Category: Ferrara

Immigrati irrompono in camera: coppietta pestata a sangue

Lido delle Nazioni. Hanno fatto irruzione in un residence di Lido Nazioni, in viale Lungomare Italia, hanno picchiato brutalmente una coppia rapinandola di 60 euro, un mazzo di chiavi e una felpa, quindi sono stati rintracciati, arrestati e portati in carcere.

Una scorribanda notturna, violenta e probabilmente puntando a un obiettivo a caso, quella messa in atto da tre nomadi di origine serba ma nati in Italia e residenti nel copparese assieme a un complice marocchino di 18 anni, con precedenti. Per quest’ultimo, che sarebbe rimasto all’interno dell’auto mentre gli altri tre compivano la rapina, è scattata una denuncia a piede libero, mentre per il 21enne I.S., per il 30enne T.M. e per un 17enne sono scattate le manette e si sono spalancate le porte del carcere di Ferrara (il minore è stato accompagnato presso il centro di prima accoglienza di Bologna).

Secondo quanto riferito dalle due vittime, una coppia in vacanza ai lidi (il 33enne F.G. e la 25enne T.A.), i tre hanno fatto irruzione nell’appartamento da una finestra sul lato posteriore dell’edificio e hanno subito aggredito entrambi con calci e pugni, prima di farsi consegnare i pochi soldi che avevano con sé. Sono stati momenti di terrore per la coppia, che fortunatamente non ha riportato conseguenze gravi dalla violenza subìta: 25 giorni di prognosi per la ragazza per contusioni multiple e 7 giorni per il ragazzo. Dopo la rapina i tre si sono dati alla fuga a bordo di un’auto e la coppia aggredita ha avuto la presenza di spirito di annotare, anche se parzialmente, il numero della targa.

Un particolare, quest’ultimo, che ha permesso ai carabinieri di Comacchio, in collaborazione con i colleghi della Stazione di Ambrogio e del Norm di Copparo, di rintracciare e arrestare gli autori poche ore dopo, presso le rispettive abitazioni nel copparese. Dovranno ora rispondere di rapina aggravata in concorso.

http://www.estense.com/?p=395731

Rom aggrediscono una mamma, e la figlia di 11 anni che chiamava soccorsi

Denaro che la 29enne non aveva e per questo sarebbero partite le percosse nei suoi confronti da parte delle due donne: coinvolta nell’aggressione anche la figlia della vittima, una ragazza di 11 anni, a cui è stato strappato di mano lo smartphone da 750 euro con cui stava tentando di chiamare le forze dell’ordine. Bloccate durante la fuga dai militari, la 37enne è finita nel carcere femminile di Bologna mentre la figlia si trova reclusa nel Centro di Prima Accoglienza sempre di Bologna. La vittima invece ha riportato diverse lesioni guaribili in una settimana.

http://www.telestense.it/madre-e-figlia-rapinano-e-aggrediscono-due-giovani-donne-0524.html

‘Profugo’ spacciava in zona stazione

E’ stato arrestao dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile con 22 grammi di marijuana, che erano suddivisi in 17 dosi pronte per essere cedute nella zona della stazione. Si tratta di O.M. 33 anni, rifugiato politico, nullatenente, al quale è stata trovata anche la somma di 1.200 euro in banconote di vario taglio. L’uomo è stato portato nelle camere di sicurezza ed è stato sottoposto in mattinata al rito direttissimo in tribunale.

http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2014/04/16/news/arrestato-in-zona-stazione-con-17-dosi-di-marijuana-1.9058569

Ferrara nella morsa degli spacciatori

 

