Verona, profughe battono davanti alla coop

19-09-2017

“Due richiedenti asilo politico si prostituiscono in strada e i gestori del centro d’accoglienza che le ospitano non si sono accorti di nulla?”, ad interrogarsi è il Consigliere regionale di ‘Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà’, Andrea Bassi.

Il comune di Verona con la polizia municipale e l’assessore alla sicurezza Daniele Polato, hanno intensificato nelle ultime settimane i controlli a tutela della sicurezza del territorio e dei cittadini, che si trovano a dover convivere con lo spiacevole fenomeno della prostituzione in strada. In particolare nella giornata di mercoledì 13 settembre, in Piazzale Guardini, sono state fermate 8 prostitute, 2 delle quali di nazionalità nigeriana, in Italia da oltre un anno e richiedenti asilo politico, pertanto tutelate senza alcuna possibilità di essere espulse dal territorio nazionale.

“Va fatta immediatamente chiarezza – esordisce Bassi – innanzitutto per evitare che possa passare il messaggio che chi arriva in Italia e presenta richiesta di asilo, può nel frattempo prostituirsi senza rischio di rimpatrio, diventando immediatamente un facile obiettivo per le organizzazioni criminali che gestiscono il fenomeno.
Se poi le due donne fermate sono ospiti di una struttura d’accoglienza, la cosa è assurda – commenta Bassi – perché godono pure dei ‘famosi’ 35 euro al giorno, per il loro mantenimento giornaliero. Se così fosse, dov’erano i gestori del centro presso il quale soggiornano? Se non si fossero accorti di nulla, andrebbe immediatamente revocato l’incarico conferitogli per la grave negligenza dimostrata. Se invece le fermate non fossero ospiti di alcuna struttura, la domanda che viene spontaneamente da farsi è: dove alloggiano e chi le mantiene?
Non lo dico – continua Bassi – per andare contro queste povere ragazze, ma è evidente che in tal caso qualcuno le sta schiavizzando e costringendole a prostituirsi. Mi auguro quindi che le autorità competenti svolgano immediatamente tutti i controlli del caso e facciano luce su un fatto così grave.
Inoltre – conclude Bassi – quanto emerso, ci fa capire per l’ennesima volta come questa metodologia di gestione di tutta la partita dei richiedenti asilo, faccia acqua da tutte le parti. Bisogna intervenire al più presto invertendo la rotta fin qui seguita dal Governo e cacciare coloro che hanno causato questo fallimento”.

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