Category: Latina

violenta le donne ma non può essere espulso perché non si sa da dove venga

https://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/188395/non-pua-essere-espulso-straniero-aggredisce-una-ragazza

In due la stuprano e riprendono tutto col cellulare

MIGRANTE AMMAZZA CAGNOLINO A MANI NUDE

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Un altro migrante scatena il panico sul bus

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Tunisino pesta agenti perché non lo lasciano rubare

“Io ti ammazzo, ti meno, ti apro la faccia e ti spezzo le gambe”

Prende italiani a sassate

Migrante devasta pronto soccorso

Nella mattinata odierna a Latina i carabinieri del NOR sezione radiomobile della locale Compagnia deferivano in stato di libertà per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di un pubblico servizio e lesioni personali aggravate un 25enne originario del Bangladesh, residente a Sezze.

L’uomo in evidente stato di alterazione psico-fisica, dopo essersi introdotto senza autorizzazione nella stanza di degenza dell’ospedale civile Santa Maria Goretti, dove era giunto poco prima trasportato dal personale del 118, iniziava a proferire frasi senza senso e nel tentativo di divincolarsi dai militari operanti che l’avevano bloccato per evitare che continuasse ad arrecare danni, procurava loro delle lesioni personali.

4 poliziotti in ospedale dopo pestaggio romeno

“Doveva essere un servizio mirato a seguito di una estorsione ed invece si è tramutato in un massacro. Tre persone di nazionalità rumena avevano organizzato un’estorsione e gli agenti sono intervenuti nella flagranza del reato su un treno fermo alla stazione di Minturno, in provincia di Latina. Uno si è dato alla fuga mentre una donna spingeva a terra la collega ed un terzo, ventenne, una furia che per assicurarsi l’impunità, usava una violenza inaudita mandando 4 poliziotti all’ospedale. Gli agenti sono riusciti a fermarlo dopo una lunga colluttazione che ha visto coinvolta anche una quinta persona, una insegnante che si trovava sullo stesso treno e che veniva ferita dalla violenza del giovane”. Lo racconta Andrea Cecchini, Segretario Generale del Sindacato di Polizia Italia Celere, in una nota.

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“In un attimo si passa dalla paura del tribunale alla certezza dell’ospedale – spiega – ormai uno status quo per chi con la divisa indosso ha l’obbligo di far rispettare la legge. Come rispondere a chi usa violenza contro di te e tu sei un rappresentante delle Forze dell’Ordine? Di certo con forza, con la forza pubblica che ci è stata riconosciuta e che non ci è permessa di usare nel rispetto della scriminante della legittima difesa. Ma è normale una situazione del genere? Se i Poliziotti, continua Cecchini, avessero usato la forza e le tecniche frutto degli addestramenti oggi sarebbero già indagati, invece dobbiamo ringraziare la politica e le Istituzioni per essere finiti all’ospedale”.

“Il motivo delle nostre battaglie sui protocolli operativi – aggiunge – sulle regole d’ingaggio e sull’istituzione del reato di fuga è proprio questo, evitare di finire davanti ad un giudice, a meno che non si ecceda ed allora lì chi sbaglia paga, o finire in ospedale passando anche per stupidi. Continuando su questa falsariga aumenta il senso di insicurezza per i cittadini, a cui di certo diventa sempre più difficile assicurare la tranquillità, basti vedere cosa è capitato all’insegnante che si trovava suo malgrado su quel treno”.

“Avessero avuto il taser – prosegue il Segretario di Italia Celere Cecchini – oggi i colleghi avrebbero immediatamente arrestato la violenza dell’avventore senza coinvolgere inermi cittadini nella colluttazione, fosse stato preso già in esame il reato di fuga, proposto da Italia Celere oramai da anni, oggi il giovane romeno avrebbe un altro capo di imputazione, purtroppo non è così ed anche oggi ci ritroviamo con quattro feriti senza che questo mobiliti le coscienze della politica”.

“Con delle regole di ingaggio – conclude – sicuramente l’epilogo sarebbe stato diverso, ma queste mancano, ma non manca la dedizione del personale delle forze dell’ordine che anche in questa occasione hanno dimostrato cosa significhi il motto esserci sempre”.

