Category: Padova

Triturano il ripieno degli involtini con le scarpe: chiuso un locale etnico

https://www.larena.it/territori/est/triturano-il-ripieno-degli-involtini-con-le-scarpe-chiuso-un-locale-etnico-1.8792623

Marocchino distrugge auto polizia

https://www.padovaoggi.it/cronaca/arresto-danneggiamento-aggravato-resistenza-ospedale-padova-10-luglio-2021.html

Rapina armata in casa del pensionato: lo bastonano e scappano con 5.000 euro e la sua auto

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/saonara_rapina_pensionato_bastone_fuga_auto-6011808.html

Mamma va a portare fuori il cane, due baby-ladri stranieri terrorizzano la figlia di 13 anni

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/mamma_cane_furto_ragazzina_13_anni_ladri_croati_15_19_anni-6012047.html

Branco immigrati aggredisce italiano

https://www.padovaoggi.it/cronaca/aggressione-pugni-monselice-06-giugno-2021.html

Marocchino massacra padre e figlio per un paio di scarpe

Volevano a tutti i costi quel paio di costose scarpe alla moda. Al punto di accanirsi con inauditaferocia su padre e figlio una volta fallita la missione: i carabinieri di Monselice – coadiuvati dalla polizia locale – hanno denunciato un quattordicenne del posto, un ragazzo di 16 anni di Pozzonovo e un ventenne senza fissa dimora (tutti di origini marocchine), autori di una brutale aggressione ai danni di un uomo di 49 anni e del figlio quindicenne, entrambi finiti in ospedale. L’accusa è di lesioni personali in concorso, a cui potrebbe però anche aggiungersi a breve quella di tentata rapina.

Furto di scarpe

Tutto ha inizio intorno alle 18 di giovedì: il giovane sta tranquillamente passeggiando lungo via Felice Cavallotti a Monselice quando ha attrae l’attenzione di un gruppetto di ragazzi. I loro occhi cadono immediatamente sulle sneakers da 250 euro da lui indossate, di quelle per cui qualsiasi adolescente farebbe carte false pur di averle. Fino ad arrivare a rubarle: il «branco» si avvicina al ragazzino e lo accerchia, prima complimentandosi e chiedendo informazioni varie sulle agognate scarpe e quindi invitandolo – tutt’altro che con le buone maniere – a sfilarsele per darle loro.Il giovane riesce però a svicolare in tempo dalla mischia lasciando i ragazzi a bocca asciutta, e corre a casa a raccontare l’accaduto al padre, che si sente immediatamente bollire il sangue nelle vene. Tanto da decidere di andare insieme al figlio sul luogo del «misfatto»: i due si avviano dunque verso via Cavallotti, dove trovano lo stesso gruppetto, che si dimostra altrettanto spavaldo.

Il pestaggio

E senza scrupoli, visto che dopo un breve battibecco i tre giovani passano di colpo ai fatti assalendo con furia cieca sia il padre che il giovane con cui avevano già avuto a che fare in precedenza: la baby gang colpisce ripetutamente con calci e pugni i due malcapitati, che rimangono a terra feriti mentre gli aggressori scappano a gambe levate. A dare un’idea chiara della violenza con cui il gruppetto si è scagliato contro padre e figlio sono i referti medici: il quarantanovenne, infatti, ha rimediato un trauma cranico e una frattura alla seconda costola sinistra (prognosi di 21 giorni) venendo poi dimesso dall’ospedale cittadino, ma ad avere la peggio è stato il quindicenne, che a causa dei numerosi colpi ricevuti alla testa è rimasto in osservazione per una notte e continuerà a essere monitorato per scongiurare gravi lesioni. Profondo lo sgomento a Monselice, dove i carabinieri proseguono le indagini per capire se gli aggressori siano di più dei tre già denunciati.

Nigeriana accoltella agenti con forbici

https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2021/05/22/news/padova-colpisce-i-carabinieri-con-grosse-forbici-arrestata-la-sciamana-1.40301976

Un mese fa era stata denunciata per occupazione di suolo pubblico e danneggiamento. Lei, una clochard 45enne di origine nigeriana, si posizionava dietro al campanile della chiesa di San Rocco a Dolo (nel Veneziano), su un terreno privato, bruciando cartoni e sostenendo di essere una “sciamana”.

Ora la donna è stata arrestata. Il motivo? Dopo essere stata dimessa dal reparto di Psichiatria dove era stata portata, la donna è tornata nelle vicinanze della chiesa. L’altra sera, durante un controllo dei carabinieri, li ha aggrediti con grosse forbici.

La donna, proveniente da Padova, ogni sera si piazza dietro al campanile nel paese veneziano. Dice di mettersi là per essere in contatto ravvicinato con gli spiriti. Per cercarla di farla smettere, verso l’una di giovedì notte sono intervenuti i carabinieri, allertati dai residenti. La paura della gente era che il fuoco potesse far esplodere una vicina caldaia a gas che si trova nell’area della chiesa.I carabinieri hanno cercato di far ragionare la senzatetto, ma questa non ha voluto sentire ragioni. Anzi. La donna, già all’arrivo della pattuglia, ha cominciato a sbraitare. Ad un certo punto i carabinieri hanno spento il fuoco per evitare il peggio e la reazione della donna a quello che ha considerato un affronto è stata imprevedibile. La 45enne infatti si è scagliata contro i carabinieri cercando di colpirli con grosse forbici. I militari hanno con agilità evitato i colpi e a quel punto l’hanno immobilizzata e arrestata in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale e aggressione. La donna è stata portata in caserma per l’identificazione e poi nel carcere della Giudecca a Venezia.

