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Carabinieri Pozzallo . Arrestato per evasione; anziché andare al … – radiortm.it


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Carabinieri Pozzallo . Arrestato per evasione; anziché andare al
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Si tratta di Mohamed Krifa, pescatore, di 38 anni ben noto ai Carabinieri della Compagnia di Modica che lo avevano già arrestato il 7 agosto dell'anno scorso nel corso di una operazione contro l'immigrazione clandestina che aveva permesso di
Si assenta dal lavoro per danneggiare un'autoLa Gazzetta Iblea
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Arrestato per evasione; anzichè andare al lavoro esce di casa e RagusaNews
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Banda di immigrati rubava il rame: un morto sul “lavoro”

Roma, 09 agosto 2013 – Finisce in tragedia un tentativo di furto di rame ad Anagni. A perdere la vita dopo aver tentato di depredare l’oro rosso dallo stabilimento della Videocolor ciociario un cittadino romeno di 38 anni. Secondo una prima ricostruzione il decesso dell’uomo è avvenuto nel corso della notte, dopo che una vettura con due uomini a bordo si è fermata al casello autostradale del centro del frusinate chiedendo aiuto al casellante. Uno dei due era sul sedile privo di sensi. Sul posto è arrivata una pattuglia della polizia stradale che ha accertato la gravità della situazione, e cioè che il 38enne romeno, in realtà era morto.

L’uomo alla guida dell’automobile, un 25enne anch’egli romeno, ha riferito agli agenti della stradale di aver trovato il connazionale sul ciglio dell’Autostrada negando di conoscerlo per poi raccontare quanto accaduto.I due, infatti, facevano parte di una banda di cittadini delle Romania dediti al furto di rame. La banda aveva preso di mira lo stabilimento Videocolor di Anagni chiuso da tempo, e mentre camminavano sui tetti, il 38enne è caduto stramazzando al suolo. Il gruppo ha tentato di raggiungerlo per rianimarlo ma per l’uomo non c’era più nulla da fare. Verificata questa versione, il 25enne è stato arrestato per tentato furto aggravato. Gli altri tre, invece, sono spariti.

http://www.romatoday.it/cronaca/morto-furto-rame-anagni.html

 

Milano: egiziano “regolare” si masturba davanti ai bambini

Milano 07 agosto 2013 – Un egiziano di 38 anni è stato arrestato dai carabinieri di Corsico per atti osceni e corruzione di minorenni dopo essere stato visto masturbarsi in un parco dove c’erano anche bambini. 

L’uomo è incensurato e regolare, e ha da perso poco il lavoro. Secondo il racconto dei militari, sono state alcune mamme, mentre portavano i figli a giocare in giardino di via Verdi, ad avvisare le forze dell’ordine dello strano comportamento dell’uomo. Era sempre con un cappotto nonostante ci fossero oltre 30 gradi, e teneva le mani sull’inguine. Quando qualcuno lo notava, poi, sia bambini che genitori, si scopriva e mostrava i genitali, e continuava a toccarsi.

Il pietoso “canovaccio” si è svolto anche martedì, sotto gli occhi dei carabinieri, presenti con un appostamento. L’uomo è stato colto sul fatto. Processato per direttissima, è stato rilasciato, essendo incensurato e non essendo stato trovato nella sua casa materiale pedopornografico. Ha l’obbligo di firma due volte al giorno.

http://corsico.milanotoday.it/maniaco-sessuale-corsico.html

 

Romeno dà fuoco alla moglie prostituta: voleva smettere

MILANO, 26 LUG – Un romeno di 48 anni è stato arrestato dai carabinieri, a Milano, per aver dato fuoco alla moglie e al suo nuovo compagno che voleva affrancarla dallo stato di prostituta imposto dal coniuge. I due sono ricoverati in condizioni gravi ma non in pericolo di vita. La donna, romena di 31 anni, ha ustioni di secondo e terzo grado sul 40% del corpo, con deturpazione del viso che richiederanno due anni di terapie. L’uomo, marocchino di 38 anni, ha ustioni di secondo grado sul 18% del corpo.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/07/26/Uomo-fuoco-moglie-prostituta_9077771.html

RIssa tra immigrati: ghanese ferito

Ghanese ferito durante lite a Palermo, un arresto
Giornale di Sicilia
PALERMO. Un ghanese di 38 anni è rimasto gravemente ferito a Palermo nel corso di una lite scoppiata per motivi passionale, in via Garibaldi, tra due immigrati. I carabinieri hanno trovato uno dei due, di 27 anni, armato con un grosso coltello che

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“Sono marocchino, non potete sfrattarmi!”: e getta figlio dalla finestra

Mantova, 17 luglio 2013 РHa tentato di gettare dal secondo piano il figlio di quattro anni per cercare di evitare lo sfratto da una casa di Poggio Rusco, nel Mantovano. Ma ̬ stato bloccato e arrestato per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale.

