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Senigallia: Marocchino aggredisce guardia giurata e cerca di rubargli la pistola

Arrestato a Senigallia, nei pressi del supermercato Coop delle Saline, in via dei Gerani, un cittadino marocchino di 40 anni, D. M., che ha aggredito una guardia giurata e ha cercato di rubargli la pistola.

I fatti sono accaduti ieri attorno alle 21 e 30: la guardia ha visto l’uomo aggirarsi con fare sospetto e gli si è fatto incontro per chiedere spiegazioni sul perché fosse in zona: per tutta risposta il quarantenne lo ha aggredito e malmenato, cercando di impossessarsi della pistola che l’agente privato portava nella fondina ad estrazione rapida.

Un passante ha assistito alla scena e ha chiamato il 112: i carabinieri si sono subito precipitati sul posto e hanno immobilizzato e condotto in caserma l’aggressore, già noto alle forze dell’ordine.
Nell’udienza di oggi il giudice ha convalidato l’arresto applicandogli la misura della custodia cautelare in carcere condannandolo a due anni di reclusione.

http://www.anconatoday.it/cronaca/aggredita-guardia-giurata-coop-saline-senigallia.html

Pesta, rapina e minaccia: magistrato lo libera

Fischiare è reato, picchiare no

LANDRIANO. Si sarebbe accanito sulla fidanzata con calci e pugni per strapparle la borsetta con dentro le chiavi di casa e i documenti. Qualche ora prima il giovane era stato allontanato dall’abitazione della donna, che da giorni, secondo l’accusa, subiva le botte e le minacce del convivente. Per le contestazioni di rapina, violazione di domicilio e minacce i carabinieri di Landriano hanno arrestato Jeton Ndrevataj, un cittadino di origine albanese di 23 anni. L’arresto, tuttavia, non è stato convalidato ieri mattina dal giudice, che non ha disposto la custodia in carcere per il 23enne (difeso da Filippo Carella), come invece aveva chiesto la procura di Pavia, sulla base della “lieve entità del fatto” e della modestia delle lesioni riportate dalla ragazza, che avrebbe rifiutato di farsi medicare in ospedale.
E’ stata la donna a raccontare l’accaduto ai carabinieri, che hanno trovato un riscontro alle sue dichiarazioni nel fatto che la borsetta è stata trovata nelle mani del giovane 40 minuti dopo i fatti. Secondo la ricostruzione dell’accusa il 23enne era rientrato il 20 dicembre dalla Svizzera, dove era stato trattenuto per problemi di giustizia. Una volta a Landriano era andato a casa della fidanzata, che aveva accettato di ospitarlo. Da questo momento, però, il giovane avrebbe mostrato segnali di aggressività, a causa della gelosia. La donna sarebbe stata picchiata e minacciata di morte. Per questo sarebbe stato allontanato da casa. Ma il 31 dicembre, nel parcheggio di un bar a Landriano, la ragazza sarebbe stata avvicinata dal fidanzato e rapinata della borsetta con dentro documenti, le chiavi di casa e 10 euro. Il giudice ha ritenuto, però, di non applicare nessuna misura.

http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2013/01/04/news/ha-rapinato-la-fidanzata-arrestato-e-gia-libero-1.6295882

Carabinieri presi in giro dai Magistrati: arrestano pericolosi rapinatori, giudice li libera!

