Category: Roma

Immigrati terrorizzano passeggeri sul bus

Roma – Panico sul bus 64 in Centro a Roma dove è scoppiata una violenta lite fra due uomini. Da qui la fuga in strada degli altri passeggeri mentre i due contendenti se le davano di santa ragione a bordo del mezzo pubblico. I fatti sono accaduti nel pomeriggio di mercoledì con l’autista Atac poi costretto ad interrompere la corsa in largo di Torre Argentina con l’autobus fermo per oltre un’ora.

Gli attimi di apprensione hanno cominciato a prendere corpo quando due passeggeri che si trovavano a bordo del bus che collega la stazione Termini a San Pietro hanno iniziato a litigare per futili motivi. Dalle parole i due sono passati ai fatti dando vita ad una violenta lite davanti gli occhi delle altre persone che si trovavano sull’autobus dell’Atac.

Violenta lite, chiesto intervento dei carabinieri

Da qui la fuga in strada con l’autista del mezzo che, dopo aver fermato il bus, ha richiesto l’intervento di una pattuglia di carabinieri della stazione Roma Piazza Venezia in servizio di controllo nel territorio. Intervenuti a Torre Argentina i militari hanno trovato i due contendenti che si picchiavano sul bus.

Bloccati non senza difficoltà sono stati identificati in un cittadino indiano di 28 anni ed un uomo nato in Bangladesh di 52 anni. Ad avere la peggio il bengalese, colpito violentemente al volto dal rivale. Accompaganto all’ospedale Santo Spirito l’uomo ha rifiutato le cure del personale medico. I due sono stati denunciati a piede libero per interruzione di pubblico servizio. Ferma dalle 16:15, la linea del bus ha ripreso il servizio dopo oltre un’ora di stop, intorno alle 17:30 circa.

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Stuprata a scuola da un africano

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Albanese accoltella italiano in Kebab

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A rimanere ferito un 27enne italiano accoltellato al gluteo da un albanese di 23 anni.

Tutto sarebbe nato all’interno di una pizzeria quando una ragazza albanese avrebbe invitato a un ragazzo italiano a raccogliere del cibo che aveva fatto cadere a terra. Sarebbe iniziata la lite e dopo gli spintoni è spuntato il coltello.

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Lo massacra a bottigliate

Afghano stupra due ragazzine a Roma: sequestrate, legate e violentate

Un 31enne di nazionalità afgana e in Italia senza fissa dimora è stato arrestato e trattenuto in in carcere in regime di custodia cautelare per aver commesso reati di violenza sessuale, lesioni e furto.

L’incubo delle violenze

Ad arrestarlo sono stati gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Esquilino, diretto da Stefania D’Andrea, successivamente a una complessa e delicata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. La vicenda trae origine da gravi fatti di violenza sessuale continuata ed aggravata, commessi tra il 24 gennaio e il 4 febbraio scorso nei confronti di una ragazza di 17 anni e della sua amica di 15 anni all’interno di un B&B in zona Esquilino. Nella giornata del 5 febbraio gli agenti di polizia hanno acquisito un referto medico di pronto soccorso con una prognosi di 7 giorni e diagnosi di contusioni multiple da aggressione, per una riferita aggressione con tentativo di violenza sessuale. La vittima pertanto è stata invitata presso gli uffici del commissariato per sporgere querela nei confronti del suo aggressore di cui conosceva solo il nome e l’utenza telefonica. La giovane ha riferito che durante la sua permanenza in un B&B era stata continuamente molestata dall’uomo che oltre a rubarle i soldi, pretendeva per la restituzione del denaro, delle prestazioni sessuali. Il malvivente inoltre, è riuscito a trarre in inganno la ragazza facendola entrare nella sua stanza con la scusa di ridarle il denaro, bloccandola per oltre un’ora sul suo letto, immobilizzandola e palpeggiandola nelle parti intime fino a quando non è riuscita a divincolarsi e a scappare dal suo aguzzino.

Le indagini

Con i pochi dati a disposizione, dopo aver fatto visionare un album fotografico alla ragazza questa lo ha riconosciuto senza ombra di dubbio, aggiungendo che anche una sua amica di 15 anni era stata oggetto di “attenzioni” da parte dello stesso. Il tutto confermato durante un’audizione protetta della minore. Acquisite tutte le prove, gli investigatori, accertato la pericolosità e l’instabilità del 31enne e i precedenti di polizia a suo carico anche specifici, hanno richiesto all’Autorità Giudiziaria l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – ordinanza che i poliziotti hanno notificato nella giornata del 27 aprile scorso dopo una articolata attività investigativa volta al rintraccio del reo.