Due arresti lo spaccio di droga in zona Gad, compiuti dalla polizia nei gironi scorsi: in manette un nigeriano di 32 anni, E.S. che aveva con sé cocaina e l’aveva poco prima di essere fermato venduta a clienti. L’uomo è ritenuto un spacciatore “al minuto” in zona Gad e diventato in poco tempo punto di riferimento per i consumatori locali per la sua affidabilità e per la qualità della droga. Gli ispettori della Squadra Mobile lo hanno arrestato dopo servizi di controllo nella zona di Via Porta Catena, dove hanno fatto scattare il blitz mentre il nigeriano vendeva una dose di cocaina.
Alla vista della polizia tentava di scappare lanciando la propria bicicletta contro i poliziotti: inseguito, l’uomo per corre più forte si è liberato del giubbotto e delle scarpe ma veniva bloccato in via Oroboni colpendo i poliziotti che riuscivano però immobilizzarlo e arrestarlo. Prima di essere fermato aveva gettato un involucro, recuperato grazie alla collaborazione dei cittadini che hanno seguito le fasi concitate dell’arresto.
Nell’involucro cocaina che per confezione e composizione era uguale a quella venduta poco prima: E.S. è risultato in possesso di permesso di soggiorno per motivi umanitari perchè richiedente asilo politico ma in realtà – spiegano gli inquirenti – è inserito dalla malavita nigeriana quale manovalanza per lo spaccio di cocaina: una affermazione che è riscontrata dalle attività investigative condotte in zona Gad per contrastare il mercato della cocaina di strada.
Il secondo arresto vede un altro nigeriano O. L., 23enne che la sera di mercoledì si trovava in via Poledrelli, con un gruppo di extracomunitari nei pressi di un chiosco in zona di via Ortigara. La pattuglia dell’Upg si è avvicinata e alla vista dei poliziotti, l’uomo si nascondeva dietro al chiosco – mentre gli altri scappavano – e veniva fermato.
Sottoposto a perquisizione personale, aveva addosso un macinino per spezzettare l’«erba» e un sacchetto contenente marijuana: canapa indiana per un peso complessivo di 26,51 grammi. Accompagnato in Questura, veniva arrestato e liberato dal magistrato.

http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2014/04/17/news/spaccio-di-droga-in-zona-gad-due-arresti-1.9064910

Carabinieri, mentre fanno jogging, arrestano spacciatori di droga – Telestense


Telestense

Carabinieri, mentre fanno jogging, arrestano spacciatori di droga
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I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ferrara hanno arrestato due uomini di origine tunisina di 25 e 40 anni, da poco usciti dal carcere. I due, attorno alle 15, erano su una panchina lungo le mura in zona via Baluardi e, a

Fuga con la marijuana – Estense.com


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Fuga con la marijuana
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L’uomo, T.E., cittadino nigeriano di anni 20 residente a Enna ma di fatto senza fissa dimora, è stato sottoposto a un sommario controllo e trovato in possesso di due involucri contenenti marijuana. Accompagnato in questura è stato nuovamente sottoposto  

Marocchino sfonda porta armato di coltellaccio

Trapassa la porta del vicino a coltellate

Ferrara – La lama che trapassa la porta come burro e il sangue che cola macchiando ogni cosa attorno. Una scena alla ‘Shining’ vissuta in diretta, giovedì sera, in un condominio di via Cattaneo.

È l’esito sconcertante di una lite fra immigrati, violentissima e truculenta, che ha messo in allarme un intero quartiere dove sono in tanti oggi a dire: «A vivere qui c’è da aver paura, chi può se ne va via». Ancora ieri mattina, prima dell’intervento di una coppia di addetti alle pulizie, c’era il sangue che che si era seccato sulla strada, sul marciapiede, sulle scale, sui pianerottoli, sulle porte e sulla ringhiera della palazzina di via Cattaneo n. 54, a ricordare che poche ore prima una furia accecata dall’alcol avrebbe potuto provocare una tragedia.

«Se non ci fosse stato il mio fidanzato – racconta la 31enne ucraina che abita nell’appartamento assalito dal vicino, un cittadino marocchino di 38 anni, S.M. – forse ora non sarei qui a raccontare cosa è successo». È lei a spiegare che tutto è iniziato dopo le 20, «perchè sentivamo delle urla provenire dall’appartamento accanto al nostro. Pensavamo che S. stesse picchiando la moglie e il mio fidanzato (un cittadino di origine moldava, ndr) ha deciso di andare a vedere cosa stava succedendo». Dichiarazioni che trovano conferma nella ricostruzione fatta dalla polizia. Il fidanzato della trentunenne abita nell’appartamento confinante con quello in cui è domiciliato S.M.. L’altra sera quest’ultimo – in evidente stato di ebbrezza, come viene descritto dalla polizia e dalla vicina di casa – ha impugnato un coltello di grosse dimensioni costringendo il condomino che l’aveva ‘disturbato’ a barricarsi nel suo appartamento. S. M. non si è fatto scoraggiare e ha scatenato tutta la rabbia accumulata contro la porta del vicino bucandola da parte a parte numerose volte. La porta però è rimasta chiusa. Così S.M. ha pensato di aggirare l’ostacolo.

