Category: Venezia

Venezia, picchia la moglie e spaccia: arrestato bengalese

VENEZIA. Picchia la moglie, intervengono i carabinieri e oltre ad arrestarlo per maltrattamenti lo portano in carcere anche con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio. Infatti addosso gli hanno trovato mezzo etto di marijuana. È successo sabato alla Misericordia. Altri due arresti per spaccio, sempre fatti dai carabinieri, sono avvenuti il 21 novembre in campo Santa Margherita.

Sabato sera, quando i militari sono intervenuti dopo una chiamata al 112 per una violenta lite, l’equipaggio intervenuto del Nucleo Natanti, alla Misericordia, individua subito la vittima, una ragazza di 20 anni, di origini del Bangladesh, che spiega di essere stata malmenata con un ombrello e con un altro oggetto dal marito, di 26 anni, nato in Bangladesh. Ha spiegato, inoltre, che le aggressioni avvengono spesso. Poco lontano identificavano anche il marito. Addosso a questi, a seguito di perquisizione, venivano rinvenuti quattro involucri in cellophane contenenti oltre mezzo etto di marijuana. Emergeva come la sostanza stupefacente trovata fosse destinata allo spaccio. In casa i carabinieri gli hanno trovato anche un bilancino elettronico di precisione che serviva per confezionare la sostanza in dosi, oltre ad altri elementi. Inoltre, emergeva come la coppia di stranieri vivesse in un appartamento occupato oltre che da loro e dal titolare dell’affitto anche da numerosi altri stranieri bengalesi, alcuni dei quali sprovvisti di permesso di soggiorno. Al termine delle attività, lo straniero è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e per maltrattamenti aggravati nei confronti della moglie, mentre la sostanza stupefacente, il bilancino e gli ulteriori elementi raccolti sequestrati. Nei confronti degli irregolari, invece, sono state avviate le procedure per l’espulsione.

Arrestato albanese, potrebbe essere autore rapina a Monastier: era ai domiciliari

Arrestato albanese, potrebbe essere autore rapina a Monastier
Nuova Venezia
MESTRE. I carabinieri di Mestre hanno arrestato un albanese evaso dai domiciliari, trovato in possesso di ingenti somme di denaro contante, orologi e altri preziosi. Gli uomini dell’Arma sospettano che possa trattarsi di uno deigli autori della rapina
Renzo Venerandi salvato da un collaboratore di Casa di CacciaTrevisoToday
Rapina Venerandi, bottino in parte in mano a un giovane di San DonàVeneziaTodaytutte le notizie (10) »

Rapina Venerandi, bottino in parte in mano a un giovane albanese

Rapina Venerandi, bottino in parte in mano a un giovane di San Donà

Peccato che lui, albanese di 24 anni residente a San Donà, non poteva proprio uscire di casa. Ed è difficile sporcarsi di fango rimanendo diligentemente nella propria abitazione. Il giovane, infatti, era agli arresti domiciliari per delle questioni di
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“Sono le 9 di sabato sera e voglio dormire”: aggredisce passanti a colpi di machete

Venezia, nordafricano aggredisce due passanti: "Mi disturbavano"

