Category: Vicenza

Vicenza: 88enne aggredita da zingara per rapinarla

Solagna (VI) – Se fosse successo nella periferia di una grande città forse non sorprenderebbe nessuno, ma la tentata rapina con tanto d’inseguimento di cui è stata vittima l’altro giorno residente a Solagna, mentre percorreva il tratto pedonale adiacente la statale 47, quanto a dinamica e sfacciataggine dei malviventi ha a dir poco dell’incredibile, se si considera che il fatto è avvenuto in pieno giorno e lungo una strada assai trafficata.
Erano le 10 di mattina quando A.T., pensionata di 88 anni stava camminando lungo il marciapiede che costeggia la statale per recarsi a casa dei figli e nipoti della famiglia Scramoncin (molto nota in paese perché titolare di un’attività commerciale) per la consueta visita domenicale. All’improvviso un’auto di colore scuro le si affianca e, dal sedile del passeggero, una ragazza che porta al polso numerosi braccialetti e monili chiede all’anziana che ore sono.
Per rispondere, la donna si scopre il polso dal cappotto, mettendo in “bella vista” un prezioso orologio d’oro, riferisce l’ora e prosegue.
La ragazza, a quel punto, in un batter d’occhio scende dall’auto e insegue l’88enne, importunandola fino a toccarla e a strattonarla, nel chiaro tentativo di strapparle quanto di valore portava addosso.
«Mia nonna – racconta la nipote di A. T., Francesca Scramoncin, 33 anni – è arrivata in casa talmente agitata da non riuscire a respirare, abbiamo pensato le stesse venendo un infarto. Dopo essersi ripresa ci ha raccontato di essere stata fermata da un’auto scura con a bordo tre individui. Una ragazza, che ha detto sembrare una zingara perché piena di braccialetti e con un’acconciatura strana, le ha chiesto l’ora. Quando mia nonna ha scoperto l’orologio d’or, l’ha inseguita per metri con la scusa di volerle regalare dei braccialetti portafortuna, ma quando mia nonna ha capito l’inganno e ha accelerato il passo per quanto poteva ha cominciato a strattonarla nel chiaro tentativo di scipparla. La fortuna ha voluto che mia nonna abbia l’abitudine di portare la borsa a tracolla e che, nonostante l’età, sia ancora in gamba».
«È riuscita ad arrivare al cancello di casa – prosegue nel racconto la trentatreenne nipote di A.T. -, con la giovane che la strattonava e l’auto che la inseguiva a pochi metri. Alla reazione di mia nonne, la giovane è risalita sull’auto e con i complici si è allontanata. È ancora terrorizzata, veniva a trovarci a piedi da una vita. Ha già deciso che non lo farà mai più, da adesso in poi andremo noi a prenderla direttamente a casa. Tutto questo, sia per il male che arreca sia per quello che comporta, è inaccettabile se si considera che viviamo in un paese che conta meno di 2 mila abitanti».
Il fatto è stato denunciato al Commissariato di Bassano che ha avviato le indagini.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Bassano/599246_anziana_aggredita_tentano_di_rubarle_borsa_ed_orologio/

E ora in zona arriverà il nuovo campo nomadi.

Sconto di pena alla baby-gang di ‘nuovi italiani’

