Svuotacarceri: albanese tenta di rapire e stuprare due ragazzine, ai domiciliari

13-06-2013

SPINEA. «Tu ora vieni con me». Suonava pressappoco così la minaccia di un albanese di 23 anni nei confronti di una quattordicenne, bloccata e trattenuta per alcuni istanti, martedì scorso a Spinea, con l’intenzione di portarla a casa con sé.

L’ultimo episodio, martedì pomeriggio, è quello che ha fatto scattare le denunce e l’arresto del presunto stalker, ora ai domiciliari, accusato anche di tentato sequestro di persona. Le due quattordicenni stavano passeggiando insieme a Spinea in zona Graspo d’Uva, quando sono state raggiunte dal ventitreenne che le stava seguendo da un po’. Secondo la versione fornita ai carabinieri, le ragazzine hanno prima tentato di accelerare il passo, poi si sono messe a correre per sfuggire al molestatore, che però le ha raggiunte, afferrando la moldava per i polsi. È durante questi convulsi momenti che il ragazzo avrebbe detto, in albanese, di volersi portare la ragazzina a casa, dove vive con il fratello, non lontano dal luogo dell’aggressione.

Così avrebbe riferito ai carabinieri l’amica albanese della ragazzina aggredita, l’unica in grado di comprendere la lingua dello stalker, che non parlerebbe l’italiano essendo arrivato a Spinea solo da qualche mese. Sentendosi minacciata la ragazzina avrebbe cominciato a urlare tentando di divincolarsi, attirando l’attenzione di un automobilista, che ha lasciato l’auto a bordo strada accorrendo in soccorso delle due giovanissime.

Lo stalker a quel punto, vista la mal parata, sarebbe fuggito, mentre le ragazzine e l’automobilista hanno chiamato dal cellulare i carabinieri. Sentendosi braccato l’albanese è salito su un autobus e si è diretto verso Venezia. I carabinieri però sono riusciti a raccogliere elementi utili per mettersi subito sulle sue tracce e bloccarlo poco dopo a piazzale Roma. Pesanti le accuse messe nero su bianco dalle ragazzine, a cui si è aggiunta poi la testimonianza di una terza quattordicenne, italiana. Le tre avrebbero raccontato che l’aggressore non era affatto uno sconosciuto e che la persecuzione andava avanti da almeno due settimane: avance, ammiccamenti, pedinamenti, tutti risolti con il rifiuto delle tre, che all’ennesima provocazione, la più violenta, hanno deciso di sporgere denuncia. Il molestatore è stato sottoposto agli arresti domiciliari per atti persecutori e tentato sequestro di persona, in attesa della convalida del giudice per le indagini preliminari. La ragazzina moldava ha riportato ematomi guaribili in tre giorni. Inevitabilmente più lungo il tempo necessario per rimarginare la ferita morale di una brutta avventura di inizio estate.

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