Vietato difendersi

Autori di almeno 5 furti (2 effettivi, 3 tentati). Arrestati dai carabinieri. Giustizia è fatta? Macché. Il giudice decide per la scarcerazione.
È l’esito-beffa di una brillante operazione dei carabinieri di Gradisca. I fatti. Vestivano di nero. E indossavano abbigliamento tecnico: maglie in pile e pantaloni in microfibra, capaci di tenere caldo il corpo e di non limitare i movimenti. Un look da perfetto Diabolik. Ma nonostante la cura per il particolare, due giovani di nazionalità serba sono stati individuati e arrestati pressoché in flagranza di reato dai carabinieri di Gradisca d’Isonzo. Avevano appena rubato oro e contanti in due abitazioni di Cormòns (in via Cellini e Gramsci). Non contenti, avevano tentato di penetrare all’interno di tre altri edifici, in via XXV Aprile, in via Filanda e ancora in via Gramsci. Senza fortuna, però.
Essenziale è stata la segnalazione di un cittadino cormonese. Senza perdere tempo, ha immediatamente allertato i militari dell’Arma. «Correte, ci sono due persone vestite di nero che camminano sui tetti», il tenore della chiamata al 115. I carabinieri, già presenti in forze per i consueti controlli nella zona del Cormonese, si sono fiondati in loco. E nella vicina via Ara Pacis, hanno individuato due persone che corrispondevano perfettamente alle descrizioni. Non opponendo alcuna resistenza, sono stati repentinamente identificati. Si tratta di due serbi di venticinque (Bojan Usjlianin, il suo nome) e di ventisei anni (Nikola Rakocevic). Entrambi alti, atletici, agili. Per la verità i due, visibilmente nervosi dopo aver tentato di sottrarsi alla vista dei militari, hanno provato a giustificare la loro presenza in zona parlando di un appuntamento amoroso con una ragazza cormonese conosciuta su Facebook. Ma sono stati immediatamente smentiti da una perquisizione personale che ha permesso di rinvenire addosso ad uno dei due malviventi cacciaviti utilizzati per commettere le effrazioni e perfettamente compatibili con i segni lasciati sugli infissi. All’interno degli slip dell’altro è stata trovata l’intera refurtiva dei furti appena perpetrati ammontante a ben oltre 5.000 euro in monili in oro e 250 euro in contanti. Entrambi i soggetti, fanno sapere i carabinieri di Gradisca guidati dal capitano Marco Sutto, erano dotati del perfetto “kit” del topo d’appartamento: abiti scuri ed attillati, guanti da giardiniere e torce tascabili. Il controllo sulla vettura da loro utilizzata (una Renault Laguna bianca con targa serba lasciata parcheggiata a circa un chilometro dai luoghi dei furti) ha inoltre evidenziato la presenza di scarpe ed abiti puliti che gli stessi avrebbero utilizzato per cambiarsi dopo il raid ladresco. Viste, quindi, le chiare responsabilità, i due sono stati arrestati e trattenuti nelle camere di sicurezza del comando di Gradisca d’Isonzo per essere sottoposti nel pomeriggio di ieri a giudizio direttissimo. E qui, si è materializzata la beffa: il giudice Luca Marani ha convalidato l’arresto e ha fissato l’udienza per il 29 marzo, disponendo la scarcerazione, nonostante il Pm avesse chiesto la custodia cautelare in carcere in attesa del processo. Sbigottimento fra le parti lese: oltre al danno, hanno dovuto subire la beffa.
Oltre alle responsabilità in merito ai cinque furti e tentati furti, i carabinieri sospettano che i due possano avere commesso anche i furti in abitazione perpetrati nei giorni scorsi nell’ambito della provincia di Gorizia: dal capoluogo, a Ronchi dei Legionari, a Monfalcone, a San Pier d’Isonzo. Troppe le coincidenze nel modus operandi caratterizzato da: private abitazioni e monili in oro quale obiettivo; utilizzo di grossi cacciavite per commettere le effrazioni; l’arco orario orientato verso il tardo pomeriggio.

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Rissa in discoteca, sei scarcerati


Il Secolo XIX
Rissa in discoteca, sei scarcerati
Il Secolo XIX
Genova – Il giudice monocratico Massimo Todella ha confermato il fermo, ma ha disposto la scarcerazione per i sei giovani cittadini albanesi (tutti incensurati), arrestati dai carabinieri l’altra notte perché coinvolti in una maxi rissa all’uscita di
Maxi rissa davanti a La Kasha: scarcerati i sei giovani albanesiGenova24.ittutte le notizie (2) »