Prima della denuncia e quindi del ricovero di qualche settimana fa, la donna arrivava a Dolo in bus da Padova e verso le 22 si sistemava vicino alla chiesa e accendeva il fuoco. In questi mesi sia il Comune che la parrocchia hanno cercato di aiutare la senzatetto, ma lei non ha mai voluto saperne. Nei prossimi giorni sarà fissata l’udienza in tribunale a Venezia. È possibile che il giudice decida di trasferire la donna in una struttura psichiatrica. «Il Comune spera – dice il sindaco pro tempore Gianluigi Naletto – che si possa trovare una soluzione per il bene di questa persona».

“Rispetta la distanza…”. E scatta il pestaggio a pugni

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/rispetta-distanza-tunisino-colpisce-volto-moldava-1938954.html

Ancora un episodio di ordinaria follia nelle città italiane, stavolta a Padova, dove una 28enne moldava è stata colpita al volto da un minorenne tunisino solo per aver chiesto il rispetto delle distanze di sicurezza. Non è il primo episodio del genere che si verifica nel nostro Paese da quando è iniziata la pandemia. Quasi quotidianamente si registrano episodi simili di violenza per le mascherine o per il rispetto del distanziamento sociale, chiesto dagli esperti per limitare il contagio da coronavirus. Le cronache sono piene di discussioni in tutte le città d’Italia a causa degli eccessi, dall’una e dall’altra parte, in merito alle norme di sicurezza.

I fatti

Martedì pomeriggio la 28enne si trovava a bordo di un tram di Padova. Erano circa le 17.30, un orario a elevato traffico per la città, quando il tunisino è salito a bordo del mezzo. Nella ricerca di un posto libero per sedersi, il minorenne ha scelto quello accanto alla moldava. La ragazza, proprio alla luce dell’epidemia ancora in corso, ha chiesto al giovane di mantenere la distanza ma lui ha preteso di stare proprio accanto alla 28enne. Ne è nato un alterco in cui la ragazza ha più volte invitato il tunisino a sedersi altrove, ma senza successo. Le svariate richieste di allontanamento per rispettare le norme contro il coronavirus hanno indispettito il minorenne che, al culmine della lite, ha ben pensato di sferrare un pugno sul volto della moldava. A quel punto il tunisino ha approfittato della sosta del tram a una fermata per scendere e scappare via, nel tentativo di dileguarsi.

Il fermo del tunisino

Immediata la chiamata al 113 da parte della ragazza aggredita. Quando sul posto è arrivata la polizia, la moldava ha descritto il suo aggressore e tutte le informazioni sono state diramate ale volanti di pattuglia in città, che hanno iniziato la ricerca del ragazzino. Ci è voluto poco per individuarlo in una via periferica della città, non distante dal parco Fornace Morandi. Fermato dalla polizia, il tunisino è stato accompagnato in Questura. È qui che durante i rilievi foto-dattiloscopici le forze dell’ordine hanno scoperto che si trattava di un minorenne.

La polizia l’ha indagato per lesioni e, quindi, affidato a una comunità. Per quanto riguarda la 28enne, invece, subito dopo l’arrivo della polizia è stata soccorsa sul tram e accompagnata in ospedale. Al termine degli accertamenti del caso è stata dimessa con lievi escoriazioni dopo qualche ora.

Padova, nigeriani aggrediscono poliziotti

Padova, rissa tra nigeriani in stazione a Pasquetta, ferito un poliziotto  Il Mattino di Padova

Famiglia rom devasta ospedale

Avevano appreso della morte di un parente e così, per superare il dolore, padre 39enne, madre 36enne e i due figli, rispettivamente di 19 e 17 anni hanno bevuto alcolici fino a ubriacarsi. Il più giovane della famiglia nomade, però, si è sentito male, così tutti insieme domenica pomeriggio intorno alle 17 sono andati in pronto soccorso. 

https://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/nomadi_famiglia_ubriaca_sfonda_porta_pronto_soccorso_padova_cosa_e_successo-5696313.html

Famiglia ubriaca


Il gruppetto ha fin da subito creato problemi, lamentandosi degli inevitabili rallentamenti dovuti alle procedure anti-Covid. Ma a un certo punto sono passati ai fatti, sfondando le porte scorrevoli dell’ospedale pur di portare all’interno il giovane che si era addormentato senza rispondere agli stimoli esterni. La famiglia è riuscita così ad accedere all’area verde dopo la poderosa spallata del padre, che ha scardinato la porta sganciandola dai blocchi di sicurezza, pur di non aspettare il loro turno e fare prima. 

Minacce ai medici


Con toni accesi il capofamiglia assieme all’altro figlio hanno intimato e minacciato il medico di turno che ha così preso in carico il minore constatando al momento una forte assuefazione da bevande alcoliche. Nel frattempo è stata allertata la polizia che è intervenuta in pronto soccorso. I quattro nomadi, mamma, papà e i due figli, tra cui il minorenne, sono stati tutti identificati e denunciati per interruzione di pubblico servizio, mentre la porta scorrevole non risultava danneggiata, ma solo scardinata.