LA TESTIMONIANZA ALL’ADNKRONOS – “Sono un po’ messo male, ho il labbro spaccato e molto gonfio dopo aver ricevuto un pugno, ma nel complesso sto abbastanza bene” dice all’Adnkronos Emilio Maddaloni, uno dei 4 poliziotti aggrediti oggi alla stazione di Monturno, in provincia di Latina, da 3 rumeni fermati per una tentata estorsione. “Uno dei miei colleghi ha avuto la peggio ed ha rimediato 5 punti di sutura. Uno dei tre ragazzi romeni era davvero prestante dal punto di vista fisica. Un fascio di nervi, è stata dura fermarlo”.

“Erano le 7.30 di mattina – racconta Maddaloni che è anche sindacalista di Italia Celere e dunque attento ai problemi dei colleghi – ed eravamo impegnati in un’attività anti estorsione segnalataci da un anziano e siamo intervenuti per bloccare i 3 ragazzi. Uno è fuggito, una ragazza che abbiamo bloccato ha colpito un collega spingendola a terra, il terzo era il più scatenato. Non ci potevamo di certo mettere a competere, altrimenti passa per brutale la polizia, così, alla fine, dopo esser stati colpiti più volte, siamo riusciti ad afferrarlo per mani e piedi e bloccarlo. Non utilizziamo le tecniche della polizia americana, non abbiamo i taser né altro”.

L’agente-sindacalista è convinto che “ci vorrebbe una tutela maggiore nei nostri confronti, per avere quantomeno più sicurezza. Si era parlato della dotazione dei taser, ma al momento non c’è nulla di concreto. Abbiamo chiesto le body cam, così tutti possono vedere che il nostro interesse non è certo far male…Quando abbiamo fermato e arrestato una persona segnalata il nostro compito è finito. Certo, a 57 anni, quando ti trovi di fronte un ragazzo di 21, giovane e in forma, diventa difficile così. Per fortuna è andata bene”, conclude Maddaloni.

Gay andava a caccia di ragazzini italiani da stuprare

La Polizia di Stato – Questura di Latina, al termine di una delicata attività investigativa coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina Dott. Marco Giancristofaro, nel pomeriggio di ieri ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Latina nei confronti di G.B., nato in Albania nel 1987, responsabile di estorsione e atti persecutori nei confronti di alcuni minorenni.

https://questure.poliziadistato.it/Latina/articolo/8266076fba2b0e8d541767699

Lo schema criminale utilizzato dal malvivente è il seguente: adesca giovani vittime attraverso una piattaforma social per nuove amicizie e dopo gli incontri ha inizio l’inferno: l’uomo minaccia di rendere nota la presunta omosessualità dei ragazzi, chiedendo denaro in cambio del suo silenzio.

Nella fattispecie l’indagine parte da un sedicenne il quale, cedendo alle richieste estorsive dell’uomo effettua, ripetuti versamenti attraverso un circuito telematico per un totale di Euro 2700, somma che si procurava prelevando i soldi dal conto della mamma, ignara dell’intera vicenda. Nel momento in cui la giovane vittima pensava di essersi liberato dall’incubo in cui era piombato, sempre attraverso l’applicazione WhattsApp riceveva nuove, insistenti richieste di denaro.

Resosi conto di non avere più scampo e di essere caduto in un vortice irrefrenabile di continue minacce, il minore decideva quindi di rivolgersi alla Polizia di Stato.

Adescava minorenni e li minacciava

Le indagini svolte dai poliziotti della Squadra Mobile hanno accertato la piena responsabilità del cittadino albanese in arresto, il quale utilizzava anche un’utenza telefonica intestata ad un altro ragazzo, costretto mediante continue minacce ad intestarsi il telefono cellulare in uso al malvivente ed a versargli, in più fasi, fino a 10000 Euro.

È stato inoltre riscontrato che il denaro estorto veniva versato su diversi conti del circuito telematico paysafecard, intestati a terzi ma in uso all’arrestato.

Al termine delle formalità di rito, il cittadino albanese è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Frosinone.