Tag: 19 anni

Ruba al volo lo smartphone a studentessa cinese: arrestato tunisino – Il Mattino


Il Mattino

Ruba al volo lo smartphone a studentessa cinese: arrestato tunisino
Il Mattino
A+ A- Stampa. PERUGIA Ruba al volo lo smartphone ad una studentessa cinese, arrestato. La polizia ha bloccato un tunisimo di 36 anni, con diversi precedenti. La giovane, una ragazza cinese di 19 anni, stava passeggiando lungo viale Sant'Antonio.
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L’Aquila: romeni si picchiano a sangue in centro storico, un arresto e … – abruzzo24ore.tv


abruzzo24ore.tv

L'Aquila: romeni si picchiano a sangue in centro storico, un arresto e
abruzzo24ore.tv
A.S, rumeno di 19 anni, è stato ridotto in fin di vita D.I, di 21 anni, arrestato dagli agenti della squadra mobile dell'Aquila con l'accusa di lesioni aggravate e omissione di soccorso. Il fatto è accaduto tra sabato e domenica alla Fontana Lumonisa
L'Aquila, ragazzo romeno in fin di vita dopo una lite con un Il Centro

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Auto con 3 pakistani piomba su moto e ammazza 19enne: ancora

Un’altra Beatrice, con ormai il beneplacito della magistratura xenofila.
Una ragazza di 19 anni, Chiara Massi, è morta per le ferite riportate in un incidente stradale avvenuto sul lungomare Europa di Porto San’Elpidio (Fermo). La diciannovenne era in sella ad una moto insieme al fidanzato, che è stata travolta da dietro da un’auto con a bordo tre giovani pachistani. La moto è stata scaraventata in aria. Per Chiara è intervenuta anche l’eliambulanza, ma la giovane è morta poco dopo.

E’ un genocidio.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/marche/articoli/1107508/fermo-auto-piomba-su-moto-morta.shtml

‘Cultura’ Rom: pestaggi, segregazioni e stupri per l’elemosina

zingaracce – Rapita, legata ad una sedia, imbavagliata, picchiata e minacciata di morte con un coltello puntato addosso. Il tutto sotto gli occhi del figlio 20enne, a sua volta minacciato di finire sodomizzato se non saltavano fuori i soldi per il riscatto della madre. Per liberarla i suoi aguzzini hanno chiesto 10mila euro. Il frutto, secondo loro, delle elemosine raccolte dalla donna, una rumena di 36 anni, nel corso del tempo e spedite in Romania anzichè rispettare i patti. 

Indagherà l’anti mafia. La contromossa della polizia, in una vicenda che odora di racket, è stata fulminea e determinata. Tre rumeni in stato di fermo, due donne e un uomo: un’intera famiglia. A loro carico un’accusa pesantissima: sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso, lesioni e percosse in concorso, una vicenda di cui dovrà per forza occuparsi la Procura distrettuale anti mafia di Bologna. I fermati sono G. M., 43 anni, C. D., 38 anni e C. N., 19 anni, tutti rumeni. Rumene anche le vittime: una donna, suo figlio e l’amico 21enne del figlio.

Segregata in via Cariddi. La donna, venerdì mattina, pensava di recarsi ad un comune appuntamento con dei conoscenti ma quando, attorno alle nove di mattina, si è trovata nell’appartamento di via Cariddi e le porte si sono chiuse dietro di lei, è iniziato l’inferno. Con fare ostile è stata affrontata da tre uomini che senza mezzi termini le hanno detto di scucire i soldi guadagnati facendo l’elemosina. Quindi hanno contattato il figlio dicendogli che se voleva rivedere la madre viva doveva portare 10mila euro, nel primo pomeriggio, alla “Fontana dei quattro cavalli”. Quindi i rapitori hanno costretto la vittima a chiamare anche il fratello, rinnovando la stessa richiesta di riscatto. Poi i sequestratori si sono messi a cercare il figlio, l’hanno trovato con un amico e hanno costretto entrambi a seguirli in via Cariddi.  

“Prepara i soldi o ti stupro”. Qui, sotto la minaccia di un coltello hanno preso il ventenne e l’hanno scaraventato sul letto. Uno degli aguzzini si è abbassato i pantaloni e ha finto di stuprarlo. Violenze fisiche e psicologiche avvertite chiaramente dalla madre, che si trovava ancora in lacrime per le percosse ricevute, nel bagno vicino. I sequestratori si sono decisi a liberare il ragazzo dopo essersi fatti promettere che sarebbe tornato presto con i soldi richiesti. Per sicurezza gli aggressori si sono trattenuti i suoi due cellulari e la carta d’identità mentre hanno ordinato all’amico 21enne di restare in casa. Ad un certo pounto, approfittando di un momento di distrazione dei suoi sequestratori impegnati in una telefonata, la vittima è riuscita a scappare, saltando giù dal balcone del primo piano dell’abitazione in cui era stata segregata.  

