Category: Bologna

Si tuffa nel fiume per salvarsi dal migrante che la vuole stuprare

https://www.ilgiornale.it/news/cronache/bologna-si-tuffa-nel-torrente-sfuggire-allaggressore-1977111.html

Aggredisce i carabinieri al grido di ‘Allah Akbar’

https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/crevalcore-aggredisce-i-carabinieri-al-grido-di-allah-akbar-1.6823419

CINESI SI ACCOLTELLANO TRA LORO A BOLOGNA

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/06/08/news/bologna_rissa_borgo_panigale_donna_gravissima-304926996/

Frate preso a pugni da albanese

https://www.bolognatoday.it/cronaca/aggressione-ivia-zamboni-padre-domenico.html

Lo ha avvicinato con toni aggressivi, poi è passato ai fatti e lo ha preso a pugni. Brutta avventura per padre Domenico Vittorini, priore agostiniano della basilica di San Giacomo Maggiore di via Zamboni. Intorno alle ore 8.30 di oggi, 4 giugno, il sacerdote, che è anche cappellano della Polizia di stato, si trovava davanti alla chiesa quando è stato avvicinato da un uomo che frequenta la zona.

Prima si è rivolto a in modo aggressivo e poi lo ha preso a pugni. Sono intervenute le volanti e gli agenti hanno bloccato l’aggressore. Si tratta di un cittadino albanese di 35 anni, già pregiudicato e gravato da Tso in passato, che è stato accompagnato in questura e denunciato. 

Padre Domenico è stato trasportato in ospedale in codice 1 al Pronto Soccorso del Policlinico Sant’Orsola per accertamenti e ne avrà per 4 giorni.

Il religioso è molto conosciuto nella zona universitaria anche perchè gestisce la mensa per i bisognosi nei locali attigui alla basilica. 

Tunisino sequestra, segrega e stupra donna

Donna segregata, legata al letto e violentata: un uomo di 49 anni, di origini tunisine, è stato arrestato dalla polizia locale di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, perché ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona contro la compagna, una donna di origini marocchine di 36 anni. La vittima, dopo tre giorni di segregazione in cui è stata rinchiusa in casa e, a tratti, legata al letto e malmenata, in un momento di assenza del compagno, è riuscita ad affacciarsi alla finestra e a chiedere aiuto.

Le sue urla sono state fortunatamente sentite da un cittadino che ha allertato la Polizia Locale. Immediato l’intervento degli Agenti del Comando di Castelfranco Emilia che, dopo essere riusciti ad entrare nell’appartamento, hanno immobilizzato e arrestato l’uomo e, soprattutto, evitato che la violenza potesse avere un epilogo ancora più tragico e drammatico per la giovane donna che presentava già varie escoriazioni e tumefazioni sul corpo, giudicate guaribili in alcuni giorni. Il 49enne si trova in carcere al Sant’Anna.

“Desidero esprimere la mia piena solidarietà alla vittima che, grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia Locale, ha evitato conseguenze ancora più tragiche” ha fatto sapere il Sindaco di Castelfranco Emilia Giovanni Gargano che ha poi ringraziato gli agenti della locale per l’ottimo lavoro svolto.

Un episodio di violenza molto simile è avvenuto a inizio a maggio a Milano, in un appartamento di piazzale Loreto. In quel caso la vittima, una ragazza brasiliana di 27 anni, era stata trovata a letto da un’amica con i lividi e il volto tumefatto. A sequestrarla, per tre giorni, era stato il compagno poi arrestato da carabinieri. L’uomo, 29 anni, anche lui brasiliano, avrebbe legato la vittima sia a sé stesso che al letto e l’aveva picchiata anche con una mazza da baseball.  www.today.it/citta

Africano manda due poliziotti all’ospedale

Ha aggredito i poliziotti senza apparenti motivi durante un controllo nel negozio di alimentari bengalese in via Zanardi 186, nel quale era entrato come cliente. Due agenti presi a pugni dall’uomo sono finiti in ospedale.

https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/aggressione-via-zanardi-1.6404917

L’allarme è scattato immediatamente intorno alle 11,30  e sul posto sono arrivati i rinforzi con cinque Volanti. L’aggressore, un 30enne del Mali, è stato arrestato. 

