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Notte da incubo per il sindaco: sequestrato e picchiato da immigrato

 
Lozio. Ha rimediato calci e pugni senza poter reagire per via di un coltello puntato alla gola, e a distanza di molte ore dalla terribile avventura non riesce a spiegarsi il motivo della brutale aggressione. Parliamo del sindaco di Lozio, Antonio Giorgi, il quale nella notte tra domenica e ieri è stato assalito, sostanzialmente preso in ostaggio e malmenato da un immigrato di origine romena nella sua casa in località Camerata, alle porte del paese.  «Erano circa le tre e mezza – racconta direttamente il primo cittadino – quando ho sentito dei rumori al piano di sotto, talmente forti che mi hanno svegliato». Il padrone di casa si è messo le ciabatte e ha sceso le scale in legno esterne all’abitazione su tre piani, poco lontana dalla strada provinciale che sale da Malegno e con una sola altra abitazione nelle vicinanze.  Ed è proprio all’esterno che è avvenuta l’aggressione: il cittadino dell’Est residente a Gianico ha afferrato brutalmente Giorgi, gli ha puntato un coltello da cucina alla gola, probabilmente preso dal bed&breakfast di proprietà della famiglia del sindaco che si trova al primo piano dello stabile, e lo ha riempito di calci e pugni provocandogli contusioni su tutto il corpo e alcuni graffi sulle braccia poi medicati nell’ospedale di Esine.  «Non potevo muovermi, non potevo nemmeno difendermi da quella stretta – ha raccontato Giorgi -. Avevo un coltello puntato dritto alla gola». Passata la paura, il sindaco spiega di conoscere il suo aggressore: «Ci siamo visti alcune volte, due o tre in tutto;  è un uomo che abita a Gianico ma non abbiamo mai avuto contrasti. Non capisco come mai sia successo tutto questo».  Un tentativo di furto andato male o una deliberata aggressione? «La mia casa è sempre aperta e forse lui lo sapeva», prosegue il primo cittadino. Che poi ricorda di aver sentito il suo aggressore, che pure parla bene l’italiano, usare solo la sua lingua mentre lo colpiva. Tutto è terminato solo con l’arrivo dei carabinieri allertati da un vicino e amico della vittima svegliato dalle urla. Quando i militari di Borno sono arrivati Giorgi era ancora nelle mani dell’aggressore, che nel frattempo si era però lasciato sfuggire di mano il coltello. L’uomo è stato fermato e ieri a Brescia c’è stata la conferma dell’arresto: il processo è stato fissato al 30 maggio.