Il volo dalla finestra. Nella caduta ha riportato una frattura alla gamba. L’amico del figlio, terrorizzato dalle scene a cui aveva assistito, l’ha imitata, riuscendo a fuggire. Erano le 17 e 15 di venerdì quando una pattuglia della polizia si è imbattuta, in piazzale Cesare Battisti, nel gruppo di rumeni, di cui facevano parte il figlio, l’amico e altri parenti, che con fare agitato hanno spiegato agli agenti che cosa stava succedendo nell’abitazione di Bellariva. Mentre l’ambulanza interveniva in via Cariddi per soccorrere la ferita, due complici hanno fornito ai carabinieri la loro spiegazione dell’accaduto. “Si è buttata giù dalla finestra perché troppo ubriaca”, hanno detto. 

Inquirenti perplessi. Giustificazione a cui il magistrato Luca Bertuzzi, che coordinava le indagini svolte su due fronti da polizia e carabinieri, non ha tuttavia creduto. Il sostituto procuratore ha infatti ritenuto poco plausibile che la donna potesse aver cercato il suicidio lanciandosi da un balcone situato al primo piano dell’edificio e ha dato maggiore credito al racconto dell’altro gruppo di rumeni che si era rivolta alla polizia per raccontare del sequestro di persona. Così per tre dei rapitori sono scattate le manette, mentre altri due rumeni risultano indagati per gli stessi fatti. “E’ solo una matta che ho ospitato varie volte a casa” si è giustificato il capofamiglia mentre veniva ammanettato. I tre sono difesi dall’avvocato Gilberto Martinini. Dovranno chiarire, molte cose, fra il resto, a cosa è servito il nastro adesivo trovato nella spazzatura di casa e che la vittima ha riferito che era stato usatom per immobilizzarla. Gli investigatori hanno poi ritrovato anche i cellulari e la carta d’identità del figlio che i sequestratori si erano trattenuti in attesa deio soldi del riscatto. Un po’ troppo per pensare di farla franca. 

http://www.romagnanoi.it/news/home/1190355/Trattenne-i-soldi-delle-elemosine-.html

Drogata e stuprata tutta la notte da marocchino

Prima drogata e poi stuprata ripetutamente tutta la notte da quello che riteneva essere un amico, che invece l’avrebbe tenuta in ostaggio fino alla mattina. 

Questa la vicenda che sarebbe capitata a Pistoia ad una ragazza di 19 anni, nella notte tra sabato e domenica mentre le vie del centro erano affollate dallo scatenato “popolo del blues”. La ragazza ha raccontato di aver seguito l’amico, 30 anni, marocchino, nella sua casa a Sant’Agostino, alla periferia di Pistoia, dove lui avrebbe abusato di lei tutta la notte.

Lui invece sostiene che lei fosse consenziente. L’allarme è scattato ieri mattina alle ore 9,40. Ad avvisare i soccorritori sembra sia stato lo stesso marocchino, probabilmente impietositosi, dopo che la ragazza aveva più volte richiesto di poter andare via e chiamare la madre. Sul posto sono arrivati i volontari della Croce Verde, il personale dell’automedica del 118 e una volante della polizia.

La ragazza è stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Pistoia, dove è stata medicata. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, sembra che la ragazza conoscesse il marocchino con il quale avrebbe passato la prima parte della serata in piazza della Sala, insieme alla fiumana di gente che affollava le vie del centro tra il mercatino e piazza del Duomo per la grande festa del Blues.

Insieme i due avrebbero mangiato e bevuto, poi lui le avrebbe proposto di andare a casa sua, appunto nella zona di Sant’Agostino. La ragazza ha accettato e lo ha seguito. Il 30enne africano è indagato per violenza sessuale.

http://bladibella.com/modules/news/article.php?storyid=7928&fb_source=message

Follia “migrante”: accoltellati da tunisino per un commento ironico

CATANZARO 22 giugno 2013 – Due fratelli di 16 e 20 anni avevano notato a voce alta la somiglianza di un giovane straniero con il calciatore brasiliano Ronaldinho e questo ha scatenato una violenta rissa che si è conclusa con l’accoltellamento del ventenne. Per il ferimento gli agenti della Squadra mobile di Catanzaro hanno fermato Farid Hamdi, 19 anni, tunisino. L’episodio è avvenuto il 17 giugno sulla spiaggia di Catanzaro Lido dove i due fratelli si trovavano per fare il bagno e prendere il sole.

Hamdi è passato casualmente sulla spiaggia ed i due fratelli hanno commentato a voce alta la somiglianza del giovane con il calciatore. Le parole dei due fratelli hanno scatenato la reazione violenta del tunisino che, armato di un coltello, ha rincorso i due ragazzi. Inizialmente ha colpito con calci e pugni il minorenne e quando il fratello di quest’ultimo è intervenuto lo ha accoltellato. Le numerose persone presenti in spiaggia hanno allertato e la polizia di Stato ed hanno cercato di soccorrere i due fratelli. Il tunisino è poi fuggito.