VENEZIA – Doveva essere una serata all’insegna del divertimento e in ricordo di un amicizia che affonda le sue radici tra i banchi di scuola. E invece per N.B., M.F. e N.D.M. la notte tra Sabato 23 e Domenica 24 Novembre a Mirano, provincia di Venezia, si è trasformata in un incubo che ha i colori del sangue.
Verso le ore 21,00 di Sabato sera i tre ragazzi stavano passeggiando per via XX Settembre discorrendo tra di loro quando si sono visti piombare addosso un nordafricano. L’uomo avanzava verso di loro minacciandoli con un grosso coltello dotato di una lama di almeno 20-25 cm secondo i testimoni. Impauriti, i ragazzi hanno cercato di comprendere le ragioni del folle gesto, al che E.A. ha fatto notare che i loro discorsi turbavano il sonno della sua piccoletta. L’uomo ha quindi tentato di colpire uno dei due che fortunatamente è riuscito a scansarsi. Successivamente, verso l’una e mezza di Domenica mattina, i ragazzi si stavano dirigendo verso il bar localizzato nei pressi dell’abitazione dell’uomo, quando si sono visti nuovamente raggiungere dall’individuo. Questa volta la situazione è precipitata: secondo la testimonianza del terzo amico in loro compagnia e di due ragazze ivi presenti, l’uomo avrebbe prima colpito con un pugno uno dei due e poi affondato il coltello sul fianco sinistro e sul capo dell’altro che cercava di proteggersi con un ombrello. L’individuo è poi tornato tranquillamente nel suo appartamento. Il ragazzo gravemente ferito si è accasciato a terra tra il terrore dei presenti. Immediato l’arrivo dei soccorsi e dei carabinieri di Mirano. Resta da capire quale sarà effettivamente la punizione riservata al nordafricano noto alle forze dell’ordine.

http://www.net1news.org/cronaca/venezia-nordafricano-aggredisce-due-passanti-mi-disturbavano.html

Venezia, prima distrugge 16enne con la droga e poi la stupra: solo denunciato

Violenza sessuale ragazza di Spinea, spacciatore denunciato

Quei ragazzi più grandi le passavano il “fumo”. A pochi spicci. Un modo per sentirsi più grande, per assaporare il gusto del proibito. Una 16enne di Spinea, però, dalle “fumate clandestine” nei parchi mestrini e in un garage del suo paese di punto in bianco si è ritrovata protagonista in negativo di una presunta violenza sessuale. Almeno secondo il racconto che la stessa ha fornito alla madre.

Per questo motivo un 21enne di nazionalità moldava residente a Mirano è stato denunciato per violenza sessuale, secondo l’articolo 609 del Codice penale. La giovane, infatti, al termine di una serata passata a Mestre con il suo spacciatore si è ritrovata di punto in bianco in una camera d’albergo. L’alcol potrebbe averci messo lo zampino.

Fatto sta che in un momento di lucidità la giovane ha visto che il 21enne era sopra di lei. La stava violentando. Ma nonostante questa consapevolezza era come se il corpo non rispondesse agli impulsi. Inerte. Vicino un altro giovane ancora non identificato, su cui si concentrano gli accertamenti dei carabinieri. L’indomani la ragazza ha trovato la forza per raccontare tutto alla madre.

Il 21enne era già conosciuto dalle forze dell’ordine: durante il Carnevale di Venezia infatti era stato arrestato per aggressione dopo un accoltellamento su un autobus. Attorno a lui gravitavano altre due minorenni spinetensi, che si rifornivano di droga. Gli investigatori non escludono che in qualche caso in passato quest’ultime abbiano acconsentito a degli scambi di tipo sessuale per ottenere lo stupefacente.
Spacciatori conosciuti dalle forze dell’ordine e che non vengono espulsi. Magari perché il governo azzera il fondo rimpatri per mantenere i clandestini negli hotels. Spacciatori che poi stuprano 16enne rimbambite dalla droga e vengono solo denunciati: che razza di paese è questo?

 

 

Liberato dopo avere incendiato il Cie di Gradisca: fa una doppia rapina

MESTRE. Un tunisino è stato arrestato per una rapina «doppia» nei confronti di un uomo. L’uomo è già conosciuto alle forze dell’ordine perché accusato di essere stato tra coloro che hanno animato e fomentato la rivolta che ha portato all’incendio del Cie (centro di identificazione ed espulsione) di Gradisca d’Isonzo.

