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Per rapinarla le rompe la spalla: pensione in fumo

Robbiate – Non ha esitato a romperle la spalla pur di rapinarla. E’ successo nel pomeriggio di venerdì ad una 82enne di Robbiate, assalita da uno straniero, sembra nordafricano, mentre si trovava in auto nei pressi del cimitero del paese, quando improvvisamente l’uomo ha spalancato la portiera dell’auto e strappato la borsa dove c’erano i soldi della pensione. Lei ha cercato di opporsi in modo disperato, ma il malvivente l’ha strattonata, fino a fratturarle una clavicola.
E’ il terzo episodio del genere in zona nel giro di appena una settimana

http://voxnews.info/2013/09/21/allarme-rapine-spaccano-spalla-ad-anziana/

Strappa catenina ad anziana perché ‘disperato’: arrestato tunisino

Strappa catenina ad anziana perché disperato: arrestato tunisino

VASTO. Con un’indagine lampo, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vasto sono riusciti ad identificare e trarre in arresto l’autore del furto con strappo commesso, ieri mattina, ai danni di una 83enne del luogo.
In manette è finito N.H., un cittadino tunisino di 34 anni senza fissa dimora, noto alle Forze dell’Ordine, rintracciato dai militari, ieri pomeriggio, mentre si aggirava a piedi nel centro cittadino.
L’uomo, nel corso della mattinata, aveva avvicinato l’anziana in via Pisacane e con una mossa fulminea le aveva strappato dal collo una catenina in oro. Subito dopo era fuggito facendo perdere le sue tracce ma, accidentalmente, aveva perso la collana sottratta alla donna che era stata poi recuperata da alcuni passanti, testimoni dell’accaduto, e restituita alla 83enne.
Immediato l’arrivo dei militari che grazie agli indizi forniti dall’anziana, che non ha riportato ferite, e dai passanti hanno individuato l’uomo.
Il tunisino, rintracciato poche ore più tardi dai militari, aveva provveduto a cambiarsi gli abiti per non essere riconosciuto. Arrestato con l’accusa di furto con strappo, questa mattina è stato processato con rito direttissimo. L’uomo, che ha patteggiato la pena, davanti all’Autorità Giudiziaria ha ammesso le sue colpe dichiarando di averlo fatto in un momento di disperazione dovuto alle difficile condizioni in cui vive. Per lui è scattata la condanna ad un anno di reclusione e quattrocento euro di multa con pena sospesa.

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L’Italia ha bisogno di ‘disperati’ che aspettino le anziane agli angoli delle strade. Per questo andiamo a prenderci i barconi ovunque.

Roma: esce col cane, cingalese tenta di stuprarla per strada

Nomentana, donna aggredita da cingalese in via di Sant’Agnese

Stava portando a spasso il proprio cane in via di Sant’Agnese, quartiere Trieste. Nei pressi dell’incrocio con la Nomentana l’incubo, con un uomo che l’ha prima aggredita e poi, dopo essersi denudato, ha tentato di violentarla. A salvarla lo spray urticante che teneva nella borsetta. Vittima dell’episodio una 41enne roma. Ad aggredirla un 34enne cingalese con numerosi precedenti penali, anche specifici.

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I FATTI – Il 34enne ha seguito la sua vittima a piedi per alcune decine di metri e quando la donna è giunta nel punto  più isolato della strada, si è  denudato e ha tentato di violentarla. Dopo aver tentato di immobilizzarla per abusare di lei, è stato messo in fuga dalla reazione della vittima che, tirato fuori dalla borsetta uno spray urticante,  lo ha spruzzato sul viso  del suo aggressore.

LA FUGA – È stato proprio grazie a quest’ultimo disperato gesto della donna che l’uomo ha desistito dal suo intento ed è fuggito. Subito dopo il fatto, la signora ha chiamato il 113 e dato l’allarme. Nel contempo, prima di riagganciare, seppur scossa, ha trovato la forza di dare all’operatore della Sala Operativa  una parziale descrizione del suo aggressore, indicando anche  la direzione di fuga.

LA POLIZIA – Pochi minuti e alcune auto della Polizia erano già sul posto. Intanto, l’equipaggio dell’autoradio del Commissariato San Lorenzo, ha comunicato via radio di aver bloccato, non distante dal luogo dove si erano verificati i fatti, un uomo molto somigliante alle descrizioni fornite dalla vittima. Accompagnato in Commissariato al fermato, sprovvisto di documenti di identità, è stato chiesto di declinare le proprie generalità e lo stesso ha risposto con scherno, indicando  il nome di un politico italiano.

