Monza: sudamericano si denuda e molesta bambino, tenta violenza

14-11-2013

“Non ricordo nulla, avevo bevuto troppo vino”. Se per il pregiudicato Toni Zambrano è calato un velo sui ricordi di martedì pomeriggio, come ha dichiarato l’uomo arrestato per atti osceni al magistrato, l’esperienza rimarrà sicuramente impressa nella mente del povero ragazzino di 13 anni molestato dal 49enne in piazza Cambiaghi in pieno giorno.

Il giovane, in compagnia di altri tre coetanei, tutti residenti in provincia di Monza, stava passeggiando nella piazza del mercato, nella zona del ponticello sopra il Lambro. La piazza e le strade limitrofe, sono orma diventate punto di ritrovo fisso per sbandati e alcolizzati. Erano circa le quattro e un quarto. Secondo la ricostruzione degli agenti di polizia, Zambrano si è avvicinato, lo ha afferrato per un polso, si è calato i pantaloni e gli ha mostrato i genitali. Fortunatamente c’erano gli amici, che sono accorsi in aiuto del malcapitato. Prima hanno spintonato l’uomo, che ha mollato la presa, facendolo desistere dai suoi propositi. Poi si sono allontanati di corsa. Per loro fortuna, hanno incrociato la pattuglia di poliziotti a piedi che stava perlustrando la zona. Gli agenti hanno diramato via radio le ricerche ai loro colleghi in servizio sulla volante. Questi ultimi, non hanno avuto troppe difficoltà ad incrociare nuovamente il molestatore.

Era in Largo Mazzini, che stava avvicinando un altro gruppo di giovani. Gli agenti lo hanno bloccato: è un immigrato sudamericano, classe 1964, originario di Guayaquil, città costiera dell’Ecuador. Vive a Monza, e ha un permesso di soggiorno scaduto, secondo quanto riportano dal commissariato di viale Romagna. Ha diversi precedenti, e ha detto di condividere un appartamento in città con un’amica, e di lavorare come imbianchino. E’ stato arrestato con l’accusa di atti osceni, con l’aggravante dell’età inferiore ai 14 anni della parte offesa. Dopo aver trascorso la notte in camera di sicurezza alla Questura di Milano, ieri mattina è stato processato per direttissima. Al giudice ha detto di non ricordare nulla: «Ero troppo ubriaco». Alla fine ha scelto di patteggiare la pena a due mesi. Il tribunale, tuttavia, non ha emesso alcuna misura cautelare, al contrario di quanto chiedeva la procura.L’uomo rischia tuttavia l’espulsione in quanto irregolare.

EVIDENZA, Monza

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