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Intera famiglia schiavizza ragazza in casa popolare

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_maggio_07/bologna-vessata-ridotta-schiavitu-disperazione-ingerisce-detersivo-quattro-arresti-120e2f02-af26-11eb-ac82-c9d3f54f39af.shtml

Attirata in Italia con l’inganno, dietro la promessa di un matrimonio che le avrebbe cambiato la vita, e fin da subito ridotta in schiavitù, vessata e sottoposta ad angherie e vessazioni da una intera famiglia rom il cui obiettivo finale, secondo l’accusa, era quello di avviarla alla prostituzione o all’accattonaggio. Un incubo durato dieci giorni quello di una ragazza serba di 22 anni che per sfuggire a quell’orrore e poter lasciare la prigione nella quale era stata segregata, una casa popolare di Pianoro dove abitava il nucleo familiare, ha ingerito del detersivo per lavastoviglie finendo così in ospedale. Ed è proprio ai medici e in seguito agli agenti della Mobile che ha raccontato l’incubo nel quale era precipitata. Gli investigatori della polizia, coordinati dal pm Roberto Ceroni, hanno posto fine a questo film dell’orrore con una indagine lampo culminata ieri con quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone emessa dal gip Domenico Truppa: in cella sono finiti il capofamiglia romeno di 37 anni, la compagna coetanea kosovara, e i figli di lei, 22 e 19 anni, entrambi nati a Bologna. Proprio quest’ultimo ha agganciato la giovane su Facebook, corteggiandola e facendola innamorare.

La tragedia

Il prologo di un piano preciso, secondo l’accusa. La ragazza viene infatti convinta a venire in Italia, la famiglia ora in carcere le invia 400 euro per il viaggio ma quando arriva a Pianoro, lo scorso 20 gennaio, finisce subito in trappola. Le portano via il passaporto e il cellulare, la costringono a fare i lavori di casa, per metterla alla prova, la spingono senza successo ad avere un figlio con il 19enne, ma vive da reclusa: privata della libertà, chiusa in camera e guardata a vista, col divieto di comunicare con chiunque, soprattutto con i genitori rimasti in Serbia, contrari fin da subito a quel viaggio. Le danno da mangiare una sola volta al giorno, tanto che la giovane perde decine di chili, poi calci e pugni. Fino a quando una parente della famiglia in visita in quella casa le consiglia di fingere un malore, l’ospedale come unica via d’uscita. Lei fa di più, ingerisce del detersivo e, il primo febbraio, una volta ricoverata racconta quell’incubo. Gli agenti della Mobile si mettono al lavoro, raccolgono altre testimonianze e intercettano la famiglia che a quel punto sospetta che la ragazza abbia parlato e medita vendetta: <I figli di mio zio vanno a Subotica, mando loro 100 euro per il viaggio, entrano in casa e li massacrano>, dice la madre dei due ragazzi riferendosi ai genitori di lei. Le minacce vanno avanti sui social, ma è ormai l’ultimo atto. Ieri l’epilogo, tutta la famiglia finisce in manette con l’accusa di sequestro di persona e riduzione in schiavitù, reati aggravati dal fine di indurre la vittima alla prostituzione e all’accattonaggio, per ripagare il debito iniziale. Una volta guarita e dimessa dall’ospedale, la ragazza è stata accolta in una comunità protetta.

Africano fa a pezzi donna e la getta nel cassonetto

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/bologna-camerunense-fa-a-pezzi-192026/

Pestata a sangue dai romeni

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_aprile_30/bologna-rapinano-prezioso-rolex-ad-donna-due-arresti-db761a7c-a98f-11eb-93d4-8f224a705b82.shtml

Sono stati arrestati in flagranza di reato dopo un inseguimento in macchina, all’interno della quale gli uomini della polizia hanno ritrovato il rolex rubato, oltre alla figlia di soli due anni, coinvolta nella loro scorribanda e nella pericolosa fuga. In manette sono finiti due romeni senza fissa dimora lui 28 anni e lei 22 con precedenti specifici, accusati della violenta rapina del prezioso orologio ai danni di una donna.

La ricostruzione

È successo mercoledì scorso a Crespellano intorno alle 16, quando la vittima della rapina si era messa a urlare attirando l’attenzione degli uomini della Squadra Mobile che pattugliava il territorio proprio in virtù del ripetersi di certi episodi. Erano loro a vedere un’auto di colore grigio, già segnalata per fatti simili nei giorni scorsi e sempre in quella zona, allontanarsi a tutta velocità. L’inseguimento, conclusosi prima di Ponte Ronca, ha portato all’arresto dei malviventi.

Il racconto della vittima

Secondo il racconto della donna, una 58enne, è stata la ragazza a chiederle un’informazione mentre lei era in macchina e stava parcheggiando. Dopo averle bussato al finestrino e fatto aprire la portiera, si è lanciata dentro l’abitacolo, impedendo alla malcapitata di chiudere lo sportello della vettura, colpendola con pugni e strattonandola per i capelli, prima di strappare con violenza l’orologio dal polso e rompendo il cinturino. La vittima che ha cercato di proteggersi mentre la giovane continuava a strattonarla prendendola per i polsi, è stata trovata in stato di choc e con un dito sanguinante, giudicato guaribile in 18 giorni dal personale sanitario. I due arrestati invece si trovano in carcere.