Successivi accertamenti, portati a termine anche grazie al contributo della Polizia Scientifica della Questura, hanno permesso di identificare l’arrestato in un cittadino cingalese di 34 anni, con numerosi precedenti penali, anche specifici. Lo straniero, che è risultato sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata presso una comunità terapeutica, aveva fatto perdere le proprie tracce nel marzo scorso ed era tuttora ricercato. Al termine delle verifiche l’uomo è stato arrestato. Violenza sessuale e false attestazioni sull’identità le accuse da cui dovrà difendersi davanti ai giudici. 

La donna invece, che a causa dell’aggressione era caduta in terra riportando delle lesioni, è dovuta ricorrere alle cure dei sanitari.

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Zingara estorceva migliaia di euro a 65enne malata, per dieci anni

FAENZA – Per dieci anni si è fatta dare soldi da una 65enne di Faenza, anche minacciandola, fino a svuotarle il conto corrente da cui alla fine sono venuti a mancare circa 100mila euro. A spezzare la perversa spirale è stato il marito della donna, disperato, che, sporgendo querela, si è rivolto ai carabinieri di Faenza, i quali dopo indagini condotte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche hanno notificato lo stato di fermo, domenica nella sua abitazione a Villanova di Bagnacavallo dove vive col marito e cinque figli, ad una 38enne romena di etnia rom, che è stata poi condotta in carcere a Forlì.

La signora, oggi afflitta da diversi mali, anche gravi ma non tali da portarla all’interdizione, ha sempre avuto lo slancio generoso di aiutare i bisognosi, tra cui barboni fuori dai supermercati, spesso dando loro denaro; una decina di anni fa ha incontrato la mendicante Elena Florian, alla quale ha donato inizialmente piccole somme per sostenerne la famiglia. Col passare del tempo, però, la romena ha iniziato a chiedere cifre sempre più alte, con telefonate insistenti poi intercettate dagli inquirenti, arrivando nello scorso marzo a minacciare di inviare un fantomatico romeno a prendere i soldi, con le buone o con le cattive. E la notte successiva è stato appiccato fuoco alla Peugeot 205 del marito della signora, che si è sempre opposto a questa situazione.
 
Ieri mattina si è svolta in carcere a Forlì l’udienza di convalida del fermo per i reati di estorsione, circonvenzione d’incapace e incendio doloso: Elena Florian si è avvalsa della facoltà di non rispondere, su indicazione del proprio difensore, l’avvocato Luca Berger del foro di Ravenna, al giudice Antonella Guidomei, che si è riservata di decidere se tenere la romena in carcere oppure se assegnarla agli arresti domiciliari.

Romena si “sbuzza” con le forbici per abortire

Nella notte del 17 novembre, i carabinieri la trovarono esanime all’esterno dell’abitazione sul marciapiede di fronte ad una chiesa, ferita da coltellate multiple al torace di cui una più profonda all’addome le aveva lacerato gravemente l’intestino. La donna fu ricoverata d’urgenza all’Ospedale di Macerata dove fu sottoposta a un intervento chirurgico disperato, nel corso del quale fu appurato che il colpo subito aveva comportato una ferita mortale al capo del piccolo feto che aveva in grembo. La ragazza fu ricoverata in prognosi riservata, per poi essere dimessa dopo un lungo ricovero
Le indagini, concluse il 4 marzo dopo circa 3 mesi di accertamenti, hanno evidenziato la responsabilità della 27enne, ritenuta responsabile dei reati di aborto auto procurato, simulazione di reato e reato continuato. Sono infatti emersi nei suoi confronti indizi di colpevolezza scaturiti dalle indagini svolte in esito agli accertamenti tecnici operati sul posto: non ci sono tracce di un’altra persona sulla scena del crimine, né segni di effrazione ma è stata recuperata una grossa forbice, presunta arma del delitto. Esito negativo dai riscontri avuti dai carabinieri in esito ai rilevi tecnici biologici e ai risultati degli esami medico legali. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Macerata sono tutt’ora in corso negli ambienti dei nightclub sia in quello delle amicizie della donna sia in quello del suo passato in Romania, al fine di chiarire se non vi sia stato nell’efferato fatto di sangue l’indiretto coinvolgimento di qualcun’altro.

http://www.cronachemaceratesi.it/2013/03/06/accoltellata-al-settimo-mese-di-gravidanza-la-ventisettenne-simulo-laggressione/299102/