una guardia giurata, che si era ben impresso nella mente le immagini delle telecamere di videosorveglianza di quel giorno
Furto di borsa a turista cinese, arrestate tre donne (una incinta)MilanoToday
Rubano borsa Hermes, incastrate da videoCorriere della Sera

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Barcone, 248 clandestini con la malaria, Malta non li vuole: se li prende l’Italia

Reggio Calabria – Si trovavano a bordo di un barcone alla deriva in acque maltesi, sono stati ‘salvati’ e raccolti dal mercantile liberiano ‘Bux Sailor, ma se li prende l’Italia. Seguendo la tradizione a novanta gradi di Angelino Alfano, che ha appaltato l’Italia alle organizzazioni di scafisti di tutto il Mediterraneo.
Tra gli immigrati ci sono anche donne tra cui una incinta in attesa di Ius Soli. Dai primi accertamenti avrebbero la malaria. Nel porto di Gioia Tauro sono intervenute, come api sul miele, numerose associazioni che fanno del business dell’immigrazione un lavoro.

http://www.ogginotizie.it/271982-gioia-tauro-arrivati-248-migranti-soccorsi-su-barcone-alla-deriva/#.Ujmv1NJYeuI

Padova: rissa tra ‘famiglie romene’ per il posto da lavavetri!

PADOVA. Rissa tra lavavetri all’incrocio della Stanga: due famiglie rumene che si azzuffano per il “controllo del territorio” in uno dei punti più trafficati della città. È la guerra delle elemosine, il dramma della disperazione, la lotta di chi non ha nulla. Nella zuffa è stata picchiata anche una donna in gravidanza che è corsa a chiedere aiuto al titolare della vicina tabaccheria. Oltre alla polizia sul posto è arrivato anche don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace.
È successo verso le 10 del mattino. La situazione è esplosa nel momento in cui la famiglia che solitamente staziona al semaforo della Stanga ha trovato le postazioni occupate da altri connazionali. La lite, inizialmente verbale, è degenerata in poco tempo. Otto persone in tutto, quattro contro quattro, con le donne più agguerrite degli uomini. Una trentenne incinta è stata malmenata da una componente dell’altra famiglia. Quando si è resa conto di non riuscire a difendersi, è corsa nella tabaccheria di via Ariosto.
«Si inseguivano, si minacciavano, le donne si prendevano per i capelli» racconta Dorino Mazzetto, il titolare della tabaccheria. «Io stavo lavorando quando improvvisamente è entrata una ragazza terrorizzata. Si è aggrappata a me chiedendo protezione da un’altra donna che la stava inseguendo. Poi è arrivata la polizia e subito dopo anche don Albino Bizzotto».
All’incrocio della Stanga sono accorsi i poliziotti della squadra Volante. Gli agenti, coordinati dal commissario capo Valeria Pace, sono riusciti a placare le ire dei contendenti. Le otto persone poi sono state accompagnate in questura per gli accertamenti.
«È la battaglia per il territorio» continua il tabaccaio, «a chi vive altrove può suonare strano ma noi ci siamo abituati. Ogni giorno vediamo quel che succede in questo incrocio. La polizia ogni tanto li multa ma appena la pattuglia riparte, loro buttano via il verbale. È una storia che si ripete ormai da tanti anni».

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/09/15/news/guerra-dei-lavavetri-scoppia-la-rissa-all-incrocio-della-stanga-1.7747618

Pisa, picchia la compagna incinta davanti alla figlia di 18 mesi … – Fanpage

Pisa, picchia la compagna incinta davanti alla figlia di 18 mesi
Fanpage
L'uomo, un senegalese di 58 anni, era già conosciuto alle forze dell'ordine. Ora la donna è in una struttura protetta con la sua bambina. Pisa, picchia la compagna incinta davanti alla figlia di 18 mesi: arrestato. Ha picchiato la compagna incinta

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Zingari e immigrati: i pendolari del racket ‘pattugliano’ i supermercati