L’ufficiale giudiziario si è presentato, con i militari, a casa di Ahmed Bakloul, 38 anni marocchino, per eseguire uno sfratto per morosità. Inizialmente l’uomo ha reagito tranquillamente. Ha cominciato ad agitarsi quando l’ufficiale giudiziario ha cominciato a compilare il verbale di sfratto. ”Hai la pistola? – ha chiesto a uno dei carabinieri – Perché a questo punto non mi resta che uccidermi”. Così, accecato dall’ira, ha preso in braccio il figlio di quattro anni avvicinandosi alla finestra della sala da pranzo per lanciarlo nel vuoto, da un’altezza di circa sette metri.
Uno dei carabinieri è riuscito ad afferrare il bambino prima che precipitasse, mentre un collega si è scagliato contro l’ immigrato che ha reagito con calci e pugni. Nel corso della colluttazione uno dei militari ha riportato lesioni giudicate guaribili in quattro giorni. Ad assistere al gesto c’era anche la moglie incinta. L’uomo ha regolare permesso di soggiorno e risulta lavorare come operaio; da tre anni non pagava l’affitto dell’abitazione.

http://www.ilgiorno.it/mantova/cronaca/2013/07/17/921322-Sfratto-Butta-Figlio-Finestra.shtml

‘Cultura’ Rom: pestaggi, segregazioni e stupri per l’elemosina

zingaracce – Rapita, legata ad una sedia, imbavagliata, picchiata e minacciata di morte con un coltello puntato addosso. Il tutto sotto gli occhi del figlio 20enne, a sua volta minacciato di finire sodomizzato se non saltavano fuori i soldi per il riscatto della madre. Per liberarla i suoi aguzzini hanno chiesto 10mila euro. Il frutto, secondo loro, delle elemosine raccolte dalla donna, una rumena di 36 anni, nel corso del tempo e spedite in Romania anzichè rispettare i patti. 

Indagherà l’anti mafia. La contromossa della polizia, in una vicenda che odora di racket, è stata fulminea e determinata. Tre rumeni in stato di fermo, due donne e un uomo: un’intera famiglia. A loro carico un’accusa pesantissima: sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso, lesioni e percosse in concorso, una vicenda di cui dovrà per forza occuparsi la Procura distrettuale anti mafia di Bologna. I fermati sono G. M., 43 anni, C. D., 38 anni e C. N., 19 anni, tutti rumeni. Rumene anche le vittime: una donna, suo figlio e l’amico 21enne del figlio.

Segregata in via Cariddi. La donna, venerdì mattina, pensava di recarsi ad un comune appuntamento con dei conoscenti ma quando, attorno alle nove di mattina, si è trovata nell’appartamento di via Cariddi e le porte si sono chiuse dietro di lei, è iniziato l’inferno. Con fare ostile è stata affrontata da tre uomini che senza mezzi termini le hanno detto di scucire i soldi guadagnati facendo l’elemosina. Quindi hanno contattato il figlio dicendogli che se voleva rivedere la madre viva doveva portare 10mila euro, nel primo pomeriggio, alla “Fontana dei quattro cavalli”. Quindi i rapitori hanno costretto la vittima a chiamare anche il fratello, rinnovando la stessa richiesta di riscatto. Poi i sequestratori si sono messi a cercare il figlio, l’hanno trovato con un amico e hanno costretto entrambi a seguirli in via Cariddi.  