VICENZA. Tre anni di reclusione ad uno dei capi banda della baby gang che aveva imperversato in centro città lo scorso anno. Ieri pomeriggio, il collegio presieduto da Gianesini (giudici Rizzi e De Stefano) ha inflitto 3 anni e 20 giorni di reclusione al cittadino bengalese Akbar Rashid, 22 anni, residente regolarmente a Montecchio Maggiore in via della Stazione, e domiciliato a Cereda di Cornedo. Il giovane, difeso dall’avv. Paolo Mele junior che aveva cercato di sostenere la sua estraneità alle contestazioni, era accusato di rapina e di porto abusivo di armi. Il pubblico ministero Golin aveva chiesto una condanna a 4 anni e 9 mesi di reclusione, perchè il giovane era già noto alle cronache giudiziarie.
Rashid era stato arrestato dalla polizia nel gennaio scorso con un altro giovane, di origini africane, che ha di recente patteggiato 2 anni e 5 mesi di reclusione. I due, in base a quanto sostenuto dalla pubblica accusa, capeggiavano una baby gang che aveva seminato il panico nel corso dello scorso anno soprattutto in centro città, e in particolare lungo corso Palladio, nella zona del Mc Donald.
A volte erano colpi miseri, da appena venti euro. Altre volte andava meglio, se la rapina fruttava cellulari costosi e qualche centinaia di euro. Giovani ma sicuri di sé, con precedenti alle spalle e un foglio di via obbligatorio che il questore aveva emesso nei loro confronti la scorsa estate e che loro, ovviamente, non avevano mai rispettato. Era stata la squadra mobile ad arrestarli dopo un’indagine resa più complessa dal silenzio delle vittime.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/598556_la_baby_gang_del_centro_tre_anni_al_capo_banda/?refresh_ce

Vicenza: in appartamento abusivi e oggetti rubati

«Questa è la sesta volta che cambio la serratura. Non ne posso più. Tanto è sempre questione di giorni, al massimo di settimane. Tornano, la scassinano e occupano di nuovo l’appartamento».
E infatti è successo proprio così. Ennesimo intervento della polizia al Campiello, ennesimo appartamento trovato con dentro degli abusivi, ennesime denunce. L’allarme è stato dato da uno dei residenti. Era certo che quell’appartamento fosse sfitto ma, ormai da giorni, sentiva dei rumori e ha capito che doveva esserci qualche intruso. A San Lazzaro ieri mattina, poco prima delle 7, sono arrivate tre volanti della polizia. Effettivamente il monolocale era occupato. C’erano quattro romeni: due ragazzi di 22 e 23 anni che sarebbero arrivati a Vicenza d a qualche settimana appena (sembra probabile, visto che nessuno di loro è conosciuto alle forze dell’ordine né è mai stato segnalato) e due squillo di 25 e 28 anni che, invece, sono ben note alla polizia perché più volte sorprese ad aspettare clienti a San Lazzaro. Una di loro ha anche l’obbligo di firma: nei mesi scorsi era stata arrestata dopo che aveva rapinato una cliente di un bar. Pare che l’avesse tenuta d’occhio mentre questa giocava alle slot machine e, vedendo che aveva vinto un bel po’ di soldi, l’aveva aggredita per portarglieli via. La ragazza aveva, in una borsa, ben 700 euro. La polizia sospetta che per lei lavorino alcune giovani prostitute che puntulamente le darebbero una percentuale dei guadagni. Tutti sono stati denunciati per occupazione abusiva e fatti allontanare. Sequestrata una bicicletta, probabilmente rubata. Ora al proprietario non resta che cambiare, ancora una volta, la serratura del suo appartamento. Episodi di questo tipo, nel residence, sono piuttosto frequenti. In passato è capitato anche di scoprire che pure i garage erano stati occupati abusivamente: in uno ci viveva addirittura una famiglia con bimbi piccoli.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Cronaca/589932_blitz_al_campiello_trovati_altri_abusivi/?refresh_ce

Bambino rom lo truffa: guardie supermercato d’accordo con zingaro

Volevo raccontarvi quanto occorsomi sabato scorso al supermercato Tosano di Montecchio Maggiore. Dopo aver parcheggiato l’auto nel parcheggio del supermercato, mi dirigo con mia moglie verso l’entrata del punto vendita. Qui mi punta un ragazzino, con evidente accento dell’est, che mi chiede con molta sfrontatezza se ho raccolto da terra 10 euro che erano caduti di tasca a lui (non capisco come, dato che io ero appena arrivato mentre lui era già lì).