Secondo quanto scoperto dalle indagini l’uomo insieme a alcuni complici avrebbe rapinato, tra agosto e settembre, il connazionale sottraendogli una collanina, soldi e il portafogli. La vittima è addirittura finita in ospedale, ferito a un braccio. Dopo alcuni giorni la vittima è stata contattata da alcuni connazionali che hanno fissato un appuntamento promettendogli la restituzione del maltolto. In realtà il nuovo appuntamento si trasforma in una nuova rapina, in cui la vittima perde anche il cellulare. L’uomo però riesce a riconoscere due dei rapinatori e denuncia le violenze subite alle forze dell’ordine. Da qui l’arresto dell’uomo di cui poi è emerso il passato violento. La Questura di Venezia ha fornito poi ulteriori dettagli sull’arresto avvenuto in via Miranese da parte degli uomini del commissariato di Mestre, via Ca’ Rossa. L’arresto è Wissem Msahli, 26 anni, tunisino, con precedenti per reati in materia di spaccio di stupefacenti. Nei suoi confronti, la Procura della Repubblica ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere per i reati di rapina aggravata e lesioni. Analogo provvedimento, con il divieto di dimora nel Comune di Venezia, per Mohamed Belghit, detenuto a Santa Maria Maggiore. L’uomo si è reso complice del connazionale nell’attività di spaccio di droga ma è indagato anche per la rapina.

Mendicanti molesti: “Sono stranieri, non possiamo fermarli”

Ci sono l’edicolante e la parrucchiera, ma anche la signora del quinto piano, il titolare della copisteria. Protestano, si lamentano e chiamano le forze dell’ordine perché i mendicanti stanno diventando sempre più «invadenti, violenti e sporcano con i loro escrementi il porticato». Ma a lamentarsi in Corso del Popolo tra il civico 90 e 96 ci sono pure il titolare di una rosticceria kebab, la commessa di un negozio “compro oro” e il tabaccaio. Ieri hanno chiamato almeno cinque volte polizia e carabinieri. Infatti pioveva e i mendicanti non sono andati a chiedere l’elemosina. Hanno trascorso il loro tempo, lì davanti, a bere alcol fin dalle 8 del mattino. Alle 10 erano ubriachi: si spintonavano, urlavano e minacciavano le persone che passavano e coloro che li invitavano a stare tranquilli. Sono iniziate le chiamate alle forze dell’ordine: i carabinieri sono intervenuti due volte e la polizia una. Non è questione di chi ha fatto più interventi dell’altro. Sia mezzi che uomini sono limitati. Ma va a spiegare a queste persone che le risorse sono quel che sono. Cittadini e commercianti che si trovano, ogni mattina, davanti al portone di casa o al proprio negozio spettacoli indecenti o ai resti di una notte passata a mangiare, bere e a fare i propri bisogni dove capita.

«Non possiamo continuare così. Prima o poi succede qualche cosa di irreparabile. Chiamiamo le forze dell’ordine quando la loro presenza diventa insopportabile. A volte arrivano subito, altre volte non hanno le pattuglie disponibili e allora spiegano che possono fare ben poco contro questi stranieri», spiega Mauro Panisson che gestisce l’edicola al civico 94. «Oramai la loro presenza è invadente, giorni fa uno si tava masturbando poco lontano da qui. La gente passa davanti alle nostre attività e non si ferma. Le donne hanno paura per non parlare di quando portano a passeggio i bambini. Infatti si trovano davanti a gente ubriaca, che si spintona, grida e poi lascia a terra un letamaio. Questa mattina (ieri ndr), la parrucchiera è uscita per farli smettere e l’hanno minacciata. Le hanno fatto il gesto, con le mani, che se non fosse rientrata l’avrebbero picchiata. Pensate che la signora si è trasferita qui da via Piave, era stanca delle risse, delle aggressioni e della violenza in quella via. Ora si ritrova nella stessa situazione. Guardate che in negozio abbiamo tutti un bastone e prima o poi, temo, ci servirà. Io continuo a perdere clienti come me altri commercianti. La gente non esce più di casa, teme di essere aggredita. Chiedete alla commessa del negozio compro oro. Vive barricata dietro al bancone».