Immigrato lo ammazza a colpi di sedia

Immigrati scatenati a Roma tra furti e rapine

Africano distrugge vasi armato di tubo

Armato con un grosso tubo ha distrutto vasi e vetrata d’ingresso agli uffici, infranto plafoniere e danneggiato un distributore di bevande dell’Ambasciata della Costa d’Avorio a Roma. A notarlo, sabato scorso, un passante che vedendo l’uomo “armato”, ha chiamato il Numero Unico per le Emergenze.

Essendo l’Ambasciata considerato un “obiettivo sensibile”, immediato, è scattato il piano antiterrorismo, coordinato dalla Centrale Operativa della Questura. Sul posto sono stati così inviati gli agenti del Reparto Prevenzione Crimine, Sezione Volanti, Distretto Salario e Commissariato Porta Pia che hanno circondato la struttura.

Simultaneo è stato l’invio della squadra antiterrorismo dell’Unità Operativa Primo Intervento che ha effettuato due bonifiche. Nella prima è stato rintracciato – al piano terra – un cittadino malese, impegnato a distruggere alcuni suppellettili. Lo straniero, nonostante abbia opposto una strenua resistenza agli agenti, è stato bloccato e arrestato. La seconda bonifica è stata eseguita subito dopo in tutte le stanze presenti all’interno dell’ambasciata.        

L’arrestato, durante la perquisizione è stato trovato in possesso di alcuni documenti sottratti all’interno dell’edificio che sono stati riconsegnati a personale diplomatico. Il 31enne originario del Mali è stato arrestato per “resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, furto, danneggiamento e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere”. Sequestrato il tubo da cantiere in ferro rinvenuto nei pressi della porta d’ingresso laterale.  

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Pesce scaduto da un anno nel minimarke bengalese

Albano Laziale: pesce bengalese scaduto da un anno e nessuna misura antiCovid, chiuso minimarket. Pesce surgelato scaduto, privo di tracciabilità e pericoloso per la salute. Questo quanto trovato dalla polizia nella cella frigorifera di un minimarket ai Castelli Romani, poi chiuso dagli ispettori della Asl. In particolare i poliziotti, in un minimarket di Albano Laziale, in una cella frigorifera destinata alla clientela, hanno rinvenuto 11 confezioni di prodotti ittici scaduti da circa un anno; trattasi di una marca di pesce bengalese, privo delle informazioni al consumatore, delle prescritte indicazioni in lingua Italiana e dei requisiti circa il contenuto e di conseguenza pericolose per la salute pubblica.

Del tutto veniva notiziato il personale del SIAN, servizio di igiene degli alimenti e nutrizione, della ASL per l’emissione del provvedimento di chiusura. Al gestore, originario del Bangladesh, oltre al sequestro del pesce scaduto, veniva sanzionato per l’inosservanza dei protocolli Covid in quanto non forniva igienizzanti e guanti monouso ai clienti per la manipolazione degli alimenti.

Accertate le condizioni igieniche precarie incompatibili con la conservazione e la somministrazione al pubblico di alimenti mal tenuti e dei prodotti congelati e non, conservati in maniera inidonea, l’alimentari è stato chiuso per 5 giorni e comunque fino al ripristino delle condizioni minime previste dalle norme sull’igiene pubblica.

La chiusura nell’ambito dei controlli della Polzia di Stato per la verifica ed il rispetto delle norme anti Covid-19 nel territorio della Capitale e della sua provincia. Dall’inizio del mese, gli agenti della Divisione Amministrativa e Sociale della Questura di Roma, diretta da Agnese Cedrone, hanno effettuato più di 40 controlli ad attività commerciali quali bar, ristoranti, case vacanze, affittacamere e istituti di vigilanza.

Tale attività di contrasto ha permesso di sanzionare in diverse distinte operazioni 5 attività, compreso il minimarket dei Castelli Romani. Ai titolari, oltre alla multa da 400 euro cadauno, è stata applicata la sanzione accessoria che dispone la chiusura, per un massimo per 5 giorni, dell’attività commerciale stessa. www.romatoday.it

Nigeriano terrorizza i commercianti. Botte per rapinarli