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Ai domiciliari per violenze: evade e va ad accoltellare 17enne italiana

ANCONA – Evade dagli arresti domiciliari, dove si trovava con l’accusa di stalking, piomba in casa della ex, una diciassettenne italiana, e ferisce con un coltello da cucina il ragazzo che era con lei e che aveva cercato di difenderla. Poi, con la forza, porta la giovane in casa sua tentando di convincerla a tornare con lui e alla fine la lascia andare. È successo la notte scorsa ad Ancona: protagonista della vicenda un 21enne kosovaro, arrestato dagli agenti delle Volanti per sequestro di persona, atti persecutori, lesioni
personali aggravate e evasione. Il 21enne, ai domiciliari per aver già perseguitato la ragazza, incapace di accettare la fine del rapporto e forse accecato dalla gelosia, ieri notte è uscito di casa, ha preso un taxi e ha raggiunto l’ex. La picchiata per costringerla ad andare con lui e con un coltello afferrato in cucina ha colpito il giovane che cercava di fermarlo colpendolo a un gluteo con due fendenti. Sia la 17enne che l’amico hanno dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso, per lesioni guaribili in 7-8 giorni. Il 21enne è finito in manette.

http://www.corriereadriatico.it/ANCONA/ancona_kosovaro_evade_domiciliari_picchia_ex_ferita/notizie/1090924.shtml

Marocchino tenta di strangolarla

Ubriaco e sotto l’effetto di stupefacenti. Del tutto fuori controllo. Paura per una giovane quando all’improvviso non si è trovata davanti suo marito, bensì una belva. Capace solo di usare la violenza al posto del dialogo. Così in un appartamento di via Miranese è andata in scena l’ennesima aggressione nei confronti di quella ventenne catapultata ormai da troppo tempo nell’incubo. Il suo compagno la strattona, la colpisce, alla fine le mette le mani al collo. Stringendo la morsa finché, con la forza della disperazione, la giovane non riesce a divincolarsi dalla presa. Non era la prima volta che il coniuge, un 24enne suo connazionale marocchino, la trattava come un oggetto e sfogava le proprie frustrazioni su di lei.

Tutto andava bene per sbottare, per offendere e alla fine alzare le mani. Al punto che la giovane aveva già deciso di rivolgersi a un centro anti violenza e nei prossimi giorni avrebbe dovuto avere il primo colloquio. Nel suo passato non ci sono stati regali o fiori, bensì coltelli puntati dritti verso di lei perché magari il pranzo non era ancora pronto, o per qualsiasi altro futile motivo che aveva fatto scattare il compagno, alle prese con problemi di stupefacenti e incline pure all’alcol.

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Va a trovare l’anziana madre malata: aggredita e derubata

MESTRE – Una serata da “Arancia meccanica” quella vissuta da una donna in pieno centro a Mestre. Lei, 51 anni, stava andando a trovare l’anziana mamma in via Monte San Michele. Ha parcheggiato la sua auto verso le 20, ha raccolto le chiavi e il cellulare infilandoli nella borsetta accanto al portafolgio e ha aperto la portiera per scendere.

Ha fatto solo a tempo a mettere un piede sull’asfalto che si è sentita strattonare la borsa. Due uomini, infatti, l’avevano adocchiata mentre lei parcheggiava e la teneva sul sedile passeggero lato guida.L’uomo ha tirato con forza, tentando anche di infilare le mani nella borsa. Ma la donna si è opposta con tutte le sue forze. A questo punto anche il secondo bandito è intervenuto, tirando la borsa e trascinando la donna sull’asfalto.

