Category: Como

Massacrato a pugni alla fermata del bus

Preso a pugni, gettato a terra e poi rapinato del portafogli. Un pensionato comasco è finito in ospedale, nella serata di sabato, dopo essere stato vittima di un’aggressione mentre aspettava il bus per tornare a casa.

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In manette è finito un giovane cittadino somalo senza fissa dimora, che è stato condannato ieri mattina in Tribunale a tre anni e 8 mesi di carcere. In cella è finito Muhudin Duale Mohamed, 22 anni, nato in Somalia e in Italia con un regolare permesso di soggiorno. La rapina è avvenuto sabato, poco dopo le 21.30.

La vittima, un uomo di 63 anni residente a Tavernola, stava aspettando il bus in viale Innocenzo, all’altezza dell’incrocio con via Gallio, per poter rientrare a casa prima dello scadere del coprifuoco.

Mentre era in attesa dell’autobus il giovane, alto e magro, lo avvicina e gli chiede di consegnargli il telefono cellulare. L’uomo replica che non ha alcun cellulare e, a questo punto, viene aggredito. Il giovane somalo gli assesta un paio di pugni al volto e lo fa cadere a terra. A questo punto gli tira via il cappello che indossava, un cappellino con visiera stile baseball, e gli strappa il portafogli. Quindi si allontana velocemente a piedi.

Mentre un testimone si attacca al telefono per chiamare il 112, una donna, che pure lei aveva assistito all’aggressione, ferma una pattuglia della Guardia di finanza in transito proprio in quel momento. La donna fornisce una descrizione dell’aggressore, indica la via da cui si è allontanato. Nel frattempo una pattuglia della squadra volante della polizia, intervenuta subito dopo la chiamata al 112, intercetta la vittima che a piedi cercava di raggiungere la Questura.

Mentre i poliziotti si fanno ricostruire l’accaduto, i finanzieri – ben indirizzati dalla testimone – intercettano il sospettato in via Regina, dietro alla Comodepur. La descrizione corrisponde: magro, alto, giovane, origini africane, cappello da baseball in testa.

Non solo la descrizione: in tasca il ragazzo ha un portafogli, dentro 20 euro (cioè la cifra rubata alla comasco aggredito poco prima) e la carta d’identità dell’uomo che sarà di lì a poco costretto a farsi medicare in pronto soccorso.

I finanzieri conducono il sospettato nel punto in cui i poliziotti avevano soccorso la vittima. Quest’ultimo riconosce l’aggressore senz’ombra di dubbio. E dopotutto a dare agli inquirenti la certezza che si trattasse dell’aggressore, concorre anche il ritrovamento del bottino della rapina in tasca al sospettato nonché il cappellino con visiera che era di proprietà della vittima prima che il giovane glielo strappasse, dopo averlo colpito.

Da qui la decisione di procedere all’arresto di Duale Mohamed, finito in cella di sicurezza con l’accusa di rapina aggravata. Ma qui il giovane ha creato ulteriori problemi. Non contento di quanto combinato, infatti, ha anche dato in escandescenza causando danni all’interno della Questura e finendo per essere accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale e di danneggiamento. Inoltre il questore ha emesso a suo carico anche una avviso orale, misura di prevenzione che finirà per fargli perdere il beneficio del permesso di soggiorno e che potrebbe aprire la via per un possibile rimpatrio, una volta scontata la pena in carcere.

Ieri mattina, infatti, il ragazzo è stato accompagnato dai poliziotti in Tribunale per essere sottoposto al processo per direttissima. Riconosciuto colpevole, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere. Inoltre il giudice ha anche disposto la custodia cautelare in carcere.

“In Ghana vi avrei tagliato la gola. Vostra giustizia fa schifo, non potete farmi niente”

Como, la Locale lo ferma: “In Ghana vi avrei tagliato la gola. La vostra giustizia fa schifo, non potete farmi niente”

Ieri mattina intorno alle 11,45 una pattuglia dell’unità operativa della Polizia locale è intervenuta in via Regina Teodolinda, nell’area di sosta davanti all’entrata del cimitero monumentale, in seguito alla segnalazione di un uomo che chiedeva denaro in modo insistente alle persone che parcheggiavano.

Fallito ogni tentativo di convincerlo a smettere, i due agenti lo hanno invitato a mostrare un documento d’identità. L’uomo, invece di presentare i documenti, li ha insultati e minacciando loro e pure le famiglie, aggiungendo “in Ghana vi avrei tagliato la gola” e poi “in Italia la giustizia fa schifo e non potete farmi niente”.

Nonostante fosse stato nuovamente invitato a mantenere la calma, ha proseguito con altre minacce, iniziato a spintonare gli agenti e cercato di colpirli con calci, pugni e testate. Pur con difficoltà e riportando lesioni guaribili in cinque giorni, i due operatori sono riusciti ad arrestarlo.

Con la perquisizione effettuata al Comando è stata trovata una tessera sanitaria che corrisponde a un uomo di 49 anni, A.E., nato ad Accra (Ghana) e residente a Rozzano. Dalle banche dati del Comando di Polizia locale e dal Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Como, dove l’uomo è stato trasferito per i rilievi foto dattiloscopici e per ulteriori accertamenti sulla regolarità della permanenza sul territorio italiano, è stato appurato che a carico dell’indagato risultano procedimenti specifici per rapina, immigrazione clandestina, detenzione e spaccio di stupefacenti, occupazione abusiva di immobili.