OSTIGLIA. Giovani rom e nordafricani. Presenze fisse di 4 o 5 persone al giorno alle porte dei supermercati Lidl, Eurospin, Di Più, Famila. Itineranti dell’elemosina. O forse pedine di un business organizzato e strutturato. Chiedono soldi, non cibo. Siamo a Ostiglia. Da qualche tempo crocevia di persone che si dividono le zone dell’accattonaggio, facilmente raggiungibile con la linea ferroviaria diretta del Brennero e la fermata a poche centinaia di metri dal centro.
I rom arrivano da Bologna; da Verona e Nogara scendono i nordafricani. Il mattino presto, alle 7.30. Guadagnarsi la postazione è fondamentale per la giornata. Difficilmente stanno a contatto bianchi e neri, rom e nigeriani. Zainetti in spalla, a piedi raggiungono i supermercati affacciati sulla statale Abetone Brennero, dislocati a poco meno di 200 metri dalla stazione ferroviaria. Sei, sette euro racimolati a pezzi di cinque e dieci centesimi per otto o nove ore di questua. Qualche ragazza rom, incinta (che da qualche settimana non si vede più) arriva anche a venti euro di monetine che cambia nel bar più vicino, prima del rientro. Nessuno di loro pagherà il biglietto del treno. Viaggio in piedi, a schivare controlli e controllori. Non si può sprecare l’incasso per regolarizzare una corsa in treno.
Le forze dell’ordine conoscono ogni viso. Pattugliano.
Ma molti di loro, fermati e schedati, non hanno documenti, non sono regolari, non hanno fissa dimora. Inutile, quasi, portarli in Questura. Inutili le contravvenzioni. A chi recapitarle? Il comandante della stazione locale dei carabinieri di Ostiglia conosce attentamente movimenti, spostamenti. Si cerca di contenere il problema. Che diventa della gente, quando qualcuno più insistente o aggressivo ti prende per un braccio perché pretende i soldi del carrello. Un euro alla volta sarebbe un bel gruzzolo da intascare, da mattina a sera.
Ma i clienti dei supermercati passano oltre, sono stanchi, spesso infastiditi. Lasciano pochi spiccioli, i più clementi una bottiglia di acqua. Lidl ed Eurospin ammettono solo una persona a chiedere elemosina. Al Lidl si trovano le romene, che però stanno spesso in due, all’Eurospin c’è la giovane madre nigeriana, educata, saluta e non chiede. Si affida alla generosità dei clienti.
Il Famila ha adottato invece la politica dura, della fermezza: nessuno più davanti alle porte o nei pressi dei carrelli. Qui c’erano anche gli “accattoni” anziani, quelli che si siedono a terra con i cartelli e la scritta “ho fame”, e c’erano contemporaneamente i ragazzi più scaltri che si aggiravano per le auto. Ora non più. Alla prima vista l’ordine è quello di allontanarli.
Il parcheggio è proprietà privata e la direzione pretende tranquillità per i propri clienti. Poi trovi l’africano anche davanti ad uno dei panifici delle vie interne al paese. Qui, da un po’ di tempo, si alternano anche tre volte la settimana. La storia è sempre la stessa.
Chiedi loro se hanno bisogno del pane e dicono no: «Dammi i soldi». Da questo panificio ogni tanto passa anche un ragazzone di colore spesso aggressivo, che pretende la bottiglia di coca cola dal frigo. Per non creare situazioni imbarazzanti davanti ai clienti, abbiamo visto consegnare la bottiglietta e sentito lui uscire e inveire. Caso isolato.
Mentre c’è un altro aspetto che passa quasi inosservato: uomini anziani che offrono qualche spicciolo in più in cambio di “qualche attenzione particolare” alle ragazze rom, che però la sera vengono prelevate da accompagnatori piuttosto attenti. Il martedì, giorno di mercato, le presenze raddoppiano. In centro storico ti fermano a piedi, in bicicletta. È un business. Per saperne di più si dovrebbe salire sul treno del ritorno e prendere consapevolezza, probabilmente di una realtà mista a miseria e sfruttamento.

http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2013/08/26/news/pendolari-dell-elemosina-per-sette-euro-al-giorno-1.7637266

Fermate due nomadi, una è incinta – L’Unione Sarda


L’Unione Sarda

Fermate due nomadi, una è incinta
L’Unione Sarda
Prima un inseguimento di alcuni cittadini, sino alla cattura di due nomadi, mentre la terza sarebbe fuggita dopo un furto in una villetta. I carabinieri di Maracalagonis stanno ora cercando di ricostruire la vicenda nei particolari per verificare l

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“Sono marocchino, non potete sfrattarmi!”: e getta figlio dalla finestra

Mantova, 17 luglio 2013 РHa tentato di gettare dal secondo piano il figlio di quattro anni per cercare di evitare lo sfratto da una casa di Poggio Rusco, nel Mantovano. Ma ̬ stato bloccato e arrestato per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.