La loro vittima si è ferita alle mani e alle ginocchia mollando la borsetta. I due uomini a questo punto l’hanno rapidamente rovesciata sul marciapiede, hanno preso il portafoglio in cui c’erano 400 euro, e sono scappati.La loro vittima ha urlato con tutte le sue forze e proprio le sue grida hanno allarmato alcuni residenti della via che hanno subito chiamato il 113.La sala operativa della questura ha inviato una volante che è arrivata in pochissimi minuti. Gli agenti hanno prestato le prime cure e raccolto la descrizione degli aggressori (una coppia di balordi di carnagione scura) e si è messa sulle loro tracce.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2014/12/12/news/va-a-trovare-la-mamma-rapinata-in-pieno-centro-1.10483527

“Sono immigrato, dammi il tuo iPhone”: reagisce, massacrato di botte

CONEGLIANO – Voleva il suo iPhone 5, per questo un ragazzo macedone di 17 anni ha picchiato un 14enne. I fatti sono avvenuti in via Manin a Conegliano. Qui il macedone ha avvicinato l’altro ragazzo e gli ha imposto di consegnargli il cellulare.

Quando il 14enne ha risposto negativamente ha reagito facendo volare calci e pugni, prendendosi quindi con la forza l’iPhone di cui voleva impossessarsi. La scena è stata vista da un terzo ragazzo, il quale ha chiamato la polizia. Giunti sul posto, gli agenti del commissariato di Conegliano hanno raccolto delle informazioni, riuscendo a rintracciare il 17enne non distante dal luogo dell’aggressione. È stato arrestato, mentre la vittima è stata portata in ospedale.

http://www.oggitreviso.it/botte-14enne-prendergli-l%E2%80%99iphone-arrestato-103261

Preso lo stupratore di ragazzine: è un marocchino

Cantiano / Marotta – L’estate pesarese è stata turbata dalla presenza di un molestatore “seriale” che aggrediva le sue vittime, perlopiù adolescenti, palpeggiandole nelle parti intime. Purtroppo fatti analoghi sono avvenuti anche a Marotta di Mondolfo nei pressi della stazione ferroviaria. In questo caso, però, forse per pudore e vergogna, non è stata presentata nessuna denuncia alle forze di polizia.

Una sera giunge alla stazione carabinieri una ragazza, giovane, spaventata ma determinatissima a denunciare quanto accadutole. Il comandante la accoglie e ascolta il suo racconto. Asciugate le lacrime, con lucidità e dovizia di particolari inizia a raccontare dettagliatamente i fatti: pochi minuti prima, scesa dal treno alla stazione ferroviaria di Marotta, nel sottopasso viene agganciata da un uomo di colore che cerca di attaccare bottone. La segue, gli dice che la vuole aiutare, le fa degli apprezzamenti. La donna raggiunge il parcheggio dove ha la sua bicicletta. Prova a togliere la catena. A quel punto l’uomo si avvicina e allunga una mano per palpeggiarle il seno e le parti intime. La donna prova a urlare per chiedere aiuto. E’ tardi, comincia a fare buio e non c’è nessuno che raccolga la richiesta. L’uomo gli tappa la bocca, l’afferra tirandola a se e comincia a baciarla sul collo.

A quel punto la donna, sebbene impietrita dalla paura, trova la forza di reagire e con coraggio spinge l’uomo lontano da se ed inizia a scappare senza guardarsi indietro. Fine corsa la caserma dei carabinieri. Dettagliata la descrizione dell’uomo: mulatto di circa 60anni, alto 1,60 circa, magro, con barba grigia e con alcuni denti mancanti. Terminata la deposizione iniziano immediatamente le ricerche ma dell’uomo, sebbene descritto in maniera così minuziosa, nessuna traccia.

Il comandante tranquillizza la donna, gli lascia il numero del suo cellulare e la lascia andare. Trascorre qualche giorno e la donna, mentre era sul treno, riconosce l’uomo di colore che l’aveva aggredita. Prende il numero di telefono e chiama il comandante. Immediata la risposta; all’altezza della stazione di Marotta convergono più pattuglie di carabinieri, i militari salgono sul treno, individuano il sospetto, lo prelevano a forza e lo conducono in caserma. La donna riconosce con certezza assoluta l’uomo prelevato dai Carabinieri quale autore della violenza subita nei giorni precedenti.