Migranti insoddisfatti: “Fate entrare i giornalisti per vedere come viviamo”

Migranti bloccano il Cas di via Mattei: “Fate entrare i giornalisti per vedere come viviamo”  BolognaToday

Armato di coltello contro agenti al grido “Allah Akbar”

Puntava il coltello verso una donna, terrorizzando i passanti e seminando il panico in via Marco Emilio Lepido. Il 4 marzo, intorno alle 11, alla centrale operativa del 113 sono arrivate diverse telefonate che segnalavano un uomo armato di coltello vicino a un negozio di alimentari.

I poliziotti delle volanti, arrivati sul posto, sono riusciti a disarmarlo, anche se l’uomo ha reagito con calci, gomitate e morsi. Nel parapiglia un agente ha riportato alcune ferite alle mani e una contusione all’avambraccio destro, giudicate guaribili in quindici giorni.

Durante la colluttazione l’uomo, M.K. nato in Bangladesh nel 1993, incensurato e dipendente del negozio di alimentari, ha gridato più volte “ALLAH AKBAR” (Dio è il più grande).

I poliziotti hanno appurato che il 28enne aveva una relazione con una connazionale 23enne, presente sul posto. La decisione di interrompere la relazione avrebbe fatto perdere la testa al giovane che ha quindi preso un coltello di 56 cm ed è uscito dal negozio. Un anziano che stava assistendo alla scena, è intervenuto e ha riportato una contusione al polso.

Il 28enne è stato tratto in arresto per resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza e deferito in stato di libertà per minacce gravi e aggravate e porto abusivo d’armi o oggetti atti a offendere.

Un caso simile era accaduto a fine gennaio in via Gagarin, quando un uomo ubriaco e molesto disturbava i clienti minacciandoli con un coltello.

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Risse e bottigliate tra africani per lo spaccio a Bologna

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Bologna hanno arrestato un 33enne senegalese per lesione personale aggravata. I militari, che avevano rafforzato in questi giorni il servizio perlustrativo in zona Bolognina a seguito di segnalazioni pervenute al 112 di situazioni di degrado, sono giunti immediatamente in via Tibaldi a seguito di una richiesta di soccorso, perché alle ore 16:30 di ieri, si era verificato un grave episodio di aggressione tra cittadini stranieri. Giunti sul posto, i Carabinieri hanno sorpreso un soggetto che dopo aver sferrato diversi colpi a un connazionale, stava cercando di fuggire, ma lo hanno immediatamente raggiunto e bloccato. Dalla ricostruzione dei fatti, anche attraverso la testimonianza di alcuni cittadini, è emerso che l’aggressore, un 33enne senegalese, dopo una breve discussone con un connazionale 41enne, lo prendeva a pugni e lo colpiva al volto con un coccio di bottiglia di vetro dopo averla infranta volontariamente contro un muro per trasformarla, da oggetto contundente a oggetto tagliente. Solo il transito di alcuni passanti che erano intervenuti per allontanarlo dalla sua vittima, aveva impedito di portare a conseguenze peggiori l’aggressione. L’immediata richiesta di soccorso al 112 ha permesso ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile, già in zona, di arrivare tempestivamente sul posto e bloccare l’aggressore prima che fuggisse. Dopo aver raccolto le testimonianze e le denunce e condotto la vittima al pronto soccorso, dove in serata è stata sottoposta ad intervento chirurgico per suturare la ferita al volto lunga ben 6 cm, l’aggressore è stato arrestato per lesioni gravissime, avendogli deturpato il volto. Non è chiara la causa dell’aggressione tra i due senegalesi, entrambi con precedenti per spaccio di stupefacenti. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, il 33enne è stato tradotto in carcere.

TUNISINI CIRCONDANO E PESTANO POLIZIOTTI: “NON CI POTETE ARRESTARE”

Gli episodi di violenza nei confronti delle forze dell’ordine sono sempre più all’ordine del giorno.

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/pugni-e-cocci-vetro-choc-bologna-tunisini-accerchiano-i-1920278.html

Un controllo di polizia si è trasformato in una brutale aggressione che ha mandato un poliziotto in ospedale con ben 20 giorni di prognosi. È accaduto ieri pomeriggio a Bologna, in piazza dell’Unità, ma se ne ha notizia solo oggi.

Il malcapitato è un poliziotto della Squadra Mobile che insieme ai colleghi, in borghese, ha proceduto al controllo di un uomo di trent’anni, tunisino, già noto alle forze dell’ordine e con un divieto di dimora nella città. Riconosciuto dai poliziotti, alla vista di questi ultimi, il trentenne ha tentato prima la fuga spintonando i poliziotti, danneggiando taxi ed auto in sosta. Nonostante i tentativi, gli agenti sono riusciti a bloccarlo. Mentre si dimenava, urlando e opponendo resistenza, un gruppo di suoi connazionali ha letteralmente accerchiato i poliziotti cercando di impedire l’arresto e usando violenza. In particolare uno di loro, avrebbe sferrato diversi violenti pugni all’indirizzo degli agenti, assumendo la classica posizione da pugile. Un altro connazionale invece, ha rotto una bottiglia di vetro, usandone una parte affilata per minacciare i poliziotti.

