Massacrato di botte da branco tunisini

11-04-2022

https://www.lanazione.it/pisa/cronaca/riempito-di-botte-in-piazza-fa-arrestare-il-rapinatore-1.7557396

Accerchiato e picchiato a sangue in piazza Vittorio Emanuele da una banda di rapinatori tunisini senza scrupoli. L’unica colpa del 34enne cascinese Luca Saviozzi è quella di voler salire a bordo della propria bicicletta elettrica legata davanti ad un bar dove era andato a bere qualcosa dopo un’intensa giornata di lavoro. Una bicicletta di valore – circa 2mila euro – che era finita nel mirino criminale di tre soggetti stranieri che lo aspettavano al varco. Sono quindi le 2.30 di notte del 12 febbraio scorso quando Saviozzi esce dal locale e – mentre recupera la bicicletta – viene raggiunto da una serie di colpi al volto che lo inchiodano al suolo in un lago di sangue. Il referto medico è chiaro: frattura dell’orbita oculare e numerose lesioni per una prognosi lunga 30 giorni.

Ora, a distanza di quasi due mesi, finalmente il 34enne può prendersi la sua rivincita. Qualche giorno dopo l’aggressione, infatti, la polizia municipale di Pisa ritrova il mezzo a due ruote a seguito di un blitz in una villetta abbandonata di proprietĂ  RFI in via Quarantola. Nella tasca di uno dei due tunisini che occupa illegalmente l’edificio viene rinvenuta anche la chiave del lucchetto. Saviozzi, attraverso Facebook, viene a conoscenza del ritrovamento della bici e chiede che venga restituito il mezzo. Nell’occasione, fra l’altro, riconosce – attraverso una foto segnaletica – l’uomo che aveva in tasca le chiave: “E’ stato lui ad aggredirmi”. Così lo inchioda. L’autore della rapina a questo punto viene denunciato all’AutoritĂ  giudiziaria mentre i due complici ancora non si trovano. Ieri, infine, l’ultimo atto di questa vicenda con il provvedimento di dissequestro e la restituzione della bicicletta che il giovane usa per recarsi al lavoro.

Piazza Vittorio Emanuele ormai da mesi al centro della cronaca per le aggressioni che si ripetono fra baby-bulli che se la prendono con i piĂą piccoli e veri e propri pericolosi criminali.

EVIDENZA, Pisa

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