Nel frattempo ci sono voluti due interventi dei carabinieri e uno della polizia per allontanarli definitivamente a sotto il porticato.

http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/11/16/news/mendicanti-ubriachi-riesplode-la-tensione-1.8128732

Inondavano Venezia di droga: presa la banda multietnica

Inondavano di droga corso del Popolo, presi tre boss dello spaccio
Inondavano di droga corso del Popolo, in manette tre boss dello spaccio

Operavano tra corso del Popolo e via Cappuccina. Spacciavano in pieno centro a Mestre, non pestandosi i piedi. Anzi. Facendo in modo di allargare ancora di più il loro giro. L’indagine condotta dai carabinieri di Mestre, avviata a inizio anno, ha portato all’arresto di cinque pusher, due in flagranza di reato (ad aprile) e tre su ordinanza di custodia cautelare (eseguite tra giovedì e venerdì). Le prime segnalazioni sono arrivate dai cittadini, che hanno permesso poi agli investigatori dell’Arma di risalire all’organizzazione dello spaccio.

I cinque, infatti, erano in grado di gestire fino a un chilo di eroina alla settimana. L’osservazione dei punti individuati come luogo di spaccio, da un paio di esercizi pubblici presi dagli arrestati come riferimento per gli appuntamenti, ha permesso di individuare con certezza i tre arestati e di raccogliere nei loro confronti gli indizi che hanno portato poi alle ordinanze di custodia cautelare.

Nell’aprile scorso i primi a finire in manette sono stati un cittadino tunisino e uno italiano che si erano recati a Padova ad acquistare più di mezzo chilo di eroina, destinata al mercato mestrino. Gli arresti sono serviti agli inquirenti per capire che si era sulla strada giusta. Durante le successive verifiche sono stati identificati circa trenta assuntori, provenienti dallee province di Venezia e di Treviso, ma anche da Belluno e dal Friuli.

Lo spaccio era gestito dai tre finiti in manette tra giovedì e venerdì. Tra loro anche “Balotelli”, il pusher 24enne tunisino soprannominato così per la sua cresta. Era stato sottoposto a fermo giudiziario per una rapina dell’ottobre scorso. Sul groppone gli è arrivata la nuova ordinanza, cosìcché è arrivato l’arresto con i complici.

 

Venezia: famiglia esce di casa, aggrediti e macchina devastata da immigrati

auto derubata vetri sfondati

Avevano deciso, venerdì sera, di andare a prendere il figlio studente universitario a Venezia e fermarsi poi a cena in qualche locale di Mestre, senza sapere la grave situazione di alcune zone del centro.

Si sono così fermati ad un osteria vicino a via Piave parcheggiando la loro macchina ed entrando tranquillamente nel ristorante senza rendersi conto di un gruppo di cittadini stranieri che già li stava tenendo d’occhio.

Usciti dopo un paio d’ore la famiglia si trova i vetri dell’auto distrutti e la macchina completamente derubata. Il giovane universitario si è quindi avvicinato al gruppo di stranieri per chiedere delucidazioni e in cambio ha ricevuto un’aggressione.

Al giovane, infatti, state lanciate alcune bottiglie di vetro che, fortunatamente, si sono rotte ai suoi piedi senza toccarlo.

Alla famiglia non è rimasto altro da fare che scappare prima che la situazione avesse un epilogo ben più grave.

http://www.lavocedivenezia.it/2013/mestre-via-piave-come-il-bronx-famiglia-derubata-e-poi-aggredita/

 

Un’altra rissa, feriti e denunce Coinvolti dieci bengalesi – Nuova Venezia

Un'altra rissa, feriti e denunce Coinvolti dieci bengalesi
Nuova Venezia
Ennesima rissa in centro storico. Questa volta in calle della Sacrestia a Castello. Protagonisti una decina di stranieri che si sono presi a bastonate e a colpi di bottiglie. Cinque sono stati denunciati dalla polizia e tre sono stati medicati dai