Verona: Autista bus preso a cinghiate da immigrato

20-04-2015

VERONA. Un conducente di autobus è stato preso a cinghiate mercoledì in zona Borgo Nuovo e un altro è stato minacciato da un gruppo di ragazzi per aver cercato di sedare una rissa sul bus, sempre nello stesso quartiere. Due episodi che hanno spinto il sindacato Filt Cgil a chiedere di nuovo un incontro in Prefettura per affrontare la situazione.
«L’aggressione è avvenuta mercoledì nel tardo pomeriggio: subito dopo essere partito dal capolinea di Borgo Nuovo, ho visto arrivare di corsa un ragazzo intorno ai 20-25 anni, straniero, ma l’autobus era già in movimento e quindi ho proseguito la corsa», spiega l’autista dell’Atv, l’Azienda Trasporti Verona, aggredito il 15 aprile. «Dopo aver fatto il giro del quartiere, sono arrivato alla fermata successiva, che si trova a 500 metri di distanza dall’altra e lì ho ritrovato il giovane, che è salito».
Appena l’autobus è ripartito, il ragazzo avrebbe iniziato a inveire contro l’autista con frasi volgari. «A un certo punto si è sfilato la cintura e mi ha colpito più volte con la fibbia, ferendomi su un braccio e all’occhio», racconta l’uomo, che ha riportato dieci giorni di prognosi. «Sul mezzo c’erano dei ragazzini e si sono messi a piangere». In quegli attimi di concitazione, la porta si è aperta e il giovane è fuggito via. «Alcuni residenti della zona, che avevano assistito alla scena, sono pronti a testimoniare: dicono che è una zona malfamata e che sono stanchi di simili episodi», conclude l’autista, che poi ha avvisato la polizia ed è andato al pronto soccorso.
Sempre al capolinea di Borgo Nuovo un altro conducente, Thomas Righetti, è stato minacciato il 2 aprile da un gruppo di giovani per aver cercato di sedare una rissa. «Un passeggero era seduto al capolinea, quando sono saliti sul mezzo tre ragazzi e una ragazza di origine maghrebina, intorno ai 25 anni, e lo hanno aggredito», spiega Righetti. «Così ho cercato di dividerli, mettendomi in mezzo: il passeggero è riuscito a fuggire e i giovani, prima di andarsene, mi hanno minacciato, dicendo che avrebbero lo stesso fatto a me». Anche in questo caso, l’autista ha contattato la polizia.
«Alle continue aggressioni verbali, diventate oramai quotidiane, si stanno aggiungendo preoccupanti e frequenti episodi di violenza fisica, che stanno mettendo a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e degli stessi cittadini che utilizzano i mezzi pubblici per i loro spostamenti», spiega Mario Lumastro, segretario della Filt Cgil, che già aveva scritto al prefetto lo scorso 5 marzo. «La speranza è che questa problematica venga affrontata il prima possibile dalle istituzioni e dalle aziende per evitare che anche in questo caso si ripeta l’errore (o forse orrore) tipicamente italiano di intervenire quando il danno è oramai irreparabile»

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