Lo guardo con attenzione, la faccia non mi è nuova, mi sembra d’averlo già visto davanti all’entrata di un altro supermercato della zona; gli rispondo con cipiglio che non so nulla dei suoi 10 euro e mi allontano da lui in cerca di un carrello. Dopo 1 minuto me lo ritrovo alle spalle, questa volta accompagnato da un adulto, il quale mi chiede con fare minaccioso se sono proprio sicuro di non aver preso da terra i 10 euro del bambino. Gli rispondo ancor più chiaramente che non so di cosa parli, e mia moglie gli lascia intendere che la faccia non ci è nuova e quindi abbiamo capito il trucchetto. Sicuri di aver finalmente risolto la grana, entriamo serenamente nel supermercato a fare la spesa. Ma qualche minuto dopo mi ritrovo dietro le spalle un agente della sicurezza interna del supermercato che mi invita, in modo neanche troppo discreto, a seguirlo in ufficio. Nel mio più grande stupore, mi chiede se sono davvero sicuro di non aver raccolto i soldi del ragazzino, il quale a suo dire si era messo a piangere per l’accaduto e quindi secondo lui non poteva non essere sincero.

Trasecolato, gli chiedo se stesse scherzando o meno, se la parola del bambino fosse supportata da qualche prova che conducesse a me, perchè altrimenti non mi spiego come mai questo piccolo mariuolo goda di tanta credibilità in quel posto, al che l’agente mi chiede: “Ma davvero lei non ha in tasca nemmeno 10 euro? Le conviene tirarli fuori, altrimenti qui è una seccatura, perchè mi tocca chiamare i carabinieri”. Se non ho capito male il giochetto: il bambino mi accusa di una cosa completamente fasulla per estorcermi 10 euro, io rifiuto facendogli intendere che ho capito il giochetto e non ci sto, e poco dopo la vigilanza di quel supermercato di cui sono cliente da quasi 10 anni, anzichè tutelarmi, mi minaccia dicendomi che mi conviene assecondare il bambino altrimenti chiamano i carabinieri. Al che mi sorgono due domande: primo, se non ci fosse stata mia moglie, che evidentemente poteva rafforzare la mia parola (due contro uno), ma fossi stato da solo (uno contro uno), cosa ne sarebbe stato della mia onorabilità? Secondo, posso capire che il ragazzino tenti il giochino per guadagnarsi 10 euro se gli va bene, ma gli agenti della vigilanza del Tosano, invece come mai si danno tanto animo di assecondarlo in questo? Cosa ci guadagnano loro da quei 10 euro che escono in modo così fraudolento dalla mia tasca per entrare nelle mani del piccolo furfantello? Una cosa è certa, chi non ci guadagna nulla ma anzi ci perde molto è l’immagine del supermercato in questione.

http://www.gazzettino.it/LAPOSTADEILETTORI/supermercato_rom_truffa_bambino_montecchio/notizie/356682.shtml

Furti nei centri commerciali, super lavoro per la polizia contro immigrati


www.lavocedivenezia.it
Furti nei centri commerciali, super lavoro per la polizia
www.lavocedivenezia.it
Aveva tentato di oltrepassare le casse senza pagare della merce (per un valore di 20 euro), ma la Polizia arrivata sul posto l’ha arrestato (aveva già dei precedenti). Il tunisino e i due moldavi arrestati per il furto al Decathlon, sono stati  

“Sono immigrato, non pago per mangiare”: e lancia fioriere in strada contro passanti