Ad aver accerchiato e aggredito gli agenti sono tutti soggetti di nazionalità tunisina. All’arrivo di altri equipaggi in ausilio ai poliziotti, alcuni sono riusciti a fuggire mentre due di loro sono stati arrestati con l’accusa di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Sulla vicenda è intervenuta il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che ha espresso “vicinanza e solidarietà agli agenti della Polizia di Stato aggrediti”, ha giudicato inoltre “Inaccettabile qualsiasi minaccia e violenza nei confronti di chi opera quotidianamente con dedizione e sacrificio per tutelare la sicurezza dei cittadini e delle nostre città”.

Maggiori tutele ed equipaggiamenti invece è la richiesta dei sindacati di polizia ai quali, la solidarietà non basta. “Bene la vicinanza di Lamorgese per la brutale aggressione subita dai nostri colleghi a Bologna, ma ciò che serve non sono le parole, bensì mezzi e maggiori tutele”, dice invece Fabio Conestà, Segretario Generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia, “Ostacolare un arresto è un reato, così come lo è aggredire chi in quel momento rappresenta la legge. La professionalità dei colleghi, a cui va la nostra solidarietà, ha scongiurato conseguenze peggiori. Ci auguriamo che gli arrestati non siano rimessi in libertà già da stasera. Senza pena certa – conclude – non si fa altro che legittimare condotte di questo tipo che ci porteranno alla deriva, siamo sempre più in balia dei criminali e loro questo lo sanno”.

Il fenomeno delle aggressioni non si arresta, anzi è sempre in costante crescita, come, rilevano i dati preoccupanti dell’osservatorio ‘Sbirri Pikkiati’ di Asaps, secondo i quali nei primi sei mesi dello scorso anno, le aggressioni su strada, nei confronti degli uomini in divisa, sono aumentate del 20,6%, nonostante il lockdown. Di questi attacchi alle forze dell’ordine, sempre secondo quanto registra l’osservatorio, il 40% vede come responsabili cittadini stranieri.

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Branco di stranieri terrorizza Bologna: violenta rissa


Inferno a Bologna
, rissa in strada nella notte: 5 stranieri impegnati in tutti contro tutti, grondano sangue e alcool. La miccia scattata, come spesso avviene in questi casi, da futili motivi. Che però, degenerati quasi subito, hanno dato luogo a un feroce scontro. I residenti in allarme chiamano la polizia. Dunque, ancora una volta, in barba a divieti sanitari e senso civico, questa notte in una delle strade della dotta Bologna un gruppo di stranieri ha scatenato l’inferno. Grida e fracasso hanno svegliato dal sonno notturno i residenti di via De Giovanni. Allarmati per quelle urla che arrivavano dalla strada dove, tra ubriachi e feriti, stava andando in scena un “tutti contro tutti”. E infatti, quando la polizia, intervenuta in seguito a una segnalazione che denunciava una violenta rissa in corso, è arrivata sul posto, ha trovato di fronte a sé una scena disarmante almeno quanto inquietante. Un manipolo di stranieri ubriachi e a dir poco molesti. Sicuramente minacciosi. E pericolosi gli uni, nei confronti degli altri.

Bologna, violenta rissa in strada tra stranieri

Era esattamente l’1 e 30 di stanotte quando gli agenti in servizio a Bologna, rispondendo all’allarme scattato dopo la segnalazione di una rissa in via De Giovanni, giunti sul posto hanno trovato due uomini: un cittadino peruviano di 39 anni a torso nudo e una cittadina peruviana di 27 anni, entrambi ubriachi. Oltre che con alcune escoriazioni sul volto, segno dei disordini avvenuti fino a quel momento. I due hanno riferito di essere venuti alle mani con altre persone che abitano nelle vicinanze.

Ubriachi e minacciosi, sono stati tutti denunciati per rissa

I poliziotti hanno provveduto immediatamente a rintracciare gli altri partecipanti alla rissa: due ecuadoriani e una italiana, tutti maggiorenni, che hanno confermato la lite scattata per uno screzio e poi degenerata in un corpo a corpo violento improvvisato in strada. Un caso che ha preoccupato i residenti della zona, preoccupati per quanto stava accadendo sotto le loro finestre. Così, come riferisce l’Adnkronos nel dare la notizia, tutti i soggetti sono stati denunciati per rissa. Ma i due sudamericani, che gli agenti arrivando sul luogo dei disordini, hanno intercettato per primi in strada, hanno ricevuto sanzioni anche per manifesta ubriachezza e violazione del coprifuoco.

BOLOGNA: Spaccio di droga, arrestati due pusher tunisini

BOLOGNA: Spaccio di droga, arrestati due pusher tunisini | FOTO  Teleromagna24