L’ufficiale giudiziario si è presentato, con i militari, a casa di Ahmed Bakloul, 38 anni marocchino, per eseguire uno sfratto per morosità. Inizialmente l’uomo ha reagito tranquillamente. Ha cominciato ad agitarsi quando l’ufficiale giudiziario ha cominciato a compilare il verbale di sfratto. ”Hai la pistola? – ha chiesto a uno dei carabinieri – Perché a questo punto non mi resta che uccidermi”. Così, accecato dall’ira, ha preso in braccio il figlio di quattro anni avvicinandosi alla finestra della sala da pranzo per lanciarlo nel vuoto, da un’altezza di circa sette metri.
Uno dei carabinieri è riuscito ad afferrare il bambino prima che precipitasse, mentre un collega si è scagliato contro l’ immigrato che ha reagito con calci e pugni. Nel corso della colluttazione uno dei militari ha riportato lesioni giudicate guaribili in quattro giorni. Ad assistere al gesto c’era anche la moglie incinta. L’uomo ha regolare permesso di soggiorno e risulta lavorare come operaio; da tre anni non pagava l’affitto dell’abitazione.

http://www.ilgiorno.it/mantova/cronaca/2013/07/17/921322-Sfratto-Butta-Figlio-Finestra.shtml

Picchiata perché incinta di figlia femmina

Nel 2001 il matrimonio: una ragazza italiana sposa un cittadino di origini siriane, Hulmi S.. Tutto sembrava potesse andare per il meglio. Ma il matrimonio si è trasformato rapidamente in un inferno per la ragazza costretta a subire vessazioni continue e persistenti da parte dell’uomo.

La donna, che ha avuto una bambina dall’uomo, è stata insultata e maltrattata anche per non aver partorito un figlio maschio. Alla fine la ragazza non ha retto ed ha denunciato il marito, che si professava musulmano praticante. Finalmente – come riporta Il Giorno – il gup Andrea Salemme ha rinviato a giudizio Hulmi per i maltrattamenti pesanti nei confronti della moglie.

All’uomo si contestano “reiterate vessazioni morali, psicologiche e fisiche” ai danni della moglie. Maltrattamenti che si fecero più frequenti, “non appena appreso che il nascituro era di sesso femminile”.  L’uomo, oltre a picchiare la donna, ne ha limitato le frequentazioni per anni. Finito l’inferno, adesso inizia per lui il processo.

http://www.milanotoday.it/cronaca/musulmano-picchia-moglie-incinta-femmina.html

Picchia donna incinta per uccidere bambino

ROMA, 17 GIU – L’hanno aggredita e pestata in un campo, a due passi da un supermercato di via Laurentina. La sua colpa era quella di essere rimasta incinta di un altro uomo. Cosi’ il suo ex fidanzato ed un complice, entrambi bulgari di 26 e 28 anni, volevano fargliela pagare e l’hanno picchiata per farla abortire. La vittima e’ una ragazza di 23 anni, anche lei bulgara, salvata dall’intervento di un maresciallo dei carabinieri libero dal servizio subito intervenuto per aiutare la ragazza.

La PM ferma due giovani nomadi. 19enne incinta guidava senza … – News Rimini


News Rimini

La PM ferma due giovani nomadi. 19enne incinta guidava senza
News Rimini
La PM ferma due giovani nomadi. 19enne incinta guidava senza patente. Viaggiavano a bordo di un auto intestata ad un uomo a cui ne sono intestate altre 118 le due giovani nomadi fermate ieri dalla Polizia Municipale di Rimini. La più grande, una 19enne