Intera famiglia schiavizza ragazza in casa popolare

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_maggio_07/bologna-vessata-ridotta-schiavitu-disperazione-ingerisce-detersivo-quattro-arresti-120e2f02-af26-11eb-ac82-c9d3f54f39af.shtml

Attirata in Italia con l’inganno, dietro la promessa di un matrimonio che le avrebbe cambiato la vita, e fin da subito ridotta in schiavitù, vessata e sottoposta ad angherie e vessazioni da una intera famiglia rom il cui obiettivo finale, secondo l’accusa, era quello di avviarla alla prostituzione o all’accattonaggio. Un incubo durato dieci giorni quello di una ragazza serba di 22 anni che per sfuggire a quell’orrore e poter lasciare la prigione nella quale era stata segregata, una casa popolare di Pianoro dove abitava il nucleo familiare, ha ingerito del detersivo per lavastoviglie finendo così in ospedale. Ed è proprio ai medici e in seguito agli agenti della Mobile che ha raccontato l’incubo nel quale era precipitata. Gli investigatori della polizia, coordinati dal pm Roberto Ceroni, hanno posto fine a questo film dell’orrore con una indagine lampo culminata ieri con quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone emessa dal gip Domenico Truppa: in cella sono finiti il capofamiglia romeno di 37 anni, la compagna coetanea kosovara, e i figli di lei, 22 e 19 anni, entrambi nati a Bologna. Proprio quest’ultimo ha agganciato la giovane su Facebook, corteggiandola e facendola innamorare.

La tragedia

Il prologo di un piano preciso, secondo l’accusa. La ragazza viene infatti convinta a venire in Italia, la famiglia ora in carcere le invia 400 euro per il viaggio ma quando arriva a Pianoro, lo scorso 20 gennaio, finisce subito in trappola. Le portano via il passaporto e il cellulare, la costringono a fare i lavori di casa, per metterla alla prova, la spingono senza successo ad avere un figlio con il 19enne, ma vive da reclusa: privata della libertà, chiusa in camera e guardata a vista, col divieto di comunicare con chiunque, soprattutto con i genitori rimasti in Serbia, contrari fin da subito a quel viaggio. Le danno da mangiare una sola volta al giorno, tanto che la giovane perde decine di chili, poi calci e pugni. Fino a quando una parente della famiglia in visita in quella casa le consiglia di fingere un malore, l’ospedale come unica via d’uscita. Lei fa di più, ingerisce del detersivo e, il primo febbraio, una volta ricoverata racconta quell’incubo. Gli agenti della Mobile si mettono al lavoro, raccolgono altre testimonianze e intercettano la famiglia che a quel punto sospetta che la ragazza abbia parlato e medita vendetta: <I figli di mio zio vanno a Subotica, mando loro 100 euro per il viaggio, entrano in casa e li massacrano>, dice la madre dei due ragazzi riferendosi ai genitori di lei. Le minacce vanno avanti sui social, ma è ormai l’ultimo atto. Ieri l’epilogo, tutta la famiglia finisce in manette con l’accusa di sequestro di persona e riduzione in schiavitù, reati aggravati dal fine di indurre la vittima alla prostituzione e all’accattonaggio, per ripagare il debito iniziale. Una volta guarita e dimessa dall’ospedale, la ragazza è stata accolta in una comunità protetta.

Africano fa a pezzi donna e la getta nel cassonetto

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/bologna-camerunense-fa-a-pezzi-192026/

Pestata a sangue dai romeni

https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_aprile_30/bologna-rapinano-prezioso-rolex-ad-donna-due-arresti-db761a7c-a98f-11eb-93d4-8f224a705b82.shtml

Sono stati arrestati in flagranza di reato dopo un inseguimento in macchina, all’interno della quale gli uomini della polizia hanno ritrovato il rolex rubato, oltre alla figlia di soli due anni, coinvolta nella loro scorribanda e nella pericolosa fuga. In manette sono finiti due romeni senza fissa dimora lui 28 anni e lei 22 con precedenti specifici, accusati della violenta rapina del prezioso orologio ai danni di una donna.

La ricostruzione

È successo mercoledì scorso a Crespellano intorno alle 16, quando la vittima della rapina si era messa a urlare attirando l’attenzione degli uomini della Squadra Mobile che pattugliava il territorio proprio in virtù del ripetersi di certi episodi. Erano loro a vedere un’auto di colore grigio, già segnalata per fatti simili nei giorni scorsi e sempre in quella zona, allontanarsi a tutta velocità. L’inseguimento, conclusosi prima di Ponte Ronca, ha portato all’arresto dei malviventi.

Il racconto della vittima

Secondo il racconto della donna, una 58enne, è stata la ragazza a chiederle un’informazione mentre lei era in macchina e stava parcheggiando. Dopo averle bussato al finestrino e fatto aprire la portiera, si è lanciata dentro l’abitacolo, impedendo alla malcapitata di chiudere lo sportello della vettura, colpendola con pugni e strattonandola per i capelli, prima di strappare con violenza l’orologio dal polso e rompendo il cinturino. La vittima che ha cercato di proteggersi mentre la giovane continuava a strattonarla prendendola per i polsi, è stata trovata in stato di choc e con un dito sanguinante, giudicato guaribile in 18 giorni dal personale sanitario. I due arrestati invece si trovano in carcere.

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