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Data alle fiamme dal marito cinese: sfigurata e in pericolo di vita

VIGONOVO (Venezia) 22 ottobre 2013 – Ricercato in tutto il Veneto: i carabinieri hanno la foto di Dejin Chen, 47 anni, l’imprenditore calzaturiero di Vigonovo che ieri sera ha cercato di uccidere la moglie bruciandola viva. L’uomo, infatti, la termine di un litigio, ha afferrato del mastice industriale e l’ha spruzzato sul viso della coniuge, 35 anni, appiccando poi fuoco. La donna è in gravissime condizioni al reparto Grandi ustionati di Padova, dove i medici sperano di salvarle la vita, ma mantengono ancora riservata la prognosi. La donna, diventata una torcia umana, era stata salvata dall’intervento di alcuni parenti che sono riusciti a spegnere le fiamme, non prima però che il fuoco le deturpasse completamente la faccia, le braccia e il torso, con ustioni di secondo e terzo grado. Subito dopo il gesto Dejin Chen era fuggito. I carabinieri lo stanno cercando ora in tutta la regione con l’accusa di tentato omicidio. Resta in prognosi riservata con ustioni gravi che ricoprono il 20% del corpo la 35enne cinese ustionata domenica dal marito. L’uomo le avrebbe dato fuoco al termine di una lite gettandole del mastice altamente infiammabile al volto. I medici del reparto Grandi ustionati dell’ospedale di Padova stanno facendo tutto il possibile per salvare la donna ma il rischio che muoia o che resti tremendamente sfigurata è alto.

http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/10/21/news/tenta-di-uccidere-la-moglie-dandole-fuoco-e-gravissima-1.7966834

Aggredito in casa a calci e pugni dagli zingari

FIESSO – Hanno picchiato il proprietario dell’abitazione che avevano cercato di svaligiare. Grazie al blitz dei carabinieri, però, due dei tre malviventi sono finiti dietro le sbarre a Santa Maria Maggiore. Le manette si sono strette ai polsi di due fratelli già noti alle forze dell’ordine: Francesco, 28 anni, e Salvatore Restivo, (31), residenti ad Andrano, in provincia di Catania, ma appartenenti a una famiglia nomade che da qualche tempo si è installata in un campo a Ballò di Mirano.
Il colpo è stato portato a termine nella notte fra sabato e domenica in una casa di via Silvio Pellico a Fiesso d’Artico. I fratelli Restivo assieme a un complice erano riusciti a penetrare nell’abitazione e a fare man bassa degli oggetti che capitavano loro a tiro. Man mano che passavano nelle stanze mettevano la refurtiva (soldi e oggetti di valore) in un sacco.
Qualcosa però è andato storto. Il loro raid è stato interrotto dal padrone di casa, che si è alzato dopo aver sentito un rumore. L’uomo ha tentato di difendersi, ma i malviventi hanno avuto la meglio, ferendolo a pugni e calci e lasciandolo a terra dolorante. Poi sono scappati a bordo di una Bmw nera rubata poco tempo fa a Rossano Veneto, nel vicentino. L’uomo ha subito chiamato in aiuto i militari dell’Arma.
In poco tempo sul posto sono arrivati i militari della caserma di Stra che insieme a quelli della Compagnia di Chioggia si sono subito messi sulle tracce dei banditi. L’uomo ferito dai criminali è stato portato in ospedale a Dolo dove gli sono stati dati una trentina di giorni di prognosi. Gli investigatori dell’Arma a questo punto hanno passato al setaccio con precisione e discrezione i campi nomadi della zona della Riviera del Brenta finché si sono resi conto che in quello di Ballò c’era la Bmw nera e due persone che corrispondevano alla descrizione e avevano pure precedenti per reati contro il patrimonio.
Sono stati effettuati degli appostamenti. Fuori dal campo nomadi di Ballò sono stati fermati quattro giovani a bordo di una Fiat 500. Due di questi erano gli autori dell’aggressione.
Uno dei due fratelli è risultato poi essere stato controllato il giorno dopo il furto dell’auto utilizzata per la rapina, proprio a Rossano Veneto. I due sono stati portati in caserma a Stra e lì sono state scattate così delle foto segnaletiche. La vittima della rapina ha riconosciuto con certezza i due rapinatori nei fratelli Restivo.
I due banditi, considerato il pericolo di fuga, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria con la pesante accusa di rapina impropria in abitazione e lesioni. Poi sono stati portati in carcere a Venezia. Ora si cerca il terzo complice.

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