Immigrati al volante: strade di sangue

30-12-2011

Una seria riflessione dovrebbe essere fatta sulla idiozia di concedere la patente agli immigrati. Troppa facilita nella concessione di questo diritto ad individui provenienti da paesi a rischio. Affronteremo il tema approfondendolo. Intanto questi dati di una ricerca ci dicono che in più del 90% dei casi i protagonisti degli incidenti sono stranieri. ancora più drammatico, il 50% dei pirati della strada e’immigrato. Ricordiamo che questi dati non includono i clandestini, immaginiamoci se li includessimo.
E ricordiamo anche che, gli immigrati sono “solo” il 7% della popolazione generale.

“Abbiamo sempre pensato che l’incidenza della sinistrosità in Italia da parte degli stranieri fosse un pianeta ancora tutto da scoprire e sempre più significativo (si pensi all’incidente di agosto quando un Suv condotto da un albanese ubriaco sulla A26, contromano per 20 km, si schiantò contro la vettura di 4 ragazzi francesi uccidendoli) per questo l’Osservatorio il Centauro-Asaps dall’inizio dell’anno ha raccolto un campione di 1000 incidenti con morti e feriti di rilevante gravità, certamente non esaustivo ma solo indicativo, per capire alcune delle caratteristiche della tipologia di questi incidenti e del coinvolgimento delle varie nazionalità coinvolte”.

Così all’Associazione amici Polizia scendono in campo in un settore delicato perché qui l’ombra delle discriminazioni è sempre in agguato. “Ma non vogliamo sembrare razzisti o fare discriminazioni di nessun genere – spiegano all’Asaps – però i dati parlano chiaro e crediamo siano utili per capire la portata del fenomeno e che ne sia scaturito uno spaccato ovviamente parziale ma significativo”.

I numeri parlano però chiaro: su 1000 incidenti catalogati dal primo gennaio al 23 dicembre 2011 le vittime totali sono state 401 di cui 294 fra i forestieri. I feriti complessivi sono stati 1256. Delle 401 vittime ben 70 sono i pedoni (209 i feriti) di cui 51 proprio fra gli stranieri, e 39 i ciclisti deceduti, un dato che conferma l’elevato rischio di queste categorie anche per gli ospiti del nostro Paese che in molti casi non si rendono sufficientemente visibili. E sono poi 198 le vittime fra i conducenti e i trasportati di auto o autocarri, 94 fra i motociclisti e ciclomotoristi.

La statistica e puntale e precisa: dei 1000 incidenti 783 sono avvenuti di giorno e 217 di notte. In 104 sinistri (10,4%)  i conducenti erano in stato di ebbrezza da alcol (6 avevano assunto droga). I casi di pirateria sono stati 211 (21%) e in 125 episodi il pirata era straniero (12,5%). E in 85 casi l’incidente ha coinvolto veicoli pesanti con targa straniera.

Insomma l’area geografica della sinistrosità degli stranieri in Italia ci dà questo mappa: in 288 episodi lo straniero faceva parte dell’UE (29%), con il record assoluto dei romeni che da soli sono stati coinvolti in 217 incidenti pari al 21,7% del totale e addirittura nel 75,3% degli incidenti con protagonisti dell’area UE. Seguono gli europei extra UE con 259 sinistri (26%), e 11 incidenti dei vicini  elvetici (1,1%). Vengono poi gli extracomunitari del continente africano con 203 (20,3%), gli asiatici con 115 (11,5%), e gli stranieri dell’america latina con 66 (6,6%).
Quattro gli incidenti significativi con coinvolti i nord americani. In 54 impatti non è stato possibile individuare la nazionalità esatta dei protagonisti forestieri.

Le regioni che si sono segnalate per il maggior numero di incidenti, fra i 1000 raccolti da ASAPS con protagonisti gli stranieri, sono: la Lombardia con 198, l’Emilia Romagna con 175, la Toscana 101, il Veneto 89, il Lazio 79. Solo 12 in Molise, 10 in Sardegna e 6 in Valle d’Aosta.

“I dati dell’Osservatorio il Centauro – Asaps – spiegano all’associazione – sulla sinistrosità degli stranieri in Italia non riescono a intercettare la percentuale degli stranieri irregolari. Tuttavia questo particolare capitolo dell’incidentalità merita di essere monitorato con continuità e particolare cura per capire la portata del fenomeno,  il coinvolgimento dei pedoni e dei ciclisti fra gli ospiti del nostro Paese, la qualità e categoria dei veicoli coinvolti e la regolarità dei documenti di guida che in un numero crescente di casi si sono rivelati falsi o autentici ma ottenuti irregolarmente. Un capitolo a parte rimane quello delle validità delle coperture assicurative, aspetto quest’ultimo che sta lievitando in modo vistoso non solo tra i forestieri ma anche fra gli automobilisti italiani”. [Link]

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