THIENE 05 novembre 2013 – Aveva inaugurato una nuova disciplina sportiva: il lancio delle fioriere. Così via Dante è rimasta bloccata per i cocci sulla strada. L’episodio è avvenuto alle 16.30 di ieri quando un uomo, probabilmente ubriaco, è andato in escandescenza davanti al “Tasty Kebab” che era chiuso in quel momento. L’uomo probabilmente voleva mangiare un panino, come sempre senza pagare, e forse vedendo l’esercizio chiuso ha perso le staffe. Per vendetta quindi ha sollevato le due fioriere che si trovavano ai lati del negozio lanciandole in strada e bloccando il traffico. All’arrivo della polizia locale l’uomo si è dato alla fuga ma dalla finestra della sua abitazione il titolare del kebab aveva visto la scena e ha riconosciuto quel cittadino (T.W. le iniziali) che spesso si presentava nel suo locale, mangiando a sbafo e rifiutando di saldare il conto. Nei giorni scorsi il titolare del kebab, un bengalese, aveva intimato all’uomo di non presentarsi più. Ora il tunisino sarà denunciato. Ma non è finita la giornata singolare degli agenti del consorzio di polizia locale Nordest. Mentre stavano ascoltando alcuni testimoni della vicina sala di scommesse, gli agenti hanno notato un cittadino marocchino gironzolare allegramente in bicicletta con in bella vista l’adesivo della polizia locale. Essendo Mustapha Grich uomo noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, gli agenti hanno controllato la bicicletta che infatti è risultata rubata qualche giorno addietro ad una cittadina di Zané. L’uomo è stato denunciato per ricettazione.

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/dalla_home/585285_thiene_il_kebab_non__ancora_apertolui_lancia_le_fioriere_in_strada_denunciato/

Islam: è caccia agli agnellini da sgozzare e dissanguare vivi

ARZIGNANO (VI), Festa del Sacrificio islamica – La denuncia degli animalisti: un invasato ha tentato di investire due Guardie Zoofile
Il coordinamento protezionista vicentino: situazione fuori controllo. Stop alla deroga sull’uccisione senza stordimento.

GEAPRESS – L’anno scorso, nella stessa zona, le Guardie Zoofile dell’ENPA denunciarono due allevatori per i reati collegati alla vendita degli agnelli. Il riferimento era proprio la Festa del Sacrificio, ricorrenza molto sensita nel mondo islamico.

Non è appurato un collegamneto ma nei mesi successivi una sede dell’ENPA divenne oggetto di invio di minacce. L’ultima in ordine di tempo è avvenuta lo scorso marzo: una testa di agnello grondante di sangue in un sacco nero dell’immondizia. Una minaccia che il Coordinamento non esita a definire di “stampa mafioso”.

Anche quest’anno, in occasione della Festa, le Guardie Zoofile hanno intensificato i controlli e sabato scorso sono stati per questo tenuti sotto controllo gli allevamenti di ovini di Arzignano. Si sarebbe così riscontrato come l’attività di vendita degli animali da dissanguare, peraltro in posti non autorizzati, sarebbe continuata sebbene in forma diversa. Stante quanto comunicato dal Coordinamento Protezionista Vicentino i poveri animali sarebbero stati legati e incaprettati. Poi, abbandonati nei fossati in prossimità di strutture come un depuratore o una cabina. Qui, l’acquirente di fede islamica sarebbe poi venuto a ritirarli. Appena le Guardie si allontanavano, il ritiro avveniva direttamente in mezzo ai campi, dove era stato portato il gregge.

In un caso, si è sfiorata la tragedia. Due Guardie, infatti, hanno seguito un Pick-up ed una vettura occupata da alcuni nord africani. Le due auto si sono arrestate in una stradina laterale. Nell’atto di spostare l’agnello incaprettato dal bagagliaio di una autovettura all’altra, l’intervento delle due Guardie. I due occupanti del pick-up, avrebbero a questo punto iniziato ad urlane. “Via!Via!”, avrebbero riferito nei confronti delle due Guardie innestando però la retromarcia. Le Guardie si sono così ritrovate in mezzo ai due veicoli e si sono per questo gettate nel fosso evitando il peggio. Fortunatamente l’auto è stata identificata e il guidatore riconosciuto.

Il via vai di acquirenti è però continuato, nonostante l’impegno di ben dodici Guardie Zoofile che hanno presidiato la zona per quasi tre giorni.