“Prepara i soldi o ti stupro”. Qui, sotto la minaccia di un coltello hanno preso il ventenne e l’hanno scaraventato sul letto. Uno degli aguzzini si è abbassato i pantaloni e ha finto di stuprarlo. Violenze fisiche e psicologiche avvertite chiaramente dalla madre, che si trovava ancora in lacrime per le percosse ricevute, nel bagno vicino. I sequestratori si sono decisi a liberare il ragazzo dopo essersi fatti promettere che sarebbe tornato presto con i soldi richiesti. Per sicurezza gli aggressori si sono trattenuti i suoi due cellulari e la carta d’identità mentre hanno ordinato all’amico 21enne di restare in casa. Ad un certo pounto, approfittando di un momento di distrazione dei suoi sequestratori impegnati in una telefonata, la vittima è riuscita a scappare, saltando giù dal balcone del primo piano dell’abitazione in cui era stata segregata.  

Il volo dalla finestra. Nella caduta ha riportato una frattura alla gamba. L’amico del figlio, terrorizzato dalle scene a cui aveva assistito, l’ha imitata, riuscendo a fuggire. Erano le 17 e 15 di venerdì quando una pattuglia della polizia si è imbattuta, in piazzale Cesare Battisti, nel gruppo di rumeni, di cui facevano parte il figlio, l’amico e altri parenti, che con fare agitato hanno spiegato agli agenti che cosa stava succedendo nell’abitazione di Bellariva. Mentre l’ambulanza interveniva in via Cariddi per soccorrere la ferita, due complici hanno fornito ai carabinieri la loro spiegazione dell’accaduto. “Si è buttata giù dalla finestra perché troppo ubriaca”, hanno detto. 

Inquirenti perplessi. Giustificazione a cui il magistrato Luca Bertuzzi, che coordinava le indagini svolte su due fronti da polizia e carabinieri, non ha tuttavia creduto. Il sostituto procuratore ha infatti ritenuto poco plausibile che la donna potesse aver cercato il suicidio lanciandosi da un balcone situato al primo piano dell’edificio e ha dato maggiore credito al racconto dell’altro gruppo di rumeni che si era rivolta alla polizia per raccontare del sequestro di persona. Così per tre dei rapitori sono scattate le manette, mentre altri due rumeni risultano indagati per gli stessi fatti. “E’ solo una matta che ho ospitato varie volte a casa” si è giustificato il capofamiglia mentre veniva ammanettato. I tre sono difesi dall’avvocato Gilberto Martinini. Dovranno chiarire, molte cose, fra il resto, a cosa è servito il nastro adesivo trovato nella spazzatura di casa e che la vittima ha riferito che era stato usatom per immobilizzarla. Gli investigatori hanno poi ritrovato anche i cellulari e la carta d’identità del figlio che i sequestratori si erano trattenuti in attesa deio soldi del riscatto. Un po’ troppo per pensare di farla franca. 

http://www.romagnanoi.it/news/home/1190355/Trattenne-i-soldi-delle-elemosine-.html

Roma: controlli antidroga dei carabinieri, 23 arresti – LiberoQuotidiano.it

Roma: controlli antidroga dei carabinieri, 23 arresti
LiberoQuotidiano.it
In particolare: 6 romani e 17 stranieri, due cittadini del Mali, due del Gambia, uno del Ghana, quattro cittadini tunisini, due algerini, un marocchino, uno della Guinea, due del Senegal e due nigeriani, di eta' compresa tra i 18 ed i 38 anni e

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Ostia, arrestato un ladro sorpreso a rubare in un cantiere edile – Ostia Tv

Ostia, arrestato un ladro sorpreso a rubare in un cantiere edile
Ostia Tv
Vitinia – E' finito in manette ieri sera per il reato di furto aggravato G.A., 38 anni, moldavo e incensurato, sorpreso a rubare tegole ed altro materiale edile all'interno di un cantiere in largo Guido Martina, a Vitinia. Ad arrestarlo i carabinieri

Tunisino pestato sulla bonifica, arrestati tre romeni – Riviera Oggi


Riviera Oggi

Tunisino pestato sulla bonifica, arrestati tre romeni
Riviera Oggi
Slorin Heres, 38 anni, Daniel Subtirel 20 anni, Adrian Precup, 29 anni, tutti senza fissa dimora, sono stati arrestati con l'accusa di concorso in lesioni aggravate. All'interno del furgone è stato trovato anche un coltello, sequestrato dai carabinieri
Molesta una prostituta, i protettori lo pestano: tre romeni arrestatiabruzzo24ore.tv
Prostituzione, aggressione bonifica del Tronto: carabinieri arrestano CityRumors.it

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