Il ragazzo di venti anni è stato portato in ospedale con una ferita giudicata guaribile in quindici giorni, mentre il sedicenne ha riportato solo lievi ferite. Dalla descrizione fornita dalle due vittime gli agenti della squadra mobile hanno identificato il tunisino che è stato sottoposto a fermo su disposizione della Procura della Repubblica di Catanzaro.Nell’abitazione di Hamdi i poliziotti hanno trovato e sequestrato 8 grammi di droga ed un bilancino di precisione.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/catanzaro-sei-uguale-ronaldinho-lui-1600670/

Pestato e derubato del cellulare, denunciato un minorenne albanese – Piacenza24


PiacenzaSera.it

Pestato e derubato del cellulare, denunciato un minorenne albanese
Piacenza24
Particolare curioso: l'ecuadoriano di 19 anni era stato arrestato in passato per aver avviato un giro di spaccio proprio nei pressi della caserma dei carabinieri di viale Beverora, una sfida che lo straniero aveva pagato con l'arresto. Federico Gazzola
Rapinato da un coetaneo lo racconta al padre. Tre ragazzi denunciatiLibertà (Abbonamento)

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Arrestati due immigrati dopo aver forzato casello autostradale su auto rubata


AostaSera
Arrestati due giovani dopo aver forzato casello autostradale
AostaSera
I tre moldavi sono stati accusati di ricettazione e porto di strumenti atti ad offendere. I due maggiorenni sotto arresto, Dadav Victor e Canter Vadim, entrambi di 19 anni, sono stati processati per direttissima questa mattina. Canter ha patteggiato 6 altro »

Castagneto: l’ha anche stuprata, conferma dal Dna

Firenze – È stata anche violentata sessualmente Ilaria Leone, la ragazza di 19 anni uccisa la sera del 1 maggio a Castagneto Carducci (Livorno), dopo essere stata picchiata brutalmente. È quanto emerge dai risultati degli esami eseguiti dal Ris, che hanno rilevato tracce di liquido seminale sulla salma della giovane.  Per l’omicidio il giorno dopo è stato arrestato il 34enne senegalese Ablaye Ndoye, che ora dovrà rispondere anche di violenza sessuale, mentre fino adesso veniva contestato, oltre all’omicidio volontario, il tentato stupro. Gli esami biologici hanno evidenziato che le tracce di liquido seminale sono geneticamente riconducibili all’indagato. Tracce di sangue della vittima erano state rinvenute sui pantaloni del senegalese. Perde invece consistenza l’ipotesi investigativa della violenza di gruppo; Ablaye Ndoye avrebbe agito senza complici, secondo quanto emerge dalle indagini. http://quifirenze.corrierenazionale.it/cronaca/2013/06/13/news/41172-Uccisa-a-Castagneto-fu-pure-stupro

Ilaria Leone, 19enne uccisa da senegalesi

Vittima dell’integrazione

Torino: immigrati “sciacalli” tra gli studenti in festa

Si sono infiltrati tra i ragazzi 
che hanno invaso il centro per festeggiare la fine della scuola
derubandoli di catenine e portafogli

Sciacalli tra gli studenti in festa. I carabinieri hanno arrestato ieri 4 persone,in due circostanze, smascherati dai militari “infiltrati” tra gli studenti che ieri hanno invaso il centro per festeggiare la fine della scuola.

Il primo episodio in Piazza Castello, dove i militari della Stazione Po Vanchiglia e del I° Battaglione Piemonte hanno arrestato un marocchino di 19 anni per rapina ai danni di due studenti. Il rapinatore,in concorso con altri soggetti non ancora identificati, ha aggredito due 15enni con un calcio e strappato loro la catenina d’oro dal collo. I militari in borghese hanno sentito le urla delle due vittime e sono intervenuti immediatamente, riuscendo a bloccare un rapinatore. Una catenina è stata recuperata.

Nell’ambito della stessa attività di prevenzione in occasione dei festeggiamenti, i carabinieri della Stazione Po Vanchiglia del Nucleo Radiomobile hanno arrestato altri tre borseggiatori che hanno derubato alcuni studenti in Via Roma e davanti alla gelateria “Grom” di Via Accademia delle Scienze. Si tratta di un algerino di 29 anni, che ha scippato un 14enne in Via Roma, e di due ragazze nomadi, che ogni probabilità fanno parte di una banda di “falsi medicanti”, che con il pretesto di chiedere l’elemosina hanno derubato dei portafogli due ragazze, una in via Roma e una davanti alla Gelateria “Grom” di Via Accademia delle Scienze.

http://www.lastampa.it/2013/06/13/cronaca/sciacalli-tra-gli-studenti-in-festa-arrestati-quattro-borseggiatori-NwS9TeGnAX6aTFYCTnSp2O/pagina.html