“Chi compra un agnello per scannarlo in casa – ha dichiarato Samantha Tistoni del Coordinamento Protezionista Vicentino – compie due reati previsti dalla legge 189/2004, uno di maltrattamento nel momento che lo mette nel bagagliaio incaprettato, il secondo reato è quello di quando lo uccide tagliandogli la giugolare presso la sua abitazione“. Critiche vengono ora sollevate per chi deputato alla vigilanza anche sanitaria. Sindaco e Polizia Locale, a detta di Samantha TIstoni, dovrebbe intervenire.

“Ora basta – ha esclamato renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento – la situazione è fuori controllo, è chiaro che fin tanto che esisterà questa deroga, questi reati verranno costantemente compiuti sotto i nostri occhi, grazie anche e soprattutto ad allevatori senza scrupoli, ma gli animali continueranno a subire questa orrenda morte. Come C.P.V. – ha aggiunto il portavoce – ci impegneremo a tutti i livelli in Italia ed in Europa per chiudere in fretta con questa pratica non prevista nella nostra comunità, che stà creando sempre più disagio anche tra la popolazione civile. Ritengo infine che il nostro paese abbia bisogno di altro, di crescere nella pace, a cominciare dal rispetto dei più deboli, quali sono ad esempio i poveri animali, sfruttati da sempre in tutti i modi dall’essere umano“.

http://www.geapress.org/allevamenti-2/arzignano-vi-festa-del-sacrificio-la-denuncia-degli-animalisti-un-invasato-ha-tentato-di-investire-due-guardie-zoofile/48361

Yemenita ucciso: era uno spacciatore

Nella casa e nell’auto dello yemenita i carabinieri hanno trovato 700 grammi di hashish, oltre a mille euro in contanti nascosti in un armadio. Cipolletta, che non aveva di che vivere essendo disoccupato da un paio di anni, ha ammesso davanti agli inquirenti di aver tirato avanti proprio grazie al denaro che il genero gli passava, e di aver saputo che i soldi erano frutto di un giro di droga.

“Il mio cliente e’ disperato, non si capacita ancora di aver ucciso il genero. Non capisce come possa essere partito il colpo di pistola. Tra l’altro non aveva neppure mirato. E poi e’ affranto, il suo piu’ grande dolore e’ di aver distrutto due famiglie, la sua e quella della figlia e di non poter piu’ vedere i nipotini a cui e’ attaccatissimo”. Cosi’ all’Adnkronos l’avv. Elena Peron, difensore di Salvatore Cipoletta, spiega lo stato d’animo dell’uomo che ieri sera ha ucciso con un colpo di pistola il genero di origini yemenita. A scatenare la tragedia e’ stata la volonta’ del genero di far assistere ai due figli piccoli al rito islamico del sacrificio di un agnello.

Proprio per evitare questa scena raccapricciante ai due bambini, il 53enne di origini napoletane aveva avuto una vivace discussione con il genero. Quindi, dopo essere andato via, era ritornato piu’ tardi a casa del genero e lo scontro si era scatenato nuovamente, con il giovane yemenita che avava sferrato un pugno in faccia al suocero. Alla vista del sangue, l’uomo ha tirato fuori la pistola per minacciarlo, ma dal revolver e’ partito un colpo, che non ha lasciato scampo. Subito dopo, Cipoletta era fuggito, entrando in un bar e chiedeno pero’ subito di chiamare i carabinieri, ai quali ha reso nel corso della notte una piena confessione. Gia’ alcuni anni fa tra i due c’erano stati litigi e scontri verbali, al Cipoletta non era mai andato bene che la figlia avesse spostato un giovane musulmano, e si fosse convertita alla fede islamica.

http://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/1332346/Vicenza–legale–mio-cliente-e–disperato–non-voleva-uccidere-il-genero.html

Famiglie miste.

Banda di rapinatori violenti, ma ‘multietnici’: magistrato li libera

Rapinatori violenti, ma liberi
Il Giornale di Vicenza
Si tratta di un ventiduenne di Zugliano, Michele Zito, residente in via Asiago, e del ghanese domiciliato a Dueville Adu Benjamin Nana Gyan, di 21 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Due picchiatori che, a sorpresa, rimangono in stato di altro »