A.A., 55enne marocchino, residente a Cantiano ma di fatto senza fissa dimora, viene sottoposto a fermo di indiziato di delitto per violenza sessuale e condotto in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

http://quiflaminiamarche.corrierenazionale.it/cantiano/news-2014-11-24-14-54-57-immigrato_residente_a_cantiano_fermato_per_violenza_sessuale-67551/

Anziano massacrato di botte al bancomat – VIDEO CHOC

Vendevano e compravano bambini: arrestati 14 ‘nomadi’

Quattordici nomadi romeni sono stati arrestati a Milano con l’accusa di riduzione in schiavitù, tratta e “acquisto” di schiavi nell’ambito del racket dell’accattonaggio. Nell’inchiesta è stato accertato che una ventina di vittime sarebbero state portate dalla Romania in Italia, dopo essere state comprate, per farle elemosinare, a forza di botte, ai semafori. Il giro d’affari era di decine e decine di migliaia di euro.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/schiavi-per-elemosinare-14-arresti_2077318201402a.shtml

DROGA: alleanza tra bande albanesi e tunisine


Giornale dell’Umbria

Eroina, spunta la strana alleanza tra albanesi e tunisini: un arresto
Giornale dell’Umbria
Il tunisino viaggiava in compagnia di un’italiana e di un albanese. I tre una volta fermati si sarebbero rifiutati di scendere dalla macchina, al punto che gli agenti si sono visti costretti a rompere i finestrini e tirarli fuori a forza. Come ha

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Tenta di stuprarla mentre passeggia

CASERTA – La insegue mentre fa jogging, la blocca e tenta di baciarla scaraventandola a terra.E’ successo a corso Trieste, pieno centro di Caserta dove, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno arrestato C. B., 30enne ucraino, in Italia senza fissa dimora, poiché resosi responsabile di “rapina”, “lesioni” e “tentata violenza sessuale”. Nella circostanza, il malfattore, dopo aver inseguito una giovane donna del luogo, intenta a fare jogging, l’ha bloccata sottraendole gli occhiali e il telefonino cellulare e, dopo aver tentato di baciarla, l’ha scaraventata con forza al suolo distendendosi su di lei.

http://www.ilmattino.it/CASERTA/violenza-donne-corso-trieste-caserta-esercito-carabinieri-jogging/notizie/898846.shtml

Pestaggio e rapimento: scomparse due ragazze

PEDASO – Due ragazze sono state rapite e due giovani sono rimasti vittime di un violento pestaggio avvenuto nei giorni scorsi a Pedaso.

Si tratterebbe di un violento regolamento di conti tra bande che gestiscono il mercato della prostituzione. Protagonisti un gruppo di moldavi. Moldave le ragazze, che sarebbero due prostitute, moldavi gli autori del pestaggio e del rapimento.La vicenda, avvenuta tra sabato e domenica, è al centro delle indagini dei carabinieri dei carabineiri di Fermo e di Pescara.

Perché l’inseguimento è partito da Pescara, dove i moldavi gestiscono le prostitute, ed è finito Pedaso. A bordo di un’auto due moldavi hanno caricato un altro connazionale di forza lungo la strada, per poi costringerlo a consegnare la merce, ovvero le due ragazze, nei pressi del casello autostradale di Pedaso.

Una volta caricate in auto le ragazze, i due moldavi arrivati da Pescara non si sono accontentati e hanno picchiato violentemente gli altri due che sono rimasti a terra sanguinanti fin all’arrivo dei carabinieri. E proprio loro due sono stati identificati. Mentre delle due ragazze non si sa più nulla. Probabilmente sono state riportare nella zona tra Francavilla e Montesilvano, una sorta di zona a luci rosse del territorio abruzzese.

http://www.corriereadriatico.it/FERMO/marche_pedaso_rapite_due_ragazze_moldave_pestaggio_scomparse/notizie/866036.shtml