È tornato nel suo appartamento e si è diretto verso il balcone, separato da una vetrata dalla porzione del vicino. Ma mentre cercava di entrare nell’abitazione confinante dalla portafinestra, il cittadino di origine moldava gli ha assestato un colpo in testa usando il manico in metallo di una scopa. S.M. ha iniziato a perdere sangue copiosamente ed ha disceso le scale dal terzo piano lasciando dietro di sè una scia raccapricciante. Quando è giunto in strada erano già partite le telefonate di soccorso. Sul posto è arrivata una volante. «Quell’uomo era tutto insanguinato – racconta una donna che abita nelle vicinanze – si è diretto verso la vetrina di un negozio e quando gli agenti gli hanno intimato di gettare il coltello, lui l’ha lasciato, si è inginocchiato, ha piegato le braccia sulla sua testa e si è consegnato». S.M. è stato trasportato all’ospedale in stato d’arresto: deve rispondere di porto d’arma abusivo, tentata violazione di domicilio e tentate lesioni. È stato denunciato per minacce e danneggiamento aggravato. La notizia ha fatto subito il giro del quartiere, dove ieri la lite era l’argomento del giorno. Musi lunghi e facce preoccupate tra i residenti che descrivono una «situazione che peggiora ogni giorno di più». La forte presenza di cittadini stranieri suscita preoccupazione e diffidenza. «Spesso fanno rumore e baldoria fino a notte – lamentano alcune famiglie residenti nella stessa strada – litigano e se gli dici qualcosa ti minacciano». Poi c’è chi ricorda «i continui furti di biciclette» ma poi aggiunge: «No, non lo so chi ha rubato la mia».

Ferrara: preso uno degli stupratori di gruppo

Si tratta di un 30enne di origine tunisina, Hamba Chawki il suo nome, fermato una settimana fa dalla Squadra mobile e accusato di violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo e sequestro di persona.
L’uomo, con precedenti legati allo spaccio di droga, secondo la ricostruzione della Polizia consumava alcol e poi andava a prostitute. Vittime due ragazze romene che lo scorso settembre sono state avvicinate dal 30enne.

Una è stata violentata tutta la notte da lui e da altri tre uomini che il tunisino si era portato con sé. L’altra prostituta invece era riuscita a scappare prima della violenza, lanciandosi da una finestra.

http://www.telestense.it/stuprava-le-prostitute-da-ubriaco-arrestato-dalla-polizia-0219.html

Gli inquirenti ipotizzano che le vittime dell’uomo potrebbero essere più di due ma sanno anche che le ragazze di vita generalmente non denunciano questi episodi per il timore di ritorsioni, specialmente se l’aguzzino in questione si è dimostrato più volte capace di tale violenza.

http://www.ferrara24ore.it/news/ferrara/0013701-sequestrata-e-stuprata-dal-branco-una-notte

Dal campo nomadi alle case degli anziani: per rubare

Dopo aver lasciato i bambini all’asilo – a spese nostre – si trasformavano, diventando ladre di anziani, fino alle 13.30, quando riprendevano i figli e rivestivano i panni protettivi dell’esser madri. Per oltre un anno – quanto è durata l’inchiesta a loro carico -, hanno rubato in lungo e in largo tra Ferrara, Rovigo e Padova: la mattina uscivano di casa, dai campi sosta privati di via Modena e via Pelosa (non il campo nomadi «pubblico», in città in altra zona), e poi battevano le campagne, cercando case isolate dove abitano persone anziane, spesso sole, indifese, non protette.
Per loro, 4 donne della stessa famiglia e il capo famiglia, rubare in casa e raggirare anziani era un vero lavoro.
Organizzato, visto che la famiglia aveva anche complici tra basisti, che indicavano chi e dove rubare, o ricettatori ai quali sapevano di poter piazzare la merce rubata, dall’oro alle damigiane di vino, fino a polli e conigli. Sono finiti in carcere in 5, con gli ordini di cattura firmati dal gip di Ferrara e chiesti dal procuratore capo Bruno Cherchi, per furto aggravato. Cinque componenti di una stessa famiglia, marito e moglie, due figlie e una nipote: Roberto Suffer ,53 anni; la moglie Maria Lucchesi, 49; le figlie Cristina Lucchesi di 28 anni, Candy Suffer, 33 (unica già in carcere per altri fatti) e Susy Bonora, 41 anni (la nipote). Tutto era partito nell’ottobre 2012, dopo un furto sventato nel Copparese, dalla vicina di casa di una anziana novantenne: da quel fatto sono partite le indagini dei carabinieri che hanno raccolto prove e riscontri per furti e truffe messi a segno a Copparo, Berra, Tresigallo, Ro Ferrarese e Voghiera; poi a Monselice nel Padovano e quindi nel Rodigino a San Martino di Vanezze, Rovigo, Crispino, Adria, Occhiobello, Gaiba e Stienta.

http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2013/12/10/news/il-loro-lavoro-rubavano-solo-agli-anziani-1.8278727

Sgominata banda di nomadi dediti ai furti nelle abitazioni

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OggiNotizie
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