Processato stamattina per direttissima,  ha patteggiato ed è stato condannato alla reclusione per un anno (la pena è stata sospesa) e al divieto di dimora in Como e provincia, per violazione degli artt. 336 (violenza e minacce a Pubblico Ufficiale), 337 (resistenza a Pubblico Ufficiale), 582 (lesione personale aggravate), 651 (rifiuto di declinare le proprie generalità), sanzione amministrativa per l’art. 688 c.p. (ubriachezza molesta).

“Esprimo la mia vicinanza e auguro una pronta guarigione ai due agenti – l’assessore alla Polizia locale Elena Negretti – L’episodio testimonia la prontezza e l’efficacia con la quale si interviene a tutela dei nostri cittadini, anche mettendo a repentaglio la propria incolumità fisica, rendendo esperienza concreta il concetto più alto e autentico di ‘servizio’, come nella migliore tradizione del corpo di Polizia locale di Como”.

Immigrato pesta autista e tenta di sequestrare bus: poi attacca poliziotti

Aggressione sul bus – Giovane di 24 anni si scaglia contro l’autista e cerca di rubare il mezzo: denunciato.
Momenti di panico assai concitati quelli vissuti nel pomeriggio del 15 giugno 2020 a bordo di un bus di linea di Asf a Como. La polizia è dovuta intervenire per placare un giovane di 24 anni che, dopo avere preso a pugni il parabrezza dell’autobus a una fermata, è riuscito a salire a bordo del mezzo e a scagliarsi con violenza contro l’autista.

L’intervento di alcuni passeggeri ha permesso di allontanare l’aggressore dall’autista, ma il giovane esgaitato, in evidente stato di alterazione psicofisica, è riuscito a impadronirsi della cabina di guida. Stava per mettere in moto il pullman quando un passeggero è intervenuto con un atto fulmineo e ha tolto le chiavi dal quadro impedendo al giovane cittadino straniero di guidare il bus.

I poliziotti delle volanti della Questura di Como hanno avuto non poche difficoltà a placare il ragazzo che si è scagliato contro di loro con calci e pugni. L’aggressore è stato denunciato a piede libero per interruzione di pubblico servizio e lesioni aggravate. Un poliziotto ha rimediato ferite e lesioni a un braccio con prognosi di 7 giorni. Contusioni ed escoriazioni guaribili in 5 giorni, invece, per l’utista.

www.quicomo.it

Islamico bastona donna incita e la stupra

https://www.ilgiorno.it/como/cronaca/como-picchia-la-moglie-incinta-con-un-bastone-arrestato-marito-violento-1.4642658

Como, 12 giugno 2019 – Gli agenti della Squadra Mobile di Como, hanno arrestatoun uomo di 39 anni, italiano di origini marocchine, per maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni aggravate, nei confronti della moglie, ventisettenne marocchina, incinta del primo figlio. In occasione dell’ultimo ricovero in ospedale la donna aveva deciso di denunciare il marito. Ha raccontato di aver raggiunto nel dicembre dell’anno scorso in Italia il marito, sposato qualche mese prima in Marocco. Già dopo i primi giorni di matrimonio, l’uomo aveva cominciato a maltrattarla.

La donna era stata picchiata ogni giorno, anche con un bastone e costretta a subire atti sessuali. Due gli episodi più gravi: il marito, dopo averla colpita più volte alla testa, le ha fatto perdere i sensi; un’altra volta l’ha colpita al ventre. L’uomo le imponeva il silenzio: «Tanto non ti crederanno mai, non parli neanche l’italiano». La donna, dopo la denuncia, aveva rinunciato alla protezione in casa di accoglienza, tornando a vivere con il marito. Nel frattempo gli investigatori hanno raccolto altri elementi che hanno portato al suo arresto.

Olgiate, motociclista travolto e ucciso da un'auto pirata: Si costituisce tunisino

  1. Olgiate, motociclista travolto e ucciso da un’auto pirata. Si costituisce tunisino di 45 anni  Corriere di Como
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  3. Olgiate Comasco, preso il pirata della strada che ha ucciso motociclista  Corriere della Sera
  4. Incidente mortale a Olgiate, individuato il pirata della strada  Giornale di Como
  5. Olgiate Comasco, identificato il pirata che ha travolto e ucciso il motociclista  Espansione TV
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Como, 5 immigrati stuprano 4 ragazzine italiane: prese a morsi

https://tg24.sky.it/milano/2019/02/28/violenza-sessuale-como.html
5 immigrati stuprano 4 ragazzine: massacrate a morsi

La vuole stuprare sul bus, denunciato profugo

Il giovane ha seguito la ragazza anche a bordo del mezzo

Posted by Il Giorno on Saturday, September 22, 2018

Migante tenta di stuprarla mentre passeggia

Tentata violenza sessuale giovedì nei confronti di una donna di 38 anni che camminava insieme al suo cane

Como, autisti bus aggrediti da immigrati senza biglietto: calci e pugni

Calci e pugni per aver preteso il pagamento del biglietto

E’ accaduto martedì sera in piazza Vittoria, in centro città

Autista chiede biglietto a immigrati, loro rimangono scioccati e lo pestano

Tensione ieri pomeriggio sul C11 in via Tibaldi. Cinque giovani volevano viaggiare senza pagare il ticket. Paura tra gli studenti a bordo. Interviene la Polizia locale